martedì 30 dicembre 2008

Puntata finale 2008 campionati

Risultati, link, cronistoria e classifiche della decima giornata di Guinness Premiership:

Day 10
Friday 26 December 2008
SaleWasps(B)31-3
Saturday 27 December 2008
SaracensLondon Irish16-13(B)
BathNorthampton25-14
NewcastleWorcester16-16
BristolGloucester10-29(B)
HarlequinsLeicester26-26
Team Pts P W D L F A +/- BT BL CB
1 Bath 34 10 7 1 2 250 203 47 2 2 14
2 London Irish 33 10 7 0 3 244 154 90 2 3 13
3 Gloucester 32 10 7 0 3 239 196 43 4 0 12
4 Sale 30 10 7 0 3 170 136 34 1 1 10
5 Leicester 27 10 6 1 3 218 189 29 0 1 7
6 Harlequins 26 10 5 1 4 238 209 29 2 2 6
7 Saracens 24 10 5 0 5 227 188 39 1 3 0
8 Worcester 18 10 3 2 5 168 196 -28 0 2 2
9 Wasps 16 10 3 0 7 176 224 -48 0 4 0
10 Northampton 15 10 3 1 6 186 233 -47 0 1 -1
11 Newcastle 12 10 2 1 7 150 231 -81 0 2 -12
12 Bristol 9 10 1 1 8 125 232 -107 0 3 -15

A parte gli auguri, segnaliamo solo che il turno natalizio è risultato la giornata di regular season con più pubbico pagante della storia della Lega: 110.000 spettatori, dei quali 50.000 a Twickenham per il big match tra Harlequins e Tigers finito con un pari.
Anche la Magners League festeggia un primato di pubblico: più di 12.000 spettatori a Edimburgo, record scozzese di campionato,  per la sfida coi cugini Warriors. Notato nulla di natalizio: Connacht che batte Munster (ma con molti titolari a riposo) ad esempio?
Day 8
Friday 26 December 2008
Newport Gwent DragonsCardiff Blues(B)19-21
Edinburgh RugbyGlasgow Warriors(B)39-6
Saturday 27 December 2008
OspreysScarlets20-6
UlsterLeinster13-21
Sunday 28 December 2008
ConnachtMunster12-6(B)
Team Pts P W D L F A +/- BT BL CB
1 Munster 27 8 6 0 2 171 108 63 2 1 15
2 Ospreys 24 8 5 0 3 185 118 67 2 2 12
3 Leinster 21 8 4 1 3 167 113 54 1 2 5
4 Edinburgh Rugby 21 8 4 0 4 169 144 25 2 3 5
5 Glasgow Warriors 20 8 4 0 4 138 138 0 2 2 4
6 Scarlets 18 8 4 0 4 169 154 15 1 1 6
7 Ulster 16 8 3 0 5 139 140 -1 1 3 -8
8 Newport Gwent Dragons 16 8 3 0 5 126 186 -60 1 3 -4
9 Cardiff Blues 15 8 3 1 4 154 165 -11 1 0 3
10 Connacht 12 8 3 0 5 79 231 -152 0 0 -8

Nel frattempo l'inglese Planetrugby, forse il più seguito sito di rugby mondiale, riconosce a Sergio Parisse il titolo di Player of the Year 2008. Un in bocca al lupo 2009 e ad majora a lui e a tutti i rugby addicted.

mercoledì 24 dicembre 2008

Advance Veneto fair?

Sempre nell'ambito del fermento nazionale provocato dal comunicato stampa Fir sull'adesione alla Celtic League, da segnalare la sensatissima dichiarazione di Fulvio Lorigiola Presidente del Petrarca Rugby al Mattino di Padova, dove si dichiara pronto a lavorare per una Federazione dei club vèneti (Benetton a parte) in ottica territoriale come da noi già auspicato. Fatto che potrebbe essere imitato dai club emiliano-lombardi e del centro sud.
Da segnalare che di una Confederazione tra Padova e Rovigo in prospettiva europea si parla sin dal 2002. Chissà che il calcio al formicaio rifilato da Dondi & Co. non serva finalmente a far decollare l'idea, che come tutte le idee bottom-up guidate da uomini e mercato ci entusiasmano di più di quelle top down centraliste e pianificatrici.

Per adesso comunque sono solo belle idee, ma segnalano l'esistenza di un dibattito positivamente orientato e non più contrapposto tra Fir e club, grazie al compromesso raggiunto (l'idea originaria Fir era semplicemente di due selezioni per la Heineken Cup).
Va inoltre sottolineata la constatazione di Lorigiola che il valore vero di un club non risiede tanto nella "vetrina" (a che campionato partecipa), quanto nel vivaio su cui può contare. Se questi sono i dirigenti su cui il rugby italiano può contare a livello locale, allora le speranza che esso possa superare la rivoluzione in atto uscendone rafforzato, aumentano di un ordine di grandezza.
Riportiamo per intero l'articolo (tnxs to RugbyList), perchè oltre alle dichiarazioni del presidente, contiene un efficace sommario dello stato dell'arte alla data.
Vèneto come Galles, lo dico con nostalgia: là si parla di rugby anche a livello giornalistico in modo mediamente più informato e competente che da altre parti d'Italia.
CELTIC? PADOVA C'È
Il bivio, ancora Super 10 o cercare club e sponsor
il mattino di Padova - 22 dicembre 2008 pagina 36 sezione: Altre

«Per ora di certo ci sono due consiglieri che vanno a Glasgow a farsi dire se ci accettano o meno, due o 4 non importa»: Fulvio Lorigiola, presidente del Petrarca inquadra così il momento.
Un "new deal" rugbistico che se accettato a gennaio dalla Magners Celtic League a Glasgow (dove i consiglieri Gavazzi e Gaetaniello andranno in missione con un'offerta fra sponsor e altro) porterà - fra 9 mesi - alla più grande rivoluzione in 80 anni di storia: lo scudetto tricolore non sarà più il massimo trofeo del rugby. La gerarchia sarà questa: il Super 10 per i club; Challenge Cup (accesso delle prime classificate del Super 10); Celtic riservata (nel caso di 4 opzioni) a una o due selezioni federali e restanti a club; Heineken Cup riservata alle selezioni e comunque tolta ai club, il 6 Nazioni.
Un azzurro potrebbe giocare 39 match di livello in un anno: 22 (o più con 4 team) di Celtic, 6 di fase iniziale di Heineken, 11 in Nazionale (un nazionale inglese a parità di Heineken e Nazionale e senza contare i Lions, si sbarba già adesso 28 incontri solo di regular season di Premiership e Edf Energy, un francese 26 solo di Top14, Ndr).
Un canale di comunicazione fra Super 10 e Celtic League rimarrebbe: nel caso di due posti, uno sarà federale e l'altro di club (chi vince lo scudetto avrà diritto a una promozione diretta o a un barrage con il club di Celtic). In caso di 4 posti tutto raddoppia (due selezioni federali, due club in barrage con le prime del Super 10 in un gioco di promozione-retrocessione e, a scendere, le altre in Challenge cup).
Servono però i requisiti (la League vuole 8 milioni di cauzione per entrare), e non è possibile pensare che un club si attrezzi per la Celtic per uscirne l'anno dopo. Tutto questo è il frutto di una scelta politica su cui Dondi ha dato un'accelerata decisa, ma anche di un compromesso.
Il disegno originale era quello di due selezioni pubbliche in Heineken cup e stop, con le società di Super 10 a godersi solo i diritti della Challenge. Ma la riunione di 7 club su 10 dei giorni scorsi ha avuto l'effetto di far ridisegnare la strategia che porterà - comunque - l'elite italiana a giocare un rugby vero per molti mesi all'anno e non pochi giorni.
Se riportiamo tutto alla realtà italiana: Treviso, Calvisano e Viadana sono le uniche società che potrebbero già domani imbarcarsi per l'avventura. Dovrebbero però aumentare budget e rose (hanno già seconde squadre di peso).

E tutte le altre società? Dovrebbero accontentarsi di un campionato che da Semipro tornerebbe dilettantisco? «Sono in attesa - dice Lorigiola - di vedere i protocolli di accesso, se ci accetteranno. Chi va dove? cosa succede? E devono dirci quale fine faranno i giocatori che una selezione o un club dovrebbe prelevare dal Petrarca. Perché è chiaro che solo sulla carta resterebbe nostro. Ci sono tante ricadute di cui parlare: noi abbiamo fatto contratti con sponsor per una certa vetrina che sono ancora in essere. Ora che cambia lo spettacolo, come la mettiamo? E lo stesso vale per gli stranieri sotto contratto per i prossimi anni: per un Super 10 di serie B dovrò tagliarne molti. Chi risarcisce? La Fir dovrebbe pensare a una sorta di "ammortizzatore". Detto questo, però il Petrarca cascherà sempre in piedi, perché abbiamo un grande vivaio da cui pescare. Ne volevamo far esordire 4 o 5, vorrà dire che i giovani si affacceranno prima in Super 10. Oppure dovremmo fare il salto?». In che senso? «Noi comunque dovremmo, per serietà, parlare con gli sponsor. Ma invece di prospettargli uno scenario basso, potremmo anche parlare di Celtic League. Una volta conosciuto il criterio di accesso e, fatti i calcoli economici, se qualcuno ci sta, potremmo anche pensare una fusione con Rovigo e Venezia e tentare l'avventura». (Fabrizio Zupo).

"A cautious yes" dai celtici (ma soldi in mano)

Gordon McKie è il direttore della Scottish Rugby Union. Può andar fiero del lavoro svolto negli ultimi tempi con la sua Federazione: riduzione del debito con le banche da 24milioni di sterline a 15, nazionale e due club/selezioni resi molto più competitivi del recente passato, sponsor in grado di garantire un futuro sereno al movimento.
Nella sua ulteriore posizione di Director del Celtic Rugby, l'organizzazione che cura la Magners Celtic League, ha detto la sua sull'argomento che sta a cuore ai rugbisti italiani.
"A degree of caution is required," ha dichiarato. "Talking as a director of Celtic Rugby, I know the league has asked the Italian federation for a proposal that needs to address three things. These are the structure of the season, what they bring in terms of sponsorship and what is their position over broadcasting".
Ho sempre gradito l'andar dritti al sodo degli anglosassoni: un tema è organizzativo (in soldoni, numero di squadre e di partite da giocare), due sono "monetari": sponsor aggiuntivi e diritti tv. Con buona pace di tradizioni, campanili, romanticismi e accademie.
Mr.McKie aggiunge, sempre per esser chiari: "You can be sure that Scotland, Wales and Ireland will not be willing to see the same cake cut four ways when it is currently three. They have not come back with answers".
Capito? La loro torta (di diritti tv) non si tocca, cosa che per noi non rappresenta un obiettivo ma che ci implica ulteriori oneri; siamo tenuti a fornire risposte su questo prima di tutto e in più cosa gli portiamo in dote in termini di sponsorship, audience, pubblico pagante etc. . Loro cortesemente ci aspettano al varco: senza risposte chiare di entrare in Celtic League non se ne parla.
Una volta chiarite per bene le premesse e settate le corrette aspettative, arriva la parte positiva da McKie:
"From a rugby perspective, though, it could be good for the Celtic League to broaden it and it might allow us to create a more exciting format than has been the case. So on the whole it is a cautious 'yes' to the idea and we are interested in talking to them as soon as they produce the information we have asked for. I'm sure we would be happy to welcome them if we can overcome the issues.
"

Altre fonti "celtiche" confermano la visione possibilista ma pregiudizialmente vincolata al tema economico, rendendosi conto del "filtro" che ciò comporta per gran parte dei club nostrani: "... Celtic League officials will demand 8milion euro guarantees from each new side that may be a stumbling block for some existing sides".
Per questo ed altri motivi organizzativi usano il loro buon senso per darci l'ottimo suggerimento di "scaglionare" la nostra partecipazione in due fasi: "It is hoped that Italian representation can be in place by next season with two clubs or representative sides laying the foundation for two more in time for the 2010-11 season".
Tra l'altro, da intenditori di rugby, i celtici hanno una visione lievemente sprezzante di Selezioni all'italiana : "... similar to the Romanian select XV Bucuresti Oaks that competes in the European Challenge Cup".
In compenso, sempre da intenditori, hanno una visione obiettiva nei confronti dei nostri club, migliore di quella di molti aborigeni nostrani: ".. Treviso and Calvisano (have) being routed in the Heineken Cup but Padova and Viadana showing the potential to qualify for the knock-out stages of the European Challenge Cup".

martedì 23 dicembre 2008

C'e' baruffa nell'aria?

Isoliamo l'appendice al post precedente, per dar conto del dibattito che si va sviluppando nei riguardi della partecipazione di squadre/selezioni italiane alla Celtic League.

Rugby giocato in sosta, ciò che prende l'attenzione di tutti - addetti ai lavori e tifosi anche occasionali - è la prospettiva Celtic League, quella che Dondi vorrebbe ribattezzare Roman-Celtic League (suona freudianamente "Roman-Centric League", per fortuna il nome del birraio sponsor coprirebbe l'obbrobrio): la Gazzetta dello Sport ha raccolto un po' di opinioni di cui qui di seguito diamo conto.
Sta di fatto che, aldila' del roboante comunicato e del cuore gettato (giustamente) oltre la barricata, i giochi non paiono ancora del tutto compiuti.
Gavazzi e Gaetaniello in gennaio saranno a Glasgow per "vendere" per conto della Fir le quattro squadre ai Celtici. Per portarne a casa due o massimo tre, anche per motivi meramente economici: "
servono - per ogni selezione in Celtic, ndr - 36 giocatori sotto contratto, uno stadio da almeno 5000 posti, fideiussioni per 8 milioni di euro".
Vale la pena (sempre) di sentire anche l'opinione di Vittorio Munari, dg del Benetton giustamente scettico: "
La famiglia Benetton investe nel rugby da decenni, ora non so se la sentirà di continuare. In rose di 22 giocatori, 17 dovranno essere di formazione italiana. Fatichiamo ad arrivare ai 13 per la Heineken Cup, come saliremo a quella cifra? Tanto più se gli azzurrabili saranno nella selezione federale" (quella "regalata" a Roma, ndr).
Paolo Baratella dirigente di Rovigo - club spacciato come uno dei meno contrari alle selezioni - lascia intendere si tratti di un
blitz "dei federali" non del tutto digerito: "Decisione presa in fretta, senza un confronto coi club. E che ci crea problemi .. chiediamo di essere ascoltati".
Qualcuno guarda oltre, come Luigi Torretti consigliere Fir di designazione veneziana: "
Il ruolo dei club continuerà ad ambire ai vertici nazionali e a lavorare sui giovani, ma Venezia ha appeal turistico ed è al centro di una grande regione di rugby. I gestori del futuro stadio di Tessera (Ve) hanno già dimostrato interesse per far giocare qui una franchigia. Ormai si deve lavorare su questa prospettiva".
Le dichiarazioni degli addetti ai lavori si accavallano: a fianco dello scettiscismo traspare molto attendismo. Eh si, perche' alla fine bisognera' andare sul concreto, altro che tradizioni e campanili, ai "piccioli" si deve arrivare, secondo il detto popolare: le nozze coi fichi secchi non si possono fa'.
Fotografa la realta' in tutta la sua concretezza Franco Tonni di Viadana
: «La Fir non ha i soldi per 2 selezioni; meglio 4 entità private, o al massimo una pubblica. Ora si guardi chi ha i requisiti. Serviranno 6 milioni di euro (non erano otto, piu' giocatori? Ndr), a noi ne mancano solo uno e mezzo».
Della serie, cara Fir non fare tanto il ganassa, piuttosto aiuta i club giusti che han bisogno di poco e vai sul sicuro ...Probabile che anche la Benetton sia sulla stessa lunghezza d'onda, forse ancor piu' "leave me alone" che non Viadana.
Bisognera' capire come sono messe coi "piccioli" (perche' inutile girarci tanto attorno, di questo si tratta) le altre - Overmach e Calvisano in testa. Rimane da vedere se alcune tra le squadre minnows (romane a parte: loro aspettano la Selezione al Flaminio che gli cadra' in mano come una pera matura ...) riusciranno mai a far fronte comune non per boicottare e rimandare come fatto sinora ma per confederarsi.
Rimane il problema dei pochi italiani disponibili, forse il compromesso aldila' dei talebanismi (giustificati) di Mallett sara' aderire alla regola della Celtic (max. otto stranieri e non solo cinque a referto).

Non e' finita qui, stay tuned per le prossime puntate del reality.

domenica 21 dicembre 2008

Sgoccioli di Super10

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I club italiani, strano a dirsi, giocano raramente nel campionato nazionale di rugby: la sesta giornata risale al primo di novembre, la settima a fine novembre, dopo l'ottava di questo weekend se ne riparlerà il sei gennaio, per poi fermarsi nuovamente per quindici giorni. Quattro turni nel giro di tre mesi: non male, roba da interessare il ministro Brunetta. Non sarà che parte dei problemi dei nostri club derivano dal fatto che è tutto uno stop&go?
Veniano al rugby giocato: Super10, ottava giornata:
tutte vittorie esterne, tranne dove il visitor era la capoclassifica.

Sabato 20 Dicembre 2008
CalvisanoBenetton Rugby Treviso28-26(2B)
Petrarca RugbyCasa Montepaschi Viadana(B)18-21
Venezia Mestre RugbyAlmaviva Capitolina(B)19-23
Rugby Roma OlimpicRugby Rovigo(B)23-27
Domenica 21 Decembre 2008
Gran Rugby ParmaOvermach Rugby Parma (B)13-18

La riedizione della finale scudetto della scorsa stagione è appannaggio per un pelo dei padroni di casa di Calvisano. Il Benetton perde nonostante le 4 mete a una (doppietta di Vilk) e l'essere passata a condurre per 3 volte tra cui l'ultima al 77' (meta di Brendan Williams): viene punita all'ottantesimo da un penalty di Fraser. Alla fine Treviso paga l'imprecisione al piede (7 penalty a uno, nessuna delle mete trasformata), ma il costo è dimezzato dai due punti di bonus guadagnati.
Viadana
si afferma leader d'inverno a Padova grazie a due mete di Caino Robertson. Partita in grande equilibrio col Petrarca in grado di recuperare la prima meta e portarsi in vantaggio 15-14, per poi subire la seconda meta dell'ala Azzurra al 58'.
Rovigo
si impone sull'Olimpic Roma sin dall'inizio partita - meta di Mahoney al 5', punteggio arrotondato dalla meta di Calanchini nel finale. Prima vittoria della Capitolina con tre mete a Venezia, derby ducale appannaggio della più quotata Overmach che soffre la buona prestazione del Gran: punteggio altalenante con due mete a testa, pareggio raggiunto al 77' quando Mazzariol piazza un penalty, vittoria all'ultimo minuto con Pedersen.
Classifica: Viadana campione 2008 con 28 punti, segue Overmach e Benetton a 27, quarta Rovigo a 23. Incalza la zona playoff Calvisano con 21 punti, galleggia staccato il Petrarca a 17, poi Olimpic e Gran a 14; in fondo Venezia con 12 e Capitolina a 7 punti.

sabato 20 dicembre 2008

Sui tre lati della Manica

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Riprendiamo il nostro punto dedicato ai campionati in Inghilterra, Galles e Francia - quello italiano che si completa domenica lo tratteremo a parte - con una nota di costume.
In Italia s'è celebrata (e si completa domenica) l'ottava giornata, la settima s'era giocata a fine novembre, la sesta nel lontano 1 novembre. Un andamento lento di poco più di una partita al mese ma mica è finita qui, adesso c'è sosta-siesta per Natale e Capodanno, fino al sei gennaio. Poi dice che i club non crescono: il vero problema è che NON GIOCANO!
Un po' più seri sono i francesi: la 13' giornata segue ben quattro giornate disputate in novembre nonostante i test match e si fermeranno per Natale ma non a Capodanno.
Comunque niente in confronto agli anglosassoni: la nona giornata di Premiership segue un novembre full e scenderanno in campo sia a Natale che a Capodanno. Lo stesso faranno i celtici, che addirittura giocheranno gli anticipi mercoledì 31 e giovedì 1, la giornata venerdì 2 e il posticipo sabato 3 gennaio, come se nulla fosse.
Del resto lo sport non è forse spettacolo? I cinema o i teatri si fermano forse per le feste, proprio quando la gente ha tempo libero e voglia di divertirsi?
Siamo proprio indietro noi italiani come mentalità sportiva, c'è poco da dire: siamo sindacalizzati, i diritti dei "lavoratori dello spettacolo" prevalgono su quelli del pubblico che paga il biglietto, come quelli del dipendente pubblico vengono prima del preciso diritto del cittadino a essere servito.
Tant'è, anche per questo non vedo l'ora di vedere i nostri nella Celtic League tra un anno o due: ve l'immaginate la bocca semiaperta dei "tifosi" richiamati allo stadio per un Dogi-Leinster o un Lupi-Glasgow tra i fuochi d'artificio del 31/12 e i morti di sonno del primo dell'anno?

Dopo il colore del rugby in ferie, veniamo al rugby giocato:
La Magners Celtic League, futuro prossimo dei nostri - per pochi e non per tutti - ha completato gli arretrati della sesta giornata con le sfide tra gallesi:
Friday 19 December 2008
Newport Gwent Dragons - Ospreys (B) 30-24 (B)
Saturday 20 December 2008
Scarlets - Cardiff Blues 27-13
Poco da aggiungere ai risultati se non che prevalgono le squadre di casa sulla carta più deboli. Solo sulla carta: la decisione del coaching team dei Falchi Pescatori è stata di tenere a riposo i "cervelli" della squadra schierando Rhodri Wells in mediana e il diciannovenne Daniel Biggar - peraltro autore di 14 punti - all'apertura; analoga la scelta dei Blues che han lasciato a casa sia Jason Spice che Nicky Robinson.
I due recuperi della sesta giornata quadrano finalmente i conti del campionato che ha già celebrato la settima: primo e staccato è Munster con 26 punti, poi Ospreys e Warriors a 20, Scarlets a 18. Tallonano la zona playoffs (introdotti quest'anno per prima volta nella storia della lega) Leinster a 17 punti, Ulster e Gunners a 16, Dragons a 15; chiudono i Blues a 11 (apparentemente del tutto focalizzati sulla Edf Energy e sulla Heineken Cup quest'anno) e Connacht a 8.

Guinness Premiership, Day 9:
Giornata densa di scontri al vertice e sfide molto interessanti.

Saturday 20 December 2008
WaspsSaracens
33-24

LeicesterNewcastle
20-3

BathSale
24-20(B)
NorthamptonHarlequins
23-13

London IrishGloucester(B)42-12

WorcesterBristol
20-20
La sfida tra le prime due della classe si risolve nettamente a favore degli Irish padroni di casa: 11-0 alla fine del primo quarto grazie ai piedi di Hewat e a una meta di Armitage, diventa 18-3 dopo pochi minuti per la meta del mediano Hodgson. Invece di placarsi nel secondo tempo gli Esiliati segnano altre due mete - Tagicakibau e Danaher - e chiudono la pratica con la squadra di Bortolami.
Epico partitone tra due squadre belle in modo diverso, Bath e Sale: i primi riciclatori e ripartitori alla mano da tutte le parti del campo manco fossero francesi di due generazioni fa, i secondi tutti solidamente focalizzati allo sfondamento di forza davanti - Chabal, Lobbe - in mezzo - Tuilagi, McAlister - e ovunque - Cueto.
Prevale a fatica e dopo molti altalenii nel punteggio la squadra di casa, grazie a una meta del bestione Banahan (un'ala col fisico da seconda linea) su "cross" di Butch James a un minuto dalla fine, nonostante un Mark Cueto in splendida forma autore di due mete per gli Sharks.
I Wasps iniziano a risalire posizioni dal fondo classifica rimettendo in sesto negli ultimi dieci minuti con tre mete di fila - Hoadley, Sackey, Lewsley (nomi tutti da pronunziare: ci sono dubbi che sono inglesi?) - una partita apparentemente compromessa contro i Saracens di Aguero e Ongaro; Cipriani che non ha ancora rinnovato il contratto coi londinesi sbaglia due penalty e un drop e viene sostituito da Dave Walder.
Leicester prevale sui Falcons e Martin Leandro Castrogiovanni gioca venti minuti al suo debutto stagionale; pari tra Worcester e Bristol e sconfitta a Northampton per gli Harlequins in testa nel primo tempo ma superati nel secondo da due mete.
Classifica: in testa gli Irish a 32 punti, poi Bath 30, Gloucester 27; seguono il pacchetto Leicester e Sale a 25 punti, Quins 24. Galleggiano in mezzo i Saracens a 20, poi rampano Wasps e Worcester a 16, Saints a 15; chiudono Falcons a 10 e Bristol con 9 punti.

Top 14, 13' giornata
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Nulla di clamoroso nel campionato transalpino, solo conferme. Forse da segnalare le dimensioni della sconfitta di Bayonne sinora positiva e qualche flebile ma ancora poco produttivo segnale di recupero da Biarritz.
Friday 19 December 2008
DaxClermont(B)16-20

Saturday 20 December 2008
USAPCastres
16-9(B)
Stade ToulousainMont de Marsan(B)27-6

MontpellierToulon(B)33-8

BriveBourgoin
20-12

Stade FrançaisBayonne(B)35-8

MontaubanBiarritz
19-12(B)

Due mete di Rougerie per la vittoria di Clermont a Dax; debutto vincente nel Top14 e sei punti per Dan Carter col Perpignan, Castres costringe i catalani agli straodinari (meta di Porical nel finale) ma perde ancora. Nella vittoria con bonus di Tolosa sul fanalino di coda Mont de Marsan va segnalato il rientro da titolare di Vincent Clerc (in foto), ala fuori da otto mesi per un brutto infortunio.
Montpellier stende con due mete del seconda linea georgiana Gorgodze un Tolone "commissariato" da Jake White in funzione della prossima stagione. Anche i primi non scherzano in quanto a piani futuri, dice che avrebbero già in firma la coppia di seconde linee nazionali, i barbudos da paura Nallet e Chabal (quest'ultimo dice conteso proprio da Tolone) .
Brive fa lo stesso con Bourgoin - 15 punti di Andy Goode, che sorpresa; lo Stade per nulla fiaccato dalla sfortunata performance in Coppa Europa schiaccia con tanto di bonus il Bayonne sinora sorpresa del Top14, da segnalare la meta di Mirko Bergamasco al 15'. Infine Montauban si fa quasi recuperare un 16-3 dal Biarritz sempre più "ai piedi" di Traille e Peyrelongue.
Classifica: guida Tolosa a 48 punti, Stade risale secondo a 45, Perpignan a 43 e chiude la zona playoff staccato a 37 il Baiona. Sotto incalzano le rampanti Clermont a 35 punti e Brive a 32, stessi punti di Montpellier e Montauban; galleggiano Dax a 26 e Biarritz a 25, la bagarre di coda si apre con Tolone e Bourgoin a 20, Castres 19 e Montois a 15.

venerdì 19 dicembre 2008

Rugby Revolutions in Italy


Dal Comunicato stampa odierno della Federazione Italiana Rugby:
"Roma – Il Consiglio Federale della FIR, riunitosi oggi a Roma presso la sede dello Stadio Olimpico sotto la presidenza di Giancarlo Dondi, dopo aver analizzato con scrupolosa attenzione le molteplici problematiche lo sviluppo dell’alto livello ed aver espresso apprezzamento per gli sforzi sostenuti negli anni dai Club partecipanti al Campionato Italiano d’Eccellenza, ha deliberato all’unanimità l’adesione del movimento rugbistico italiano al circuito attualmente denominato Magners Celtic League.
Tale decisione scaturisce dalla presa di coscienza collettiva, da parte dell’ente che governa il rugby italiano, della necessità di adeguarsi nel minor tempo possibile all’alto livello professionistico.
La Federazione percorrerà pertanto da subito, presso gli organi competenti, tutte le iniziative volte a garantire la partecipazione di quattro squadre alla Magners Celtic League, o comunque di due Selezioni. In ambo i casi, la partecipazione economica della FIR sarà limitata alla sola utilizzazione dei giocatori di interesse nazionale, mentre il numero massimo di atleti a lista gara non eleggibili per la Squadra Nazionale non potrà superare il numero di cinque.
Il Consiglio ha altresì ravvisato, qualora venisse accettata la partecipazione di quattro squadre alla Magners Celtic League, la necessità di garantire una continuità tra tale manifestazione ed il campionato italiano, con la promozione della vincente di quest’ultimo nella competizione internazionale in luogo della squadra italiana peggio classificata, ferma restando la sussistenza dei requisiti strutturali, tecnici ed economico finanziari che consentano l’ammissione a tale campionato".
Il commendo di Dondi: “Penso che oggi il Consiglio abbia preso all’unanimità una decisione epocale, imprimendo una svolta al movimento di vertice italiano per adeguarlo alle Federazioni dell’alto livello mondiale. Desidero ringraziare tutti i club di Super 10 per gli sforzi ed i sacrifici profusi sino ad oggi, ma purtroppo con l’apertura al professionismo abbiamo dovuto effettuare delle scelte in proiezione del nostro futuro”.

Da rimanere senza parole: decisionismo, determinazione e testa bassa, roba da pack!
Complimenti alla Fir, evidentemente le ultime prestazioni della nazionale hanno esasperato Dondi e i consiglieri federali tutti, inclusi quelli di emanazione societaria: face the truth, non c'erano alternative al seguire le implorazioni/intemerate di Nick Mallett.
Non sarà una passeggiata di salute, lo si sappia, da qui presumibilmente al 2010; dettagli operativi a parte (c'è tempo), tanto per cominciare attendiamo le risposte dalla Magners-Celtic League (ma pare che il direttore David Jordan e perfino i gallesi siano favorevoli in linea di principio).
Accettassero quattro squadre italiane, sarebbe tutto più semplice: al fine di allineare il numero di italiani di livello alle regole, presto o tardi i club potrebbero superare i campanilismi e formare tra loro delle "federazioni spintanee" con una logica intelligente, fondata sul territorio, dal basso, stile gallese neozelandese o irlandese (ad es. Neath + Swansea che diventano Ospreys).
Ad esempio potremmo avere le padane Zebre e Ducali Parma, Viadana, Calvisano federate assieme, come i Dogi di Padova Rovigo Venezia; il Benetton potrebbe rimanere squadra a sè (è l'unica col profilo organizzativo e la solidità per farcela da sola) e infine i Lupi del centro sud (Roma, l'Aquila etc.).
La ragione ci fa purtroppo essere scettici: ci parrebbe strano che i Celtici accettino ben quattro squadre italiane al pari delle irlandesi e gallesi e tenendone solo due scozzesi; con 14/16 squadre poi, sarebbe fin peggio del Top14 francese.
Verosimilmente finirà che parteciperanno due selezioni italiane che faranno anche la Heineken Cup, mentre i 4 club migliori (opportunamente dapauperati dei migliori italiani e rimpinzati di stranieri?) andrano in Challenge - Vedarem, ma quel "purtroppo" riferito da Dondi ai club che han fatto "sforzi e sacrifici sino ad oggi" è significativo.

Vedremo le reazioni dei club che sino a ieri con qualche eccezione (segnatamente le romane, con Rovigo astenuto) avevano fatto barriera dura, non credo contro il concetto Selezioni in sè ma correttamente contro l'esproprio da parte di un dirigismo centralista staccato dalle logiche dei territori.
Il punto infatti non è tanto quante, bensì come e dove le faranno queste selezioni.
La base territoriale è fondamentale in tutti gi sport ma soprattutto nel rugby, come insegnano proprio i celtici precursori delle Selezioni Regionali. Da noi probabilmente c'è Roma da "premiare" indipendentemente dai meriti del suo movimento (sono stati i più rapidi ad "allinearsi" alla Fir, e vorrei anche vedere; e poi c'è lo stadio federale), cosicchè il Nord, dove sta il grosso della base, si ritroverebbe accumulato tutto assieme? E come verranno distribuiti i giocatori in questa logica evidentemente squilibrata? Tiriamo su una frontiera tra le due Selezioni sul Po o sull'Adige?
Sistemata la selezione del CentroSud al Flaminio, quella del "Nord" (o NordEst?) dove giocherà? A Milano che l'è semper un gran Milan, ma dove, al Giuriati? Sul delicato "green" dell'Olimpico di Torino per via degli sponsor, oppure nella centro padano del politically correct, la Reggio Emilia dove ti invitano per iscritto a non fischiare i calci avversari? Piuttosto all'Euganeo di Padova: dimensioni giuste (20.000), centro del bacino rugbistico per eccellenza, a 25km da Venezia per la gioia del terzo tempo degli ospiti celtici? Un tempo si parlava anche di Genova, nursery italiana ai primi del Novecento di tutti gli sport di squadra di derivazione anglosassone rugby incluso ... peggio di tutto sarebbe fargli fare i pellegrini itineranti.
E i giocatori di interesse nazionale prelevati dalla Fir e messi a disposizione delle selezioni, chi saranno? Sottrarranno i migliori ai club italiani? Saranno quelli all'estero che giocano poco? Non credo infatti che sia economico riscattare Parisse o Castrogiovanni dallo Stade e dai Tigers ...
Un sacco di punti concreti e importanti rimangono da chiarire.

La preoccupazione forte è pensare ai club rimossi e schiacciati da logiche dirigistiche stile Gosplan e piani quinquennali, con squadre lontane da tifosi e vivai e piazzate con logiche di sponsorship o degli stadi "giusti": in un Paese dove rugby e scuole stanno su due pianeti diversi e quindi i giovani giocano solo dove ci sono club e crescono com'è ovvio nei club più esperti ed organizzati, affossare i club significherebbe assestare un colpo micidiale a tutto il movimento, a partire dalle giovani leve.

La nostra posizione, si sarà capito, è scettica a livello diremmo ideologico nei confronti delle decisioni centraliste top-down , con tanto di mavalà a quelli che si stracciano le vesti sul degrado del rugby italiano tutta colpa dei club che si permettono di incassare venti punti dagli Ospreys (!!!).
Si vede che non hanno mai visitato un college anglosassone o visto una partitella in un qualsiasi paesino del SudOuest francese: provare a sviluppare un movimento agendo solo dall'alto e prescindendo dal territorio sarebbe come giocare a rugby senza pack.

Al contempo siamo consci che dopo il salto quantico dell'adesione al Cinque (poi Sei) Nazioni del 2000, il movimento rugbistico italiano sta progredendo a passo troppo lento rispetto agli altri; inoltre l'introduzione delle nuove regole oggettivamente non ci aiuta per le caratteristiche del nostro gioco.
Serve realismo e non ideologie, come per superare la crisi economica globale: non è purtroppo praticabile attendere che "la libera iniziativa imprenditoriale" sistemi da sola le cose, un kick off garantito come in tutto il resto del mondo (Inghilterra e Francia a parte) dalle "Union" nazionali, serve anche da noi.

Il compromesso raggiunto ci pare ragionevole nella misura in cui verrà innestato nel modo giusto sui club senza contrapporsi ad essi o espropriarli, quindi se ci saranno le corrette ricadute economiche e tecniche.
Ben vengano quindi le Selezioni o (meglio sarebbe) le federazioni di club. E' importante smovere le acque, a questo stadio non si può fare i grilli parlanti critici e immobilisti: certo che la differenza tra il successo e l'avventurismo la farà l'implementazione pratica della risoluzione strategica della Fir, del cui coraggio diamo atto a Dondi e a tutta la dirigenza.
Se ne parlerà per fine 2009 (difficile) o per il 2010/11 (too little too late in funzione mondiali 2011?); nel frattempo prepariamoci a un anno intriso di infiammate ( e forse sterili) discussioni.

UPDATE: Cominciano a parlarne anche fuori Italia. E ovviamente credono più alle due Selections che ai 4 Club. La BBC chiarisce: " The select XVs are likely to be amalgamations of existing Italian clubs or a collection of Italian players who are not already signed up by top teams in England or France".

lunedì 15 dicembre 2008

Wet Euro Challenge

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I risultati della 4' giornata di Euro Challenge Cup, la coppa Uefa del rugby:

ven.London Irish59 - 7DaxMadejski Stadium6,004
Connacht Rugby30 - 3Rugby RovigoGalway Sportsground1,480
sab.Petrarca Padova15 - 17Bucuresti OaksStadio Plebiscito470
Worcester Warriors27 - 6BourgoinSixways Stadium7,791
Viadana25 - 6Mont de MarsanStadio Luigi Zaffanella1,500
Toulon30 - 9MontpellierStade Félix Mayol6,500
dom.El Salvador5 - 55BriveCampo de Pepe Rojo3,000
Bristol Rugby21 - 25Northampton SaintsMemorial Ground5,220
Newcastle Falcons21 - 16Overmach ParmaKingston Park Stadium3,902
Saracens36 - 0BayonneVicarage Road5,365

Vittorie nette per Irish, Worcester e Saracens nella coppa "inglese" da alcune edizioni (mentre prima era "francese") . Gli ultimi, con Ongaro e Aguero titolari, danno alla loro vittoria con il Bayonne una dimensione superiore alle aspettative. Completano il poker di testa inglese i Saints: faticano a Bristol ma mantengono immacolato il ruolino di marcia in Coppa; quanto alle francesi, solo il Brive predomina come da copione: non ha problemi in Spagna e rimane davanti a Newcastle, mentre Tolone si riscatta con Montpellier, tagliando quest'ultima fuori dalle speranze pratiche di passaggio del turno.
Veniamo alle italiane: affonda in Irlanda Rovigo, evidentemente ha "mollato" dopo la precedente sconfitta in casa; colpisce la sconfitta casalinga del Petrarca contro le Querce davanti a pochi intimi, dopo aver vinto la settimana scorsa senza problemi in Romania; probabilmente si tratta della prima vittoria esterna in Coppa della tosta Selezione rumena che ha sinora vinto cinque partite sulle ventuno nella loro storia in Challenge Cup - un record comunque migliore di quello del Rovigo e analogo a quello del Petrarca stesso (e ricordiamo la fatica fatta dagli Azzurri contro questa squadra rinforzata da qualche "francese" agli ultimi Mondiali).
Chiuso "a regola" 10 -0 il primo tempo, nel secondo i Tutti Neri de'noantri subiscono due mete; raddrizza la situazione Spragg con una meta che Mercier non trasforma ma nel finale Florin Vlaicu centra il penalty che dà la vittoria esterna ai romeni proprio per quei due maledetti punticini.
Non si poteva chiedere di più all'Overmach a Newcastle, forse un po' di attenzione nel primo tempo, nel secondo porta a casa un punto di bonus con la meta di Soffredini, ma discende dal primo al terzo posto nel girone; fa il suo dovere invece Viadana confermandosi superiore ai Montois, è mancata solo la ciliegina della quarta meta per il bonus, dopo le due di Law e quella di Erasmus.

La situazione a due turni dalla fine della fase a gironi:
Pool 1: netto dominio degli Irish con 20 punti, segue Connacht con 14 poi Rovigo 4 e Dax 0. In gennaio Connacht visita gli Exiles e chiude ricevendo Dax: qui gli servirà al minimo una vittoria col bonus per sperare di qualificarsi (ricordiamo che passano le prime di ogni girone e le tre migliori seconde su cinque).
Pool 2: anche qui tutto deciso, Saints imbattuti a 20 punti, poi molto dietro Montpellier a 8, Bristol e Toulon 5. Qui la seconda - Montpellier - ha speranze di passare relativamente scarse, che passano dal battere Northampton in casa nel prossimo turno.
Pool 3: Worcester (in foto contro Bourgoin al Sixways Stadium) 14 punti, secondo il Petrarca a 9 come Bourgoin, Oaks a 5. Finito di mangiarsi le mani per la sconfitta casalinga coi rumeni che gli è costata 3 ulteriori punti già in tasca e una qualificazione più che probabile, Padova riceverà nel prossimo turno Bourgoin già battuto in Francia e chiuderà la fase a gironi visitando Worcester, mentre Bourgoin chiuderà in Romania. A questo punto la seconda passa se vince entrambe le partite. Cioè può farcela solo Bourgoin.
Pool 4: Brive 15, Newcastle 13, Overmach 11, El Salvador 0.
Girone deciso probabilmente nel prossimo turno con lo scontro tra le prime due a Newcastle, poi Brive riceverà l'Overmach che dovrebbe arrivarci con almeno 15 punti guadagnati con gli spagnoli. La seconda di questo girone ha buone possibilità di passare il turno, quindi l'Overmach potrebbe giocarsela alla pari con Andy Goode & son comrades nell'ultima partita, sempre che i Falcons abbiano fatto in precedenza il loro dovere coi francesi.
Pool 5: Saracens 18, Viadana 12, Bayonne 4, Mont de Marsan 1.
Conclusione dura per Viadana che visiterà i Saracens cui deve strappare almeno il punto di bonus per poi giocarsi il possibile passaggio del turno con Baiona in casa, che si spera focalizzata a rimanere nelle prime quattro del campionato francese.
Prossimi turni: Round 5 - 16 / 17 / 18 gennaio, Round 6 - 23 / 24 / 25 gennaio.

domenica 14 dicembre 2008

Financial rumors: due team a rischio in Premiership

Per ora sono voci, rumors per l'appunto. Quelle frasi non dette, ma sussurrate che ci distolgono per un attimo dalle battaglie europee raccontate dal socio. Di mezzo ci sono i soldi. A svelarlo è il Daily Telegraph: due delle squadre di Premiership rischiano di saltare con l'andare del tempo per colpa dei bassi incassi, dovuti ai pochi tifosi sugli spalti. Low attendance, direbbero oltre Manica.
I nomi circolano già: Bristol e Newcastle. La prima ha media di 7.776 spettatori, i Falcons di Wilkinson ancor di meno, 5.298 e compaiono nella lista nera nonostante un accordo di vendita del campo che permetterebbe alla società di ammortizzare certi costi. Mark Evans, chief executive degli Harlequins, lo ha candidamente ammesso: "Lo sanno tutti che una o due squadre sono in difficoltà. D'altra parta la Rugby Union non puà aspettarsi di rimanere immune a quanto sta accadendo in tutto il mondo". E così non sarebbe così sorpreso di vedere una Guinness Premiership 2008/2009 a 10 team.
Sono un po' tutte, però, a dover ammettere che i conti non tornano. I campioni in carica dei London Wasps l'anno scorso ha dichiarato perdite pari ai 2.8 milioni di sterline e in breve ammetterà di avere un deficit di 2 milioni tondi tondi. Bath è in perdita di 375.000 pounds. Leicester ha problemi con gli sponsor.
Problemi non da poco che, secondo il quotidiano londinese, ricadrebbero favorevolmente sull'operato di Martin Johnson alla guida dalla nazionale inglese. Proprietari dei singoli club sarebbero pronti a rinegoziare i termini con la RFU (Rugby Football Club) e il campionato inglese tornerebbe a cercare in casa, tagliando i costi rappresentati dai giocatori stranieri. Se quindi le grandi un po' tremano, le leghe minori potrebbero tornare ad avere maggiore peso nello sfornare talenti indigeni.
Ogni crisi porta con sé il vaccino per sopravvivere.

Battaglie europee nella pioggia e nel fango

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Risultati del 4' turno di Heineken Cup:

ven.

Scarlets16 - 16Ulster Parc y Scarlets8,026



Castres 18 - 15LeinsterStade Pierre Antoine6,788
sab.

Newport Dragons13 - 26ToulouseRodney Parade6,108



Benetton Treviso16 - 36 OspreysStadio Comunale di Monigo3,000



Biarritz 6 - 10Cardiff BluesParc des Sports Aguilera8,000



Gloucester 48 - 5 CalvisanoKingsholm13,970



Munster23 - 13Clermont Thomond Park25,623



Harlequins19 - 17Stade Francais The Twickenham Stoop12,638



Montauban16 - 12Sale SharksStade de Sapiac7,668
dom.

Wasps19 - 11EdinburghAdams Park7,596



Glasgow 19 - 25Bath Firhill Arena3,306



Perpignan26 -20 Leicester TigersStade Aimé Giral14,466

Nell'ordine per pool:
Pool 1 : Munster vendica la sconfitta subita a Clermont, che pure gioca una ottima gara andando in vantaggio al 60' e rimanendoci sino al 78', quando Munster va in meta prima con Horan, poi all'80' con Niall Ronan, trasformata da Ronan O'Gara. Trasformazione storica quest'ultima: sono 1001 i punti messi a segno dall'apertura irlandese nelle sue apparizioni in Heineken Cup.
Nell'altra partita la prima vittoria di Montauban nel girone riduce le speranze di passare il turno per gli Sharks di Sale (in foto sopra: Chabal & compagni "mimetizzati" nel campo di battaglia francese): gli inglesi recuperano sino al 13-12 col piede di Hodgson ma non riescono ad essere incisivi.
Situazione: Munster 13 p, Sharks 11, Clermont 8, Montauban 6.
Montauban virtualmente tagliata fuori, le altre tre ancora teoricamente in corsa (ricordiamo, passa la prima di ogni girone più le due migliori seconde). Calendario degli ultimi due incontri in salitissima per gli Sharks (a Munster e in casa col Clermont) e favorevole a Munster, che riceverà il Sale nello scontro decisivo del girone e visiterà Montauban. Speranze al lumicino per Clermont.

Pool 2: Castres si leva qualche soddisfazione di cui questa stagione è sinora stata molto avara, battendo la capolista Leinster nonostante le due mete subite, grazie ai sei calci di punizione messi a segno da Lagardere. I Wasps si rilanciano vincendo contro i solidi scozzesi di Edimburgh, i quali senza i numerosi errori di handling avrebbero messo in crisi i londinesi più di quanto non abbiano fatto. Migliore in campo nonchè autore di tutti i punti londinesi meta inclusa Dave Walder, apertura sostituto di Danny Cipriani a sua volta entrato nel secondo tempo ma al centro.
Situazione: Leinster 15, London Wasps 12, Castres 5, Edimburgh 4.
Il prossimo turno chiarirà la situazione con lo scontro a High Wycombe tra le due capintesta; dopodichè le Vespette affronteranno la rognosa trasferta in terra francese mentre gli irlandesi riceveranno gli scozzesi.

Pool 3: Ospreys recuperano la testa vincendo col bonus a Treviso, il quale fa vedere qualche segnale di progresso (più che altro, voglia di giocarsela) anche se rimane troppo fallosa e frenetica per impensierire i gallesi. La corazzata Leicester non regge il Perpignan ringalluzzito dall'arrivo positivo di Dan Carter (14 punti); i Tigers vengono messi in crisi e a tratti addirittura annullati nel pack, ma riescono a rimanere in partita sino alla fine grazie alla determinazioen con cui abbattono i muri a testate in mischia aperta; strappano quindi il punto di bonus dopo essere arrivata a soli tre punti nel quarto finale.
Situazione: Ospreys 15, Leicester 15, Perpignan 9, Treviso 0.
Qui si lotta fino alla fine tra le prime due e con la mina vagante Dan Carter: nel prossimo turno Leicester riceverà i 5 punti portati dai Re Mogi di Treviso, mentre gli Ospreys andranno a rischiare molto a Perpignan; chiarimento finale nell'ultima giornata a Swansea dove ai Tigers potrrebbe bastare il punto di bonus senza concederne.
Pool 4:
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Grandissima partita al The Stoop di Twickenham, con gli Harlequins autori di una favolosa vittoria al cardiopalma sullo Stade Francais con tutti gli italiani (due Bergamasco e Parisse) titolari: una partita destinata a rimanere negli annali del rugby, stile finale del Super14 2007 tra Blue Bulls e Sharks, vinta grazie alla trasformazione di Derick Hougaard della meta di Bryan Habana a tempo scaduto.
Primo tempo 13-14 con un meta a testa (a quella del sudafricano Oelschig per i parigini risponde Turner-Hall, 3 calci di punizione sempre di Oelschig, due più la conversione per Nick Evans).
Nel secondo tempo Nick Evans porta subito avanti i padroni di casa con una punizione e poi è stallo, sino a 8 minuti dalla fine quando Hernandez piazza un drop che pare decisivo per lo Stade.
Ma i Quins non ci stanno: erodono metri su metri di campo con tutta la squadra e dopo la ventinovesima fase contata (!) e 4 minuti oltre la fine del tempo regolare l'ex All Black Nick Evans calcia il drop vincente. Confidenza, controllo, calma e determinazione.
Nell'altra partita gli Scarlets agguantano il pareggio con Ulster grazie a un calcio di Stephen Jones nel finale.
Situazione: Harlequins 17, Stade 11, Ulster 6, Scarlets 3.
Girone oramai risolto a favore dei Quins che negli ultimi turni andrano a Belfast e riceveranno gli Scarlets; lo Stade dovrà sudarsi i suoi punti a Llanelli e poi con Ulster, ma le speranza di passaggio del turno per lo squadra di coach Ewen McKenzie sono estremamente limitate.

Pool 5: tutto come da copione, Tolosa va a battere i Dragons di Newport senza guadagnare il bonus con due mete di Medard e una di Heymans, mente Bath prende il bonus ma fatica non poco a Glasgow, a riprova degli enormi progressi scozzesi in questa stagione.
Situazione: Tolosa 17, Bath 15, Dragons 5, Glasgow 4.
Prossimo turno interlocutorio con Tolosani che ricevono i Warriors e Bath in trasferta in Galles, resa dei conti finale tra le prime due sarà nell'ultimo turno di fine gennaio a Bath, dove i punti di bonus sino ad allora accumulati saranno forse decisivi, ma anche la seconda potrebbe aver i punti per passare il turno.

Pool 6: Cardiff si conferma imbattuta andando a vincere anche a Biarritz mentre Gloucester rifila sei mete al Calvisano - doppiette di Watkins e Vainikolo più Narraway e Foster - dopo averne subita una da Fraser.
Situazione: Cardiff 18, Gloucester 14, Biarritz 7, Calvisano 0.
I Blues visiteranno Gloucester nel prossimo turno, con l'obiettivo del punto di bonus che li metterebbe ragionevolemente al sicuro, forse.

Insomma, a 2 round dalla fine parrebbe che passeranno ai quarti due irlandesi (Munster, Leinster) tre inglesi (Leicester, Harlequins e Bath), una francese (Tolosa) e una gallese (Cardiff), con Gloucester, Wasps, Ospreys, i rilanciati Perpignanesi e forse anche lo Stade Francais a sgomitare per guadagnarsi il posto rimanente o tirare qualche sgambetto alle sopra nominate. Va tenuto presente che i punti fatti nella fase a pool servono per stabilire a casa di chi si giocheranno quarti e semifinali.
Prossimi turni: Round 5 - 16 / 17 / 18 gennaio; Round 6 - 23 / 24 / 25 gennaio.
Quanto alle italiane, il Benetton aspetta in casa Perpignan (Dan Carter a Treviso!) e andrà a Leicester; con tutta probabilità riuscirà a bissare il risultato più negativo della sua storia recente, gli zero punti della stagione 2006/07; per Calvisano nulla di nuovo, ogni passata partecipazione alla Heineken si è conclusa senza punti.
L'abbiamo sottolineato sin dalla definizione dei gironi di Heineken Cup che quest'anno non ce n'era per le nostre, ma e' comunque chiaro quanto il movimento italiano sia troppo indietro per reggere degnamente la "Coppa Europa" a livello di singoli club; la strategia di iniettare quantita' di vecchi onorati marpioni anglo-franco-neo-sud-austral-pacifici non risolve nulla, se a fronte di club con 25 milioni di budget come Tolosa noi possiamo spenderne 5, massimo 10.

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