sabato 31 maggio 2008

I Wasps si bevono la Guinness

Twickenham, Guinness Premiership final, London Wasps 26 - 16 Leicester Tigers


Roba che fa amare questo sport per chi è ormai è caduto nella trappola da tempo e che fa innamorare il povero malcapitato che dà un'occhiata al Twickenham con i suoi 80.000 spettatori per una finale di campionato di club, stabilendo un nuovo record per attendance, come dicono nella terra d'Albione. Ottanta minuti di grande rugby che si concludono non solo con la vittoria dei Wasps, squadra che per lunga parte del campionato è rimasta ai piani bassi - addirittura ultima dopo cinque giornate -, ma anche con l'addio da vincente di capitan Lawrence Dallaglio, uno che nel suo mobile con i trofei può vantare pure la World Cup 2003 con l'Inghilterra. Un'altra leggendo del rugby moderno che lascia, uscendo anticipatamente dal campo di gioco per la standing ovation a dieci minuti dalla fine, le lacrime a stento trattenute e nascoste alle telecamere, gli incoraggiamenti ai compagni che devono continuare a sbrogliare la matassa.

Gran partita in quel di Londra, arbitrata dal poco simpatico Wayne Barnes. Un total rugby messo in atto dai Wasps che premono sull'acceleratore chiarendo subito come vogliono portarla a casa questa finale: più punti possibili il più presto possibile e poi difendere come hanno dimostrato di saper fare anche nella semifinale con Bath una settimana fa.

Cipriani è fuori, al suo posto Flutey, ma il calciatore di fiduca è Van Gisbergen. La strada viene spianata nella battaglia dei breakdown e nella forza impiegata nella mischia ordinata, forse talmente tanta che al 60' Barnes sarà costretto a chiamare il no contest perché i piloni Wasps sono tutti fuori, Corry prova a suggerire che può essere una mossa astuta per evitare guai peggiori, ma Barnes non gli crede. E' da capire il capitano di Leicester perché al 60' tutto poteva cambiare.

Con ordine, il primo tempo è solo marca vespette. Pungono a più non posso. Vanno in meta due volte, con Rees - ottima prestazione del flanker che va a contestare quasi tutti i palloni in ruck e portandosene fuori uno magistralmente - e Lewsey che trova un varco nella maglie verdi-bianche dopo l'ennesima azione prolungata per più fasi dai suoi compagni, ad allargare e mettere in confusione le guardie opposte. Van Gisbergen fa 2/2 e ci aggiunge altri 4 calci di punizione.
Sembrano ventenni questi navigatissimi Wasps, giocatori che sì hanno i segni del tempo sul volto e di tantissime partite perse o vinte, ma nel pomeriggio londinese sembrano tornati giovani. I Tigers mica se li aspettavano così. Ed infatti vanno sotto di diciassette punti: 23-6 è il risultato della prima frazione di gioco.


Per fortuna la seconda metà vede la reazione di orgoglio di Leicester che ha il merito di andare per prima a marcare dopo aver rubato energie ai Wasps, che ora ricorrono ai falli tattici per ritardare il più possibile l'avanzata nemica.
Volano botte - regolari - da orbi, nessuno si risparmia, ribaltamenti di fronte repentini, le ginocchia giallo-nere che cominciano a scricchiolare un po' e placcaggi che vengono meno. Arriva così la prima meta Tigers con Varndell su appoggio al volo di Murphy, a sua volta servito da un cross kick di Goode: due contro due, Lewsey che si trova nel mezzo tra il compagno Van Gisbergen e gli avversari, l'ala Tigers segna i cinque punti della riscossa. Mancano però i due dal piede di Goode per la conversione.
Eccoci al 60': mischia no contest ai cinque metri dalla linea di meta per i Tigers, la palla esce tranquilla, la agguanta il mediano Ellis che si infila troppo facilmente e mette altri cinque punti.
Corry si lamentava per la decisione arbitrale, la mischia senza contesa però gli porta bene. Sono le tigri delle Midlands a ruggire. Goode però non trova ancora la centratura tra i pali.
Sono altri due punti persi che faranno la differenza.
A questi vanno aggiunti i tre finiti contro il palo da una punizione, che testimonia come la partita sia in realta' nelle mani Wasps: Haskell recupera il rimbalzo, i difensori Tigers tardano a salire e permettono le rapide ripartenze dei Wasps, che poi concluderanno l'affare con le punizioni conquistate e realizzate.
Finisce 26-16. Gran bella partita,da rivedere. Anche perché dopo questa non rivredremo più in campo Lorenzo Bruno Nero "Lawrence" Dallaglio e, lo ammettiamo senza giri di parole, ci mancherà un sacco.

I Crociati risorgono e vincono


Christchurch, Super 14 final: Crusaders 20 - 12 Warathas

Sulla carta, dando una occhiata alle forze messe in campo, era logico dare i Crusaders per favoriti. Poi si sa, le finali non rispettano schemi logici o altro e così i bravissimi australiani Warathas hanno sfiorato l'impresa che era tanto quella di vincere il Super 14 quanto di portare a compimento il piano in quel di Christchurch. E' finita 20-12 e il risultato la dice tutta, se pensiamo che il primo tempo si era concluso 11-12 per gli ospiti.

Un Dan Carter opaco da una parte, una difesa per scherata dall'altra hanno fatto sudare freddo i neozelandesi. E la chiave per leggere la prima frazione di gioco sta proprio nell'anello debole della mediana Crusaders, obbligando la squadra ad adottare nuove tattich per sopportare e contrattaccare alle ondate dipinte di azzurro degli australiani. Così ci hanno pensato gli uomini della mischia, rosicando centrimentri nei minuti conclusivi del primo tempo e cambiando le sorti del Super 14.

E' l'ala Lachlan Turner a mettersi in risalto nei primi trenta minuti con due mete, con la seconda a risaltare la forza di gambe e la velocità del biondino targato New South Wales. Calcetto a scavalcare l'avversario e poi lunga cavalcata fino alla gloria, da una azione partita con un intercetto di Phil Waugh su passaggio di Carter e poi contropiede perfetto per il 12-3 che ha, drammaticamente per gli australiani, svegliato i Crusaders.

Una sola meta per loro, ma a fare la differenza è proprio quel Carter che si risveglia dal letargo con quattro punizioni ed un drop. Per la cronaca la meta è di Mose Tuialii al 38', Carter non centra i pali per la conversione e si va negli spogliatoi sul +1 aussie. Il sentore che però le cose sono ormai cambiate è ben chiaro.

Il secondo tempo è più tattico, come prevedibile. Da una parte i Warathas che sanno di aver smarrito l'attrito a vantaggio degli avversari e quindi faticano di più e possono solo difendere. Dall'altra arriva dopo sei minuti il sorpasso dal piede, 14-12. Poi al 56' ci sarebbe anche la seconda meta kiwi, con il pilone Wyatt Crocket, ma il giudice di linea sudafricano Cobus Wessels segnala un fallo di Brad Thorn che si becca il cartellino giallo. La macchina Crusaders però è ormai in moto, altri punti dal piede di Carter per il +5 e +8 dei padroni di casa.

Onore e gloria ai frizzanti Warathas che hanno dimostrato di meritarsi la finale di Super 14. La coppa però è alzata dai Crusaders che, come direbbe il caro Vittorio Munari, non sono imbattibili, ma questa è una squadra che perde poco e sa raddrizzare le giornate storte.

lunedì 26 maggio 2008

Sfide

Abbiamo reso conto dei Grandi che camminano sul filo, giocandosi il tetto d'Europa e quello dell'Emisfero Australe: dove, come sempre succede, qualcuno vola e qualcun altro cade. Ora è il momento di tener conto di quanto successo a latere dei vertici assoluti.

Super 10 Italiano - Andata semifinali
Carrera Petrarca Padova 18- Cammi Calvisano 20
Al campo di via Plebiscito c'erano 4000 spettatori, ma il tifo non è bastato.
Grande equilibrio, Mercier va in meta per i padroni di casa ma Calvisano risponde dopo pochi minuti con McLean. I calci di Mercier riportano avanti il Petrarca fino all'espulsione di Lopez Gonzales.
Il Cammi sfrutta la superiorità numerica e quella in rimessa laterale per avvicinarsi (fine primo tempo: 13-10), pareggiare con Griffen e infine andare in vantaggio con una meta di Pratichetti.
L'orgoglio dei petrarchini porta in meta Canale a un quarto d'ora dalla fine: due mete a due, due piazzati a due, ma stavolta Deus IN machina Mercier sbaglia la trasformazione, aprendo la strada per la finale di Monza del 7 giugno alla squadra bresciana, salvo miracoli al ritorno.
Montepaschi Viadana – Benetton Treviso 20 – 16
Primo tempo tragico per il Benetton: parte con un piazzato ma il Montepaschi ribatte con due mete in fila - una di Pedersen al termine di un’azione partita nei propri 22, poi Robertson. Come se non bastasse il Benetton rimane in inferiorità numerica per l’espulsione di Louw dopo un placcaggio in ritardo e Robertson infila la terza meta: 20 a 6 al riposo.
Secondo tempo tutto del Treviso, Viadana sotto pressione subisce una doppia inferiorità numerica - espulsioni di Sciamanna e Sole. Dopo 20 minuti va in meta Picone e Goosen trasforma, ma i trevigiani riescono ad aggiungere solo un piazzato di Goosen al 46'. Si preannuncia una gran battaglia a Monigo il prossimo weekend.

Nel frattempo la Easy Living Roma ha conquistato il posto nel prossimo Super10, vincendo il campionato di Serie A grazie alla vittoria 24-10 nella finale al Flaminio contro l'Aquila. La squadra romana aveva già fatto parte del campionato d'eccellenza quattro anni fa, la prossima stagione con la Capitolina i team romani in Eccellenza saranno due. Peccato per gli aquilani dalle grandi tradizioni, tra i quali un certo Gert Peens (mai sentito nominare?) che ha fallito 3 penalty.

Poco da segnalare nell'everlasting Top14 francese. il cui effetto usurante è una delle cause, forse la principale, della sconfitta in finale Heineken del Tolosa (del resto nemmeno nessuna delle semifinaliste della Premiership è arrivata quest'anno manco ai quarti di finale dellla Champions League del rugby).
Perpignan e Tolosa recupereranno il turno in giugno, mentre Clermont, Castres e Biarritz vincono facile; anche il Montauban supera Bayonne e Bourgoin l'Albi, solo lo Stade Francais va inopinatamente a perdere 9-6 in casa del fanalino di coda Auch.
La classifica comuque non subisce mutamenti: Clermont, Tolosa e Stade solide ai playoffs, poi Perpignan (con una partita in meno), insidiato a un punto dal Castres e a tre dal Biarritz; Montauban completa (per ora) le sette francesi per l'Heineken Cup dell'anno prossimo.


Last but not least, domenica al Kinsholm di Gloucester s'è celebrata la finale di Challenge Cup tutta inglese quest'anno: Bath Rugby 24 - 16 WorcesterWarriors.
Bath cerca un (prestigioso) "premio di consolazione" dopo una Premiership ai vertici ma deludente nel finale; i Warriors invece cercano il riscatto dopo una stagione infame in fondo alla classifica, in un Torneo che conoscono bene avendolo vinto un paio di edizioni fa.
Ne risulta una tipica,bellissima partita di rugby Union all'inglese, con tanto di pioggerellina sottile anglosassone; due team di bulldog che indipendentemente dagli squilibri di classe presenti non mollano mai l'osso, questa è la sintesi della gara.
Inizialmente riemergono i problemi soliti del Bath, squadra che ha sfiorato la leadership del campionato durante la regular season ma s'è trovata eliminata dall'esperienza dei Wasps in semifinale la scorsa settimana: gran volume di gioco sviluppato, costante pallino in mano, ma detta alla basket, poca concretezza "sotto i tabelloni".
Il brivido che i Warriors fanno passare a Bath è di quelli che non si dimenticano: sul pari 3-3 a metà del primo tempo, un Worcester costantemente in pressione sui "belli" delle Terme, arriva a un metro dalla meta, giocandosela a causa di una rimessa laterale mal gestita.
A quel punto Bath si sveglia e fa pesare la differenza di valori tecnici individuali in campo (Borthwick. Lipman, Butch James, Olly Barkely; quest'ultimo nuovamente impreciso nei piazzati come lo scorso weekend contro i Wasps, dopo una stagione da cecchino implacabile).
Capitan Borthwick (in foto) all'ultima partita nella città balneare (come diversi altri), risolleva un titolo a dieci anni dalla vittoria in Heineken Cup e dopo la finale di Challenge persa l'anno scorso col Clermont; gli Harlequins sentitamente ringraziano, saranno loro e non Worcester il sesto team inglese in Heineken Cup l'anno prossimo.

Siamo veramente agli sgoccioli della stagione, mancano solo un paio di finali al massimo livello, entrambe il prossimo 31 maggio (occhio ai fusi orari):


London Wasps v. Leicester Tigers
Twickenham Stadium, 31 May, 3pm GMT



Canterbury Crusaders v NSW Waratahs
Christchurch AMI Stadium , 31 May, 19:35 NZT


Dopodichè avremo chiuso la stagione 2008 (Top14 e Super10 a parte) per quanto riguarda il rugby di club.
Niente paura però, i tamburi di guerra quelli veri incominceranno immediatamente a rullare: si apre il giugno dei Test Match incrociati Nord - Sud, poi il Tri-Nations fino ad agosto e poi ancora test match a settembre, e poi si ricomincia daccapo. La stagione del grande rugby non finisce mai (courtesy of Raimondi).

sabato 24 maggio 2008

Munster sul tetto d'Europa

Heineken Cup Final, Cardiff, Millenium Stadium
Munster 16 - 13 Toulouse

In campo c’è la storia del rugby europeo recente. Quattro finali per i francesi, una sola persa in quel di Twickenham contro i Wasps. Tre finali anche per Munster che l’ultima Heineken Cup se l’era aggiudicata proprio a Cardiff due anni fa con Biarritz. Le stime ufficiali parlano di cinquantamila irlandesi arrivati da Limerick e dintorni, però al Millenium di oggi la matematica è pura opinione perché è tutto vestito di rosso. Rosso Munster e rosso Toulouse. Arbitra Nigel Owen.
Le prime due azioni pericolose arrivano dalle mani – sbagliate – dei mediani di mischia. O’Leary, nel tentativo di evitare una rimessa, tocca l’ovale all’altezza dei propri cinque metri che va a spegnersi oltre l’area di meta, concedendo una mischia sempre ai cinque metri ai francesi. Poi una trasmissione troppo sbrigativa di Kelleher che viene intercettata da Munster lanciando un contrattacco che si spegne perché il pallone è nelle mani di un avanti, fosse stato un trequarti più veloce le cose sarebbero potuto andare diversamente. Allora Elissalde spiega come si può vincere una finale di Heinken, piazzando un drop sotto pressione quando siamo quasi ai primi dieci minuti di battaglia. Ci riprova poco dopo, sbagliando, ma dando un segnale chiaro di come Tolosa abbia intenzione di comportarsi nella prima fase.
Il Toulouse ha il pallino del gioco, Munster ragiona più da anglo-saxons team, conservandosi per il dopo. Così dopo venti minuti di guardia, gli irlandesi accelerano il passo, rosicando territorio e provando a troncare la linea difensiva francese. Dopo 13 fasi mischia nei 22 di Tolosa, Heymans nel raccogliere un calcetto di O’Gara perde l’ovale in avanti. Riparte l’avanzata Irish sull’altro lato del campo, altra mischia a cinque metri. Leamy raccoglie da una ruck, allunga il braccio oltre il raggruppamento per schiacciare il pallone in meta, ma Kelleher è furbo quel tanto che basta per fargli perdere il controllo e la meta sfuma. Il Munster, però, ormai ha acceso i motori. Si va nuovamente in mischia, sempre sui cinque metri. Francesi sotto pressione, l’introduzione passa da una parte all’altra. Si gioca in un fazzoletto di campo da più di cinque minuti. Altre sei fasi, poi ancora Leamy che stavolta non sbaglia. Esplode la gioia irlandese del Millenium. O’Gara trasforma: 7-3 al 33’.
Tre minuti dopo O’Gara centra di nuovo i pali da un calcio di punizione, allunga il Munster sul 10-3. Tolosa è chiamata a reagire immediatamente. A tempo ormai scaduto Elissalde realizza su punizione e si va negli spogliatoi sul 10-6 per Munster.
Al ritorno in campo Tolosa prova a rendersi pericolosa da una rimessa a ridosso dell’area di meta, ma O’Connell salva tutto recuperando l’ovale intrufolandosi tra le maglie rosse. Entra Nyanga per Dousatoir in terza linea. Il neozelandese Howlett si lancia in meta dopo una lunga serie di raggruppamenti a centrocampo, ma la corsa è vanificata dal passaggio in avanti che lo lancia a segnare. Strano, l’inglese Barnes, in questo stadio, una azione così non l’aveva sanzionata ai francesi contro gli All Blacks ai Mondiali. In compenso scatta il giallo a Peloux per un calcio nel sedere ad un avversario. Toulouse in quattordici, Munster piazza ancora con O’Gara: 13-6 al 51’.
Sembra mettersi sempre peggio per la formazione francese, poi ecco che sbuca la giocata da champagne. Heymans gioca velocemente una touch, calcio a scavalcare, ne salta due, recupera l’ovale, altro calcio in profondità, altro calcetto di Jauzion che lancia Donguy in meta. Elissalde trasforma e al 55’ siamo di nuovo da capo: 13-13. Con la forza dei suoi avanti Munster si riporta avanti. Poi è sempre dalla tattica di Heymans che Tolosa contrattacca, sfiorando la meta con una serie di passaggi veloci. Si entra nell’ultimo quarto d’ora, tutto può fare la differenza ora. Come un placcatore che non rotola via. E’ sempre Peloux, Owen lo ammonisce verbalmente e gli ricorda che la prossima volta sarà cartellino rosso. O’Gara al calcio, centra i pali: 16-13.
Ultimi dieci minuti. Munster controlla molto bene, sembra voler affondare il coltello con un drop di O’Gara, ma quasi sfiora un’altra meta. Tolosa resiste, stravolta, ma determinata. Smaltisce la pressione con un calcio in rimessa per un tenuto a terra. Però Munster rovina i piani, recupera l’ovale, concedendo una mischia per un in avanti quando si è di nuovo nella metà campo francese. Tre minuti allo scadere, scena già vista con O’Gara se segue passo dopo passo il marciare dei suoi avanti che esplorano i ventidue nemici. Viene però fischiato un altro tenuto a Munster e Tolosa risale il campo. Scatta il 79’ e O’Connell ruba il pallone su un passaggio, conquista un fallo, c’è il calcio per O’Gara. Il numero 10 batte velocemente e assegna al capitano la palla per quei quindici secondi che mancano al fischio finale. O’Connell riceve l’ovale, va a terra e quando si rialza sa che andrà a levare la Heineken Cup.

Oltre il Mare di Tasman

Waratahs 28 - 13 Sharks
A Sidney i Waratahs del Nuovo Galles del Sud risultano superiori in tutti gli aspetti agli Sharks del Natal Sudafricano nella seconda semifinale del Super14.
Il pack delle vecchie lenze australiane (capitan Phil Vaugh compie il centesimo cap coi Tahs, poi Rocky Elsom, Dan Vickerman, Al Baxter) risponde colpo su colpo alla fisicità sudafricana, aggiungendo mobilità e focus rispetto alle cappelle di Epeli Taione schierato al posto di AJ Venter (grossa mancanza).
Oltretutto gli avanti australiani rubano un bel po' di rimesse laterali nel momento cruciale del match, quando il risultato balla sul 3-3 e la partita cerca ancora il suo equilibrio tra la difesa ordinata dei sudafricani e le classiche folate multifase marchio di fabbrica dei wallabies. I sudafricani non riescono a riequilibrare questa perdita cruciale di rifornimenti, cedono sempre più territorio e alla fine soccombono completamente.
Unico cruccio per gli australiani l'imprecisione del mediano Courtney Beale nei calci piazzati: alla fine chiude con un insufficiente due su sette.
La squadra di Sidney attraverserà il Mare di Tasman per andare a disputare la seconda finale di Super14 della sua storia, contro i Crusaders come la prima volta. E sulla carta con meno probabilità di quella volta.
Qui sotto gli highlights delle due semifinali di Super14.

Super 14: I Crociati sbarcano in finale


Stando a Collins, terza linea All Black e Hurricanes, i Crusader erano prevedibili. Lo aveva detto prima della prima semifinale disputata questa mattina a Christchurch del Super 14. Ed infatti è finita 33-22 per i padroni di casa. Che non sono gli Hurricanes, ovviamente. I Crusaders accedono così nuovamente alla finale alla ricerca del loro settimo titolo, mentre i compatrioti kiwi si fermano di fronte ad una macchina ben congeniata, forse non al 100% di lucidità, ma comunque concentratissima quando il gioco si fa duro. A differenza di un anno fa, quando McCaw e soci vennereo asfaltati dai Blue Bulls di Pretoria, poi diventati campioni del torneo australe.

Partono bene gli ospiti che in due minuti aprono le marcature, con la complicità di un errore al calcio di Carter che poi si rifarà nel corso del match. L'ala Zac Guildford porta sul 5-0 i suoi. Ma sono i Crusaders ad avere il pallino del gioco in mano e sistemano le cose in poco tempo. Lo fanno proprio con Dan Carter che alla fine porta a casa 4 calci di punzione e le tre trasformazioni da altrettante mete, messo a segno dall'estremo McDonald (2) e dal flanker Read che da solo, con tre difensori Hurricanes aggrappati alla schiena, marcia negli ultimi cinque meti che lo dividono dalla meta. Una scena emblematica: si era sul 33-8 e gli Hurricanes non riuscivano a placcare. Cosa che non va bene nel rugby.

Alla fine è spuntato anche l'orgoglio degli ospiti, per onorare una stagione che comunque li ha visti arrivare fino alle fasi calde del torneo. Segnano Thrush e Tialata, quando non c'è più tempo per sperare in un miracolo che, comunque, difficilmente sarebbe riuscito.

venerdì 23 maggio 2008

Do not disturb this weekend

Infinito Top14 francese a parte, giunto alla quart'ultima giornata - stasera Clermont - Brive, sabato Biarritz - Montpellier - questo weekend prevede alcuni appuntamenti fon-da-men-ta-li per il rugby di club.
Sabato mattina si parte con le semifinali del Super14 australe. Vedremo in azione in due partite senza domani le migliori interpretazioni (Chiefs e forse anche Stormers a parte) delle nuove regole ELV.

La prima per questioni di fuso (mattina in Europa) sara' un derby neozelandese all'AMI Stadium di Christchurch: Canterbury County Crusaders vs. Wellington Hurricanes:

HurricanesCrusaders

la corazzata inaffondabile contro un agile incrociatore da battaglia dalle inopinate pause ma sempre piu' convincente col passare del tempo. Poco promettente il precedente: le due squadre si sono incontrate a Wellington nella 7' giornata del torneo, era finita con un 13-20 in scioltezza per gli ospiti (3-17 prima della tardiva meta di Andrew Hore al 68', preceduta da quelle di Corey Flynn e Ali Williams).
Come se ulteriori stimoli servissero a questi livelli, gran parte dei giocatori si confronteranno con il concorrente diretto per la maglia All Blacks, in vista degli imminenti test match con le nazionali europee e poi per il Tri-Nations. Squadre al completo, anche Collins recuperato nei Canes.
Crusaders: Leon MacDonald; Kade Poki, Casey Laulala, Tim Bateman, Scott Hamilton; Daniel Carter, Andrew Ellis; Mose Tuiali'i, Richard McCaw (cap.), Kieran Read; Ali Williams, Brad Thorn; Greg Somerville, Corey Flynn, Wyatt Crockett Repl.: Ti'i Paulo, Ben Franks, Reuben Thorne, Nasi Manu, Kahn Fotuali'i, Stephen Brett, Sean Maitland.
Hurricanes: Cory Jane; Hosea Gear, Conrad Smith, Ma'a Nonu, Zac Guildford; Willie Ripia, Piri Weepu; Rodney So'oialo (cap.), Chris Masoe, Jerry Collins; Jason Easton, Jeremy Thrush; Tim Fairbrother, Andrew Hore, John Schwalger Repl.: Hikawera Elliot, Neemia Tialata, Craig Clarke, Scott Waldrom, Alby Mathewson, Jimmy Gopperth, Tamati Ellison.

La piu' interessante ed aperta semifinale Super14 sara' un po' piu' tardi (ma sempre nella mattinata europea) al Sidney Football Stadium, tra le selezioni NSW Waratahs vs. Natal Sharks.
WaratahsSharks

I due team si sono incontrati recentemente (11' giornata del torneo) proprio a Sidney, i padroni di casa vinsero con un netto 25-10 (25-3 prima della inutile meta sul finale di Ndungane, preceduto da quella di Norton-Knight, dalle due di Palu e una di Carter).
Sharks al completo, a parte uno dei Botha pilone e Michalak (in ritorno com'è giusto al suo Emisfero di competenza), recuperano anche Steyn (in foto):
Stefan Terblanche; Odwa Ndungane, Adrian Jacobs, Francois Steyn, J.P. Pietersen; Ruan Pienaar, Rory Kockott; Ryan Kankowski, A.J. Venter, Jacques Botes; Johann Muller (captain), Steven Sykes; Jannie du Plessis, Bismarck du Plessis, Tendai Mtawarira. Repl.: Craig Burden, Deon Carstens, Albert van den Berg, Jean Deysel, Epi Taione, Brad Barritt, Waylon Murray.
I Tahs Waratahs rispondono con il loro mix di giovinastri in gamba (Burgess, Beale, Horne, Carter etc.) e vecchi capibranco ancora attivi (Tuqiri, Palu, Elsom, Vickerman, Vaugh) e il solo Dunning partente dalla panca:
Sam Norton-Knight, Lachie Turner, Rob Horne, Tom Carter, Lote Tuqiri, Kurtley Beale, Luke Burgess; Wycliff Palu, Phil Waugh (captain), Rocky Elsom; Dan Vickerman, Dean Mumm; Al Baxter, Adam Freier, Benn Robinson Repl.: Al Manning, Matt Dunning, Will Caldwell, David Lyons, Brett Sheehan, Matt Carraro, Timana Tahu.

Torniamo in Europa: domenica nei Paesi non latini è giorno del riposo non dello sport: a mezzogiorno (ora di Greenwich) al Kingsholm abbiamo Bath Rugby vs. Worcester Warriors per la Finale di Challenge Cup, la coppa Uefa del rugby:

v
Kingsholm, Gloucester
Sunday 25th May 2008, 12:00 local time

Lo scontro sulla carta non dovrebbe aver storia (seconda contro penultima di Premiership), ma la battaglia di semifinale contro Wasps di sabato scorso ha lasciato tracce non solo morali sul Bath: Lipman e Mears incerti e Barnes fuori. E poi siamo alla seconda finale consecutiva di Challenge per Bath, l'anno scorso persa contro Clermont.

Torniamo a sabato, giorno elettivo per lo sport nei Paesi anglosassoni: nel pomeriggio (alle 17.00 ora di Greenwich) al Millennium Stadium di Cardiff si celebra la finalissima di Heineken Cup, la Champions League del rugby: Munster vs. Toulouse

vs.


Tolosa (tre vittorie in quattro finali) e Munster (una vittoria in tre finali), sono veramente le due rappresentanti della "nobilta'" del rugby europeo assieme ai Leicester Tigers e ai London Wasps.
Gioco conservativo con gli avanti, dominio in rimessa piu' piede di O'Gara e "deterrente strategico" Doug Howlett, contro aggressivita' e fantasia ai limiti dell'avventatezza impostate dal duo Kelliher-Elissalde e temporizzate dalle "intromissioni" di Heymans e Yauzion? Vedarem.
Le squadre in campo (Perugini titolare), agli ordini del più distratto ed erratico degli arbitri europei, Nigel Owen:
Munster: D Hurley; D Howlett, L Mafi, R Tipoki, I Dowling; R O'Gara, T O'Leary; M Horan, J Flannery, J Hayes, D O'Callaghan, P O'Connell (capt), A Quinlan, D Wallace, D Leamy. Repl.: F Sheahan, T Buckey, M O'Driscoll, D Ryan, P Stringer, P Warwick, K Earls.

Toulouse
: C Heymans; M Medard, M Kunavore, Y Jauzion, Y Donguy; J-B Elissalde, B Kelleher; D Human, W Servat, S Perugini, F Pelous (capt), P Albacete, J Bouilhou, T Dusautoir, S Sowerby. Repl.: A Vernet Basualdo, J-B Poux, R Millo-Chlusky, Y Nyanga, F Fritz, M Ahotaeiloa, G Lamboley.

Ah dimenticavo: si parva licet, questo weekend c'è anche l'andata delle semifinali del Super10 italiano:
Petrarca Rugby 24/05 31/5

Calvisano


Arix Viadana 25/05 1/6

Benetton Rugby Treviso

Gran weekend comunque, please do not disturb.

giovedì 22 maggio 2008

Immigration troubles the RugbyNation

Tutto il mondo e' evidentemente Paese.
Alcuni nativi gallesi non si rassegnano alla moda dei coach "supereroi" stranieri inaugurata e santificata da Gatland in Nazionale, scelto col "cadavere" di Gareth Jenkins ancora caldo, e iniziano a mormorare scontenti per il fatto che tutti i posti direttivi pregiati vadano a dei "foresti".
In particolare si lamentano che Andrew Hore, il kiwi director of rugby degli Ospreys alla caccia di un nuovo allenatore, nemmeno degni di uno sguardo alcun candidato gallese. Ora poi che anche Llanelli ha "segato" il suo director of rugby Phil Davies ...

Altri nella RugbyNation si muovono nella direzione diametralmente opposta, al fine -dicono - di competere meglio nei contesti internazionali.
In effetti, Sei Nazioni a parte, per il rugby di club gallese il 2008 e' stato un annus horribilis: nulla di fatto in Magners League, di Challenge Cup non se ne parla, fuori sin dai quarti in Heineken Cup in un anno in cui la finale si gioca al Millennium; presa solo la Edf Energy Cup dove il posto in finale e' garantito. Ovvio che si sia ingenerato il movimento sulle panchine di cui sopra, probabilmente stimolato dagli stessi successi del sergente di ferro Gatland.

E allora "Porte aperte alla Renault": tre selezioni d'eccellenza gallesi su quattro (Blues, Gwent-Dragons e Scarlets; Ospreys cioe' la nazionale invece sta bene cosi') chiedono che venga alzato il numero massimo di stranieri tesserabili per i match internazionali (cioe' tutti), portandolo da sei ad almeno otto.
Llanelli in particolare pare scatenata: il traferimento dal Castres del mitico pilone Kees Meuws, 33 anni e 42 caps All Blacks, ha fatto raggiungere alla franchigia il numero di otto stranieri tesserati (Kees Meeuws, Regan King, Simon Maling, David Lyons, Deacon Manu, Sililo Martens, Scott Macleod e altra new entry Mahonri Schwalger), ragion per cui e' stata chiesta "deroga" alla Wales Rugby Union. La WRU messa di fronte all'evidenza dei fatti ha fatto sapere che adesso ci pensa un attimo.
[In fig. il progetto del futuro "Parc y Scarlets" di Llanelli, impianto da 23 milioni di sterline e 15.000 posti, che avra' le lounge denominate "Carwin James", "Phil Bennett", "Quinnell Family"; ci sara' il "Ken Jones Museum" e la "Delme Thomas Stand".]

mercoledì 21 maggio 2008

I Wasps chiedono una mano a Cipriani


Non sarà in campo nella finale contro Leicester, ma almeno lavorerà da fuori, contribuendo tatticamente alla preparazione del grande scontro che vale una stagione. Danny Cipriani, infortunatosi gravemente nella semifinale contro Bath di domenica alla caviglia, è tornato immediatamente a disposizione di Shaun Edwards per aiutare i suoi compagni a difendersi dagli attacchi dei trequarti Tigers.
Lo stesso Edwards ieri ha parlato ai giornalisti del talento all'apertura:
The Wasps medical team is the best I've come across in 25 years of sport. Of course Danny is down but he's a competitor and he will fight his way back through this. It's important that he's kept busy and involved, which is why I've asked him to help me do our analysis for the final against Leicester. E poi ha ricordato che come ogni giocatore Cipriani sta al momento affrontando un periodo di depressione sportiva per l'assenza nella finale, ma anche che la famiglia Wasps saprà come rimetterlo a posto, mentalmente e fisicamente, il più presto possibile.
L'infortunio di Cipriani significa pure un cambiamento nei piani della nazionale inglese in vista del match contro i Barbarians del primo giugno e del tour in Nuova Zelanda. Il manager Martin Johnson è al lavoro, Charlie Hodgson è il primo nome nella lista dei sostituti, dal momento che nemmeno Wilkison potrà prendere parte ai test matches estivi per l'ennesimo infortunio. Rumors parlano anche di un Olly Barkley impiegato nella linea mediana.

lunedì 19 maggio 2008

Verdict III - Premiership


Della serie l'esperienza paga: a Twickenham per il titolo inglese vedremo:

Guinness Premiership Final - Twickenham 31/5:

Leicester
Wasps

Le semifinali:
Wasps 20 - 10 Bath
Partita tosta, giocata a gran ritmo dalle due squadre con una bella "pulizia" nel contestar palla che quasi non sembra di essere in Inghilterra: poche mani in ruck, no guardie laterali .. 'ste due squadre so' già avanti nello spirito delle ELV, più avanti di qualsiasi altra squadra europea.
Parte aggressivo Bath: dopo due penalty sbagliati da Barkley (reduce da una sequenza di 15 centri), vanno in meta con Crockett, punendo un tentativo di ripartenza dall'area di meta dei Wasps. I Wasps si svegliano e mandano in meta subito Fraser Waters e poco dopo Riki Flutey.
Nel secondo tempo la musica non cambia: gran possesso e aggressività di Bath ma difesa perfetta dei Wasps. Le vespe bloccano gli attacchi impegnando uno o due uomini a fronte dei quattro o più attaccanti. La meta di Palmer chiude la partita e a Bath non rimane che pensare di consolarsi sabato prossimo con la finale di Challenge Cup che li oppone a Worcester.
Dallaglio saluta il pubblico casalingo per l'ultima volta, cedendo il palco al suo erede designato Haskell, il migliore in campo oggi; Danny Cipriani si infortuna seriamente e molto dolorosamente sotto gli occhi del coach della nazionale Martin Johnson: dislocazione dell'anca, per lui di finale e di test match a giugno purtroppo non se ne parla.
Gloucester Rugby - Leicester Tigers 25 - 26
Se l'altra semifinale ha rivelato i notevoli progressi di certe squadre inglesi, questa ci ha fatto ripiombare nello stile "Albione old skool" fatto di pedatoni e tante sporcizie in ruck, soprattutto da parte dei Tigers campioni in carica, più mestieranti che organizzati in questo squarcio di stagione. Ma in compenso, che cuore e che palpitazioni, soprattutto nel secondo tempo farfallone e suicida dei padroni di casa.
La partita tra le antichissime rivali inizialmente sembra orientata verso una umiliazione degli ospiti: Gloucester parte decisa, consapevole della sua netta superiorità di forma, con Nieto e capitan Bortolami in evidenza, capitalizzando con il ventiduenne Ryan Lamb - il più probabile sostituto di Cipriani in nazionale - la infinita serie di indiscipline dei Tigers in affanno (due espulsioni nel primo tempo): saranno alla fine 17 punti al piede, di cui 4 penalty nel primo tempo e uno nel secondo prima di convertire la meta di Simpson-Daniels che pare chiudere al partita.
I Tigers però non mollano, la scossa gliela dà Tuilagi che va in meta "attraversando" tre placcaggi; nonostante il ritorno di Gloucester i Tigers non si demoralizzano, la vecchia gloria kiwi Aaron Mauger coglie il momento giusto e punisce di rapina una imperdonabile leggerezza nei passaggi nei suoi ventidue del Gloucester.
Il finale è thriller puro: i padroni di casa non ci stanno a perdere e si rifanno sotto; Lamb sbaglia un penalty ma poco dopo l'ala Walker centra un drop a pochi minuti dalla fine. Sembra fatta, ma l'esperienza di mille battaglie, il sangue freddo unito al mestiere e la determinazione riportano i Tigers nella metacampo avversaria, da dove il cecchino Andy Goode piazza il drop finale. E per un punto perde la cappa la migliore squadra della Premiership 2008.

domenica 18 maggio 2008

Verdict II - Super14

Come al solito i pronostici valgono poco nei tornei ad altissimo livello come il Super14 australe che ha concluso la sua regular season.
Esploriamo l'ultimo turno in ordine cronologico: venerdì il primo ribaltone, i Blues non danno strada agli Hurricanes secondi in classifica e vincono 19-17 una partita che li ha visti indietro sino al 60', in cui i Canes hanno segnato due mete con Hosea Gear nel giro di un minuto contro una dei padroni di casa, e in cui ben tre tentativi di drop di Willie Ripia per ribaltare il risultato sono stati falliti negli ultimi tre minuti. I Blues risalgono a 40 punti, i Canes vanno a 41 grazie al bonus e inziano a trepidare per i risultati del sabato. Nel frattempo i Force nel loro Subiaco Oval (Subiaco è il suburb di Perth dove c'è lo stadio, che è Oval per giocarci anche a football Aussie Rule) vincono il derby coi Brumbies 29-22, ininfluente ai fini delle semifinali.
Sabato inizia con lo choc: i Crusaders le prendono in casa 14-26 dai derelitti Highlanders; sarà stato un calo di tensione per l'inattaccabilità dei loro 52 punti, sarà il derby dell'Isola Meridionale ... sarà l'ennesima espulsione rimediata da capitan McCaw?
I Waratahs eseguono positivamente il compitino vincendo la trasferta a Brisbane sui Reds per 11-18 e scavalcando così i Canes al secondo posto con 43 punti. Anche per gli Stormers missione compiuta, 13-22 in casa Lions e Hurricanes raggiunti al 4' posto. O meglio: missione quasi compiuta, col punto di bonus sarebbero stati terzi. Mal glie ne incoglierà come vedremo. Intanto i Bulls vanno a Bloemfontein a schiacciare 20-60 i Cheetas.
Arriva in serata il gran finale: Sharks - Chiefs (in foto: Bismark Du Plessis). Due i vantaggi della squadra del Natal: la vittoria dei Blues chiudeva ogni residua speranza di qualificazione agli atleti basati ad Hamilton, Nzl; in più il team basato all'Absa Stadium di Durban sapeva quanto gli servisse per superare i cugini Stormers al quarto posto: una vittoria con bonus o anche senza ma con almeno 19 punti di scarto. Hanno chiuso il conto 47-25 e 7 mete (due di Kankowski), risultato che porta gli Sharks a 42 punti e al terzo posto, superando all'ultima curva non solo gli Stormers ma anche gli Hurricanes.
La cosa non solo lascia fuori la squadra di Città dal Capo pur finita a pari punti con gli Hurricanes di Wellington (ma molto indietro a questi nella differenza tra punti fatti e subiti), ma sconvolge le semifinali previste.
Avremo da una parte un derby neozelandese ( la finale del 2006) e dall'altra una sfida a Sidney tra le squadre australiana e sudafricana già arrivate in finale (rispettivamente una e tre volte) ma che contrariamente alle compatriote Brumbies e Blue Bulls mai hanno vinto il torneo. Okkio che d'ora in poi è partita secca, dentro o fuori.

Crusaders 24/05

Hurricanes


Waratahs 24/05

Sharks

La finale sara' nella citta' della squadra meglio classificata in regular season tra le vincitrici delle semifinali: in ordine di probabilita', Christchurch, Sidney o Durban.
Una piccola chiosa statistica: i primi quattro team "offensivi" del Super14 (quelli che han segnato più punti) sono stati nell'ordine: Crusaders (369), Blues (354), Chiefs (348) e Bulls (324). Classificatisi rispettivamente al 1', 6',7' e 10' posto. Invece i primi quattro team "difensivi" (quelli che hanno subito meno punti) sono stati: Crusaders (176), Waratahs (186), Hurricanes (204), Sharks (209). Cioè paro paro i primi quattro classificati, chiaro il concetto? Altro che rutilante mondo tutto attacco, le praterie da cavalcare liberi ... Che sia un po' colpa anche delle ELV?
A proposito di potenziale offensivo, i Chiefs dominano, con due uomini ai primi posti per punti segnati (Stephen Donald, 155 pts.) e mete segnate (Lelia Masaga, 8 mete), ma rimangono a casa.

sabato 17 maggio 2008

Verdict I - Italia

Fine di regular season del Super10 Italiano per certi versi "salomonica", nel senso che la resa dei conti si presenta corretta.
Partiamo dalla inutile vittoria dell’Overmach Cariparma sul retrocesso Amatori Catania per 50 a 3; too late, 8 mete non bastano per raggiungere le semifinali, troppi i punti pesanti persi nel finale di campionato.
Impresa invece del FemiCZ Rovigo partita con obiettivo salvezza: vince 9-8 a Calvisano la prima in classifica, chiudendo al 5° posto dopo aver lottato per le semifinali fino all'ultimo. Non avesse perso in casa del Gran Parma, due turni fa ...
Al Plebiscito pieno nonostante il tempo simil autunno australe, il Carrera Petrarca batte 19-17 il Benetton Treviso dopo il pari all'andata, confermandosi al quarto posto e impedendo ai cugini della Marca di salire al primo.
Partito controllando la gara - 9-3 all'intervallo - il Petrarca si fa raggiungere e superare nel secondo tempo, come col Viadana il turno scorso; le notizie dello scavalco da parte del Rovigo scuotono i padroni di casa, che riaprono la gara con una meta di Rizzo a dieci minuti dalla fine e riagguantano vittoria e qualificazione poco dopo, con un drop alla Frans Steyn (angolato e lontano) del man of the match Mercier.
Le altre: chiude bene il Casinò di Venezia sconfiggendo il Montepaschi Viadana sicuro del terzo posto e l’Almaviva Capitolina batte il Rolly Gran Parma.

Classifica Finale della regular season:
Cammi Calvisano 60; Benetton Treviso 59; Montepaschi Viadana 54; Carrera Petrarca 47; FemiCZ Rovigo 45; Overmach Cariparma 44; Almaviva Capitolina 39; Casinò di Venezia 33; Rolly Gran Parma 32; Amatori Catania 10.
Qualificate alle semifinali Cammi Calvisano; Benetton Treviso; Montepaschi Viadana; Carrera Petrarca; retrocessa in Serie A Amatori Catania; qualificate alla European Challenge Cup FemiCZ Rovigo e Overmach Cariparma.
Le semifinali si giocano andata e ritorno, solo la finale sarà una partita secca al Flaminio:
Semifinali - andata : sabato 24 maggio ore 16.00 (Diretta SKY SPORT 3)
Carrera Petrarca – Cammi Calvisano;
domenica 25 maggio ore 18.30 (Diretta SKY SPORT 3)
Montepaschi Viadana – Benetton Treviso.

la classifica marcatori del Super10:

Players
PuntiMete
1 Wakarua-Noema Rima (Gran Rugby Parma) 188
2 Raineri Giovanni (Almaviva Capitolina) 172
3 Fraser Gerard (Calvisano) 166
4 Irving Barry (Overmach Rugby Parma ) 148
5 Goosen Marius (Benetton Rugby Treviso) 144
6 Mercier Ludovic (Petrarca Rugby) 133
7 Bustos German (Rugby Rovigo) 109
8 Howarth Calvin (Arix Viadana) 94
9 Pilat Corrado (Arix Viadana) 89
10 Scanavacca Andrea (Rugby Rovigo) 89
11 Bambry Ryan (Venezia Mestre Rugby) 75
12 Alquié Olivier (Amatori Catania) 73
13 Marcato Andrea (Benetton Rugby Treviso) 58
14 Preo Giacomo (Petrarca Rugby) 57
15 Williams Brendan (Benetton Rugby Treviso) 55
1 Williams Brendan (Benetton Rugby Treviso) 11
2 Calanchini Pablo (Rugby Rovigo) 8
3 Leaega Silao (Petrarca Rugby) 8
4 Nitoglia Ludovico (Calvisano) 8
5 Pedersen Hayden (Arix Viadana) 7
6 Perziano Massimiliano (Venezia Mestre Rugby) 7
7 Onori Alessandro (Gran Rugby Parma) 6
8 de Jager Benjamin (Benetton Rugby Treviso) 6
9 Acuna Martin (Petrarca Rugby) 5
10 Bortolussi Steven (Arix Viadana) 5
11 Buezas Claudio (Amatori Catania) 5
12 Cittadini Lorenzo (Calvisano) 5
13 Ferraro Luigi (Arix Viadana) 5
14 Koyamaibole Sisa (Petrarca Rugby) 5
15 Mafi Winston (Calvisano) 5

venerdì 16 maggio 2008

Ospreys voltano pagina ...

... "freddando" Lyn Jones, allenatore dal 2003 che che ha procurato al club della region di Neath e Swansea due titoli della Celtic League e una Anglo-Welsh Cup contro i Saracens quest'anno.
Evidentemente ha lasciato il segno l'improvvida vendetta dei Sarries, presi sottogamba nei quarti di Heineken Cup; nella rugbyNation la finale europea al Millennium di Cardiff, chiunque fosse l'altra finalista, era vissuta come la parade finale, la consacrazione dovuta dopo la vittoria con Grande Slam al Sei Nazioni della nazionale fondata sugli Ospreys.
Probabile che Andrew Hore, il kiwi director of elite rugby del club, sia ora dell'idea che per far decollare gli Ospreys sia necessario un "sergente di ferro" che non guarda in faccia a nessuno, come Gatland lo è stato per la nazionale dei dragoni.
Certo pare che alla guida di uno dei più prestigiosi club europei, ancorchè recente e ancora relativamente digiuno di titoli importanti, venga chiamato un "worldwide calibre"; interessanti i nomi sinora sussurrati: Steve Hansen coach dei Dragoni fino al 2004 e ora assistente di Graham Henry negli All Blacks, Jake White campione del mondo e ... Nick Mallett. Si proprio lui, il nostro.

mercoledì 14 maggio 2008

Primo test per Martin Johnson

Martin Johnson (in foto), nuovo coach dell'Inghilterra, innova con juicio nelle sue convocazioni nazionali in vista dei test match di giugno in Nuova Zelanda.
Anche a causa degli infortuni: dovra' infatti rinunciare a Jonny Wilkinson, peraltro messo in discussione da Danny Cipriani alla fine del Sei Nazioni, e a capitan Vickery.
Al posto di capitano una "solida" conferma: Steve Borthwick gia' capitano una volta nel Sei Nazioni.
Porte invece chiuse per due veterani, Mark Regan e Simon Shaw, come per i due del Gloucester Iain Balshaw e Lesley Vainikolo che non hanno saputo offrire prestazioni significative durante la gestione Ashton.
Ritorna alla grande invece Olly Barkley sull'onda delle performance in Premiership, ma niente spazio per Varndell del Leicester, metaman del campionato.
L'intelaiatura delle convocazioni pare fondata sui blocchi Wasps (7 convocati di cui 5 avanti) e Bath (5), piu' Harlequins e Irish (4 a testa; 3 di quest'ultima sono esordienti in nazionale); straordinariamente sottodimensionate le rappresentative del Gloucester e del Leicester (2 convocati, al pari di Falcons e Sharks); un convocato a testa per Bristol e Northampton (2' divisione), entrambe esordienti.
Gli uncapped sono sei su 32: tra gli avanti Dylan Hartley (Northampton Saints), Jason Hobson (Bristol Rugby), Nick Kennedy (London Irish), David Paice (London Irish); tra i trequarti Danny Care (Harlequins) e Topsy Ojo (London Irish).

La vittoria della meritocrazia


La notizia è che ormai è ufficiale: le quote per i giocatori di colore in Sud Africa non ci saranno. La storia iniziò tempo fa, ancora prima dei Mondiali che i Boks hanno fatto loro sotto la guida del bianco Jake White. Come se da quelle parti volessero complicare le cose per il coach e i suoi uomini. D'altra parte il rischio è sempre dietro l'angolo. Per rischio si intende il fatto che sempre da quelle parti qualcuno del governo parla troppo e ficca il naso nella mischia rugbistica, pur non avendone il temperamento e, soprattutto, la delega.
Così, alla fine dei conti, il nuovo allenatore della nazionale sudafricana, il nero Peter De Villiers, potrà chiamare chi vuole, indipendentemente dal colore della pelle. Il fatto che poi i bianchi siano di più rispetto ai neri non ha niente a che spartire con il razzismo. Semplicemente i discendenti dei boeri hanno sostanza fisica e mentale per meglio applicarsi a questo sport. Poi va da sé che se compare un talento "coloured" come Habana, di certo non resterà in panchina a vedere i suoi compagni, ma verrà prontamente chiamato alle armi. A discrezione dell'allenatore, non c'è dubbio. Ma questa è un'altra storia.
Il Zud Afirka, questa estate, dovrà rimboccarsi le maniche. Ospiterà il Galles trionfatore nel 6 Nations, poi affronterà Australia e Nuova Zelanda nel Tri Nations post Francia 2007. Dando una occhiata alle classifiche del Super 14, si prospettano giornate interessanti. Accantonando per un attimo i Crusaders, ecco che Hurricanes, Warathas, Stormers, Sharks e Blues si giocano i posti per la post season. Due New Zealander, una Aussie e due Boks. Sic rebus stantibus, a sentirsela, potremmo pronosticare duello tra All Blacks e detentori del titolo mondiale. Lo scorso anno la finale fu completamente di marca sudafricana (Sharks - Blue bulls). Il Tri Nations se lo aggiudicò la nazionale di Graham Henry. Il Mondiale, già detto e ripetuto più volte.
L'unica certezza, oggi come oggi, è che la meritocrazia, nel rugby, va ancora in meta.

lunedì 12 maggio 2008

I Lions si tingono di Welsh?

L'anno prossimo i Lions viaggeranno in Sud Africa per il loro tour contro i campioni del mondo, dopo le botte raccolte la scorsa volta in Nuova Zelanda con un secco 3-0 che tutti ben ricordano, sia da una parte che dall'altra. Questa settimana, in quel di Londra, verrà annunciato il coaching team. Il che non è poco. Ai tempi di Clive Woodward le voci si sprecarono a riguardo, addirittura nel gruppo comparve il nome di Alistair Campbell, l'ex spin doctor di Tony Blair, pure lui naufragato sulle coste dell'isola ai nostri antipodi.
Ovviamente contano i risultati dello scorso 6 Nations, soprattutto dopo l'exploit del Galles. Così ecco che Gavin Hastings si scopre e dichiara: Gatland deve esserci. E con lui il fido braccio destro Shaun Edwards: Warren Gatland is a down to earth New Zealander who has had great experience of coming over here and coaching Ireland and Wasps prior to Wales.
A rincarare la dose ci pensa un gallese al cento per cento, Gareth Edwards: non solo Gatland e Edwards - Shaun - nel coaching team, ma anche Ryan Jones come capitano, così da completare il trittico. Edwards - Gareth - ha detto che his performances this year were very mature. He is following the line of some great past stalwarts like, John Dawes, Willie John McBride and Martin Johnson. He has a while to go to attain that status, but he seems to have that kind of stature, that ability to make people around him feel confident.

Lavori ancora in corso

Ancora cinque giornate alla fine del più lungo dei campionati europei, il Top14 francese, che in questa fase tonitruant degli altri tornei d'eccellenza (europei e non) ci limitiamo a visionare au vol d'oiseau.
I risultati del weekend dicono di un certo livellamento, o forse della stanchezza dei protagonisti, ma con scarse ripercussioni nella classifica.
Vince la capolista Clermont a Biarritz (foto), mentre la seconda Tolosa, con la testa alla finale di Heineken Cup, va a perdere a Montpellier; perde pure la quarta Perpignan a Montauban. Imperterrito continua a vincere lo Stade Francais (stavolta ad Albi) nonostante i cambi annunciati di fine stagione. Vince anche il rilanciato Castres a Brive, il Bayonne a Auch e il Bourgoin a Dax.
Qui i risultati della 21' giornata, la classifica e la prossima giornata (che offre un interessante Clermont - Perpignan).
la classifica vede le prime quattro posizioni invariate: Clermont, Tolosa, Stade e Perpignan; sei punti più sotto il Casters supera Biarritz al quinto posto e Montauban regge al settimo con quattro punti di vantaggio sul Montpellier, importante perchè i primi sette godranno della qualificazione alla Heineken Cup 2008/09. E' ancora lunga e nonostante i distacchi può ancora avvenire qualche movimento.

Già che siamo nel mood del notiziario, c'è anche da segnalare i risultati dell'andata delle semifinali di Serie A italiana, valide per determinare chi sostituirà l'Amatori Catania nel Super10 dell'anno prossimo (torneo che vorremmo veder spazzato via dalla partecipazione di un paio di selezioni italiane basate su una Serie A "seriA" alla Celtic League, o da una novella "Latin League", ma tant'è).
Mantovani Pol. Lazio – Futura Park Rugby Roma 3-16 (0-4)
Easy Living L’Aquila – Consiag I Cavalieri Prato 30-15 (4-0).
Qui maggiori info.; nel frattempo Benevento e Badia Polesine "sopravvivono" all'andata dei playout.

domenica 11 maggio 2008

Prima delle ultime

Absit iniuria verbis, una (sola) cosa associa il Super14 australe al Super10 italiano di rugby, oltre al prefisso: il fatto che il prossimo weekend si concluda la regular season e vengano determinate le semifinaliste.

In Italia la penultima giornata non ha riservato sorprese di sorta. In testa Calvisano schiaccia il retrocesso Catania e il Benetton si libera di una Overmach in lotta per accedere ai playoff; Cammi rimane prima e Treviso incombe a un solo punto.
Viadana emerge da un periodo un po' così e consolida il suo terzo posto battendo in casa il Petrarca, dopo aver sofferto nel primo tempo soprattutto in rimessa; i padovani ottengono comunque un punto di bonus fondamentale per rimanere quarti. Rovigo chiarisce in casa con la Capitolina Roma chi può ambire ad essere squadra da Coppe Europee; ininfluente la vittoria del Gran Parma sul Venezia.
Consolidati i primi tre posti, rimane da chiarire chi finirà primo e secondo tra Calvisano e Benetton e chi si aggiudicherà il quarto posto tra Petrarca, Overmach e Rovigo: proprio queste squadre si incontreranno tra loro nell'ultima giornata per chiarire definitivamente la classifica (parmigiani a parte, impegnati - si fa per dire - in casa con l'Amatori Catania).
A Calvisano il Cammi riceverà il Rovigo: i padroni di casa devono vincere (anche senza bonus) per essere certi di confermarsi primi e i rodigini pure, se vogliono agguantare il quarto posto.
Il Petrarca oggi quarto a 43 punti riceverà il Benetton cui serve una chiara vittoria con tanto di bonus per attaccare il vertice della classifica; dato per scontato che l'Overmach chiuda il campionato a 44 punti grazie a una vittoria con bonus sull'Amatori, ai patavini potrebbe bastare un punto di bonus per mantenere il quarto posto (purchè Rovigo perda o pareggi), in quanto nella differenza tra punti fatti e subiti Padova parte con 66 punti di vantaggio su Overmach.
I ducali dovranno quindi puntare sulla "goleada" contro l'Amatori e/o sperare in una sconfitta netta dei patavini. Situazione thrilling aperta a tutti gli esiti, e vinca il migliore (speremo de no).
Qui risultati della penultima giornata, la classifica e il calendario dell'ultima.
Per quanto riguarda i posti nelle coppe europee, gettata al vento come sappiamo la possibilità di un terzo posto in Heineken Cup, avremo le finaliste del campionato qualificate per la Heineken e le classificate dal terzo al sesto posto in Challenge Cup.

Nel frattempo giù nell'autunno australe diluvioso del Super14, i dominanti Crusaders non trovano grossi problemi con i Reds del Queensland; anche i sempre più convincenti Hurricanes battono Western Force, bella squadra con dicianovenni interessanti ma tagliata fuori dai giochi grossi. I Blues nutrono le flebili speranze di playoffs vincendo in casa degli Highlanders e gli Sharks si liberano in casa dei Cheetas senza eccessivi problemi, rimanendo alle soglie del paradiso semifinali. Tutto questo rientrava nelle previsioni.
Le partite clou della penultima giornata sono state la grave sconfitta dei Chiefs a Johannesburg, casa dei fanalini di coda Lions (è la seconda sconfitta di fila dopo il 21-22 con i Force) e il salomonico pareggio strappato dai Waratahs in casa Stormers (in foto: capitan Jean deVilliers alle prese con Stirling Mortlock dei Brumbies), tutto sommato gradito a entrambe.
Abbiamo i Crusaders irraggiungibili a 52 punti in classifica, poi gli Hurricanes a 40 e terzi incollati i Waratahs a 39 (le prime due giocano le semifinali in casa). Seguono a 37 punti le due sudafricane "costiere" - Stormers di Città del Capo e Sharks di Durban - con gli Stormers quarti per un vantaggio di nove striminziti punti nella differenza di score tra fatti e subiti.
Più o meno oramai ci siamo almeno per le prime tre, ma come dicono gli americani: the fat lady has not sung yet (non è ancora finita). Nell'ultima giornata avremo gli "spareggi" Hurricanes vs. Blues e Sharks vs. Chiefs, mentre Waratahs e Stormers affronteranno le apparentemente gestibili trasferte presso Reds e Lions.
Tutte devono vincere la loro partita per sperare (Canes inclusi, per non rischiare il secondo posto o peggio, trovarsi in semifinale a Christchurch), ma a Blues e Chiefs ciò non basterebbe, servirebbero loro anche le sconfitte di altri; per quanto concerne gli Sharks c'è un obiettivo chiaro: almeno pareggiare il risultato degli Stormers e "limare" nove punti nella differenza di score. Avranno il vantaggio di giocare conoscendo il risultato dei rivali, il medesimo che avevano gli altri Sharks, quelli che giocano in Guinness Premiership .... knock on wood ...
Qui risultati della penultima giornata, la classifica e il calendario dell'ultima.
Negli ottanta minuti finali del prossimo weekend le ardue sentenze australi e italiane.

Verdetti isolani

Dopo la Edf-Energy Cup (il campionato anglo-gallese) vinto quest'anno dagli Ospreys, anche la Magners League (il campionato delle Nazioni Celtiche) aveva già proclamato il suo vincitore assoluto - il Leinster - con un turno di anticipo sulla fine del campionato. Comunque gli ininfluenti risultati dell'ultima giornata della Celtic League sono: l'appagato Leinster perde coi Dragons di Newport, qualificati senza colpo ferire alla Heineken Cup grazie alla Fir; i Blues di Cardiff santificano il secondo posto battendo Ulster; Connacht in gran recupero nel finale di stagione batte gli impalpabili Ospreys ma rimane l'unica delle squadre di questo torneo a disputare la Challenge non l' Heineken Cup l'anno prossimo; le scozzesi vanno tutte a vincere: Glasgow in casa di un Munster con la testa alla finale di Heineken Cup, Edimburgh a Llanelli.
Qui risultati e classifica finale del campionato.


L'altro verdetto finale arriva dalla Premiership inglese, dove è terminata la regular season con la promozione delle prime quattro alle semifinali.
Non è una gran sorpresa la vittoria casalinga del Gloucester su Bath (8-6, un penalty e una meta contro due calci) che consegna il primo posto alla squadra di capitan Bortolami e manda Bath al terzo posto, cioè a giocarsi la semifinale in trasferta. Non è una sorpresa neppure la vittoria 28-45 dei pur stanchi Wasps (avevano giocato l'ultimo recupero mercoledì) sul già retrocesso Leeds del nostro Di Bernardo che termina comunque settimo nella classifica cannonieri della Premiership; le vespette agguantano in extremis ma anche in scioltezza il secondo posto, importante per disputare la semifinale in casa.
La vittoria a Leicester dei Tigers contro i diretti concorrenti Harlequins rientra anch'essa nei pronostici della vigilia (in foto, Martin Corry nella mitica casacca "Forza Italia" dei Tigers ringrazia i supporters al Welford Road), anche perchè soffertissima: un 31-28 raggiunto al 76' con la seconda meta di Varndell (capocannoniere della Premiership con 13 mete) trasformata da Goode, dopo esser rimasti sotto per tutta la partita.
Il risultato realmente sorprendente è invece la bastonata casalinga 7-17 subita a Sale dagli Sharks da parte di quegli Irish che non avevano sfigurato in semifinale di Heineken; gli Exiles hanno dominato il primo tempo, mentre gli Sharks con Sheridan e Cueto in panca ma Chabal rientrato titolare, pur essendo gli avversari a un certo punto ridotti in tredici, sono arrivati a marcar punti solo all'ottantesimo, colpa di troppe imprecisioni nell'handling e nella testa.
Gli altri risultati e la classifica finale qui.

La sorpresona del tutto imprevista (almeno da me) è che il combinato disposto dei due ultimi risultati consente ai Tigers di superare gli Sharks di un punto in classifica (grazie al bonus offensivo) e raggiungere un quarto posto giudicato quantomeno improbabile. Onore al belief dimostrato dal Leicester.
Il fatto apparentemente tragicomico, in realtà altamente sportivo, è che il Sale godeva sulla carta di tutti i vantaggi: pur senza menzionare la differenza a suo favore nelle prestazioni recenti (semifinale di Challenge Cup a parte), giocava in casa e dopo il Leicester, partiva alla vigilia con 4 punti di vantaggio in classifica e otto nella differenza tra punti fatti e subiti; per avere il quarto posto gli bastava prendere il bonus difensivo e perdere con meno di quattro punti di scarto.
Leicester ha quindi ancora una chance, sia pur in salita, per difendere il suo titolo; non si crede che questo basterà a coach Loffreda per mantenere il posto, ma almeno lo squadrone di Castrogiovanni proverà a vender cara la pelle. Prossimamente su questi schermi le semifinali Gloucester vs. Leicester (si pronuncia Gloster versus Lester) e Wasps vs. Bath.

Per quanto riguarda la Heineken Cup, l'anno prossimo vedremo una squadra inglese in meno rispetto a questa edizione (sei invece di sette) per le regole già qui raccontate; oltre alle prime quattro si qualificano la quinta e la sesta cioè Sharks e Harlequins, mentre saranno relegati in Challenge Cup la settima classificata London Irish semifinalista di questa edizione, come del resto gli altri semifinalisti, gli splendidi Saracens abbastanza ingiustamente esclusi dalla finale (da cui si ritira dopo 228 partite e un titolo mondiale Richard Hill). A proposito di esclusione ingiusta, indovinate chi è l'arbitro designato per la finale di Heineken Cup?.

sabato 10 maggio 2008

10.000 di queste visite


Una sgroppata in campo iniziata al 3 di settembre dell'anno scorso, qualche giorno prima dell'inizio Web Ellis Cup in terra di Francia; la mission del blog era finalizzata a illustrare e commentare quell'evento tra un nucleo di appassionati.
L'entusiasmo ci ha presi e siamo andati avanti oltre la Coppa del Mondo, straparlando di fundamentals, di terzi tempi, di politica sportiva e soprattutto di action, da qualunque parte del mondo del rugby fosse; poi abbiamo iniziato ad offrire full coverage del Sei Nazioni , di Heineken e Challenge Cup, del Super14 e progressivamente di tutti i maggiori campionati nazionali e super-nazionali. Ora stanno per arrivare i test match di giugno e il Tri-Nations.
10.000 grazie ai visitatori che hanno raggiunto per 10.000 volte questo blog, leggendolo per oltre 16.000 volte.
Continueremmo a scrivere qui anche se a leggerci fossimo solo noi (due, più gli assidui che per noi fanno parte della famiglia di questo blog, aiutandoci con pareri e stimoli), ma grazie a voi ci piace pensare di poter dare il nostro piccolo contributo alla divulgazione e alla comprensione del più splendido di tutti gli sport.
(in foto i capitani italiani e la Heineken Cup: Orlando - Benetton, Robertson - Viadana, Bortolami - Gloucester)

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