lunedì 30 giugno 2008

Pumas unghiuti e confusi

A Cordoba davanti a un buon pubblico in una giornata tiepidamente soleggiata ma ventosa, l'Argentina conduce nei punti un primo tempo invero scarso di gioco da ambo le parti -un paio di sterili puntate italiche fatte di rimesse laterali, mischie chiuse e ruck al posto oime' di tirare penalty anche facili.
Fino ad arrivare al 12-3 grazie alle punizioni calciate "sopravvento" da Juan Martin Hernandez fin che regge (frattura alla mano), poi da Marcelo Bosch (due piazzati a testa).
I calci puniscono indiscipline azzurre (il maggior contributore: Dellape') nel contrasto in breakdown; mentre pero' gli italiani se ne faranno una ragione e bene o male si adegueranno all'arbitraggio, la vera chiave della partita sara' che l'Argentina rimarra' sotto pesante scacco arbitrale per tutta la gara, rimediando un record mondiale di punizioni.
I Pumas paiono coi nervi a fior di pelle, irascibili, roba da dieci anni fa- giocare contro i "cugini" pressocche' carnali gli provoca evidentemente un aumento di adrenalina - attaccabili in mischia chiusa (soprattutto lato Gomez, ma anche Roncero stesso; ottimi i "nostri" Nieto e Rouyet) e totalmente impreparati al nuovo modo di regolare il breakdown in era "preliminar-Elv" di cui abbiamo gia' fatto abbondante cenno in post precedenti: in sostanza, chi provochi una ruck deve mollar subito la palla e il suo sostegno non puo' buttarsi a terra, pena turnover immediato.

Al cambio campo un calcio di Andrea Marcato al 50' finalmente "sopravvento" ci porta (meritatamente) sottobreak 12-6, mentre Bosch sbaglia due calci con vento al traverso buono per il surf.
I Pumas provano a sprazzi a giocar palla, gli italiani no: il nostro gioco non decolla, si riduce alla reattivita' di avanti e centri stavolta sufficientemente attenti e aggressivi. Perlomeno dimostrano di aver appreso la lezione della settimana precedente: abbattere subito le maul avversarie e pressare la linea del fuorigioco sul possesso avversario. Quello che ancora latita e' la corsa "under" in caso di calcio "up&.." e un filo di pratica in piu' negli offload.
As a result, l'Ialia come sempre difficilmente riesce a gestire piu' di due o tre fasi di palla se non rifugiandosi in ruck. Ne risulta un gioco lento, inadatto a scalfire le difese moderne.
Fatto sta che siamo sicuri in rimessa laterale e dominiamo (con la calma e la tecnica) la mischia chiusa, soprattutto dopo i loro cambi, mentre i nervosismi dei Pumas rimediano un paio di espulsioni (i due piloni titolari, prima Gomez poi un irascibile capitan Roncero). Alla fine il crollo argenino: la loro fallosita', il nostro controllo in rimessa e mischia porta il subentrato tallonatore Ghiraldini (in foto) a una meta "collettiva"; Marcato freddamente centra sul fischio finale la trasformazione che ci da' la vittoria per un punto.

Cosa rimarra' di questa "impressionante" partita, vittoria sugli annali a parte? Gran poco, a parte il record mondiale di falli fischiati a questi livelli: trenta circa, due terzi contro gli argentini e un terzo contro di noi: sembrava una partita di qualche decennio fa.
Aldila' di questo, a voler a tutti i costi vedere il positivo, abbiamo la solita mischia solida e affidabile, la maturita' di Marcato e di Ghiraldini, la statura internazionale di Parisse, un buon Garcia, Zanni e Canavosio che possono crescere e meritano il posto di rincalzi.
Ci manca tanto il gioco una volta che la palla esca dal reparto avanzato. Sotto questo profilo, McLean non pervenuto; Garcia stesso e anche Pratichetti incerti, Mirko B. che tocca due palle (in attacco) e fa danni - un in avanti e un "tagliafuori" su Picone a tre metri dalla meta. Anche Mauro B. come il fratello si vede risente della frequenza piu' del campo d'allenamento che non di partite vere.
Certo che c'e' chi sta peggio di noi (non pero' nei trequarti), consoliamoci: sarebbe questa l'Argentina terza forza mondiale? Uno dice, le assenze .. Sara'. Certo che, Loffreda andato e Phelan in carica, han fatto un gran bel salto indietro: piu' che Pumas sembravano l'Uruguay ...
In definitiva, un'altra prova a meta' degli Azzurri tutti difesa niente attacco, ma siamo a fine stagione e dopotutto 'amo pure vinto. Contenti per Ghiraldini, Marcato, Garcia, i piloni Nieto e Rouyet, Del Fava, Parisse Zanni e Canavosio; sempre piu' perplessi per le scelte di Mallett riguardo l'apertura: ho capi' la fase difensiva, ma ....

domenica 29 giugno 2008

France rugby

Il rugby transalpino conclude (finalmente) la stagione dei club, che con la sua coda lunga ha tenuto fuori dai test match di giugno molti francesi, argentini e qualche italiano.
Per certi versi e' inopinata a Parigi la vittoria del Top14 dello Stade Toulousain al suo 17' titolo, per 26-20 sulla dominatrice di regular season Clermont.
A un mese dalla sconfitta col Munster, chi l'avrebbe detto? I rossoneri tolosani infliggono una lezione di gestione della pressione e di tattica al favoritissimo Clermont dall'alto della loro esperienza.
Grande equilibrio come in tutte le finali, ma bel ritmo e quindi partita gradevole secondo tutti gli ossevatori. A fine primo tempo 10-10, una meta a testa (Servat e Rougerie). Il Tolosa si affida alle capaci mani e testa di Byron Kelleher e al piede del recuperato Elissalde per controllare il match prima e dopo l'improvvisa folata dell'ala Medard, in evidenza gia' da prima dell'infortunio di Clerc a inizio primavera: lo stacco della partita e' la sua meta che porta Tolosa a venti minuti dalla fine sul 20 a 10. Clermont deve a questo punto inseguire ma non riesce a mettere le mani sulla gara. La meta di Zirakashvili e' troppo tardiva per togliere al Tolosa il "suo" titolo.

Di seguito la cronaca della finale:

Clermont
Pen.
James Brock 13' 3-0 Tolosa

3-7 Try Servat William
Conversion Elissalde Jean-Baptiste
17'
Try Rougerie Aurélien
Conv. James Brock
22' 10-7

10-10 Pen. Elissalde Jean-Baptiste 32'
Bai Seremaia
replace Canale Gonzalo
52'


10-13 Pen. Elissalde Jean-Baptiste 56'


Poux Jean-Baptiste
replace Human Daan
57'


Maka Finau
replace Dusautoir Thierry
57'
Domingo Thomas
replace Emmanuelli Laurent
57'

Samson Christophe
replace Cudmore Jamie
57'


10-20 Try Médard Maxime
Conversion Elissalde Jean-Baptiste
60'


Fritz Florian
replace Elissalde Jean-Baptiste
62'
Broomhall Sam
replace Vermeulen Elvis
62'

Floch Anthony
replace Baby Benoit
65'



Millo-Chluski Romain
replace Pelous Fabien
65'
Smit John William
replace Ledesma Mario
69'

Jacquet Loïc
replace Privat Thibault
69'

Pen. James Brock 70' 13-20

13-23 Pen. Kunavore Maleli 75'


Vernet Basualdo Alberto
replace Servat William
77'


Courrent Valentin
replace Kunavore Maleli
77'


Lamboley Grégory
replace Sowerby Shaun
77'

13-26 Pen. Courrent Valentin 79'
Try Zirakashvili Davit
Conversion James Brock
80' 20-26


Nel frattempo la rimaneggiata e giovanile (due debuttanti) Nazionale della Francia opposta all'Australia a Sidney offre una resistenza consistente solo a tratti e mai offensivamente pericolosa. La partita si chiude 34 - 13 ma alla fine del primo tempo era un piu' aperto 10-6, piu' per demerito Aussie che per pericolosita' francese.
Tant'e' che a un certo punto coach Deans dimostra come si ragiona di la' del Mar di Tasman: fuori subito Senator Tuqiri (per ferita? Ma anche per dare un segnale forte), autore di un paio di giocate prive di mordente e "scherzato" in una occasione lungolinea dal ventenne Alexis Palisson, debuttante di Brive. Come roteare la frusta sulle natiche del purosangue: la partita cambia di tenore, i Wallabies macinano gioco sul piede avanzante e arrivano tre mete che chiudono la partita - Cameron Shepherd (43e), Rocky Elsom (46e) e Stirling Mortlock (61e).
Per i francesi oltre al citato Palisson autore della meta della bandiera, Lievremont nomina solo il dignitoso lavorio di Imanol Harinordoquy in terza linea, ma troviamo che anche Trihn Duc al centro e capitan Lionel Nallet in seconda si siano difesi nel generale grigiore, mentre Damien Traille al centro e' a tratti sembrato con la testa altrove. Rivincita sabato prossimo a Brisbane.

venerdì 27 giugno 2008

Go North

Altri trasferimenti della Madonna in terre boreali: la selezione della Contea del Leinster irlandese (quella che fa capo a Dublino) con un abile giro di parole lascia intendere che quest'anno non si limitera' alla Magners League ma come minimo si candida a protagonista in Heineken Cup. Ha difatti messo sotto contratto il pilone campione del mondo CJ Van Der Linde e il mitico australiano Rocky Elsom, una delle migliori terze linee del Pianeta.
Contemporaneamente prosegue l'esodo degli All Blacks, oramai assurto a dimensioni bibliche: Greg Sommerville pilone visto anche nell'ultimo test contro l'Inghilterra, ha firmato per Gloucester di capitan Bortolami; ma la mossa piu' clamorosa e' la talentuosa apertura Dan Carter per sei mesi al Perpignan.
Dato ormai sicuro a Toulon presso l'amico Tana Umaga, ha cambiato idea: ha dichiarato che se ne viene in Europa mica (solo) per il Top14 o la Challenge ma per lasciare il segno in Heineken Cup. Toulon che s'era rifatto facendo una proposta a Bakkies Botha, il cui trasferimento e' stato impedito dal tribunale sudafricano, imponendo alla colonna Boks di rimanere coi Blue Bulls.
Per completare il quadro anche il 33-enne pilone ex All Blacks Kees Meuws lascia il soleiado sud della Francia (4 anni al Castres intervallati da uno all'Agen) per immergersi nelle nebbie di Llanelli. Anche a lui, dice, manca tanto una Heineken Cup nel suo curriculum ....

giovedì 26 giugno 2008

Test Match reloaded

Questo weekend presenta altri due interessanti test match:

ArgentinaItaly
AustraliaFrance

Italia-Argentina
Test importantissimo per l'Italia: per la prima volta dal Sei Nazioni la Nazionale e' impegnata in una sfida classica ed e' piu' o meno al completo - salvo infortunati come Bortolami, Castrogiovanni, Masi e Canale-Perugini impegnati dalla finalissima del Top14 su fronti opposti.
Sfida che avviene una settimana dopo il 26-0 con il Sudafrica, salutato dalla generalita' della critica a nostro personalissimo avviso con troppa condiscendenza.
Ripetiamo, il divario contenuto che siamo riusciti a strappare a dei confusionari e distratti Boks ci sta benissimo, non quello zero allo score. Testimonia una partita votata al contenimento, con poche idee e pure sbagliate (calciar tutto alto e NON pedalare sotto) riguardo alla fase di nostro possesso palla.
Nick Mallett s'e' dichiarato soddisfatto sinora riguardo agli obiettivi del tour, che erano identificare un paio di giovani promettenti e testare i progressi degli altri.
Sul versante mezzo pieno del bicchiere salutiamo con lui l'emergere di Garcia, autore di una prestazione maiuscola al centro e confermato titolare contro l'Argentina (grazie all'assenza di Masi?) a fianco di Mirko Bergamasco; e' piaciuto anche Pratichetti all'ala chiusa, Marcato e l'esordio di McLean. Personalmente abbiamo gradito anche lo scampolo di partita di Pablo Canavosio in mediana e il livello oramai internazionale mostrato dal tallonatore Ghiraldini, che pero' andra' in panca facendo posto al buon Ongaro.
Quanto all'apertura McLean, siamo curiosi di saggiare la personalita' dell'estremo del Calvisano in un game plan con piu' opzioni che non il mero calciar via e piu' non dimandare, come speriamo sara' contro l'Argentina.

Gli altri cambi: oltre a Fabio Ongaro e Mirco B. gia' detti, spazio al rientro di capitan Parisse e Mauro Bergamasco, piu' Rouyet pilone al posto di Rizzo inizialmente in crisi contro la possente prima linea Boks (e quella dei Pumas non e' da meno).
La Nazionale schierata sabato prossimo contro l'Argentina:
15 Andrea MARCATO (Benetton Treviso, 8 caps), 14 Kaine ROBERTSON (Montepaschi Viadana, 31 caps), 13 Mirco BERGAMASCO (Stade Francais, 52 caps), 12 Gonzalo GARCIA (Cammi Calvisano, 1 cap), 11 Matteo PRATICHETTI (Cammi Calvisano, 9 caps), 10 Luke MCLEAN (Cammi Calvisano, 1 cap), 9 Simon PICONE (Benetton Treviso, 16 caps), 8 Sergio PARISSE (Stade Francais, 53 caps) - capitano, 7 Mauro BERGAMASCO (Stade Francais, 65 caps), 6 Josh SOLE (Montepaschi Viadana, 29 caps), 5 Carlo Antonio DEL FAVA (Ulster Branch, 29 caps), 4 Santiago DELLAPE' (Biarritz Olympique, 51 caps), 3 Carlos NIETO (Gloucester RFC, 27 caps), 2 Fabio ONGARO (Saracens, 54 caps), 1 Ignacio ROUYET (Montepaschi Viadana, 1 cap).
Rincalzi: 16 Leonardo GHIRALDINI (Cammi Calvisano, 12 caps), 17 Alejandro MORENO (Leicester Tigers, 4 caps), 18 Tommaso REATO (Femi CZ Rovigo, 2 caps), 19 Alessandro ZANNI (Cammi Calvisano, 23 caps), 20 Pablo CANAVOSIO (Castres Olympique, 19 caps), 21 Enrico PATRIZIO (Carrera Petrarca Padova, 3 caps), 22 Riccardo PAVAN (Overmach Cariparma, 1 cap)/Jaco ERASMUS (Montepaschi Viadana, 3 caps).

Quanto all'Argentina, gli avversari-cugini ben piu' rankati di noi, il nuovo coach Santiago Phelan ha a disposizione molti reduci dai campionati europei ma non Scelzo, M. Ledesma, Albacete e Basualdo, impegnati nella finale del Top 14.
I Selezionati:
15 Bernardo STORTONI (Glasgow Warriors), 14 Lucas BORGES (Benetton Treviso), 13 Marcelo BOSCH (Biarritz Olympique), 12 Miguel AVRAMOVIC (Montauban), 11 Horacio AGULLA (Dax), 10 Juan Martin HERNANDEZ (Stade Francais), 9 Nicolas VERGALLO (Jockey Club Rosario), 8 Juan Manuel LEGUIZAMON (London Irish), 7 Alvaro GALINDO (Beziers), 6 Martìn DURAND (Champagnat), 5 Esteban LOZADA (Toulon), 4 Manuel CARIZZA (Biarritz Olympique), 3 Juan GOMEZ (Leinster), 2 Alvaro TEJEDA (Overmach Cariparma), 1 Rodrigo RONCERO (Stade Francais)
Rimpiazzi: 16 Pablo GAMBARINI (CASI), 17 Pedro LEDESMA (Stade Francais), 18 James STUART (CASI), 19 Alejandro CAMPOS (Pueyrredon), 20 Alfredo LALANNE (SIC), 21 Federico Martin ARAMBURU (Perpignan), 22 Hernan SENILLOSA (Hindù Club).

Un inciso sullo stato del rugby Nazionale
Una osservazione statistica, peraltro gia' piu' volte sollevata da noi e da altri osservatori: abbiamo una Nazionale con 8 titolari su 15 di origine straniera, che ricalca il nove "italiani" su trenta visto nell'ultima finalissima del Super10.
Evidenziare il fatto, chiariamo per quanti oime' fingano di non capire e amino recitar la parte degli ecumenico-patriotti d'achat, non significa ne' disaffezione verso la Nazionale ne' sproloquiare di "purezza della razza" (sotto questo profilo, Dellape' o Castrogiovanni sono sicuramente piu' "italici" di chi scrive).
Sta piuttosto a sottolineare un fatto che dovrebbe essere fondamentale per chi ama il rugby giocato oltre che guardato: il rischio di rinsecchimento del vivaio locale. Le piantine giovani infatti vanno valorizzate, altrimenti muoiono e non ne nascono piu' di nuove.
Si tratta di una questione pertinente 100% alla Nazionale, non come squadra in se' - che ha la mission di riassumere il meglio disponibile tra i Pro con passaporto italiano - quanto a chi la gestisce, cioe' la Federazione.
Fino a quando essa non riuscira' a imporre ai club nostrani un modello stile quello di Galles o Irlanda - 6 o 8 stranieri al massimo tesserabili - i giovani dai vivai locali spazio in squadra e in nazionale ne troveranno gran poco.
Invece si lascia il timone alle Societa', che imitano (male) modelli inavvicinabili come quello professionale inglese - punta di un iceberg fatto di frotte di praticanti a livello scolastico - o neozelandese - che seleziona isolani in eta' scolare offrendogli borse di studio prima che contratti - o francese - dove le star si sovrappongono senza danni a una struttura di club locali, soprattutto nel Midi-Ouest, che noi ce la sognamo.
Ne parlo' anche Mallett in uno sfogo alla fine del Sei Nazioni, delineando la necessita' di rimodellare i campionati per aumentare la penetrazione del rugby in un Paese da sessanta milioni di abitanti, proponendo un modello a Selezioni Regionali con un limite al numero e soprattutto all'eta' degli stranieri ingaggiabili per squadra, da far competere in Campionati piu' impegnativi del nostro. La sua impietosa sintesi: "Nel Super10 si vedono massimo tre fasi, poi l'arbitro fischia. Cosi' non cresce nessuno".
E' tema quello della scarsa competitivita' di un campionato affollato di ex glorie straniere, che si riaffaccia periodicamente, vuoi quando risorge la mezza bufala della partecipazione alla Celtic League, vuoi quando (ogni anno) il Benetton minaccia di mollare il Super10.
Ma tant'e', il tutto viene regolarmente affossato dalla Lega in mano alle societa' medie e piccole (una Societa' un voto), preoccupate di perdere il giocattolino a bassissimo costo rispetto alla mediocre visibilita' - pomeridiana Sky, una decina, a volte qualche decina di spettatori paganti - rappresentato dal Campionato dei pre-pensionati Gaucho e Maori. E i giovani meritevoli stiano bravi in panca ad aspettare l'infortunio del titolare, o facciano i tappabuchi dove serve , come i Buso o i Marcato.

Australia-Francia
Torniamo al rugby giocato: l'ex guru dell'Universita' del rugby di Christchurch Robbie Deans, ora coach australiano, ha deciso di rivedere la stessa squadra di "senatori" che ha battuto di misura l'Irlanda (18-12) il 14 giugno: Shepherd, Hynes, Mortlock (cap), Barnes, Tuqiri; Giteau, Burgess ; Smith, Palu, Elsom ; Sharpe, Horwill ; Dunning, Moore, Robinson. Rimpiazzi: Freier, Baxter, Mumm, Waugh, Cordingley, Cross, Ashley-Cooper.
Sul fronte francese Marc Lievremont schiera i seguenti disponibili, data la concomitanza con la finalissima del campionato:
Elhorga, Palisson, Traille, Trinh-Duc, Thiery ; Boyet, Yachvili ; Ouedraogo, Picamoles, Harinordoquy ; Chabal, Nallet (cap) ; Faure, Bruno, Lecouls. Rimpiazzi: Kayser, Boyoud, Couzinet, Math, Lièvremont, Tillous-Borde, Lacroix, Janin.
Interessante l'esperimento Trinh-Duc a seconda apertura coperto da Traille, quasi una copia del Barnes australe accoppiato a Mortlock al centro, e il ritorno dell'orco Chabal in seconda linea, un tempo motivo sufficiente di per se' per vedere la partita.

Nuova Zelanda - Inghilterra di sabato scorso: qualche (tardiva) considerazione ex post.
Il punteggio - 44 a 12 - ha punito in modo a nostro avviso immeritato la nazionale della Rosa: paradossalmente ha giocato meglio, molto meglio che nel primo test. Andrebbe sottolineato che al 50' le due squadre avrebbero potuto essere vicine vicine, 23-17 invece che 23-7, senza rubare o inventare nulla - la meta negata a Varndell per un mezzo piedino sulla linea laterale, la punizione centrale clamorosamente fallita da Barkley a inizio del secondo tempo.
Troviamo che il pack inglese guidato da Borthwick e pur privato di Sheridan si sia confermato eccellente nel confronto con gli aggressivi Kiwis: vincenti nei breakdown e nelle rimesse.

Non per caso l'arbitro sudafricano Kaplan s'e' sentito in dovere di dare qualche aiutino ai padroni di casa: la usuale invisibilita' di McCaw che oime' cade sempre dalla parte sbagliata nei breakdown e qualche decisione invereconda riguardo agli affossamenti in mischia chiusa.
Tali imprecisioni a nostro avviso non sono svagatezze alla Nigel Owen, bensi' precisi "segnali politici" da parte di Federazioni (e quindi di arbitri) interessate a spingere le Elv contro i cattivoni Boreali, regardless si giocasse con le regole "vecchie": in particolare, della mischia chiusa frega ben poco e le ruck "premeditate" da parte degli avanti vengono fischiate quasi sempre turnover, indipendentemente dal fatto che il placcatore non rotoli via, perche' gli attaccanti non stanno in piedi e/o non tolgono subito le mani dalla palla.

Quanto ai trequarti, lo schieramento pur rimaneggiato e giovanile ma molto tosto e propositivo degli inglesi non e' dispiaciuto, fin che 'e rimasto in campo cvome progettato.
Certo e' che giocare contro un Carter all'apertura ispirato come quello visto in questi due test match e contro 15 terze linee veloci come ali, con la capacita' di esplorare tutti gli angoli, di offrire tutte le alternative all'offload, non e' semplice per nessuno.
Ancora una volta le chiavi del successo All Blacks sono difesa e ripartenza: ci provi da tutte le parti e loro ti fermano, rischierandosi senza affanno e quasi con nonchalanche, automatici quasi come Neo in The Matrix, quando combatte dopo aver acquisito consapevolezza di essere l'Eletto; appena conquistano palla grazie alla frenetica aggressivita' nei breakdown - o se improvvidamente gli si cede il possesso con up&under - s'involano da tutte le parti: offload come se piovesse e non li fermi piu'.
Paradigmatici sono stati i primi dieci minuti del match: dominio inglese sterile, prima palla in mano Nera uguale a meta.

Molti gli infortuni, a testimoniare il "calore" con cui si vivono quelle che in altri sporti chiamano "amichevoli"; solo che lgi inglesi sono a fine stagione, i Kiwis nemmeno a meta'. Particolarmente grave per gli All Blacks il problema alla caviglia di McCaw, gli costera' come minimo tutta la prima fase del Tri-Nations.

mercoledì 25 giugno 2008

All Blacks Under 20

Qui un resoconto del titolo mondiale Juniores vinto dai neozelandesi.
Quanto all'Italia, ha giocato bene ma non riesce a salire oltre il dodicesimo posto. Un po' come i senior?
Nel mentre i gallesi non se ne fanno una ragione della penalizzazione inflitta ai loro Juniores e ai francesi per una maxi rissa in campo.
Poi ci si stupisce se, qualche anno dopo, degli anglosassoni nazionali bevuti "festeggiano" la sconfitta in discoteca a Parigi col Principe William o bevuti si portano le donnine bevute in camera a Wellington ...

Gia' che siamo nel campo delle considerazioni educative, condivido al proposito la visione di Richie McCaw - uno che non fa certo la "verginella" in campo - che e' piu' o meno la seguente: Siamo tutti maggiorenni e vaccinati, per cui no comment sui comportamenti altrui: ognuno risponde alla sua coscienza e si assume le responsabilita' di quello che fa. Per quanto ci riguarda invece, non e' solo una questione individuale: indossiamo una maglia (quella Tutta Nera, ndr; ma il discorso vale a qualsiasi livello ) e non vogliamo infangarla con comportamenti inappropriati. Per cui prestiamo attenzione.
Che razza di lezione a certi signorini inglesi!

Challenge draws

Nel mentre sono gia' stati venduti 10.000 biglietti per la finale di Heineken Cup 2009 in programma al Murrayfield da qui a un anno (giusto per dire del potere mediatico ed economico del rugby in Europa), e' stato definito anche il sorteggio per la fase eliminatoria della Challenge Cup '08/09; e' la Coppa Uefa del rugby, affermarsi nella quale ha sempre portato abbastanza bene (vedere in fondo elenco dei vincitori):
Pool 1: London Irish, Connacht, Dax o Albi, Rovigo
Pool 2: Northampton Saints, Bristol, Montpellier, Toulon
Pool 3: Bourgoin, Worcester Warriors, Petrarca, Bucuresti Oaks
Pool 4: Newcastle, Brive, Overmach Parma, Cetransa El Salvador
Pool 5: Saracens, Viadana, Bayonne, Stade Montois
Posto che si qualificano ai quarti le cinque vincitrici delle pool e le tre migliori seconde, e dato che delle italiane l'anno scorso solo una - Calvisano, la Challenge porta bene eh? - riusci' a non finire ultima della sua pool, vediamo che probabilita' di miglioramento abbiamo quest'anno.
Rovigo, considerati gli Exiles fuori di portata, puo' giocarsi nel girone 1 le sue carte - piu' che col rafforzato Connacht con la francese Dax o Albi (toccherebbe ad Albi per la classifica, ma la squadra e' stata retrocessa dalla Ffr per irregolarita' finanziarie, con conseguente ripescaggio del Dax; pende ricorso di fronte al Comitato Olimpico nazionale).
Anche Viadana in pool 5 se la puo' giocare con il Mont-de-Marsan e non parte gia' perdente pure col Bayonne, mentre trovera' lunghissima coi Sarries di Ongaro.
Duro il girone 3 per il Petrarca: gia' i ruvidi Oaks dai freddissimi inverni ... in piu' trova due impegni improbi, Worcester finalista uscente e Bourgoin regolare frequentatore di Heineken Cup. Sara' tosta anche la pool 4 per l'Overmach: ha Newcastle di Jonny Wilkinson e Brive, che a loro volta si ritrovano un anno dopo (in foto), mentre dovrebbe essere easy job col solito El Salvador dominatore del campeonato espanol.
A senso potremmo avere forse tutte le squadre almeno terze nelle loro pool, con una (Rovigo? Viadana?) che, congiunzioni astrali permettendo, potrebbe addirittura sfiorare il secondo posto di girone.
La pool senza italiane, la due, pare quest'anno essere la piu' equilibrata e impegnativa: c'e' la neopromossa Saints vincitrice di Heineken nel 2000, l'altra neopromossa Toulon di Tana Umaga iperpompata di talenti, piu' Bristol e Montpellier a mettere in campo esperienza e solidita'.
Speranzielle italiane a parte, anche quest'anno la presenza inglese in Coppa pare la piu' qualificata: Saracens, Irish, Warriors, forse i Falcons se non perdono troppi pezzi ... I francesi possono contare sul pur inesperto Tolone; forse su Bourgoin e Brive a patto che si rafforzino. Quanto al Connacht, da sempre a Galway si investe molto sui giovani; vedremo se quest'anno la squadra sara' finalmente all'altezza.


martedì 24 giugno 2008

La France a point

Le semifinali del campionato d'eccellenza francese Top14 (scusate il ritardo) sono state celebrate all'insegna dei pronostici. Vincono facile le favorite: Clermont 21-7, dominio dall'inizio alla fine, due mete di Napolioni Nalaga, ultimi punti (una conversione) di Percy Montgomery per Perpignan. Anche Tolosa opposta allo Stade Francais -partita sulla carta piu' aperta - si trovava in vantaggio 28-6 a 20 minuti dalla fine e chiudeva 31-13.
I parigini han provato ben poco per passare se non una serie di tentativi di drop da parte di Hernandez; sic transit, e tanto per l'anno prossimo arriva coach Ewen McKenzie dai Warathas a girar pagina.
Tre mete a una e l'esperienza internazionale di Tolosa (con Perugini ma senza Elissalde infortunato) va in finale a Parigi contro la riconosciuta prima forza del campionato: Delasau, Nalaga top metaman del campionato, Malzieu, Rougerie ali, Gonzo Canale, Brock James top scorer del Top14 e Mignoni mediani, Bonnaire e Vermeulen in terza linea, Ledesma e Scelzo con John Smit in prima.

Il campionato Pro - Division2 nel frattempo e' finito promuovendo al Top14 la seconda squadra dopo il Toulon, alla fine di playoff a quattro squadre. Che non sia questo un gran periodo per le squadre parigine lo dimostra la sorpresona: nella finale di Limoges passa il Mont-de-Marsan sui superfavoriti Racing Metro di LoCicero, che gia' aveva deluso le aspettative della vigilia non essendo riuscito a classificarsi al primo posto nel campionato cadetto.
Il primo tempo vedeva un lieve vantaggio dei parigini, i tempi regolamentari si chiudevano in parita' 20-20. Ai supplementari e' finita 32-23 per i Montois.
Molti i partenti da Parigi, mentre all'allenatore Benetton (a la francois) verra' proposta la "giubilazione" a direttore; alla guida della squadra ("on repart a zero") potrebbe tornare Pierre Berbizier che l'aveva giudata a inizio stagione.

Dall'eliminazione dalle finali Top14 dello Stade ha tutto da guadagnare la Nazionale italiana, che come detto in altro post recupera Parisse e i Bergamasco per il suo test coi Pumas. Anche gli argentini pero' ne beneficiano: divengono disponibili Juan Martin Hernandez, Pedro Ledesma, Rodrigo Roncero e non so se stavolta ci abbiamo guadagnato granche' ....
Gia' che parliamo di Nazionale, menzioniamo una autocandidatura: Peter Sidoli, 28enne seconda linea dei Dragons di Newport (Wls), gallese nato da genitori italiani e fratello del piu' famoso Robert, membro del Grand Slam squad gallese del 2005, si trasferisce a Calvisano con l'intento di mettersi in luce agli occhi di Nick Mallett. Se son rose fioriranno .. o saran porri? :)

lunedì 23 giugno 2008

Italia in Argentina, tornano Parisse e i Bergamasco

La nazionale di Nick Mallet si prepara per la sfida contro l'Argentina a Cordoba dopo la sconfitta contro il Sud Africa. Rispetto alla formazione di sabato scorso, Mallet recupera due pedine importanti come Sergio Parisse e i due fratelli Bergamasco, Mauro e Mirco, visto che lo Stade Francais è stato eliminato nelle semifinali del campionato francese.
"Sergio è un punto di riferimento fondamentale per questa squadra", ha detto Mallett su Parisse, "è stato il secondo miglior giocatore dell’ultimo 6 Nazioni e credo che tutte le nazionali, anche gli All Blacks, vorrebbero avere un numero 8 come lui. Ghiraldini ha fatto molto bene come capitano contro il Sudafrica. Sabato, come avevamo previsto, i gradi torneranno a Parisse".

sabato 21 giugno 2008

Italia a testa alta

Doveva essere una scoppola che passasse alla storia. E' stata una bella partita nella quale l'Italia di Mallet ha mostrato carattere e dalla quale è uscita a testa alta. Il punteggio dice 26-0, le differenze fisiche si sono viste. I limiti azzurri pure. Ma i bookmakers negli ultimi giorni ci davano sotto di 40 se non di più. E poi non va dimenticato che questa non era l'Italia dei titolari, ma equipaggiata con seconde linee - nel senso di riserve - che hanno fatto bella figura.

La cronaca è scarna, più che altro perché da raccontare è la partita dei nostri. Comunque, le mete portano la firma di Francois Steyn, Bismarck du Plessis (2) e Tendai Mtawarira, il pilone di colore che, a fine match, è stato fatto nero dalla nostra prima linea. Dimostrazione che contro una grande mischia l'Italia non ha paura, confermando come avanti stiamo messi bene, seppur con l'assenza di Castrogiovanni e Parisse. Pure il Sud Africa in alcuni punti era rimaneggiato, ma è la nazione campione del mondo, ha comunque schierato gente come Botha, Smit, Habana, Matfield e altri capoccioni.

E' andata meglio del previsto. Punto. A parte per quella insolita voglia di giocare al piede quando magari si poteva tentare qualcosa di più facendo girare l'ovale. Non è un caso che la prima meta di Steyn è nata da un calcio in profondità recuperato da Habana, lanciato in uno slalom nella nostra difesa. In altre due occasioni si è rischiato grosso con questa manovra. Ci sta perché è un test match, soprattutto, in questo caso, per il neo equiparato Luke McLean, che allo scadere ha cercato i suoi primi tre punti con un drop uscito di poco e calciato da ottima posizione. Sarà per la prossima volta, contro l'Argetina, a Cordoba, settimana prossima.

LA VERSIONE DI DANNY
Per quel che passa attualmente il convento nazionale del rugby (e non), dobbiamo esser felici - piu' che felici - di 26 punti di scarto col Sudafrica.
Fosse pero' un 38 a 12 .... Troviamo infatti che mentre quel 26 si spieghi con una giornata un po' cosi' dei Boks, sia tatticamente che nelle scelte, quello zero nostro la dica lunga sulla nostra partita.
Certo dice, le assenze, ma gli schierati non hanno raggiunto la sufficienza non certo per non aver vinto, ma per non averci lontanamente voluto provare. Non c'entrano qui megaschemi mallettiani (non) provati, o impari confronti con giganti come Bakkies Botha o Bryan Habana, ma mere carenze individuali.
Di fatto il rugby internazionale, come dice Rob Andrews si fonda su pochi basics ben precisi: il primo dei quali e' che l'avversario che parte in uno-contro-uno, va placcato. Noi non sempre lo facciamo, e questo e' un dannatissimo fatto cui qualcuno dovra' prima o poi porre rimedio.
Certo, qualcuno si salva: Ghiraldini ha una bella personalita', Garcia ha fatto un esordio molto positivo; ma siamo stati rollati dalle loro maul come se piovesse (e infatti pioveva) e in rimessa laterale per loro era facile come rubare le offerte in chiesa; nel finale poi ci hanno pure "scherzato" in fase chiusa: vero che Mtawarira non reggeva piu', ma e' bastato un cambietto sudafricano e la mischia a cinque metri da noi baldanzosamente chiamata per andare in meta, s'e' chiusa con un umiliante droppetto da tre punti, pure sbagliato.
Comunque uno dice vediamo il bicchiere mezzo pieno, davanti c'era il miglior pack al mondo assieme a quello inglese, evabbe'. Piuttosto, mentre Marcato poverino come estremo piu' che calciare non poteva fare, non ho capito McLean dove fosse e a cosa stesse pensando: l'avete visto aprire una volta, una sola? Aridatece Masi vah ...
Insomma non ci sono piaciute le scelte tattiche rinunciatarie di questa nazionale, ci ha ricordato performance di altre nazionali, quelle che puntano allo zeroazero quando giocano contro "quelli forti", che tanto puo' sempre succedere qualcosa (si, che si perde ai rigori).
Approccio ben rappresentato da quel zero finale: non si impara niente restituendo il possesso ai piu' forti ogni volta che la palla esce dal pack. Avremmo preferito finire sotto quaranta a sette, o a tredici.

venerdì 20 giugno 2008

Hai rotto il pallone!

Le redazioni sportive italiane sono un mondo indecifrabile. A meno che tu non sia un malato di calcio, che sa tutto di tutti, anche del più inutile footballer della storia. Figuriamoci in tempi di Europei, quando poi si avvicinano le fasi conclusive è sempre peggio. Intere pagine da rimepire e si arriva ad inventare di tutto pur di chiudere un buco.
Ovviamente nelle redazioni sportive italiane non si sono accorti che, come al contrario riporta questo blog per merito del socio, il business si è fatto ovale. Ma la questione è ancora più semplice. Domani l'Italia di Nick Mallet si appresta a giocare contro il Sud Africa campione del mondo. Mica una robetta così. I bookmakers ci danno sotto di molto, più di quaranta punti. Ci presentiamo con una formazione rimaneggiata, ma d'altra parte quello di domani è un test match e non serve altro per chiarire la funzione di certi tipi di partite. E' un pomeriggio particolare, un pomeriggio da protagonisti della palla ovale perché, appunto, affronteremo i campioni del mondo. Mica una robetta così.
A nessuno importa, magari ci faranno una breve per sottolineare la scoppola presa. Nemmeno sui quotidiani prettamente sportivi il nostro tour ha trovato lo spazio che meritava. Ma già li vediamo, in fila, i commentatori: quanto è bello il rugby, quanto è nobile, quanto è uno sport. Lo faranno in occasione di qualche altro appuntamento, che ne so?, il 6 Nazioni. Tra un anno insomma, perché il rugby, nelle pagine dello sport italiano, è confinato in quattro-cinque settimane tra febbraio e marzo.
Proporre è inutile, i capoccia fanno finta di dare ascolto, rispondono che sì, la proposta la prenderanno in considerazione. Vuol dire che finisce direttamente nel cestino sotto la scrivania. Orgogliosamente potremmo esserne contenti, potremmo dire che meglio pochi ma buoni a parlarne. Meglio noi di quelli che ormai non conoscono altro che il calcio. Meglio un corno! Perché, da che mondo è mondo, è di gran lunga meglio un pezzo rugbsitico che qualche dannata pagina dedicata al mercato di serie B.
La categoria nella quale milita il giornalismo sportivo italiano.

Rugby batte calcio .. nel business


Vale ancora la pena sponsorizzare il calcio? Riflettendo sull’operazione che ha portato l’Iveco (multinazionale del trasporto pesante, con 28 stabilimenti in tutto il mondo, che fa capo al gruppo Fiat) a sponsorizzare gli All Blacks, celebre nazionale di rugby della Nuova Zelanda, viene qualche dubbio. Spendendo meno che per una squadra di calcio di serie B italiana, l’Iveco sta navigando verso il raddoppio della quota di mercato in Nuova Zelanda e ha ottenuto anche un ulteriore rafforzamento del marchio in Sud America ed Europa del Nord, soprattutto in Gran Bretagna e Irlanda, dove la passione per il rugby è molto forte.
(da Dagospia)

giovedì 19 giugno 2008

Malumori in casa England

Non bastava la storia dei "fab four", ora Barkley se la prende perché salterà il match di sabato.

Secondo test All Blacks- England: le squadre

New ZealandNew Zealand
EnglandEngland
Sat 21st Jun 2008, 08:35 (Nzl Time).

Rob Andrew, manager delle nazionali di elite rugby inglese, nella attuale e inusuale posizione di sostituto del suo dipendente Martin Johnson rimasto a casa per parto (della moglie), ha confermato in pieno gli avanti titolari nel primo test match contro la Nuova Zelanda - entra solo Tim Payne pilone a sostituire l'infortunato Sheridan.
Al contempo invece ha rasato a zero sia trequarti che mediani, lasciando il posto solo a Topsy Ojo, ala aperta autrice di due mete e al secondo centro Mike Tindall. Schierano un set inedito in mediana: Danny Care (Harlequins) e Toby Flood all'apertura che non e' il suo ruolo (Nick Mallett docet?); primo centro a supporto sara' Jamie Noon anche lui come Flood quest'anno a Newcastle, con l'altro teammate Matt Tait estremo. Una nuova chance all'ala chiusa dopo due anni verra' data a Tom Varndell dei Tigers, top metaman della Premiership quest'anno.
Pagano la debacle di sabato scorso - evidentissima in difesa ma povera anche in fase propositiva - l'estremo Brown e i mediani Wigglesworth e Hodgson; soprattutto sulla impalpabile leggerezza mostrata da quest'ultimo si sono concentrate le critiche interne. Strettle e Barkley invece vengono retrocessi in panca.
Del Resto Rob Andrew ha parlato chiaro; riferendosi al fatto che a questi livelli si difende alla morte e qualcuno dei suoi non lo ha fatto, ha detto: "Some bits of Test rugby are not optional.''

Tra gli All Blacks invece solo normale turnover e incremento di esperienza internazionale per i giovani.
Entreranno due esordienti in assoluto, il centro Richard Kahui (Chiefs) e l'ala Rudi Wulf (Blues) e sara' la prima da titolare per il blindside flanker Adam Thomson (Highlanders), riportando So'oialo al suo usuale nr.8 ; Leon MacDonald subentrera' come estremo a Mils Muliaina.
Per Graham Henry e il suo staff due considerazioni importanti: la prima e' che e' finito il tempo della competizione per il posto in squadra ad ogni partita, da qui ai Mondiali andranno a identificare titolari e riserve su cui fare (e dare) affidamento; la seconda e' l'ottimo test svolto a livello di avanti: "reggere" il pack inglese costituisce tesi di laurea piu' che probante in vista del Tri-Nations.

New Zealand: Leon MacDonald (Crusaders); Sitiveni Sivivatu (Chiefs), Richard Kahui (Chiefs), Ma'a Nonu (Hurricanes), Rudi Wulf (Blues); Daniel Carter (Crusaders), Andy Ellis (Crusaders); Neemia Tialata (Hurricanes), Andrew Hore (Hurricanes), Greg Somerville (Crusaders), Brad Thorn (Crusaders), Ali Williams (Crusaders), Adam Thomson (Highlanders), Richie McCaw (Crusaders), Rodney So'oialo (Hurricanes).
Riserve: Keven Mealamu (Blues), Tony Woodcock (Blues), Anthony Boric (Blues), Sione Lauaki (Chiefs), Jimmy Cowan (Highlanders), Stephen Donald (Chiefs), Mils Muliaina (Chiefs).

England: Mathew Tait (Newcastle); Topsy Ojo (London Irish), Mike Tindall (Gloucester), Jamie Noon (Newcastle), Tom Varndell (Leicester); Toby Flood (Newcastle), Danny Care (Harlequins); Tim Payne (Wasps), Lee Mears (Bath), Matt Stevens (Bath), Tom Palmer (Wasps), Steve Borthwick (Bath, captain), James Haskell (Wasps), Tom Rees (Wasps), Luke Narraway (Gloucester).
Riserve: Jason Hobson (Bristol), David Paice (London Irish), Ben Kay (Leicester), Joe Worsley (Wasps), Peter Richards (London Irish), Olly Barkley (Bath), David Strettle (Harlequins).

mercoledì 18 giugno 2008

Mischia illegale: accuse di violenza sessuale per quattro inglesi

Quattro giocatori della nazionale inglese, impegnata nel tour in Nuova Zelanda, sarebbero finit sotto accusa per violenza sessuale. Le indagini della polizia neozelandese (sarà anche lei all blacks?) sono già partite e alcune fonti raccontano di aver visto dei giocatori rientrare in albergo dopo una bevuta nella notte tra sabato e domenica, in seguito al match perso contro la Nuova Zelanda. A quanto pare none erano soli, ma in compagnia di una donna. I nomi sono ancora segreti. Non sarebbe nemmeno stata la vittima a sporgere denuncia, ma alcuni suoi amici (image courtesy of Ovalia).

UPDATE 20/6: interessante evoluzione, mentre nessuno dei 4 ha ricevuto denunce whatsoever, la Federazione inglese corre ai ripari; "England rugby players are to be banned from bringing women back to their hotel rooms". Nel calcio italico si chiama RITIRO ...

Il XV italiano contro il Sud Africa


La formazione titolare in vista del test match di sabato contro i campioni del mondo:
15 Andrea Marcato, (Benetton Treviso, 7 caps), 14 Kaine Robertson (Montepaschi Viadana, 30 caps), 13 Andrea Masi (Biarritz Olympique, 40 caps), 12 Gonzalo Garcia (Cammi Calvisano, esordiente), 11 Matteo Pratichetti (Cammi Calvisano, 8 caps), 10 Luke McLean (Cammi Calvisano, esordiente), 9 Simon Picone (Benetton Treviso, 15 caps), 8 Josh Sole (Montepaschi Viadana, 28 caps) 7 Robert Barbieri (Benetton Treviso, 6 caps), 6 Alessandro Zanni (Cammi Calvisano, 22 caps), 5 Carlo Antonio Del Fava (Ulster Branch, 28 caps), 4 Santiago Dellapè (Biarritz Olympique, 50 caps), 3 Carlos Nieto (Gloucester RFC, 26 caps), 2 Leonardo Ghiraldini (Cammi Calvisano, 11 caps) - capitano, 1 Michele Rizzo (Carrera Petrarca Padova, 1 cap).
A disposizione: 16 Fabio Ongaro (Saracens, 53 caps), 17 Ignacio Rouyet (Montepaschi Viadana, esordiente), 18 Tommaso Reato (Femi CZ Rovigo, 1 cap), 19 Jaco Erasmus (Montepaschi Viadana, 2 caps), 20 Pablo Canavosio (Castres Olympique, 18 caps), 21 Enrico Patrizio (Carrera Petrarca Padova, 3 caps), 22 Riccardo Pavan (Overmach Cariparma, esordiente).

martedì 17 giugno 2008

Heineken Cup 2008/2009

Ladies and gentlemen (ammesso che ci siano ladies che ci leggono - e gentlemen), ecco le pool per la prossima Heineken Cup:

Pool OnePool TwoPool Three
Munster
Sale
Clermont Auvergne
Montauban
Wasps
Leinster
Castres
Edinburgh
Leicester
Perpignan
Ospreys
Treviso



Pool FourPool FivePool Six
Stade Francais
Llanelli
Ulster
Harlequins
Toulouse
Bath
Newport Gwent Dragons
Glasgow
Biarritz
Gloucester
Cardiff
Calvisano
Scorrendo i nomi in tabella, anche quest'anno si prospetta una bella prima fase, quella a gironi tanto per intenderci. Le italiane Treviso e Calvisano dovranno vedersela brutta con Leicester, Perpignan, Swansea, Biarritz, Gloucester e i Blues di Cardiff. I campioni in carica di Munster avranno da sbrigare un affare quasi tutto francese, interessante la pool four. Tolosa se la vedrà con Bath, vincitrice dell'ultima Challenge Cup. Wasps - Leinster altro bel binomio.
Appuntamento per la finale in terra scozzese, il Murrayfield attende.

lunedì 16 giugno 2008

Testa e tasta

In un mondo ovale confuso fra regole vecchie e regole nuove, i test matches rimangono sempre i test matches. Facce nuove e vecchie sul campo e in panchina, nuove tattiche da mettere a punto, nuovi schemi da testare, per l'appunto, e capire quanto possano essere validi al di là di questa parentesi estiva. Prediamo il caso di All Blacks - England.
Da una parte c'è sempre Graham Henry in panchina, con il suo stile che avrebbe dovuto portarlo in fondo al Mondiale, ma si è fermato a Cardiff contro la Francia. Spenti al momento i rumors sugli addii di McCaw e Carter con una scelta diplomatica: firmano per la federazione fino al prossimo campionato del mondo, ma potrebbe pure scattare la parentesi europea. Dall'altra la nazionale con la rosa sul petto, guidata non più con la fascia di capitano, ma nel ruolo di manager da Martin Johnson. Trequarti giovani - Strettle, Barkley and Co.-, prima linea con il ritorno di Sheridan, un pilone che quando è forma vale per tre, nel senso che sa metterne tre fuori combattimento. E' finita 37-20 come racconta Danny, ma è stato bello vederli di nuovo a battagliare.
Come è stato bello vedere il Galles che le ha buscate nuovamente dal Sud Africa, ma come ha voluto ricordare Gatland, l'orgoglio questa volta è salvo. Come è salvo l'orgoglio dell'Irlanda, suqadra che - come giustamente ha sottolineato il socio - sa perdere bene. Un po' quello che si dice dell'Italia dopo una scoppola.
In attesa proprio di vedere gli azzurri in azione tra le terre boks. Ci renderemo conto, allora, se davvero la palestra è stata utile ai nostri mediani d'apertura, restando fedeli alle parole di Mallet su quel ruolo cruciale da quando se ne è andato Dominguez. Sono passati tanti anni e da tanti anni siamo in attesa, un po' come all'Inter sono in perenne preghiera per quel terzino che nei sogni avrebbe dovuto prendere il posto di Roberto Carlos.
I test matches sono sempre gli stessi, con le serie estive a tenerci compagnia e a ricordarci quando sia difficile riuscire ad arrivare ad una sfida ad armi pari tra emisfero nord ed emisfero sud. Perché da una parte del globo ci si arriva a benzina quasi finita, dopo una massacrante stagione tra coppe e campionati. Dall'altra è inverno, si è da poco concluso il Super 14, ma scatteranno Currie Cup e NPC, insomma sono ancora in ballo. Ci si allena in vista delTri Nations.
Si testa e si tasta la consistenza del futuro. O del passato, vedete un po' voi. Magari ci facessero capire con quali regole vogliono metterci davvero a confronto.
Ps: su Sheridan, come non detto.

domenica 15 giugno 2008

A tutto Test Match

Il secondo weekend di test match "gira" lievemente meglio per i logori europei. I risultati:

Sabato 14 giugno 2008
South AfricaWales37-21
AustraliaIreland18-12
New-ZealandEngland37-20
ArgentinaScotland14-26

Nuova Zelanda - Inghilterra
Dopo le resistenze dell'Irlanda la scorsa settimana, gli All Blacks liquidano anche l'Inghilterra. Il punteggio e' piu' o meno allineato con quello che s'e' visto succedere in campo. La sfida potrebbe essere sintetizzata con una mia personale lettura del pensiero di Richie McCaw & Company al primo minuto:" Ah fanno sul serio? Meglio cosi' vah!".
I bianchi della Rosa (privi sino a luglio del nuvo coach Martin Johnson) infatti partono immediatamente aggressivi col rinnovato pack (Sheridan, Mears, Stevens; Palmer, Borthwick; Haskell, Rees, Narraway), imponendo il primo possesso con una controruck da paura che li porta a guadagnarsi un penalty nei ventidue avversari poi fallito da Barkley, seguita altre iniziative sempre di pack.
E uno dice, ah finalmente gli All Blacks dovranno lottare coi denti su ogni possesso; pero' il pack inglese non viene supportato dai backs con l'eccezione di un solido Strettle (attento in difesa ma poco attivato in attacco) e di un razzente Topsy Ojo al suo esordio (viceversa due mete ma non certo un "fattore" in difesa).
Invece i kiwis spingono avanti all'unisono senza distinguo di ruolo, alla ricerca del punto debole avversario: dopo 22 minuti un bell'angolo di Conrad Smith lo identifica tra apertura e primo centro inglese (Hodgson-Barkley), ri-esplorato con successo dieci minuti dopo anche da Carter.
Sul finire del primo tempo i continui attacchi All Blacks danno l'opportunita' all'esordiente inglese-nigeriano Ojo degli Irish di mettersi in luce: intercetta e s'invola per ottanta metri intonso in meta alla Habana. Tra questo e il successivo blitz individuale finale di Ojo sempre lui lanciato al piede ci stanno le mete di Muliaina e Sivivatu.
Per gli inglesi convincente prova del pack, trequarti inconsistenti e poco attivati, mediana chi l'ha vista e da cambiare. Solita macchina tritatutto "intra-mondiali" per i neozelandesi, quasi tutti oramai universali da breakdown e riciclo, indistinguibili nei ruoli.
L'ennesima nota (sul registro) va all'ineffabile arbitraggio del "solito" Nigel Owen, gia' macellaio di un quarto e della finale di Heineken Cup nel solo 2008.
Il suo voler essere l'unico sotto i riflettori lo chiarisce subito il suo ditino alzato a Richie McCaw, il quale furbamente abbassa lo sguardo, ritornando peraltro al suo solito lavoro in miniera, e a Sheridan buttato fuori senza preavviso. Altamente disinteressato a cosa succeda per davvero nei breakdown, Owen prende al riguardo decisioni a casaccio - "not releasing the ball" piuttosto che "hands in ruck" - in modo erratico e stravagante. Deleterio e irritante: altro che Elv, al rugby servirebbe un bel turnover d'arbitri.

Le altre partite: migliora l'autostima del Galles che se ripija dopo la batosta della settimana prima mantenendosi incollato per tutta la partita all'arrangiata e sorniona Sudafrica (due mete a testa, 17-15 a meta' gara; 20-21 al sessantesimo), ma alla fine il punteggio rimane pesante.
Non bastano Shane Williams in gran spolvero e la novita' Hook schierato a invisibile estremo assieme all'apertura Stephen Jones: dopo aver rintuzzato con apparente sufficienza i recuperi rossi, al 65' i sudafricani come fecero nella semifinale con Fiji decidono che e' tempo di cambiare marcia, chiudendo la partita con due mete del solito Jean De Villiers e del subentrato Bismark DuPlessis.
Coach Peter De Villiers si dimostra wise, innesta pochi individui senza distruggere i solidi equilibri edificati da Jake White attorno a John Smit, Bakkies Botha e Matfield, Jean Smith e Buck James: tra gli avanti nuovo solo il pilone the beast Mtawarira, nella mediana Januarie era gia' vice mediano di mischia di DuPreez, molto interessante l'estremo Jantjes e inutile ma veloce l'ala aperta Chavhanga al posto di JP Petersen; Habana all'ala chiusa pare aver perduto la brillantezza del 2007 ma ha aumentato solidita' e affidabilita'.
Piace la attenta gestione del turnover, del nuovo coaching team, in particolare e' produttivo l'esperimento Percy Montgomery ala "di rilievo" (risultato: una meta nella prima partita e una quasi nella seconda, firmata poi da DeVilliers).

L'Irlanda e' la solita solida squadra che perde bene facendo patire gli avversari, ma perde anche contro l'Australia. I due nuovi allenatori non hanno evidentemente ancora "affondato" la mano nelle due squadre.
L'Australia dalle numerose rivelazioni nel Super14 schiera i soliti "senatori", ma come si fa a dargli torto? Schierano Burgess e Giteau in mediana, Berrick Barnes e Mortlock centri, triangolo allargato con Tuqiri, Hynes e Shepherd e una seconda-terza linea da paura che puo' permettersi di tenere in panca tale Phil Vaugh: Horwill esordiente che andra' in meta e Sharpe, dietro gli "immortali" Rocky Elsom, George Smith e Wyclif Palu.
Anche l'Irlanda e' la solita, con O'Gara e addirittura Stringer in mediana, O'Driscoll con Wallace al centro, O'Callaghan e O'Connell in seconda linea. Buone notizie vengono dal triangolo allargato: Bowe ala chiusa ha fisico e birra, Kearney estremo e' il migliore in campo, Horgan e' un po' adattato ma offre molta solidita'.

Sorpresa infine in Argentina, dove la Scozia vendica la sconfitta nel primo incontro non solo grazie ai penalty di Paterson (4 nel primo tempo), ma con due mete del tallonatore Ford e del centro Morrisson. Il conto delle mete - non quello dei penalty - e' pareggiato dagli argentini con Martin Fernandez Llobbe e Horacio Agulla.

Il prossimo weekend tocca a noi in Sudafrica e al secondo test match tra All Blacks e inglesi.

sabato 14 giugno 2008

Anche il Top14 finisce prima o poi

Sabato e' stata (finalmente) disputata l'ultima giornata della regular season del campionato piu' lungo dell'emisfero nord, il Top14 francese. Poco da segnalare: il 95-7, quattordici mete con cui la prima della classe Clermont ha sepolto il retrocesso Dax, la sconfitta a Perpignan dello Stade Francais che mantiene il terzo posto grazie al punto del bonus difensivo, la vittoria a Biarritz del Castres a riaffermare il quinto posto per questi ultimi. Sia Montauban che Montpellier hanno vinto, quest'ultima fuori casa, ma non e' bastato loro per riagguantare il settimo posto. La classifica finale:

Equipe Pts J G N P P. C. +/- BE BD
1 Clermont 96 26 20 0 6 773 380 393 11 5
2 Stade Toulousain 91 26 19 0 7 723 394 329 11 4
3 Stade Français 80 26 18 0 8 615 417 198 5 3
4 USA Perpignan 79 26 17 2 7 531 392 139 4 3
5 Castres 69 26 15 0 11 564 524 40 6 3
6 Biarritz 66 26 13 1 12 385 339 46 3 9
7 Montauban 63 26 13 0 13 420 446 -26 2 9
8 Montpellier 61 26 14 0 12 426 490 -64 1 4
9 Bayonne 54 26 11 1 14 457 533 -76 2 6
10 Bourgoin 52 26 10 2 14 453 526 -73 2 6
11 Brive 51 26 10 0 16 425 514 -89 2 9
12 Albi 48 26 9 1 16 415 549 -134 2 8
13 Dax 34 26 6 1 19 314 645 -331 0 8
14 Auch 19 26 3 0 23 336 688 -352 0 7

Ai playoff si qualificano quindi Clermont, Tolosa, Stade e Perpignan; queste quattro sono qualificate alla Heineken Cup assieme a Castres quinta e Biarritz sesta; grazie al piazzamento di Tolosa in coppa (seconda, miglior avanzamento rispetto all'anno precedente), anche la settima classificata nel campionato disputera' la Heineken Cup, sara' Montauban.
Dax e Auch sono retrocesse in ProD2.

L'analisi statistica del campionato francese e' significativa perche' su una base larga di partite (182!): le prime cinque classificate sono paro paro le prime cinque per mete e punti segnati; impressionante per inciso il ruolino di marcia del Clermont, 773 punti realizzati: 50 punti meglio del Tolosa secondo, che a sua volta ne ha messi a segno oltre cento in piu' (!) dello Stade terzo. La miglior squadra difensiva invece, il Biarritz, solo 339 punti concessi (41 meglio di Clermont) e 27 mete (Clermont quarto con 35), si piazza solo sesta in classifica. A conferma della tesi "eversiva" a noi cara: le regole "vecchie" privilegiano il gioco offensivo mentre le Elv quello difensivo (vedi stats. del Super14). Con buona pace degli Australi.

Prossimamente le semifinali:
20/06/2008
ore 17:00
Clermont Auvergne - USA Perpignan
21/06/2008 ore
15:00Stade Toulousain - Stade Français
Per esse numerosi "italiani" nazionali non potranno prender parte ai test match con Sudafrica e Argentina (Gonzo Canale di Clermont, dallo Stade Sergio Parisse, Mirko e Mauro Bergamasco al rientro dalla sua maxi squalifica e Perugini di Tolosa), ma anche quasi tutti i titolari argentini, piu' i sudafricani capitan John Smit che rientra a Clermont di corsa per incontrare Percy Montgomery del Perpignan.

Anche il ProD2 - dove militano squadre che hanno fatto la storia del rugby transalpino come l'Agen, il Racing, il Beziers, ha concluso la regular season.
La fortissima Legion Etrangere del RC Toulon (Anton Oliver, Victor Matfield, Bakkies Botha, George Gregan, Andrew Mehrtens, Nathan Mauger, allenati da Tana Umaga, con Jerry Collins e Daniel Carter forse in arrivo, nei suoi sei mesi "sabbatici" strappati per contratto alla federazione neozelandese), dall'alto dei suoi 106 punti ha surclassato il favorito Racing Metro (99 punti) di Berbizier e LoCicero e s'e' guadagnato la promozione diretta in Top14.
La seconda promossa sara' la vincente dei playoff che iniziano domenica con le semifinali:
15/06/2008
15:00Stade Montois - Lyon OU
-
19:00Racing Metro 92 - La Rochelle.

giovedì 12 giugno 2008

Heineken 2009

Martedi' prossimo si inizia a parlare di Heineken Cup 2009 a Dublino: ivi avverra' la divisione delle squadre qualificate nelle sei pool (i draw). Due le regole: si procede per tier, che sono quattro con sei squadre ciascuno e ogni girone avra' una squadra per tier; non si avranno squadre della medesima Nazione nei sei gironi, con l'eccezione di due squadre francesi (sette).
La divisione per tier comporta che le "nostre" Benetton e Calvisano non potranno trovare nel loro girone squadre alla loro teorica portata, quali Glasgow, Edimburgh o Montauban/Montpellier; tra le piu' abbordabili potrebbero trovare Castres o Gwent Dragons.
Se poi pensiamo che Clermont piuttosto che gli Ospreys - la nazionale gallese - causa la loro scarna storia di Coppa sono classificati solo al tier 3, non e' escluso un "girone di ferro" anche quest'anno, con squadre del tipo Wasps - Leinster - Ospreys e quarta a caso.
I team partecipanti sono i seguenti (unica incertezza, la settima classificata del Top14 -Montauban o Montpellier - verra' chiarita domenica con la fine della regular season francese):

Tier 1: Munster, Toulouse, Biarritz Olympique, Leicester Tigers, Stade Français Paris, London Wasps
Tier 2: Leinster, Bath Rugby, Gloucester Rugby, Perpignan, Sale Sharks, Llanelli Scarlets
Tier 3: Ospreys, Cardiff Blues, ASM Clermont Auvergne, Newport Gwent Dragons, Ulster Rugby, Castres Olympique
Tier 4: Glasgow Warriors, Benetton Treviso, Edinburgh, Rugby Calvisano, Harlequins, Montauban/Montpellier

Il calendario della Heineken Cup 2008/2009:
Fase a gironi: 10-12 Ottobre, 17-19 Ottobre, 5-7 Dicembre, 12-14 Dicembre, 16-18 Gennaio, 23-25 Gennaio.

Quarti di finale: 10-12 Aprile
Semifinali: 1-3 Maggio
Finale: 22-24 Maggio (Murrayfield)

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