martedì 30 settembre 2008

Super & Celtic

Image Hosted by ImageShack.us Dato che c'e' sempre latente nel fondo questa voglia di Italia nella Celtic League, trattiamo assieme i due campionati europei di eccellenza "minori" (non certo per budget per alcuni team Celtici ma a volte per pubblico, cfr. note a fianco dei punteggi) rispetto a Premiership e Top14.
Celtic Magners League, 4' giornata
Courtesy del sito ufficiale della Lega, le partite dell'ultima giornata col commento ("more").

Fri 26 Sep19:05Cardiff Blues58 - 0Connacht RugbyArms Park7,542More
Fri 26 Sep19:30Glasgow Warriors34 - 20ScarletsFirhill Arena2,450More
Fri 26 Sep19:30Newport Gwent Dragons11 - 9EdinburghRodney Parade4,676More
Sat 27 Sep17:30Ospreys43 - 0Ulster RugbyLiberty Stadium7,225More
Sun 28 Sep19:00Leinster0 - 18MunsterRoyal Dublin Society18,700
More

Giornata di ordinaria amministrazione, con alcune sconfitte record (58-0, 43-0), in cui risultano vincenti le squadre casalinghe, tranne che per il big match irlandese tra campioni in carica e campioni d'Europa: ubi major minor cessat. Nonostante l'esordio a Leinster nientepopodimeno che di CJ Van Der Linde e Rocky Elsom, l'esito e' schiacciante per Munster (in foto capitan Paul O'Connell vola altro sopra gli avversari).
Derby teso, col coltello tra i denti tra le due storiche rivali ("sheer intensity and ferocious tackling of both teams"), con Ronan O'Gara (un drop sbagliato ma due penalty tra i pali) piu' in forma di Felipe Contepomi (zero su tre).
La sfida si risolve solo al 69' con la meta del sudafricano Justin Melck in "prestito" (tre mesi di contratto) da Western Province; il colpo di grazia e' di Doug Howlett, lanciato in meta da un calcio di O'Gara. Eran 5 anni che le contee del sudovest non battevano Leinster a Dublino, era quasi un anno che questi non perdevano in casa.
Muster quasi acchiappa gli Ospreys in testa alla classifica (un punto sopra ma con una partita in piu'), mentre il punto di bonus perdente e' sufficiente agli Scarlets per ritrovarsi terzi sopra Leinster quarta (ma con una partita in meno), con gli stessi punti di Glasgow e Cardiff. Quest'anno i primi 4 posti contano: per la prima volta in Celtic League si giocheranno i playoff.
Super10, 3' giornata
Poco da segnalare: vittorie esterne delle protagoniste, Viadana a parte -partita vinta dal Benetton, nonostante Dion Kingi si becchi il giallo al 22', poi un rosso al 44' e con Marcato all'apertura per il piacere di Mallett.
Il resto come da pronostici, ma che fatica il Petrarca! Risolve la conversione di Little su meta di Spragg all'80'; idem a Parma, dove il Gran riesce a spuntarla contro Rovigo anche qui grazie a una meta all'80' (DeMarigny).
Courtesy of
It's rugby, riportiamo i risultati e cronistoria:
Casa Montepaschi ViadanaBenetton Rugby Treviso(B)14-20
Petrarca RugbyRugby Roma Olimpic
15-13(B)
Gran Rugby ParmaRugby Rovigo
20-16(B)
Almaviva CapitolinaCalvisano
20-28
Venezia Mestre RugbyOvermach Rugby Parma (B)9-15
In classifica Overmach primo e' marcato dal Benetton, piu' staccato Viadana, poi a otto punti Calvisano e Petrarca.

lunedì 29 settembre 2008

Across the rugby Channel

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Cosa e' successo nei due maggiori campionati europei.
Premiership, 4' giornata:
Gli Squali di Sale guidano la classifica macinando tutti gli avversari: stavolta e' toccato a un Gloucester capace di opporre i soli calci di Olly Barkley, stesa da due mete di cui la prima di Chabal.
Segue a due soli punti grazie al bonus offensivo il Bath di Butch James (12 punti questo turno) il cui gioco dinamico e' evidentemente adatto alle ELV, che annichilisce il Worcester di Latham con 4 mete a una (in foto la meta del pilone Duncan Bell).
Seguono a 4 punti dalla prima le Tigri di Leicester: han commesso il primo passo falso in casa contro i Wasps sinora a digiuno. Una meta e 4 penalty a testa, la differenza la fanno tutta tre drop di fila tra il 46' e il 56' di Jeremy Staunton, apertura rientrata dagli Irish tra le Vespe in attesa del recupero di Danny Cipriani.
Quarti in classifica sono i Sarries di Aguero e Ongaro titolari, capaci di recuperare da 6-12 al 66' contro i Saints che ora fanno calciare l'efficace estremo Myler al posto di Rehiana spostato all'ala e altro non riescono a combinare stavolta, nonostante i continui trick di Carlos Spencer, dal look sempre piu' da campione di culturismo.
La partita della giornata e' quella per il 5' e 6' posto, con gli Irish corsari in casa dei Quins per un solo punto, ma ancora sesti dietro a questi ultimi. Primo tempo dei padroni di casa, chiuso 20-8 con mete di Monye (tutta di Strettle che si beve 4 placcaggi), Guest e due penalty di Malone, contro un calcio di Hewat e una meta di Armitage nel finale che rida' morale e momentum agli ospiti; secondo tempo tutto degli Exiles che dominano possesso e territorio, trascinati dalla seconda meta di Armitage e da Hewat, autore di altri due calci e di una meta da intercetto. Al 78' una meta trasformata di Danny Care riapre troppo tardi i giochi per i padroni di casa. In fondo alla classifica, i Falconi di Newcastle del redivivo Jonny Wilko (piu' Heymans e Noon) liquidano Bristol e salgono al 7' posto; la prima partita giocata e' servita alla apertura inglese per segnare il suo 1482' punto (dal 1997), superando Andy Goode - ora a Brive - fermo a 1480 come marcatore numero uno della Premiership.
Questa settimana turno infrasettimanale martedi'-mercoledi'-giovedi'.

Top14, 6' giornata:
Dopo l'esordio di Sonny Bill Williams col Tolone la scorsa settimana, questo turno abbiamo il secondo australiano ex NRL (Rugby League Australiana) a debuttare nel Top14 con tanto di meta: e' la volta di Mark Gasnier con lo Stade Francais, vincente col Bourgoin nell'anticipo di venerdi' a Grenoble di fronte a 20.000 spettatori. Oltre all'esordio di Gasnier, l'altra cosa notevole della partita e' stato Mirco Bergamasco che gioca venti minuti da ... mediano di mischia: onorevolmente (e' stato tra l'altro autore di un bello scarico a Hernandez finalizzato con un drop) ma sempre piu' tappabuchi ... Sia come sia, i parigini dominano il campionato con sei punti di vantaggio su Bayonne, vincente sul problematico Tolone a corrente alternata. Il patron Mourad Boudjella per ora conferma Umaga sulla panchina, ma si mormora sia in contatto con John Connnolly ex coach dell'Australia 2007 e dello Stade nel 2001-02.
Il Tolosa recupera la classifica di sua pertinenza sconfiggendo Perpignan con mete di Kelliher, Jauzion e Heymans, cui i catalani rispondono con le mete di Tuilagi, Candelon e Britz ma la differenza la fa Skrela dalla piazzola. Ne approfitta Montpellier - la squadra di Ouedrogo, Trihn Duc, Justin Marshall, Van Niekerk, Todeschini - che grazie alla vittoria sui Montois sale al quarto posto. Piu' in basso tra le nobili decadute, Clermont con 4 mete a zero caccia nei guai seri Biarritz, mentre Montauban vince in modo rocambolesco sul Castres.
La cronaca: primo tempo 13-15 per gli ospiti, drop di Fortassin al 46' e sono 16-15, poi un penalty di Lagardere al 51' porta sul 16-18; risponde subito Fortassin con un calcio, 19-18 e dopo pochi minuti v ain meta Paku: 24-18. Senonche' arriva al 79' la meta per l'australiano Tomiki subentrato a capitan Nallet, e siamo 24-23: palla a Lagardere per la trasformazione, ma l'autore di 15 punti nella partita fallisce i due che davano la vittoria al suo team.
Niente da fare infine per il Dax a Brive, un'altra squadra ora che Andy Goode from Tigers autore di 19 punti nella giornata e' finalmente titolare ... sigh, rimandando il nostro Orquera in panca. Quattro mete per la sua squadra e un po' di gloria residua anche per Orquera autore dell'ultima trasformazione.

domenica 28 settembre 2008

Also spracht Nick Mallett

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Fondamentale l' intervista a coach Nick Mallett sulla Rosa del 24 settembre: alcune anticipazioni interessanti sulla Nazionale (e avremmo a nostra volta fresca fresca una notizia per lui!) e sulla copertura dei vari ruoli, oltre a fornire ancora una volta una visione chiara (e del tutto condivisa qui) sulle responsabilità precise di Fir e Lega sui destini del rugby in Italia. Espone infine qualche interessante riflessione sulel nuove regole. La riportiamo pressocchè per intero.
a) Ruoli critici in Nazionale.
Il c.t. ha scoperto le carte sulle idee riguardo al numero 10: «L'esperimento Masi è finito (gaudeamur igitur! ndr). Lì serve un giocatore che sappia prendere al volo la decisione giusta, mentre Andrea è un po' emotivo. Proverò Orquera, (Luciano, classe 1981, al Brive dal 2006, quest'anno apertura titolare sinora, in attesa di Andy Goode, ndr) anche se in quel ruolo servono chili, specie ora che da mischia l'attacco ha più spazio e il corridoio tra apertura e primo centro è più sollecitato.
Andrea Marcato
mi piace, ha segnato i calci decisivi contro Scozia e Argentina, e in Galles da estremo ha fatto bene (e daghèa! Estremo lo vede, punto e a capo - ndr). Ha anche messo su tre chili di muscoli, credo che per giocare apertura gliene servano altri due. Luke McLean ha testa e fisico. Merita altre chance...».
Siamo sempre alle solite, muscoli priorità nr.1, anche se il peso dei calci piazzati nell'economia delle partite è ben lungi dall'essere tramontato con le nuove regole, anzi ... Per non parlare dell'esperienza di gioco giocato.
Mallett in effetti non ha tutti i torti: soffriamo di carenza di esperienza vera, internazionale, in certi ruoli chiave:

«Il problema è che ci sono pochi italiani in ruoli come estremo, apertura e seconda linea (nell'ulrimo ruolo c'è poco a livello internazionale, oltre a Bortolami in crisi e Dellapè rotto - ndr). All'apertura stiamo seguendo un ragazzo del Racing Parigi, che ha 23 anni e una nonna italiana (Jonathan Wisniewski ndr), ma spera in una chiamata della Francia. La realtà è questa: io non posso chiedere a Treviso o Calvisano di far giocare Marcato e McLean apertura, quindi devo trovare altre soluzioni...»
Come dire, mi piacerebe tanto non sperimentare ma sono costretto. Qui una novità in mediana per lo sperimentatore Mallett ce l'avremmo noi, o meglio il Top14: nell'anticipo di ieri sera a Grenoble tra Bourgoin e Stade Francais (25-32 per la cronaca) abbiamo assistito live (su Eurosport2) all'inedito: venti minuti di Mirco Bergamasco mediano di mischia. Ok non è l'apertura ma è pur sempre una novità "muscolare" in un ruolo cruciale, no?
Uscito Albouy,
il nostro utility back è stato usato da coach Ewen McKenzie e dall'allenatore dei trequarti Dominici ancora una volta come tappabuchi (nell'ultima partita è stato impiegato come ala chiusa di rilievo). Tutto sommato il Mirco non ha fatto una brutta figura: ha gestito correttamente una mezza dozzina di mischie, ha preso un paio di iniziative e ripulito delle ruck, anche ha ben lanciato Hernandez per uno dei suoi drop ...
b) Selezioni NOW o morte.
Veniamo alle solite, dolenti note sul movimento: prima dolenza, i migliori sono sempre quelli che se ne vanno:

«In Europa non siamo competitivi (a livello di aperture, o di club? O tutt'e due ... Ndr) ed è lì che si cresce. In Italia ci sono 4-5 club professionistici .. (ma) Viadana ha un bilancio di 5 milioni di euro, Tolosa di 25. È logico che i migliori italiani vadano a giocare fuori, mentre da noi arrivano ex internazionali a fine carriera, come Cribb e Fraser Waters, che possono fare il bene di Rovigo e Treviso, ma non del movimento. Sono i Ghiraldini e i Cittadini gli uomini da difendere a tutti i costi. La Fir dovrebbe tenere gli italiani in Italia».
Da Mallett arriva non solo il lamento ma anche l'indicazione della soluzione: naturale che club come i nostri perdano i giocatori bravi a favore di società di campionati più ricchi; la soluzione è il solito monito ai Club, alla Lega, alla FIR, se ne viene fuori solo con le Selezioni:
«Come fanno in Scozia, Irlanda e Galles. Qui c'è spazio per due squadre di 30 giocatori, con i migliori italiani sotto contratto Fir e qualche straniero di livello (possibilmente giovane e naturalizzabile, ndr) per essere competitivi in Coppa Europa e fare eventualmente la Celtic League, che con l'ingresso dell'Italia amplierebbe il proprio mercato. Se non si va in Celtic si può pensare a un doppio contratto, con la Fir e i club: alla fine della Coppa Europa i giocatori tornano a giocare un Super10 semiprofessionistico.
C'è l'opposizione di alcuni club (sette su dieci; ma due club - Benetton e Calvisano - vorrebbero andare in Celtic da club e non attraverso le selezioni, ndr), ma il Consiglio Federale appena eletto ha la possibilità di farlo.Io dico solo che se non si cambia, rischiamo di perdere quel decimo posto nel ranking: Stati Uniti, Tonga e Figi stanno crescendo».
Messaggio sufficientemente chiaro?
c) L'ossimoro delle regole confuse.
Infine un cenno alle nuove regole: anche lui da buon sudafricano appare piuttosto confuso: «Non ci sto capendo molto. In Francia penalizzano molto i sostegni di chi attacca, nell'emisfero Sud puniscono più chi difende. Al Sei Nazioni bisognerà parlare con tutti gli arbitri, per capire il loro metro».

sabato 27 settembre 2008

All you need is .. rough: Ozzy Rule finals

Noi di RightRugby, già sapete, siamo ospitali con gli eventi importanti di tutta la costellazione degli sport basati su palla ovale, o meglio di quegli sport fondati sul "face off"(il metterci la faccia propria) maschiamente palluto e tostamente corretto. Invece gli sport adatti ai cascatori furbetti, alle "manos de dios" e alle mammolette piagnone, poco ci appassionano: c'è già la vita di tutti i giorni adatta al prosperare di tali micro organismi, ci basta e avanza.
Nel caso specifico la frase in titolo, prima di "rough" aveva la parola "love" barrata: la troviamo una delle migliori sintesi della mentalità delo sport nazionale australiano, l'Ozzy Rule, altrimenti detto footy o Australian Foootball, che come i due lettori di questo blog già sanno, col calcio (e mentalità relativa) nulla c'entra. Qualcuno ne parla anche qui ;)
La frase era in uno dei tanti cartelli innalzati tra i 100.012 spettatori (nuovo record planetario per una finale di un qualsiasi sport "domestico"): stamani alle sei e mezza ora italiana (due e mezza p.m. locale) al Melbourne Cricket Ground c'era la finale del campionato di Australian Football, trasmessa da un sempre più interessante (per noi amanti degli sport cosiddetti "minnows") Eurosport2. Interessante anche per i commentatori (Luca Tramontin nel caso).
E' finita 115 a 89 per gli Hawthorn Hawks, quindi niente "back to back" (doppietta) per i grandi favoriti Geelong Cats: i dominatori della regular season hanno applicato una pressione difensiva a tratti asfissiante, ma hanno sbagliato troppo coi forward in attacco, tra cui almeno 15 punti di autentici rigori a porta vuota. L'abilità degli Hawks, una squadra dal talento più "distribuito" rispetto ai Cats, è stata riuscire a rimanere in contatto nel punteggo nella prima metà gara, riuscendo ad afferrare l'opportunità non appena s'è affacciata alla fine del terzo tempo e piazzare un break vincente di tre goal in fila, non più recuperato nel quarto tempo dai demoralizzati favoriti. Una vittoria dei "secondi" sulle stelle.
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Accennavamo inizialmente all'approccio, alla mentalità. Bene, significativa è stata la partita del fullback numero 15 degli Hawks, Luke Hodges. Era al rientro da un grosso infortunio: una costola fratturata gli aveva perforato il polmone; un quarto d'ora di ritardo nell'arrivo in ospedale e ci avrebbe lasciato la pelle.
Orbene, era in campo non in tribuna; dato che nel footy ci si può disporre nel campo dove si vuole ancor prima della palla rimbalzata iniziale, un paio di giocatori di Geelong hanno iniziato subito a spintonarlo e sgomitarlo esattamente sul costato. Beninteso lo facevano apertamente non di nascosto alla vigliacca, guardandolo con aria di sfida: una scena da calcio storico fiorentino.
E lui? Sorrisone, spintone a sua volta e via: della serie, se state cercando il punto debole della mia squadra, avete sbagliato indirizzo. Alla fine è risultato uno dei migliori in campo.
Ecco, a proposito di roughness e di modelli: preferireste che vostro figlio indossasse la maglietta di questo Uomo, o quella di un qualsiasi cascatore piagnone, miliardario e puttaniere?

mercoledì 24 settembre 2008

Neverending Elv

Prosegue la neverending story delle Elv: hanno deciso (tra loro) che la prossima sfida di novembre tra All Blacks e Australia, Bledisole Cup in palio a Hong Kong - prova generale di un futuro torneo "Top of the World" a cadenza biennale tra prime del SeiNazioni, TriNations e Argentina? - si giochera' con le ELV versione "1 agosto 2008", quelle adottate (in Sudafrica e) nell'Emisfero Boreale.
Carini pero', no? Nonostante le nuove regole sperimentate in Super14 e nel TriNations 2008 piacciano di piu' ("The imposition of the free kick made the game faster in southern hemisphere matches"), gli australi si adeguano ai Boreali per amor di simmetria ...
E invece no: " The ELVs used by the southern hemisphere countries in 2008 would continue for next year's Super 14 and Tri-Nations, before the IRB determines which ELVs to keep after the year-long, worldwide trial ends next August", ha dichiarato John O'Neill presidente della Australian Rugby Union (ARU).
Pero' il fronte australe si va spaccando: come gia' era evidente in Currie Cup e pur essendo la terra che ha dato alla luce le prime sperimentazioni (presso lo Stellenbosch campus), il Sudafrica si schiera apertamente col "Compromesso Irb del 1 agosto".
Dichiara infatti il presidente della South African Rugby Union (SARU) Oregon Hoskins, "For consistency's sake and to allow our Springboks the smoothest possible preparations for next year's crucial series against the Lions, it is vital that we play under one set of laws". Insiste: "We have had five sets of ELVs apply in South Africa this season and it has been confusing to the public and even to the referees ... ".
E poi cala la mazzata: "I trust we will be able to reach a consensus (on rules to be applied to Super14 and TriNations 2009, ndr) with our partners when we meet, but if that is not possible then we may have to go to arbitration on the matter."
Tempi duri davanti, nessuno intende mollare il punto; l'entropia continua.

Nel frattempo e uscendo dalla politica, Sergio Parisse e' "nominato" tra i 5 candidati al premio Irb di miglior giocatore 2008. Il capitano della nazionale e dello Stade Francais leader del Top14 compete con il duo Ospreys Shane Williams e Ryan Jones (candidati forti grazie al Grand Slam gallese del 2008), Dan Carter (vincitore 2005, unico australe, rilanciato dal TriNations) e il mediano scozzese Mike Blair.
Non e' la prima volta per Parisse, era stato in "nomination" come miglior giocatore anche all'ultimo Sei Nazioni se non ricordo male. Certo che stavolta e' "assoluto" ... well deserved,
Eletti al titolo nel tempo sono stati tra gloi altri personaggi come Richie McCaw, Schalk Burger, Jonny WIlkinson, Fabien Galthie'. Il successore di Bryan Habana sara' scelto dalla Irb nel meeting di Londra del 23 novembre.

martedì 23 settembre 2008

Rugby Continentale

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Proseguiamo il punto campionati arrivando nel Continente, anche stavolta con con un po' di tabelle (courtesy of It's rugby, trovate ogni aggiornamento qui nella sidebar sotto "punto campionati").

Top14
, 5' giornata:
Lo Stade Francais prosegue la sua marcia trionfale in solitaria: la squadra guidata da Ewen McKenzie, sempre più nelle mani del nr.10 Beauxis e del 15 Hernandez, schianta con tanto di bonus anche il derelitto Brive di Luciano Orquera, ora ultimo in classifica nonostante l'ingresso (e tre punti) di Andy Goode al centro.
Mauro Bergamasco ha giocato mezz'ora, sostituito da capitan Parisse e anche Mirco B. s'è fatto la sua mezzora finale all'ala chiusa; il terza centro argentino-parigino Leguizamon s'è infortunato seriamente a causa di una presa alta di Hufanga.
Perpignan va a battere Montpellier con una meta di Mermoz e non succede letteralmente altro, ma forse erano ancora emozionati per la visita del futuro teammate Dan Carter (in foto). Bayonne riprende il passo perduto nel turno precedente battendo di misura i Montois, mentre il Tolosa torna prepotente in sella andando a vincere col bonus a Montauban. Tra l'altro due giocatori del club dell'Alta Garonna sono stati insigniti di titoli che fanno morale: Byron Kelliher miglior giocatore assoluto, l'ala Maxime Medard miglior rivelazione del Top14 edizione 2007/2008.
Le due "risorte": Tolone batte Bourgoin - mete di VanNiekerk e Imbert, lionesi tenuti in piedi al solito solo dal piede di Lalòo, infortunio serioso per Dellape' - mentre Castres finalmente decolla alle spese di Clermont dai troppi alti e bassi in questa apertura di stagione, in una partita equilibrata ma senza mete, risolta ul 9-6 da un drop del subentrato Boscus.
Infine nell'anticipo di venerdì visto su Eurosport2, davanti ai tre fratelli Lievremont schierati (l'allenatore della Nazionale in tribuna, l'allenatore del Dax in panchina e il capitano della stessa in campo), un sorprendente Dax trionfa in casa sull'ambizioso Biarritz, mai in gara nonostante l' "autometa" di Bortolussi nel primo tempo a punteggio ancora aperto ( un tentativo di calcetto a scavalcare che si risolve in un passaggio all'avversario davanti, lanciato a planare intonso in meta).

Day 5
Friday 19 September 2008
DaxBiarritz30-18
Saturday 20 September 2008
Stade FrançaisBrive(B)37-16
ToulonBourgoin15-9(B)
CastresClermont12-6(B)
BayonneMont de Marsan19-15(B)
MontaubanStade Toulousain10-41(B)
MontpellierUSAP(B)3-5
Team Pts P W D L F A +/- BT BL
1 Stade Français 22 5 5 0 0 140 71 69 2 0
2 USAP 17 5 4 0 1 110 73 37 1 0
3 Bayonne 16 5 4 0 1 95 105 -10 0 0
4 Stade Toulousain 15 5 3 0 2 110 73 37 2 1
5 Montpellier 14 5 3 0 2 80 75 5 1 1
6 Biarritz 12 5 3 0 2 109 94 15 0 0
7 Toulon 12 5 2 1 2 71 72 -1 0 2
8 Clermont 11 5 2 0 3 87 77 10 1 2
9 Dax 10 5 2 0 3 89 101 -12 0 2
10 Montauban 10 5 2 0 3 95 128 -33 1 1
11 Bourgoin 8 5 1 0 4 79 90 -11 0 4
12 Castres 7 5 1 1 3 82 100 -18 0 1
13 Mont de Marsan 6 5 1 0 4 87 119 -32 0 2
14 Brive 4 5 0 2 3 58 114 -56 0 0

Super 10, seconda giornata:
Troppo forti le squadre di casa, tutte vincenti con il bonus.
In particolare lo è l'Overmach (avevamo già detto: è la squadra più rinforzatasi nell'estate) per le forze del Petrarca : sei mete (due di Travagli e Mariani,una di Pascu e dell'americano Emerick) a zero. Ora i parmigiani sono soli in testa, e sono "belli" anche perchè con la parte "pensante" totalmente italiana: nr.9 Travagli, nr.10 Mazzariol, nr.15 Rubini.
Stessa situazione nello schieramento del Benetton vincente con Venezia: Picone nr.9 (sostituito al 50' da Tobie Botes arrivato dai Griquas, dove ha giocato 5 partite della Currie Cup in corso segnando due mete), Marcato nr.10, 5 calci messi a segno (e Brendan Williams estremo).
Quasi tutto il resto della giornata è stata ordinaria amministrazione, con una menzione particolare per la neopromossa Olympic Roma che vince col Gran Parma.
Non è ordinaria la larga vittoria del Rovigo sui campioni in carica di Calvisano: potete trovare una completa cronaca della partita dagli amici di Ovalia, così come quella dell'anticipo di Viadana con l'Almaviva. Diamo spazio a ... chi l'ha visto (el partido).
Day 2
Saturday 20 September 2008
Benetton Rugby TrevisoVenezia Mestre Rugby(B)38-13
Casa Montepaschi ViadanaAlmaviva Capitolina(B)39-11
Overmach Rugby Parma Petrarca Rugby(B)42-0
Rugby RovigoCalvisano(B)46-16
Rugby Roma OlimpicGran Rugby Parma(B)36-12
Team Pts P W D L F A +/- BT BL
1 Overmach Rugby Parma 10 2 2 0 0 75 14 61 2 0
2 Benetton Rugby Treviso 9 2 2 0 0 58 16 42 1 0
3 Casa Montepaschi Viadana 9 2 2 0 0 57 24 33 1 0
4 Rugby Roma Olimpic 6 2 1 0 1 49 32 17 1 1
5 Rugby Rovigo 5 2 1 0 1 56 34 22 1 0
6 Calvisano 4 2 1 0 1 36 59 -23 0 0
7 Petrarca Rugby 4 2 1 0 1 18 52 -34 0 0
8 Venezia Mestre Rugby 1 2 0 0 2 26 56 -30 0 1
9 Gran Rugby Parma 0 2 0 0 2 15 56 -41 0 0
10 Almaviva Capitolina 0 2 0 0 2 25 72 -47 0 0

lunedì 22 settembre 2008

Panoramica celtica

La quarta giornata di Magners League è andata in porto e c'è Munster a guidare la classifica con una partita in meno rispetto alle concorrenti e a quota 14 punti. La stessa degli Ospreys, che però hanno un match in più dalla loro, perso però contro Leinster lo scorso week end: la trasferta irlandese finì 19-13 per i padroni di casa, grazie a due drop di Nacewa contro uno di James Hook, più una meta a testa da Luke Fitzgerald e Nikki Walker e i calci di Contepomi e Hook stesso. Eppure dalle parti di Swansea c'è entusiasmo per questa stagione. Non è difficile capire il perché: gli Ospreys sono il bacino di utenza della nazionale gallese, quella che ha saputo risorgere dopo la deludente prestazione ai Mondiali, conquistando il Six Nations e dimostrando che con le nazionali dell'emisfero sud, se proprio non riesce tenere testa, almeno ci prova e sa mostrare carattere.

C'è entusiasmo e il management della squadra prova a raccogliere più che può. "Se guardiamo alla stagione 2006/2007, quella in cui abbiamo vinto il campionato", fanno sapere i boss di quelle parti, "la nostra casa è stata una dei motivi del successo e i tifosi hanno giocato senza alcun dubbio una parte importante, creando una grande atmosfera che i giocatori hanno apprezzato e alla quale hanno dato risposta sul campo". Una campagna acquisti particolare, quella legata ai fans allo stadio. Mica Ronaldinho e altri nomi da strapparsi i capelli, nella Rugby Nation al primo posto mettono immediatamente i tifosi stessi.

Non è stato comunque un week end di vittorie per le altre gallesi. Gli Scarlets hanno impattato contro 4 mete (una del giovane Nick de Luca) e lo spirito di rivalsa dei Gunners di Edimburgo che si erano presentati ai nastri di partenza come mina vagante che ambisce al titolo. In Scozia è finita 32-12, mica robetta da poco. I Blues di Cardiff invece hanno perso proprio contro la capolista Munster, sempre in trasferta, per 28-20, con qualche polemica relativa all'espulsione temporanea di Sowden-Taylor per fallo professionale quando il club gallese era in testa 17-7. Gli irlandesi un anno fa trionfarono in Heineken Cup, lasciando spazio alle rivali in campionato. Quest'anno è probabile che il podio non lo molleranno facilmente. Unica gallese vincente di giornata, i Dragons corsari a Belfast col fanalino di coda Ulster di Carlo del Fava. Connacht si schioda finalmente dalle zero vittorie vincendo in casa con Glasgow.

Siamo comunque agli inizi di una lunga stagione durante la quale, oltre alle coppe europee, le formazioni gallesi a partire dai primi di ottobre saranno impegnate pure nel torneo Edf Energy Cup con le colleghe inglesi, torneo che regala belle partite alla cui base sta pure l'orgoglio di dimostrare che nessuna è inferiore all'altra. Vecchia storia della quale si sente ancora il profumo più ci si avvicina al confine tra i due regni, con tanto di indicazioni statali bilingue e che indicano come, oltre il ponte (quello che porta a Bristol) c'è l'Inghilterra. Come se fosse tutta un'altra parte del mondo, insomma.

Rugby isolano boreale

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Vi diamo una mano a fare il punto campionati Isolani (Boreali) con un po' di sinottici vah (courtesy of It's rugby, trovate ogni aggiornamento qui nella sidebar sotto "punto campionati").
Guinness Premiership
, terza giornata, fatti salienti:
Interessante notare che solo una squadra conquista il bonus offensivo (4 mete), mentre nelle altre partite TUTTI gli sconfitti incamerano il bonus difensivo (meno di 7 punti di differenza). Sarebbe questo, scusate l'irriverenza, l'effetto delle Elv?
Rientra Jonny Wilkinson nei Falcons che perdono lo stesso il posticipo coi Sarries di Ongaro e Aguero finalmente alla prima vittoria; sono in testa a punteggio pieno i Tigers ancora privi di Castrogiovanni, ben guidati dalla mediana tutta nuova Dupuy (ex Biarritz) - Flood (ex Falcons) e gli Sharks di Hodgson e McAlister, ma sudano freddo rispettivamente a Worcester e a Bristol, a dimostrazione che l'equilibrio è ancora la legge della Premiership. Wasps in crisi alla terza sconfitta, stavolta col tosto Northampton di Carlos Spencer; prima battuta d'arresto per i Quins sconfitti nonostante le tre mete a due da Gloucester, vincente da quando l'ex capitano Bortolami contrariamente a Nieto non è più titolare; gli Irish perdono in casa col Bath di Butch James autore anche di una meta.
Risultati e classifiche (nei link le squadre e la cronologia della partita; B sta per "bonus point"):

Day 3
Friday 19 September 2008
BristolSale(B)6-9

Saturday 20 September 2008
GloucesterHarlequins
24-20(B)
NorthamptonWasps
24-20(B)
London IrishBath(B)16-20

WorcesterLeicester(B)17-19

Sunday 21 September 2008
SaracensNewcastle(B)44-14


Team Pts P W D L F A +/- BT BL
1 Leicester 12 3 3 0 0 63 47 16 0 0
2 Sale 12 3 3 0 0 41 30 11 0 0
3 Harlequins 10 3 2 0 1 75 58 17 1 1
4 Bath 9 3 2 0 1 70 57 13 0 1
5 Northampton 8 3 2 0 1 67 65 2 0 0
6 Gloucester 8 3 2 0 1 53 57 -4 0 0
7 Saracens 7 3 1 0 2 80 56 24 1 2
8 London Irish 6 3 1 0 2 64 58 6 0 2
9 Worcester 5 3 1 0 2 41 50 -9 0 1
10 Newcastle 5 3 1 0 2 55 80 -25 0 1
11 Wasps 2 3 0 0 3 44 61 -17 0 2
12 Bristol 1 3 0 0 3 39 73 -34 0 1

Magners League:
Inizia il solito casino di questo torneo, che si amplifica man mano che la stagione avanza: alcune squadre con 4 partite, altre con tre, per cui dare la classifica inizia ad esser fuorviante.
Turno favorevole alle squadre irlandesi negli scontri al vertice con i gallesi. I commenti nel post che segue.

Friday 19 September 2008
ConnachtGlasgow Warriors
15-8(B)
UlsterNewport Gwent Dragons(B)14-16

Edinburgh RugbyScarlets(B)32-12

LeinsterOspreys
19-13(B)
Saturday 20 September 2008
MunsterCardiff Blues(B)28-20

domenica 21 settembre 2008

Facciamo il punto su Right Rugby

Consentiteci un po' di back to the roots nostalgico.
Questo blog vide la luce all'incirca un anno fa (lunedì 3 settembre 2007) con un intento monografico: seguire da appassionati la Web Ellis Cup in modo più "capillare" di quanto si riuscisse a reperire nella Rete e sulla stampa italica. Dato il "successo" (o meglio il divertimento), si decise successivamente di procedere con un sito dedicato a tutto quanto fa rugby (Union ma non solo).
I promotori del blog erano (e sono) convinti e romantici assertori del rugby come modello di vita (professionismo o meno; da cui quel "Right" e le frasi altisonanti nel banner della home page), non solo come sport magari più appassionante di altri.
In tale ottica scelsero già agli albori dei chiari modelli di riferimento: uno è il modo di commentare il rugby rigorosamente tecnico ma al contempo divulgativo e sdrammatizzante a 360 gradi di Vittorio Munari, il Dan Peterson del nuovo millennio (chi seguiva l'Nba negli anni Ottanta capisce cosa intendo).
Un altro riferimento è il livello di "passione" giornalistica stile newspaper anglosassoni e francesi, l'approfondimento offerto da siti specialistici Boreali e Australi - vedi ad esempio i nostri originali approfondimenti sulle ELV , la Irb o sulla situazione socio politica sudafricana difficili da reperire altrove (altro che: "DeVilliers è un raccomandato").

Avevamo anche dei chiari modelli negativi, da tentare di evitare: in primis il bar calciofilo, col cronachismo orientato al "caso", gli scandalismi scollacciati dei Varriale de-noantri, solo-titolone-e-risultati. Al contempo ci premeva evitare di chiuderci nella turris eburnea del "noi pochi che abbiamo capito": la chiacchiera nostalgica a toni soffusi da privè più che da bar, stile Gigi Garanzini - sia detto con tutto il rispetto che invece non abbiamo per i Varriale, per farci capire col paragone calcistico. In sintesi il tentativo era: equilibrata passione, onestà intellettuale, solido ancoraggio al dato tecnico più che al risultato finale, poche ciacole da bar.

Ed eccoci qui un anno dopo, col nostro precipuo "equilibrio instabile" tipico da Persuaders, sempre entusiasti e come sempre poco interessati a inseguire con tempestività le cronachette della quinta di ritorno. Siam qui, sulle spalle di 14.000+ visitatori, 24.000+ pagine viste (grazie!), 327 post scritti e una sidebar che coi suoi link e video è uno dei tool più open e completi che conosciamo a livello mondiale, a disposizione degli appassionati come noi.
Giusto per intenderci coi nostri due lettori: il tutto, finito il Mondiale, in modo anti giornalistico, evitando scientemente di tararci sulla "nuda cronaca", anzi se possibile "usandola".
Tra l'altro, siamo seri, al momento ci sarebbero (almeno) sei campionati degni di attenzione in action 0 Premiership, Top14, Celtic, Super10, Currie Cup, Npc 0  senza contare raduni nazionali etc., come si fa a esser esaustivi? In più noi dobbiamo lavorare per vivere.
La cosa tra l'altro non avrebbe senso nemmeno da un punto di vista meramente "marketing": non ci differenzieremmo tentando di copiare altri siti più "dotati" che commentino - per sentito dire piuttosto che in diretta - gli eventi del nostro sport.
Uno dei nostri obiettivi è l'apertura e farci "strumento" di una passione comune più che ritagliarci spazi da opinionisti, la soluzione che abbiamo trovato è presentaci come una sorta di "portal" di rugby internazionale, mettendo a disposizione i nostri "blogroll" e feeds (qui nella sidebar) con tutte le news, classifiche, risultati e approfondimenti dal Mondo, dedicati all'unico sport di squadra così diffuso ad alto livello da dover per forza esser seguito all year round senza pause, addirittura un gradino sopra il calcio sotot questo profilo.
Nella realtà risultiamo quindi i più tempestivi e completi anche a livello di cronaca, con punti di vista geograficamente e tecnicamente distinti:  basta consultare la sidebar non solo i post.
Di tanto in tanto continueremo comunque a calare il nostro personale commento, soprattutto su quello che abbiamo visto di persona (segnalo al proposito Eurosport 2 che trasmette partite live di Top14 -venerdì sera l'interessante Dax-Biarritz - oltre al campionato football Ozzy Rule) o letto all'estero.
Buona continuazione, buon divertimento e, consentiteci, buon compleanno a Right Rugby!

venerdì 19 settembre 2008

Terza pinta di Guinness in arrivo

Domani torna il campionato di Premiership inglese e con esso scende nuovamente in campo Olly Barkley, il centro della nazionale che indosserà così la maglia dei Gloucester, dopo aver trascorso gli ultimi mesi a recuperare dall'infortunio procuratosi nel corso del tour in Nuova Zelanda, nello scorso giugno, quando tornò in patria con il polso sinistro rotto.

Gloucester affronterà gli Harlequins, primi in classifica dopo due giornate, ed è reduce dalla vittoria contro Bath dopo la sconfitta in casa contro i Tigers di Leicester. Per Dean Ryan, il coach di Gloucester, il problema sta nel fatto che, di tanto in tanto, i hanno imparato la lezione: gestire meglio la situazione quando dall'altra parte giocano molto a rugby. Tradotto, dovrebbe essere una cosa così: guai a voi se perdete la concentrazione in campo un'altra volta.

Gli Harlequins non vincono a Kingsholm da dieci anni e ci proveranno con Malone nella posizione di apertura, ex Bath, che va a sostituire il figiano Luveniyali.

Intanto questa sera scendono in campo Bristol e Sale. I primi sono chiamati a mettere da parte punti dopo i primi 160 minuti minuti rimasti a secco.

Il venerdì è rugbistico anche nella Magners League, dove spiccano due match da vertice. Leinster ospita gli Ospreys, mentre Llanelli viaggia a Edimburgo in quello che si prospetta come una sfida molto interessante. Da una parte i Gunners che fino ad ora non hanno dimostrato quei passi avanti annunciati da opinionisti e dallo stesso team; dall'altra gli Scarlets che hanno cominciato forte, partendo in quarta. Le altre partite vedono Connacht affrontare Glasgow e Ultser contro Gwent Dragons.

martedì 16 settembre 2008

Notizie da quaggiù

Parafrasando il Socio, completiamo il di punto campionati con la situazione sul Continente.
In Francia continua imperterrita la maratona del Top14: risultati e classifica dell'ultima giornata, la quarta, li trovate in bella evidenza nella sidebar oppure qui.

In evidenza il proseguo della marcia di testa dello Stade Francais di coach Ewen McKenzie from Waratahs, che vince nell'anticipo di venerdì a Tolone. La sfida tra Parisse capitano parigino e Dellapè+ Ramiro Pez tra i mediterranei è stata una partita nervosetta anzichenò: due rossi e un giallo - Banquiet e Roncero fuori tutta, Jerry Collins per dieci minuti. la partita è stata sempre condotta dai parigini ma alla fine c'è una meta trasformata a testa e due punizioni a testa (degli estremi Beauxis e Pez); la differenza l'hanno fatta due drop di fila di Hernandez. Dopo la brillante promozione e le alte aspettative, ora è bufera sul coach Tana Umaga.
Le altre: Perpignan in attesa di Carter sveglia bruscamente il Bayonne dal suo sogno a occhi aperti di alta classifica mediante 4 mete; ottima prestazione della riserva estremo catalana Porical: 4 punizioni e 3 trasformazioni.
Il poco valutato Dax di Bortolussi è corsaro a Castres in piena crisi e ultimo in classifica; Montpellier regola lo scontro diretto con Montauban per mezzo di 4 mete (due di Ouedraogo, una di Rees e del neoarrivato Ollie Smith da Leicester). Clermont si rifà di un inizio stentato con la meta di Napolioni Nalaga e il solito piede positivo di James Brock, battendo e raggiungendo a media classifica un fiacco
Tolosa che sa mettere solo due calci con Skrela; Biarritz entra tra le prime quattro cacciando in zona retrocessione l'altra mediogrande in crisi, il Brive di Luciano Orquera apertura titolare. Infine Bourgoin regola i Montois grazie a sei calci di punizione di Lalòo.
E' ancora lunghissima comunque.

Nel weekend è partito anche l'ultimo dei campionati boreali, il Super10 italiano.
Qui trovate risultati e classifiche dell'ultima giornata, qui qualche commento un po' più "insight" delle solite cronachette di riporto.
Percepite un certo qual distacco? Non è sufficienza, è per sincero dispiacere.
il Super10 è ultimo tra i campionati non solo come data di inizio ma sotto molti profili. A partire da quello tecnico, nonostante qualche team si sia rinforzato (primo tra tutti metterei l'Overmach, fresco vincitore della Supercoppa italiana).

La Fir sicuramente s'impegna: insiste negli sforzi "politici" grazie alla Nazionale e alla generalizzata immagine positiva di questo sport, annoverando più di 75.000 tesserati con l'obiettivo di superare i 100.000; è riuscita a far sedere il suo Conducator Dondi (candidato unico riconfermato per 4 anni) al tavolo politico supremo del board Irb. La sua tecnica è sempre quella: dare un traino internazionale al movimento. Ultima mossa: candidare l'Italia ad ospitare i Mondiali 2015 o 2019.
Stiamo parlando del secondo sport al mondo come audience registrata ai Mondiali dopo il calcio; un minimo di potenziale in più si potrebbe e dovrebbe raccorgliere anche quaggiù, dopotutto siamo in sessanta milioni.
Peccato che ciò che la Fir prova a tessere di giorno in un contesto non facile a livello di cultura sportiva, la Lega delle Società d'elite disfa in una notte. La Lire proprietaria del Super10 continua infatti a nostro avviso ad autoinfliggersi ferite.
Prima perde i pezzi: Benetton e Calvisano giocano il Super10 in mancanza di meglio ma si sono chiamate fuori dalla Lega rugby; qualche pensierino al riguardo l'ha fatto anche la Capitolina Roma, non soffrisse di altri problemi più scottanti (un campo, il Flaminio, dove ai suoi pochi spettatori spersi non rimane che appellarsi a Chi l'ha Visto).
Sempre la Lega rugby ha siglato un fantastico accordo con la Rai: il campionato sarà visibile su RaiSportSat, difficile da scoprire anche per gli smanettoni più indefessi del telecomando Sky. Da far rimpiangere La7.
Soprattutto la Lire si è data la precisa mission di stroncare ogni vagito evolutivo del rugby professionale in Italia. La candidabilità di un paio di squadre italiane alla Celtic League viene regolarmente bocciata da un paio d'anni (ultima volta nel maggio scorso), per cui a Benetton e Calvisano non rimane che sbattere la porta, indossare mini, calze a rete e passeggiare ammiccando sotto il lampione della strada che porta alle brughiere Celtiche, sinora senza esiti. Inciso: anche loro però! Si facessero più rispettare in campo (internazionale: leggi Heineken Cup), magari qualcuno le guarderebbe con più attenzione.

Così come ovviamente in Lire nemmeno è ammesso pensare alle "Selezioni", approccio di successo in movimenti come quelli irlandese, gallese, sudafricano o neozelandese che piacerebbe anche al coach nazionale Mallett. Ve l'immaginate, chessò, una Menabrea Cup stile Edf Energy con Benetton, Cispadana e Resto d'Italia contro sei medie francesi e tre medie celtiche? Risveglierebbe la competitività ad alto livello e richiamerebbe interesse, soldi e campioni.
Lega sarebbe in teoria uguale a Unione (che fa la forza), ma non c'è niente da fare, da noi prevale il Particulare. E tutto quello che ci rimane è 'sto asfittico Super10: "massimo tre o quattro fasi, poi l'arbitro fischia; così non cresce nessuno" (coach Mallett).
Capisco il conflitto di interessi delle Società "medie", ma far vivacchiare il rugby al livello di sport di provincia tipo pallamano e tamburello (con tutto il rispetto), campando di luce riflessa dal Sei Nazioni, non pare il massimo della lungimiranza.
Beninteso non crediamo siano colpe ascrivibili in toto alla Lega del presidente Manzoni e del vice Fulvio Lorigiola; certo l'atteggiamento degli otto membri rimasti in Lega fa pensare alle riserve indiane, o alle tante vittime nostrane della globalizzazione: le aziende poco "agili" (assieme ai loro posti di lavoro), che non hanno saputo stare al passo del cambiamento innovando prodotti, processi ma soprattutto approccio.


Tutto ciò premesso, il poco che c'è nella prima giornata di Super10 giocato riguarda le partite "aperte": la vittora casalinga del Petrarca contro Rovigo nel cosiddetto "derby d'Italia" (sic) e la "resistenza" del Venezia in casa contro il Viadana vincente. Il resto è ordinaria amministrazione, quasi da campionato di basket (vi ricordate cos'era dieci anni fa? Sic transit gloria mundi ...): vittorie del Benetton a Parma2, dell'Overmach con la Capitolina, del Calvisano a Roma2.

lunedì 15 settembre 2008

Notizie da lassù


Seconda giornata di Premiership in Inghilterra e c'è da dire che si danno battaglia. Forse queste Elv sapranno dare maggiore spettacolo ad un campionato che comunque è da sempre fra i più belli ed interessanti, seppur con i propri ritmi perché alla fine sono british e ci tengono a ribadirlo.

Venerdì Sale ha vinto 18-15 in casa con i Saracens, formazioni impegnate l'anno scorso nella rincorsa al titolo. Ma il risultato più interessante è quello giunto sabato dal campo di Bath dove i padroni di casa hanno perso contro Gloucester 17-21, sfiorando solo nella ripresa una inaspettata - a quel punto - vittoria al termie di un match molto combattuto. Gli Harlequins vincono facile su Bristol 31-13, mentre Leicester si impone 24-22 su London Irish, squadra che un anno fa si rese protagonista di un'ottima annata in Heineken Cup e che dimostra di avere anche quest'anno le carte in regola per fare paura, magari mostrando maggiore continuità nel campionato. I Wasps perdono 10-11 contro Worcester, Newcastle vince di dieci su Northampoton (32-22 il risultato finale). Da segnalare che Wilkinson è tornato in campo in grande forma, al punto che è andato a segno con il suo marchio di fabbrica, il drop.

Classifica (tutte le formazioni hanno giocato due partite)
  1. Harlequins 9

  2. Leicester Tigers 8

  3. Sale 8

  4. Irish 5

  5. Bath 5

  6. Newcastle 5

  7. Northampton 4

  8. Worcester 4

  9. Gloucester 4

  10. Saracens 2

  11. Wasps 1

  12. Bristol 0

Weekend di rugby anche tra i celtici, con le due gallesi Llanelli e Ospreys a fare da padrone in classifica, anche se hanno una partita in più rispetto ad altre rivali. Venerdì i Blues hanno vinto 16-15 contro Ulster, a dimostrazione che l'avvio per Cardiff non è tra i più sereni. Gli Ospreys hanno battuto 21-18 i Warriors a Glasgow, mentre Leinster ha asfaltato tra le mura domestica Edimburgo: 52-6 lo score finale e, almeno per il momento, i Gunners non sembrano davvero quella formazione in grado di scardinare le gerarchie del campionato. Llanelli si è imposta 45-3 su Connacht, i Dragons hanno preso una scoppola da Munster: a Limerick è finita 50-6.

  1. Llanelli 13 (3 pld)

  2. Ospreys 13 (3 pld)

  3. Munster 9 (2 pld)

  4. Leinster 7 (2 pld)

  5. Cardiff 6 (3 pld)

  6. Glasgow 5 (2 pld)

  7. Ulster 2 (2pld)

  8. Dragons 2 (3 pld)

  9. Edinburgh 1 (2 pld)

  10. Connacht 0 (2 pld)

sabato 13 settembre 2008

TriNation "finals": All Blacks beat Robbie Deans 28 - 24


La "finale" del TriNations davanti ai 50.000+ di Brisbane comincia con la Kapa O Pango come da video, qui non c'è "domani". L'Australia non ha perso, ha vinto Graham Henry. Non è stata infatti la tipica, feroce e sempre lucida determinazione degli All Blacks pur dispiegata in campo: l'ha magnificamente rintuzzata lo spirito di sacrificio e la sublime competenza dei Wallabies. Stavolta la sottile linea rossa che separa a questi livelli trionfo da sconfitta, il giusto dallo sbagliato, l'ha fatta attraversare alla sua squadra la saggia e diciamolo, geniale capacità di coach Henry a intervenire positivamente con un quid che ha rotto gli equilibri in campo, mentre Robby Deans ha rivelato i suoi limiti rimanendo "stick to his plan".
Procediamo con ordine.
A bocce ferme il vantaggio Aussie del fattore campo è equilibrato dalle formazioni: mentre gli All Blacks ripropongono la formazione tipo degli ultimi tre incontri (fatto raro nei molti anni della gestione Henry e non certo per gli infortuni), i Wallabies devono rinuciare a Barnes nel ruolo chiave tattico di centro-seconda apertura, un 5/8th alla rugby league; Deans ci sposta Mortlock a fronteggiare Ma'a Nonu e inserisce Ryan Cross, solido centro "classico" davant allo sgusciante Conrad Smith. Burgess è degnamente rimpiazzato in mediana da Cordingley e il rientro di Nathan Sharpe "copre" l'indisponibilità di Vickerman in seconda linea a fianco di Horwill.
A livello di morale infine, mentre gli All Blacks sono reduci dalla sgambata 101 a 14 con Samoa, i Wallabies avevano sulle spalle la "scimmia" della pesante sconfitta subita a Johannesburg.

Pronti via, i Wallabies svelano subito il loro piano: iniziativa costante, pressione in attacco fatta di verticalizzazioni e le solite, improvvise aperture al largo: avanti, mediani, centri, ali o estremo, sono tutti costantemente alla ricerca del vantaggio, di andare oltre la linea di difesa a stabilire "teste di ponte". Dimenticandosi sovente dei piedi. Appare spiegata la scelta di Deans si portare in panchina ben cinque avanti e due soli "utility back": le sue scelte tattiche comportano battaglia dura, di logoramento là davanti.
Il gioco Aussie produce due punizioni calciabili nei primi dieci minuti di prevalenza territoriale, di cui una sola trasformata da Giteau.
Gli All Blacks pur inizialmente schiacciati nella loro metacampo si difendono con ordine, disciplina e ferocia, sempre predisposti alla controruck ogni volta ce ne sia l'opportunità. Quando s'impadroniscono dell'iniziativa fanno male: la medesima ferocia e velocità delle fasi difensive viene dispiegata addosso ai difensori.
Emerge una chiara superiorità tattica dei Tutti Neri: i piedi di Carter aggiungono una dimensione ignorata dagli Aussie. Al punto che a tre quarti gara la statistica conterà 10 rimesse laterali a favore Aussie contro solo tre per i neozelandesi: i Kiwis respingono i nemici paracadutando palloni alle loro spalle mentre  i Wallabies avanzano assaltando la trincea, zaino in spalla.
Prima della fine del primo quarto di gioco, l'altra caratteristica everlasting All Blacks assieme alla ferocia - la spietata capacità di sfruttare il minimo errore avversario - porta in meta Muliaina, lanciato su un errore nell'adeguamento difensivo al largo dei padroni di casa. Siamo sul 3-7 di una partita stupendamente aperta giocata a mille all'ora.
Alla fine del primo tempo finalmente la tattica Aussie produce:  meta di Ashley Cooper al largo che si fa strada col fisico, dopo una esemplare azione multifase e calcio di Giteau a lanciare l'ala Hynes dall'altra parte del campo, il quale a sua volta apre al volo per l'inserimento dell'estremo. Al riposo sul 10-7.

Si rientra in campo e la partita non cambia antifona: equilibrio a mille all'ora, con Aussie impegnati in un dispendioso gioco multifasi tutto in verticale e gli All Blacks più diversificati tra veemenza e gioco tattico. Al 45' il sempre positivo Horwill cala in meta l'ennesimo attacco a 10+ fasi: 17-7, la partita è ancora lunga ma s'imbrusca bene peri locali, che certo di benzina però ne stanno consumando ...
La svolta della partita inizia con la superba capacità dei Tutti Neri di sfruttare una fase "rotta" di gioco grazie alla loro polivalenza: alla fine emerge dal nulla il pilone Tony Woodcock in posizione di ala pura e si beve sullo scatto un paio di terze linee e l'estremo! Evidentemente lo sforzo prolungato di una partita tutta corse su e giù per il campo e "testate" (30 ruck australiane a 7 sino a questo momento) inizia a pesare su flanker e centri Aussie.
Siamo sul 17-14, mezzora ancora da giocare, partita di nuovo aperta. E arriva qui la genialata di Henry. Mentre ci si attendeva sostiuzioni anticipate lato Wallabies (nel primo tempo era uscito Palu per infortunio), sono gli All Blacks a rinvigorirsi anticipatamente in prima linea (Afoa e Mealamu in al posto di Sommerville e Hore) ma la mossa innovativa e inattesa è rinnovare tutta la mediana: Weepu per Cowan e soprattutto Donald all'apertura, con Carter spostato al posto di Ma'a Nonu al centro.
Inizia una partita nuova: L'Australia prova a chiudere la gara ma viene fermata a mezzo metro dalla meta, spendendo altre energie. Mano a mano che il tempo passa i Kiwis prendono progressivamente il controllo della gara.: avanti e centri Wallabies logorati devono tener testa ad avanti All Blacks più freschi e soprattutto a un reparto arretrato TuttoNero schierato "alla australiana", con una apertura (Donald) e due centri (Carter e Smith) manovrieri e dalle buone mani e opzioni. Al 61' calano in meta prima Weepu (61') poi Carter (67') pe ril 17-28, su percussioni di Sivivatu e So'oialo.
Coach Robby Deans è frastornato, non muove le sue pedine: completely outbeaten by White, solo al 71' cambierà Elsom con McMeniman e un poco lucido Moore con Freier; too little too late.
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Però non mollano; la meta finale di Ryan Cross, una bella prova di forza, è un tardivo monumento alla grandezza di tutti spendidi combattenti Australiani in campo: non cambia l'esito ma ha il merito di rendere il punteggio più somigliante all'equilibrio visto in campo. Finisce 24-28, quattro mete neozelandesi (bonus acquisito) contro tre e un penalty australiani.
La sfida finale del TriNations 2008 è stata un magnifico spot al rugby, il vertice assoluto raggiunto nel 2008 da questo sport a parere di chi scrive.
Chissà con quanta soddisfazione il sinora criticatissimo coach Graham Henry incassa questa vittoria del TriNations (la quarta di fila) e la Bledisloe Cup (che verrà rimessa in gioco a novembre nella sfida finale dell'anno tra le due nazionali a Hong Kong).
Vittoria che porta la firma del vecchio coach dopo l'incerta partenza nel torneo, a fronte di quella che sembrava la più lesta capacità del connazionale Deans a adeguare il gioco australe alle nuove regole.
Forse, chi lo sa, questa è stata  l'ultima partita internazionale giocata con le regole "nuove" preferite Sanzar; le tournèe autunnali in Europa si giocheranno infatti con le Elv "limitate" in uso in Europa e poi si vedrà, secondo la piega che la navigazione politica a vista da parte della Irb prenderà in questa fase di interregno.

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