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lunedì 27 maggio 2013

Leinster versione cigno per chiudere il Pro12





Pro12 final - RDS
Ulster 18 - 24 Leinster 

Cos'è accaduto sabato pomeriggio al Royal Dublin Society? E' successo che il Leinster abbia messo in scena l'ultimo atto di un probabile canto del cigno: in una settimana la squadra di (ex) coach Joe Schmidt ha messo da parte Challenge Cup e Pro12, con il congedo da vincenti di Jonathan Sexton ed Isa Nacewa. Risultato di 24-18 sull'Ulster che in carta giocava in casa, in quanto prima classificata in stagione regolare, ma dato che il Leinster già un anno fa provò la triste emozione di essere sconfitto nel gran finale di campionato davanti al proprio pubblico, niente sconti stavolta. Sei punti di differenza, due mete per i Dubliners e dintorni, ancorati al piede di Ruan Pienaar gli Ulstermen che hanno una grande occasione di marcare pesantemente nel primo tempo, ma l'opportunità è sprecata ed errare con il Leinster dell'ultimo periodo significa pagare dazio. Nei confronti diretti "sul più bello", Brian O'Driscoll e soci guidano 2-0: nel maggio 2012 smorzarono i sogni di gloria dell'Ulster in Heineken Cup. 

Il Leinster sa come colpire, lo ha dimostrato sia contro il Biarritz che contro lo Stade Francais: un paio di coltellate ravvicinate. Ad esempio la meta al 4' con Shane Jennings generata dalla driving maul guidata da Leo Cullen nei 22 avversari e all'8' con il piazzato di Sexton: un parziale di 10-0 nei primi dieci minuti. E appunto quanto l'Ulster ha una possibilità di rimettersi subito in scia dopo diversi minuti trascorsi in pieno territorio nemico - ma il Leinster sa come difendersi, pure oltre il regolamento se l'arbitro, Mr. Lacey, non si accorge che Isaac Boss imprigiona Nick Williams dopo una mischia ordinata e prima che il Numero 8 neozelandese tocchi l'ovale custodito alla base -, lo sforzo svanisce: lancio in touch di Rory Best (chiamato intanto alla corte dei Lions per rimpiazzare Hartley), inserimento di Tommy Bowe per accelerare nuovamente nei 22, Paddy Jackson sforna l'off load al largo e il pallone è nelle mani di Williams a cui non riesce il touchdown perché nel frattempo Sean O'Brien raduna i suoi attorno al gigante ex Aironi. Se poi occorre, si sacrificano nuovamente Ian Madigan e Fergus McFadden sotto i pali, costringendolo al tenuto. I nordirlandesi riescono a schiodarsi al 22' con Pienaar, si affidano alla coppia Darren Cave e Jared Payne, ma dall'altra parte della barricata si immola Richardt Strauss, che resta a terra con qualche acciacco. 

Lo scontro nell'area del breakdown manda Sexton alla piazzola alla mezz'ora, ma l'apertura non trova i pali e allora ci riprova tre minuti dopo da centrocampo e non fallisce per ristabilire il +10. La controparte si vendica sul drop di restart e Pienaar risponde a tono. Allora, giusto per non essere da meno, BOD va a recuperare il calcio di riavvio di Sexton, Leinster ritorna nei 22 dell'Ulster e se i pick & drive non scardinano la linea di difesa, c'è da sfruttare un vantaggio stabilito da Lacey e dunque si va negli spogliatoi con Sexton che ne infila altri tre: 6-16.

La ripresa aiuta a dare un paio di indicazioni. La prima: a Madigan piace molto mescolarsi con i suoi ball carrier tipo Cullen e Jamie Heaslip e il flanker Robbie Diack viene punti con un cartellino giallo per un'altra infrazione commessa in ruck, di modo che al 44' Sexton fissa il massimo vantaggio Leinster: +13. Superiorità numerica effimera, giacché tocca a Nacewa accomodarsi dieci minuti a bordo campo dopo un varco aperto da Jackson che viene steso dall'estremo afferrandolo per il colletto: Lacey lo giudica placcaggio alto, giunto all'altezza dei 5 metri e Pienaar marca il 9-19. In una situazione di 14 v 14 l'Ulster rende meglio e punta ad approfittarne il più possibile: Bowe costringe Madigan al tenuto, il pack biancorosso evidenza la fallosità del Leinster in una maul a trazione offensiva e il solito Pienaar riporta la truppa sul -6 giusto in tempo, prima che venga ristabilito il XV v XV. 

Leinster conosce certi incubi (Shane Williams che suona la carica e la rincorsa degli Ospreys, dodici mesi fa) e volendo evitare scherzi, torna ad accoltellare. Nacewa aziona le gambe, Sexton va di penaltouche sui 5 metri, Cullen e Cian Healey fanno il lavoro duro, si passa da un lato all'altro del campo e infine Heaslip, coadiuvato da Devin Toner, si sbarazza di Cave e marca meta al 63'. Sexton non trova la trasformazione e se Best al 68' va a caccia di Cullen nel raggruppamento a terra, consentendo a Pienaar di piazzare nuovamente, è altrettanto vero che la sensazione è che la partita sia chiusa. Il margine non è dei più rassicuranti, ma davvero non si contano azioni particolari dell'Ulster per ribaltare il destino della finale, neppure dopo un generoso e stupido fallo del pilone Jamie Hagan a sette dalla fine che interviene in fuorigioco: ai nordirlandesi occorrono punti pesanti, provano al largo con Payne dopo una rimessa nei 22, ma Iain Henderson finisce dalle parti di O'Driscoll ed è turnover. Seguono titoli di coda. 

Schmidt adotta pressappoco la medesima tattica delle ultime due settimane, giusto con un qualche variante perché dopo tutto l'Ulster sa bene chi ha di fronte. Leinster scaltro, agguerrito, determinato, vincente: dalla prossima stagione sarà curioso capire che franchigia sarà senza Sexton in regia e Nacewa impact player (i dieci minuti in cui è rimasto assente sono risaltati nel complesso della gara). Cambio di staff tecnico, nuovi elementi da inserire tra cui Jimmy Gopperth in arrivo da Newcastle e Zane Kirchner dal Sudafrica. Potrebbe essere stato l'ultimo acuto, il canto del cigno si era detto già all'inizio del post, tenendo conto che già BOD aveva annunciato l'intenzione di appendere le scarpe al chiodo ma il richiamo dei tifosi e un 6 Nations da riaggiustare dopo il match dell'Olimpico con tanto di sin bin per la tacchettata a Favaro non l'hanno lasciato indifferente. Aggiungiamoci infine che a guidare l'Irlanda sarà Schmidt. Basta e avanza, no?

lunedì 20 maggio 2013

Pro12 Final Preview: l'Irlanda guarda avanti


Sabato Ulster e Leinster si contenderanno il Pro12 2012/13 al Royal Dublin Society. Una finale irlandese - al di là dei confini tra EIRE e Irlanda del Nord, ma per ciò che riguarda il rugby è tutta Irish Rugby Football Union -, tra le due province che si sono piazzate al primo e al secondo posto nella stagione regolare. Per gli Ulstermen si tratterebbe di chiudere un'annata che li ha visti ai piani alti dall'inizio, con un filotto di tredici successi consecutivi tra campionato e Heineken Cup, mentre per la formazione di Dublino sarebbe un altro trofeo in bacheca dopo il successo in Amlin Challenge Cup di venerdì scorso e avrà l'opportunità di giocare nuovamente nel proprio stadio. C'è anche il precedente, sempre per il Leinster, della sconfitta nella finale della scorsa edizione per mano degli Ospreys (o meglio, di uno spiritato Shane Williams all'ultima apparizione con la maglia dei gallesi), avvenuto sempre al RDS. Stavolta a salutare saranno Sexton, Nacewa e coach Schmidt: di stimoli per completare l'opera non ne mancano. 
Ospitiamo di seguito l'analisi e il pronostico di Conor, autore di BallHandling Hooker - An Irishman's view on World Rugby, con il quale ci eravamo già confrontati durante il 6 Nations prima di Italia - Irlanda. A proposito, il nostro contributor sin dall'inizio guarda avanti, alla nazionale con la nuova gestione di stampo neozelandese. Enjoy!  

Ulster and Leinster have had very contrasting seasons up to this point, but that counts for nothing when the two best teams from this season's Pro 12 clash in the RDS in Dublin on Saturday 25th May. It should prove to be an enthralling match, as all local derbies are, and I for one, am hoping that this success for the Irish provinces will translate onto the national scene once Joe Schmidt moves from Leinster head coach to the Irish national job
As mentioned already, the teams have had very different seasons, with Ulster starting this season in superb form before fading and stuttering into this final, while Leinster didn't start as well, before picking up momentum after Christmas and storming into two finals. 

Ulster's early season form was the envy of Europe, with game unbeaten run finally halted by Northampton in Round 4 of the Heineken Cup in December. In the middle of this, the tragic passing of promising centre Nevin Spence seemed to spur them, and this will help get the neutrals on their side come Saturday. 
Leinster started badly, and were left requiring a maximum haul of 10 points from 10 in the final two rounds of the Heineken Cup and a miracle from other games to avoid missing out on the quarter finals for the first time in . Unfortunately, while they did what was required of them, it didn't come to pass, and they were left to rue poor early season form that left them out of the Heineken Cup and with points to make up on leaders Ulster at the halfway stage of the Rabo Pro 12. 

Leinster will be hoping to win for departing players Jonathan Sexton and Isa Nacewa, as well as incoming Irish coach Joe Schmidt. Nacewa is a Leinster legend, who is retiring at the young age of 30 to move back to new Zealand. Leinster have lost at this stage for the last three years in a row and will want to put that right. 
Both teams will want to win more than just for the final. 

Ulster have a strong scrum, bolstered by John Afoa, the mighty All Black, Rory Best, who was desparately unlucky not to receive a call up for the Lions, and Tom Court who seems to grow in their presence. Johann Muller, the captain, is ably assisted by Dan Tuohy in the engine room, and they provide Ulster with great options out of touch. A back row made up of 3 from Iain Henderson, the young marauder, Robbie Diack who has been in great form, Chris Henry and someone who should be familiar to Italian followers, Nick Williams. Williams has been in outstanding form this season, winning the Rabo Pro 12 player of the year. Before Christmas he was swatting opposing players away at will. 
Ruan Pienaar runs the game from scrumhalf, and eases young Paddy Jackson into games. Stuart Olding, who will feature for the Ireland in the Junior World Cup in the summer is the last man standing at inside centre, with Darren Cave enjoying a wonderful campaign. Tommy Bowe, Ulster's only 2013 Lion, is back from injury and scoring tries, with Andrew Trimble having his best season for Ulster, and Jared Payne weaving his magic from fullback. This Ulster team has threats throughout the side. 

Leinster rested a large cohort of their first team in last week's victorious final vs Stade Francais. Cian Healy is likely to come in, assisted by Richardt Strauss and Mike Ross providing a solid platform from the scrum. Devin Toner is in good form in the back end of the season, and is likely to partner Leo Cullen in the second row. Kevin McLaughlin, Shane Jennings and Jamie Heaslip in the back row, after Sean O'Brien limped out of the Amlin final. 
Isaac Boss will continue to partner Jonny Sexton, in his last game for at least two years for Leinster. Ian Madigan and Brian O'Driscoll will form the midfield partnership, with Rob Kearney coming back into form (finally), and Isa Nacewa and Andrew Conway making their last appearances for the province.

As for predictions, I keep going back and forth. Ulster have beaten Leinster twice this season, recording their first win in Dublin for 13 seasons. While Leinster are now in form, have rested a number of key players and will not want to lose this final for the third year in a row. It's going to be a tense game, with no more than a score in the difference. 

Prediction: Leinster to win.

@BHHooker

domenica 12 maggio 2013

Leicester e Leinster, effectiveness as a result


Aviva Premiership - Semi-final
Leicester Tigers 33 - 16 Harlequins

Nona finale di finale: i Leicester Tigers il prossimo 25 maggio a Twickenham proveranno ad aggiudicarsi il titolo di campioni della Aviva Premiership, come fanno da nove anno in fila. Ci sono riusciti in tre occasioni, l'ultima risale al 2010, tre stagioni orsono. Nel 2011 furono battuti dai Saracens, nel 2012 dovettero cedere il passo ai London Harlequins, sui quali si sono vendicati ieri pomeriggio al Welford Road per 33-16, mettendo le cose in chiaro a partire dagli ultimi istanti del primo tempo. Per i Quins la stagione quindi si chiude qui, non potranno difendere il titolo e l'eliminazione arriva dopo la doccia fredda nei quarti di Heineken Cup con la sconfitta per mano del Munster in casa, al The Stoop. 
C'è poco da fare: quando i Tigers sentono aria di dentro o fuori in campionato, ricordano perché, per l'appunto, potranno tra due settimane disputare la nona finale consecutiva. Se dunque sono le stesse della scorsa stagione le squadre che riescono a prenotare un posto nei play-off, i Tigers sono sicuramente quella che si presenta allo spettacolo finale con un biglietto in prima fila. Arbitra Greg Garner.

Quattro mete a segno per i padroni di casa, vittoria "con bonus". Il pubblico in festa saluta anche Martin Castrogiovanni, che lascia Leicester per i lidi meridionali francesi, pare anche se non c'è ancora conferma ufficiale - il pilone azzurro entra attorno al 70' per Dan Cole - e scopre di avere un'ala incarnata in un flanker o vice versa: si tratta di Tom Croft che al minuto 63 corre per cinquanta metri verso la meta (la terza dei suoi), mentre al 28', con gli equilibri ancora saldi, nega la prima marcatura della gara a Danny Care, che tenta uno dei suoi guizzi sul lato chiuso da dietro una ruck, si allunga verso la bandierina, ma tra lui e il touchdown arriva Croft a negargli la soddisfazione: questione di millisecondi, è il placcaggio dell'anno, dice il commentatore inglese, robe da manuale del perfetto blindside affermiamo noi e si comprende come mai sia nei Lions; sia come sia, sono segnali che lasciano poco margine di interpretazione.
Ad aprire le marcature è Toby Flood dalla piazzola per un fallo di George Robson in rimessa laterale, al 5' risponde Nick Evans. I londinesi nella prima frazione battagliano forte, esprimono il meglio del loro gioco e spediscono Evans all'appuntamento con i pali con un fallo conquistato in mischia, mentre il tentativo dalla distanza di Flood arriva corto. I Quins non si fanno intimorire dal fatto che nel pack dei Tigers ci siano ben quattro Lions, all'inizio il dominio è impressionante sia in mischia ordinata che nelle rimesse e maul.  

A suonare la carica per i Tigers è uno dei volti della stagione, Tom Youngs, il fratello tallonatore di Ben (faranno famiglia anche con i Lions), con un paio di cavalcate ma nel momento della reazione Evans ha un facile calcio a sua disposizione e alla mezz'ora fissa il momentaneo +6 (3-9). Il montante  del ko non arriva perché appunto c'è Croft a presidiare ogni centimetro di campo e così Flood accorcia e viene applicata appieno la legge "meta sbaglia, meta subita": rimbalza l'ovale in mezzo al campo, Ben Youngs è il più lesto a farla sua, il gioco viene allargato per l'ala Niki Goneva (in precedenza era stato bravo proprio Care a disfare una brutta situazione con un cross kick di Flood destinato al trequarti) che fugge sulla corsia di sinistra, lascia sul posto Tom Williams e arriva in base: 13-9 all'intervallo. 

Per gli Harlequins la ripresa è la rivisitazione di brutti sogni, messi all'angolo e privati delle basi per esprimere la loro tattica. Al 51' si ritrovano in inferiorità numerica per il cartellino giallo a uno dei componenti chiave, Care - commette un in avanti volontario - e opinabile - con i Tigers in trazione offensiva grazie ad un ispirato (si dice così in questi casi) Matthew Tait, prestazione la sua da Man of the match - ad assist e corse, aggiungere il placcaggio su George Lowe nel primo tempo, portando dunque a due il computo di mete evaporate per gli Harlequins in quaranta minuti.
Leicester sta predisponendo il tavolo per affossare i denti: Flood non trova i pali dal penalty che ne segue, però non sbaglia al 58',  soprattutto ad una manciata di secondi dal rientro del mediano londinese, Tait dialoga con Manu Tuilagi che si trova di fronte Ben Botica, lo supera e serve all'interno puntuale Niall Morris che arriva fino sotto i pali. Un uno/due tremendo, perché come detto due minuti più tardi è il momento di Croft - tutto ha ancora inizio con Tait che finalmente al 71' può aggiungere il nome al tabellino con l'assistenza di Morris (assist sulla destra e rimanendo a sostegno per ricevere nuovamente l'ovale). Non è neppure consolazione la meta del trequarti Ross Chisolm per i Quins spodestati dal trono a quattro dal termine. 


RaboDirect PRO12 - Semi-final
Leinster 17 - 15 Glasgow

Dall'Inghilterra a Dublino per Leinster - Glasgow Warriors, la seconda semifinale di Pr012 per decidere chi dovrà affrontare l'Ulster in finale all'RDS: bene, ci vanno i padroni di casa che domano gli scozzesi per 17-15. Il Leinster, a proposito di abitudine alle fasi conclusive, per la seconda stagione filata prima disputeranno una finale di coppa (stavolta è la Challenge Cup) poi quella di campionato - sempre al Royal Dublin Society. Nel 2012 arrivò il back to back in HCup ma non il titolo di Pro12 (l'ultima prestazione in carriera da incorniciare di Shane Williams guidò gli Ospreys al trionfo). Staremo a vedere, stavolta il vantaggio è doppio, tutte in casa le giocheranno. Arbitra il francese Pascal Gauzere.

C'è da sudare contro i Warriors, terzi in regoular season dopo aver occupato il primo posto nel testa a testa delle ultime settimane. Già un anno fa si fermarono al penultimo capitolo. Per iniziare si affidano al piede del Lions Stuart Hogg nel gioco tattico, mentre gli irlandesi e non solo loro trattengono il fiato per Brian O'Driscoll, che dopo poche fasi resta a terra infortunato e al 13' è costretto a lasciare il campo (preoccupazione per la sua partecipazione al Tour australiano), sostituito da Andrew Conway. Intanto è Jonathan Sexton a fissare il 3-0 al 12' dopo un errore precedente dalla piazzola. Ma Glasgow può contare su un pacchetto di mischia che pesta e conquista terreno; si piazza nei 22 avversari grazie alll'azione del centro Alex Dunbar: raggruppamento sotto i pali del Leinster, il mediano Nikola Matawalu finge di allargare nuovamente, in realtà si allunga verso il fazzoletto di terra non presidiato dalle guardie irlandesi e marca meta al quarto d'ora. I Warriors potrebbero combinare ancora più danni quattro minuti più tardi, con un'operazione molto simile, stavolta nell'angolo destro: passaggio fuori dalla ruck al pilone Ryan Grant che si getta con tutto il peso verso l'area di meta, ma Rob Kearney lo accompagna a terra mettendo le mani sull'ovale e il TMO non convalida. Hogg ne infila tre al 25' (3-10) e allora i Dubliners decidono che è il momento di non peggiorare la loro situazione. 
Si ricompattano, in ogni senso: maul nei 22 scozzesi dalla quale esce Jamie Heaslip (quello che suonò il contrattacco contro il Biarritz in semifinale di Challenge), il numero 8 si difende da Matawalu e Sean Maitland e segna al 27'. Sexton non trasforma, ma si fa perdonare al 32' con un penalty che segna il sorpasso Leinster, mentre i Warriors si ritrovano in quattordici per un fallo (fuorigioco) di Matawalu, in seguito ad un attacco guidato da Kevin McLaughlin. Si va negli spogliatoi sull'11-10 e con Isa Nacewa che non giudica al meglio un rimbalzo, altrimenti si sarebbe trovato con tanto spazio libero da percorrere in attacco.

Un affare testa a testa, ritmo alto, un paio di ovali recuperati dal Leinster che si trova di fronte ad un Glasgow deciso a gettarsi in avanti dalla profondità. Match che è anche scenario di faccia a faccia diretti tra due fullback convocati da Gatland appartenenti a generazioni diverse: Kearney e Hogg, che mettono in mostra i propri colpi. Un'azione pericolosa da una parte, una dall'altra (Gauzere interrompe il gioco considerando in avanti la trasmissione della palla da Sean Cronin a Conway che a quel punto avrebbe davanti a lui solo Hogg). 
Il punteggio si aggiorna con i piazzati di Sexton che porta Leinster sul 17-10 a dieci dalla fine - e abbandona pure Gordon D'Arcy per infortunio. Tra gli ospiti c'è spazio per Ruaridh Jackson, inserito per Maitland: il mediano dà velocità all'iniziativa degli scozzesi che sono ancora in gara e che al 75' finalmente trovano il pertugio, dopo un quick penalty nei 22 del Leinster. L'assist del Numero 8 Ryan Wilson spedisce in meta il trequarti Mark Bennett, un 20enne l'anno scorso tra gli Espoirs del Clermont, entrato poco prima per l'apertura d'emergenza Peter Horn. Per completare l'opera occorrono i due punti aggiuntivi, Hogg è il piazzatore di giornata pur non essendo uno specialista e pur essendo Jackson in campo, la  posizione non così difficile ma il ragazzo manca l'occasione del pareggio, forse era una responsabilità  troppo pesante. L'assenza di Duncan Weir tra gli altri ha pesato, anche se il problema del piazzatore è rimasto vivo per tutta la pur ottima stagione di Glasgow (non si trova nessun Guerriero nei primi 15 della classifica marcatori del torneo). Epilogo al cardiopalma che provoca il sollievo del pubblico irlandese: tutti a sventolare le bandiere, ci si appresta a una quattordici giorni di rugby da finale.

venerdì 10 maggio 2013

Solido Ulster, è in finale di Pro12


Ravenhill, Belfast, prima semifinale di campionato del fine settimana e l'Ulster si guadagna un posto nello showdown di Pro12, in attesa di sapere chi sfiderà tra Leinster e Glasgow. Contro gli Scarlets i nordirlanesi - primi nella stagione regolare - passano per 28-17 e non devono faticare, anzi a partire dal secondo quarto innestano le marce più alte e prendono il largo, prima della reazione dei gallesi che arrivano quando il tabellone indica un punteggio di 25-3. I padroni di casa possono tra l'altro contare sul granitico ex Aironi Nick Williams, fresco del titolo di miglior giocatore dell'anno, che dispone e predispone nella superiorità della back row bianco-rossa e resiste eccome agli urti: sullo scadere del primo tempo è placcato alle caviglie in mezzo al campo, rimane immobile in piedi e spintona via il pilone Phil John che prova a dare una mano al collega (foto, via TheScore.ie). 

Owen Williams apre le marcature dopo cinque minuti con Dan Tuohy che rallenta il gioco in ruck, ma Ruan Pienaar pareggia poco dopo. Si fila al 21', quando il clima si surriscalda e Alain Rolland prende provvedimenti: gialli sia per Andrew Trimble che per l'estremo Liam Williams che si scambiano un paio di convenevoli. Ulster si trova meglio quattordici: Tommy Bowe marca al 25', sfondando la linea difensiva allargata nelle maglie dopo una maul nell'area dei 22m. La pressione offensiva dei padroni di casa monta costante e il pack ospite soffre, al 34'  il è il flanker sudafricano Robbie Diack a raggiungere la meta, sempre partendo da una maul nei pressi dei 5 metri. Il piede di Pienaar dalla piazzola non è preciso, in compenso funziona bene nel gioco aperto e può contare sulla solida spalla di Paddy Jackson. E' un monologo Ulster che ricorda la sconcertante ultima performance degli Scarlets contro la Benetton: semplicemente non li tengono, perdono tutte le contese, al 43' arriva la terza meta firmata da Tom Court che si tuffa in meta dopo l'iniziativa del centro Darren Cave che veniva fermato in affanno a pochi centimetri dalla linea. 
Si mette a piovere, il gioco rallenta per gli infortuni del tallonatore gallese Ken Owens e della seconda linea George Earle, mentre Trimble si mette le mani nei capelli per un calcetto a seguire che poi gli resta sotto la suola del piede al momento del rimbalzo. Con l'ultimo quarto e 22 punti di vantaggio, Ulster allenta la tensione e Llanelli ne approfitta almeno per lasciare un segno nella partita: al 61' Gareth Davies arriva in mezzo ai pali, mentre Pienaar va a segno con un penalty per il 28-10. George North viene chiuso in tempo dalla buona guardia di Iain Henderson e per quanto arrivi un calcio di punizione da ottima posizione per un fallo di Jared Payne, la franchigia gallese deve passare per la rimessa. Alla fine, cioè al 79', la terza linea Sione Timani conclude al meglio un altro assalto Scarlets. 

Ulster va quindi a giocarsi il tutto per tutto all'ultima partita dell'annata 2012/13, dopo aver condotto il gruppo per lunghi tratti - eccetto cedere il passo per qualche settimana ai Warriors nel periodo meno brillante, arrivato in seguito ad una striscia vincente di 13 successi tra Pro12 e Heineken Cup e il dramma della scomparsa del giovane Nevine Spence con il padre e il fratello in un incidente nella fattoria di famiglia lo scorso settembre. Rory Best è il Man of the match, emblematico. La finale a questo punto, indipendentemente dal risultato della seconda semifinale di domani, si terrà al Royal Dublin Society (toh, il Leinster è poised to a disputare un'altra finale in casa dopo quella di Challenge Cup).

Ulster: (15-9) J Payne, A Trimble, D Cave, S Olding, T Bowe, P Jackson, R Pienaar: (1-8) T Court, R Best, D Fitzpatrick, J Muller (C), D Tuohy, R Diack, C Henry, N Williams; 
Replacements: (16-23) R Herring, C Black, R Lutton, I Henderson, M McComish, P Marshall, M Allen, P Nelson. 

Scarlets: (15-9) L Williams,g North, J Davies, S Williams, A Fenby, R Priestland, A Davies: (1-8) P John, K Owens, S Lee, G Earle, J Synman, A Shingler, J Turnbull, R McCusker (C). 
Replacements: (16-23) E Phillips, Rhodri Jones, Jacobie Adriannse, Jake Ball, Sione Timani, Gareth Davies, Owen Williams, Gareth Owen.

sabato 4 maggio 2013

Stunning Treviso con botti finali


Se nel Pro12 il discorso qualificazione alle coppe europee fosse simile a quello della Premiership inglese, oggi la Benetton Treviso starebbe festeggiando, si fa per dire, la qualificazione alla Challenge Cup come prima della lista: settimo posto con 50 punti tondi in stagione, forte di dieci vittorie che migliorano il record di nove successi fatto registrare nel primo anno di partecipazione alle Magners League. I veneti invece dal prossimo ottobre saranno ovviamente in Heineken Cup per regolamento - e sul campo: ieri la splendida conclusione a Llanelli contro gli Scarlets (in corsa per una certezza matematica alla post-season) con il 41-17 che porta in dote un punto di bonus offensivo che aiuta ad accorciare a quattro i punti di distacco dal Munster che invece nei minuti finali si è aggiudicato il match di Parma contro le Zebre per 27-25



Gli highlights di ciò che è accaduto in Galles raccontano di un Treviso che si ritrova a soffrire in mischia, ma sviluppa un istinto killer: la prima meta, quella firmata da Robert Barbieri, nasce dal furto in rimessa laterale in mezzo al campo, dalla combinazione tra la stessa terza linea e il capitano Antonio Pavanello. E quando nella ripresa i Leoni si trovano in tredici per i gialli a Bees Roux (45') e Valerio Bernabò (44'), ammazzano l'incontro con la cavalcata di Manoa Vosawai verso la bandierina per il momentaneo 24-12. C'è poi il piede di Kris Burton - che andrà ad indossare la maglia di Newport - che riporta le lancette al settembre 2011, quando fuori dalla nazionale impegnata alla RWC faceva la parte del protagonista nei tabellini degli incontri disputati dai biancoverdi, ricordate? Luca Morisi semina il panico al 65', Christian Loamanu viene liberato sul lato opposto a quello di Vosawai dal solito Burton e marca visita, dopo che in precedenza si era lanciato sulle tracce di Andy Fenby atterrandolo con un gran recupero: il "giapponese", a disposizione di coach Franco Smith dalla seconda parte di stagione dopo l'infortunio che lo ha bloccato nei warm-up matches, è l'uomo duttile, schierato tra trequarti e terza linea - è successo anche ieri sera con l'inferiorità numerica in mischia. 
L'andamento della gara mostra gli Scarlets catatonici, forse è braccino corto, forse già con la mente ai playoff (davano per scontata la sconfitta dei parenti Ospreys a Dublino), oppure è estasi Lions per chi è stato chiamato e delusione per chi non: sta di fatto che i rossi perdono ogni singolo breakdown nel secondo tempo dopo aver traccheggiato nel primo, persino in superiorità di due uomini. Sul fronte biancoverde invece, nel secondo tempo si comprende che non c'è più nulla da perdere né da guadagnare e poi si va in vacanza: i ragazzi giocano divertendosi, è evidente, per la gioia dei non pochissimi supporter arrivati fin sulgi spalti del Parc Y Scarlets.  Potere della mente sgombra, e conto rimediato rispetto alla partita titubante col Connacht. Breakdown, gioco in movimento, offload senza paura, nel muro di carta velina dei padroni di casa. I quali, notare, riescono a segnare la loro prima e unica meta al 79', con parte del loro pubblico già ito. Che schiaffone! Un incidente che non è certo un gran bel viatico in termini di autostima per i playoff. Per la cronaca infatti, gli Scarlets terminano quarti e ringraziano Leinster per aver battuto 37-19 gli Ospreys, che chiudono quinti a quattro punti dalla zona play-off.

A febbraio, con il 6 Nations in ballo e l'organico trevigiano vestito d'azzurro, erano arrivate le sconfitte contro i Dragons e il Leinster a far presagire un periodo di magra (a Dublino finì 40-5 per i padroni di casa) come nella stagione precedente, ma ecco che il 24 febbraio arrivò la vittoria sul Munster per 34-10 e nel turno successivo il pareggio a Belfast contro l'Ulster per 29-29. Terzo risultato utile di fila con i diretti rivali in posizione di classifica, i Cardiff Blues (26-17), a marzo. Se Vittorio Munari ricorda come tenga d'occhio nel tabellone la colonna della differenza punti, ecco allora che Treviso chiude in lieve passivo (-36) ma intanto ha prodotto 45 mete con un saldo positivo di +1 e se guardiamo ai punti bonus offensivi, la Benetton guida la seconda fascia del Pro12: 4, alla pari con Munster, hanno fatto meglio solo Ulster (8), Leinster (9) e Glasgow (9), le prime tre della compagnia.  Ci sarebbe poi da considerare le sconfitte in casa per un punto (Leinster e Ulster, sempre prime della classe, per non dire di Leicester in Heineken Cup), segnali insomma che il miglioramento c'è, ma sono anche precise le aree in cui porre ancor più attenzione.  Come quella del comprender meglio le metriche arbitrali: giriamola in positivo perché anche stavolta se ne son viste di ogni: ai trevigiani due gialli contemporanei, niente invece a un discolo in rosso che piomba su Loamanu colmo di frustrazione e gli sbatte il ginocchio in faccia mentre sta marcando meta. Solo un inutile calcio di punizione, da metà campo chissà perché,  centrata dal buon Burton. 

A Parma, invece, scene già viste: le Zebre giocano, tengono testa, l'arbitro (il caro Mc...Enemy) verso il finale di gara giudica in strano modo un paio di situazioni (c'è però da dire che in un caso chiede consiglio ai guardalinee italiani e che il guardalinee al quale si rivolge, tal signor Linguetta  - sorry per la battuta - sbaglia completamente valutazione...) e così il Munster passa con una meta di peso del veterano BJ Botha appena entrato, dopo una serie di raggruppamenti nei 22 parmensi al 65', ricordando da vicino la meta della terza linea Patrick Butler arrivata al 17'. I bianconeri montano comunque la guardia quando gli ospiti giocano al largo, eccetto alla prima lezione, minuto 5, quando gli irlandesi allargano il gioco da un ingaggio in mezzo al campo e con troppa facilità Casey Laulala serve l'ala Johne Murphy per il parziale di 3-7, ribaltato da un altro con le gambe buone, Sinoti Sinoti al 13'. E il muro contro il quale sbatte Munster permette alla franchigia federale di chiudere in vantaggio il primo tempo, quando al 36' il gioco è bene allargato da un lato all'altro, Sinoti fa il pivot in mezzo ai 22 e alla fine Giovanbattista Venditti si allunga alla bandierina: si va negli spogliatoi sul 22-14. C'è anche un grabber ravvicinato di Gonzalo Garcia per Sinoti che arriva un attimo in ritardo e tocca la linea laterale prima dell'ovale nella cronaca della prima frazione. 
E ci sono i punti al piede che mancano alla squadra di Christian Gajan perché se Ian Keatley sbanana in un'occasione, purtroppo Daniel Halangahu non è uomo da percentuali alte dalla piazzola (Garcia ci va solo quando c'è da mettere la potenza da posizione comunque centrale). Le due mete non vengono trasformate e nonostante i cinque penalty realizzati, mancano una decina di punti nel computo finale e il sorpasso arriva ad un quarto d'ora dalla fine con Botha. 

Zero vittorie nel 2012/13 delle Zebre: gli Aironi alla loro prima stagione erano riusciti a vincere con il Connacht in campionato e contro il Biarritz in HCup. Ricominciare sempre tutto daccapo è dura - nota di colore: ieri le Zebre stavano pure vincendo sul Munster, ma il pubblico pareva non essersene accorto. Si (ri)ricomincia con un nuovo staff tecnico, guidato da Andrea Cavinato

Ciò detto, così saranno le semifinali del prossimo week-end: Ulster v Scarlets e Leinster v Glasgow. Occhi puntati in particolare sulla seconda, con i Warriors che la scorsa primavera vennero eliminati dagli Ospreys poi campioni, vincendo la finale proprio al RDS. Avremo modo di riparlarne.

Degli altri risultati di ieri, in Leinster - Ospreys si segnala l'hat trick dell'ala di casa Andrew Conway che dà sfoggio di rapidità e abilità gestuali. L'Ulster chiude al meglio sui Blues (37-13), con una doppietta di Andrew Trimble ed un ispirato Ruan Pienaar. I Warriors a Galway passano invece per 20-3, con le mete delle ali DTH van der Merwe e del Lion Sean Maitland
Nulla da chiedere tra Edimburgo e Dragons, dove piovono mete nel 31-24 conclusivo: tre per parte e da annotare quella di Dan Lydiate per i gallesi, altro Lions fresco di nomina e da poco rientrato pienamente in gruppo dopo i guai fisici. 



giovedì 2 maggio 2013

Pro12: Zebre e Treviso chiudono la stagione, Sky ci si infila


Cala il sipario sulla stagione regolare di Pro12 domani sera, con le squadre in campo per l'ultimo atto che deciderà le posizioni nel tabellone per i play-off (classifica in fondo al post) e con le Zebre che saranno a Parma, mentre la Benetton Treviso alle prese con l'ultima trasferta a Llanelli.

Cominciando con la franchigia federale, calcio d'inizio alle 19.45 al XXV Aprile contro il Munster che nello scorso week-end è stato eliminato dal Clermont in Heineken Cup. L'ultima di Christian Gajan come tecnico dei bianconeri e l'ultima occasione per cancellare lo zero nella voce "vittorie" contro un avversario che non ha nulla da chiedere (è fuori dai discorsi post regoular season) ma che ieri ha festeggiato la convocazione di Paul O'Connell e Conor Murray con i Lions per il tour in Australia. 
Giovanbattista Venditti torna all'ala nel triangolo allargato che si completa con Sinoti Sinoti e Ruggero Trevisan posizionato estremo, mentre Gonzalo Garcia e Alberto Benettin sono la coppia di centri. In mediana, il pubblico emiliano potrà salutare il titolare Tito Tebaldi che l'anno prossima sarà un giocatore degli Ospreys, mentre un altro probabilmente all'ultima partita con le Zebre è Daniel Halangahu, schierato all'apertura.
Nel pack riecco il sudafricano Andries van Schalkwyk a Numero 8 (nella foto), con Filippo Ferrarini e Mauro Bergamasco a completare la terza linea. Josh Sole torna in seconda con il capitano Marco Bortolami, mentre la front row è composta da Matias Aguero e David Ryan come pilone e Davide Giazzon come tallonatore. 
In panchina Gajan - altra ultima a Parma - manda Andrea Manici, Luciano Leibson e Andrea De Marchi per la prima linea, Emiliano Caffini e Filippo Cristiano tra seconda e terza linea, Alberto Chillon come mediano aggiunto e due trequarti, Matteo Pratichetti e Samuele Pace.

Zebre: 15 Ruggero Trevisan 14 Giovanbattista Venditti 13 Alberto Benettin 12 Gonzalo Garcia 11 Sinoti Sinoti; 10 Daniel Halangahu 9 Tito Tebaldi; 1 Matias Aguero 2 Davide Giazzon 3 David Ryan 4 Josh Sole 5 Marco Bortolami (capt.) 6 Filippo Ferrarini 7 Mauro Bergamasco 8 Andries van Schalkwyk.
Subs: 16 Andrea Manici 17 Luciano Leibson 18 Andrea De Marchi 19 Emiliano Caffini 20 Filippo Cristiano 21 Alberto Chillon 22 Matteo Pratichetti 23 Samuele Pace.

Per quanto riguarda invece i Leoni di Franco Smith (che nel recupero del Round 19 contro il Connacht all'ultimo hanno visto svanire la decima vittoria in campionato), ci sono gli Scarlets, al momento quarti in classifica con quattro punti di vantaggio sugli Ospreys (66 a 62) e quindi con un piede nelle semifinali, ma senza la certezza matematica - la squadra di Swansea sarà al RDS contro il Leinster, secondo (73) a tre punti dall'Ulster capolista, impegnato in casa contro i Cardiff Blues, mentre i Glasgow Warriors (terzi con 72 punti) affronteranno in trasferta il Connacht. Se questo dovesse risultare essere l'ordine d'arrivo, in semifinali se la vedrebbero Ulster - Scarlets e Leinster - Warriors.

Calcio d'inizio alle 20.45 orario italiano. Smith schiera Brendan Williams estremo con Christian Loamanu e Ludovico Nitoglia sulle ali, mentre Doppies La Grange e il giovane Michele Campagnaro sono  la coppia di centri confermati. Kris Burton, che ha già firmato con i Dragons, è all'apertura, coadiuvato in mediana da Edoardo Gori.
Robert Barbieri è a Numero 8, con Alessandro Zanni e Manoa Vosawai rispettivamente open side e blind side flanker. Capitana il gruppo Antonio Pavanello, in seconda linea con Francesco Minto, mentre Michele Rizzo e Bees Roux sono le spalle di Giovanni Maistri in prima. 
Per la panchina ci sono Enrico Ceccato per il tallonaggio e Alberto De Marchi ed Ignacio Rouyet per le posizioni di piloni, con Valerio Bernabò e Simone Favaro a completare i convocati per il pack. Fabio Semenzato, James Ambrosini e Luca Morisi chiudono la lista. Non convocati altri mormorati in partenza, come Benvenuti, Toniolatti, Iannone, Derbyshire

Benetton Treviso: 15 Brendan Williams 14 Christian Loamanu 13 Michele Campagnaro 12 Doppies La Grange 11 Ludovico Nitoglia; 10 Kristopher Burton 9 Edoardo Gori; 8 Robert Barbieri 7 Alessandro Zanni 6 Manoa Vosawai 5 Antonio Pavanello (capitano) 4 Francesco Minto 3 Bees Roux 2 Giovanni Maistri 1 Michele Rizzo.
Subs: 16 Enrico Ceccato 17 Alberto De Marchi 18 Ignacio Fernandez-Rouyet 19 Valerio Bernabò 20 Simone Favaro 21 Fabio Semenzato 22 James Ambrosini 23 Luca Morisi.

I padroni di casa spediscono in campo dall'inizio altri due Lions, George North e Jonathan Davies, affiancato da Scott Williams nel ruoto di inside centre. Per North nove mete con il club in stagione, una in più del collega Andy FenbyAled Davies (che sarà impegnato invece con la nazionale gallese in estate) è il mediano di mischia, spalla dell'apertura Owen Williams. In terza linea oltre al capitano Rob McCusker ci sono Aaron Shingler e Josh Turnbull. Arbitra l'irlandese Dudley Phillips.

Scarlets: 15 Liam Williams 14 George North 13 Jonathan Davies 12 Scott Williams 11 Andy Fenby; 10 Owen Williams 9 Aled Davies; 8 Rob McCusker (capt.) 7 Josh Turnbull 6 Aaron Shingler 5 Johan Snyman 4 George Earle 3 Samson Lee 2 Ken Owens 1 Phil John.
Subs.: 16 Matthew Rees 17 Rhodri Jones 18 Jacobie Adriaanse 19 Jake Ball 20 Sione Timani 21 Gareth Davies 22 Rhys Priestland 23 Gareth Maule.

Nel frattempo fuori dal campo il Celtic Rugby ha annunciato l'accordo con gli inglesi di Sky Sports che a partire dal campionato 2014/15 trasmetteranno i match di Pro12: un patto quadriennale con 30 partite in programma a stagione, comprese ovviamente le fasi finali. "La qualità del Pro12 è tale che 24 dei 37 giocatori convocati per il tour dei Lions provengono dal Pro12. L'accordo con Sky è una pietra miliare", ha commentato John Feehan, chief executive del torneo. Il board è comunque al lavoro anche con altre televisioni per garantire l'intera copertura. Vedremo se mai Sky Italia potrà essere della partita, in quel futuro futuribile in cui, a rigore, non è detto che ci siano ancora italiane lassù. 



venerdì 26 aprile 2013

Pro12 Round 19: Benetton Treviso 23-23 Connacht Live Commentary

giovedì 25 aprile 2013

Treviso recupera per la decina


Mentre si allestiscono i campi per le semifinali di coppe europee, il Pro12 conclude definitivamente il quadro del 19° turno con il recupero a Monigo di Benetton Treviso - Connacht, in campo domani sera dopo il rinvio del 30 marzo per campo impraticabile a causa della pioggia: calcio d'inizio alle 20.30, Live Commentary su RR a partire dalle 20, mentre in tv le immagini saranno trasmesse in differita alle 23 su Sportitalia 2. E' il match che i Leoni attendono per provare a mettere a segno le decina: nove vittorie fino ad ora in stagione che significano un saldo settimo posto a 43 punti, a sette lunghezze dal Munster e cinque di vantaggio sui Cardiff Blues, capolista della seconda parte di classifica insomma. Il bilancio dei quattro precedenti in pareggio: due vittorie venete, due irlandesi. 

Coach Franco Smith propone qualche modifica nel XV di partenza rispetto a quello che nello scorso fine settimana ha superato Edimburgo: tra i trequarti sono confermati Ludovico Nitoglia e Doppies La Grange ai quali si aggiungono Luke McLean come estremo, Giulio Toniolatti all'ala e il giovane Michele Campagnaro, azzurro con l'Under 20, nel ruolo di outside centre. In mediana torna Edoardo Gori ad agire in regia con Alberto Di Bernardo
Non si schiodano dalla terza linea né Alessandro Zanni né Simone Favaro, mentre si rivede Robert Barbieri. In seconda invece con Francesco Minto c'è Valerio Bernabò e così i gradi di capitano passano a Leonardo Ghirladini, titolare con Michele Rizzo ed Ignacio Rouyet coppia di piloni. 
Antonio Pavanello è in panchina, assieme a Giovanni Maistri, Alberto De Marchi e Lorenzo Cittadini per la front row e Manoa Vosawai e Marco Filippucci per la back row. Pronti Tobias Botes e Luca Morisi.

Benetton Treviso: 15 Luke McLean 14 Ludovico Nitoglia 13 Michele Campagnaro 12 Gideon La Grange 11 Giulio Toniolatti; 10 Alberto Di Bernardo 9 Edoardo Gori; 8 Robert Barbieri 7 Alessandro Zanni 6 Simone Favaro 5 Valerio Bernabò 4 Francesco Minto 3 Ignacio Fernandez-Rouyet 2 Leonardo Ghiraldini (capt.) 1 Michele Rizzo.
Replacements: 16 Giovanni Maistri 17 Alberto De Marchi 18 Lorenzo Cittadini 19 Antonio Pavanello 20 Manoa Vosawai 21 Marco Filippucci 22 Tobias Botes 23 Luca Morisi.

La franchigia di Galway è nona, con 36 punti. Arriva dalla sconfitta per mano della prima del gruppo, l'Ulster, e scende nella Marca con una formazione dove non manca Dan Parks (124 punti in stagione, miglior marcatore celtico di tutti i tempi), ma in panchina c'è anche Miah Nikora, altro mediano pericoloso dalla piazzola. Gavin Duffy, l'estremo, è il capitano, tra i trequarti è schierato il metaman della squadra, il centro Danie Poolman (cinque mete). 

Connacht: 15 Gavin Duffy (capitano) 14 Matt Healy 13 Danie Poolman 12 Brian Murphy 11 Fetu'u Vainikolo; 10 Dan Parks 9 Kieran Marmion; 8 George Naoupu 7 Eoin McKeon 6 Andrew Browne 5 Mick McCarthy 4 Michael Swift 3 Ronan Loughney 2 Ethienne Reynecke 1 Brett Wilkinson.
Replacements: 16 Adrian Flavin 17 Rodney Ah You 18 JP Cooney 19 Mick Kearney 20 John Muldoon 21 Paul O'Donohoe 22 Miah Nikora 23 Tiernan O'Halloran.

martedì 23 aprile 2013

Wales, football nation


Riproponiamo di seguito il post "Football Nation", pubblicato sul sito Right Nation, che ripercorre la promozione del Cardiff City nella Premier League inglese. Uno spaccato di quanto accade in Galles, dove se le franchigie provinciali e la Welsh Rugby Union se le cantano di fronte alla difficoltà di competere sul mercato con i  club inglesi e francesi, il calcio beneficia di investimenti stranieri e si adegua a particolari richieste - come quella di cambiare i colori della società per attrarre ulteriori capitali dall'estero. 

Ai tifosi gallesi viene facile cantare, fa parte della loro indole. Lo scorso 16 marzo hanno riempito il Millennium Stadium di Cardiff per vedere la nazionale di rugby conquistare per il secondo anno di fila il 6 Nazioni, battendo nel faccia a faccia finale l'Inghilterra giunta a Cardiff con quattro vittorie su quattro partite, ma schiantata per 30-3 e i dragoni rossi - che avevano cominciato il torneo perdendo con l'Irlanda davanti al proprio pubblico - si sono riconfermati campioni mentre dagli spalti saliva il coro "Bread of Heaven", solo uno dei tanti motivi che compongono il repertorio dei sostenitori. Ma il Galles non è più solo una rugby nation, ormai mastica football: lo scorso martedì il Cardiff City ha ottenuto la promozione in Premier League grazie al pareggio per 0-0 con il Charlton e rimettendo così piede nel massimo campionato di calcio britannico dopo più di 50 anni. Ad accompagnare la cavalcata le note di "Men of Harlech", marcia militare che racconta di uomini valorosi del 1400 con una versione moderna resa celebre dal film "Zulu". 

Un'emozione che mancava dal 1960. Due giornate alla fine del Championship (l'equivalente della Serie B), primo posto in classifica e titolo della lega assicurato hanno reso la promozione una certezza matematica: in precedenza la rincorsa si era fermata sul più bello, con la sconfitta con il Blackpool nella finale di play-off nel 2010, quindi con il Reading nel 2011 e infine nel 2012 con il West Ham. Dalla prossima stagione il Cardiff City farà compagnia allo Swansea, l'altro principale club calcistico gallese arrivato nella massima serie nel 2011 e che al momento naviga tranquillo a metà classifica e forte del successo giunto a febbraio nella Coppa di lega. 

Perché si avverasse il sogno c'è stato bisogno del tesoro finanziario di businessman malese, Vincent Tan, chairman del Berjaya Group, società che si occupa di investimenti, proprietà immobiliari, marketing, lotterie, distribuzione delle autovetture della Mazda ed attivo anche nel sistema scolastico della nazione asiatica. Tan è il denaro, con un patrimonio stimato di oltre 800 milioni di sterline (più di 925 milioni di euro) ed è il proprietario del social network Friendster e tramite la compagnia MOL.com ha acquistato azioni di Facebook. Se il Manchester City o l'Arsenal hanno gli emiri, a Cardiff opera quello che secondo Forbes è il nono uomo più ricco della Malesia che ha già promesso un fondo tra i 20 e i 25 milioni di sterline per la prossima campagna acquisti. Le casse del City negli ultimi anni hanno registrato un debito di 83 milioni di pound a causa delle alterne fortune economiche, ma per Tan non è ancora giunto il momento di rallentare. E tra le operazioni avviate nel corso della sua gestione incuriosisce la modifica alla vigilia della stagione in corso dei colori sociali: il tradizionale blu è stato sostituito dal rosso e nero, più gettonato tra i potenziali investitori malesi che in cambio hanno assicurati maggiori sforzi. Scelte cromatiche che corrispondono a precise scelte di strategia economica e che per gli scaramantici hanno portato bene. Di blu è rimasto solo il vecchio simbolo del Cardiff, un uccello (da qui il soprannome del City, i "Blue birds"). 

Gli introiti di Tan sono serviti a ripianare le spese per il Cardiff City Stadium, i cui lavori erano cominciati nel settembre 2007, un paio di anni prima della sua ascesa. Un impianto da 26.826 posti aperto nel luglio 2009, costato 48 milioni di sterline, affittato fino allo scorso anno anche ai Cardiff Blues, la franchigia provinciale di rugby che gioca nel RaboDirect PRO12 (campionato al quale prendono parte anche le italiane Benetton Treviso e Zebre), che in seguito ha deciso di chiudere i rapporti con il City per contenere i costi, tornando al vecchio Arms Park: perché se a Cardiff la palla rotonda può beneficiare della generosità di Tan, quella ovale è obbligata a stringere la cinghia come il resto del mondo rugbistico, con i talenti del Galles ricercati dai club inglesi e francesi con offerte di fronte alle quali la Welsh Rugby Union e le altre franchigie non possono competere. La cessione confermata due settimane fa di uno dei protagonisti del back to back nel 6 Nazioni, la giovane ala George North passata dai Llanelli Scarlets agli inglesi Northampton Saints, ha riacceso tensioni tra le singole società e la WRU sulle rispettive responsabilità nell'esodo di talenti dal principato. 

I tempi cambiano. Adam Bull, consulente in ambito sportivo per l'azienda di consulenza Deloitte, ha messo in conto per la prossima stagione entrate pari a 80 milioni di sterline per il Cardiff City grazie alla promozione in Premier League, mentre secondo degli studi condotti dalla Liverpool University sulla base delle esperienze precedenti di città come Blackpool, Swansea o Hull, la promozione inietterà 120 milioni nell'economia dell'intera comunità, con una creazione potenziale di 5.000 posti di lavoro. 

E' bastato cambiare i colori per far felice il capo ed eccone i risultati.

lunedì 22 aprile 2013

Pro12 arbitrale


In conferenza stampa dopo Zebre - Leinster, incontro finito sul 41-22 per gli ospiti, mister Christian Gajan passa il testimone ad Andrea Cavinato, in tema arbitri. Al prossimo allenatore della franchigia federale suggerisce infatti di ritrovarsi all'inizio della prossima stagione con i dirigenti della Fir e gli arbitri italiani impegnati nel Pro12 per discutere e mettere in chiaro le cose: che così non va, che non è possibile che un fischietto straniero faccia finta di nulla di fronte ai suggerimenti degli assistenti di linea, come accaduto con la meta di Isa Nacewa innescata da un calcio di Jonathan Sexton, con l'estremo che parte davanti al mediano irlandese, raccoglie il rimbalzo beffardo e va per il touchdown
Si sfoga il tecnico francese nel dopo partita e parla di "problema di sistema" quando sottolinea il cortocircuito nella comunicazione: "Gli arbitri stranieri non ascoltano le indicazioni di quelli italiani. All'estero sì, si confrontano con i guardalinee, qui no". A guidare il match di ieri a Reggio Emilia era stato chiamato lo scozzese Paterson, uno che con il collega connazionale McMenemy è ormai noto su queste colonne e nei due club italiani di Keltia per una serie di decisioni fuori luogo o semplicemente cannate. La questione arbitrale è viva e si fa sentire e le affermazioni di Gajan confermano l'adagio per cui mettere in discussione l'operato dell'arbitro in una partita di rugby non è un vizio "pallonaro". 
C'è anche dell'altro, perché Gajan sottolinea come giocare di fronte a 4.100 persone sia "piacevole. C'era anche un campo decente".

Nel Round Up del 21° turno del campionato, tutto è pronto per i play-off. Vale la pena dare un'occhiata all'ultimo turno per ipotizzare in che modo ci arriveranno le quattro elette: l'Ulster prima in classifica affronterà i Cardiff Blues che non hanno nulla da chiedere al campionato al Ravenhill (i gallesi sono sicuri del posto in Heineken Cup), mentre il Leinster (secondo) affronterà l'impegno più difficile al RDS con gli Ospreys, quinti a quattro punti dagli Scarlets che invece affronteranno a Llanelli il Benetton Treviso (degno finale di stagione per i veneti, leader della "Pool 2" del Pro12, chiamati a tentare di rovinare la festa alla franchigia gallese). Glasgow, terza e ad un solo punto dal Leinster, sarà a Galway contro il Connacht. Per sapere come andrà a finire, basta attendere il 3 maggio. 

Intanto, già abbiamo avuto modo di raccontare ciò che accadeva nell'ultimo week-end durante il Live Commentary dei biancoverdi vincenti su Edimburgo, con l'Ulster che in trasferta superava il Connacht per 34-18, in un match mai chiuso del tutto fino agli ultimi dieci minuti, quando prima Tommy Bowe (71') quindi l'estremo Jared Payne (74') infilano un uno-due permettendo ai nordirlandesi di allungare dal 22-18 al 34-18. La meta di Bowe significa inoltre il prezioso punto di bonus offensivo. 

I Warriors non faticano con gli Ospreys che si giocano enormi probabilità di difendere il titolo. Finisce 35-17 per i padroni di casa, con cinque mete all'attivo (doppietta per il pilone Ryan Grant che al 43' viene ammonito assieme ad Adam Jones da un Alain Rolland stanco di richiamare i due piloni in mischia ordinata). Al resto ci pensano Sean Maitland, il mediano Nikola Matawalu d'intercetto e DTH van der Merwe, entrato proprio per Maitland. Per il secondo anno di fila Glasgow va in semifinale di campionato, ma perde Duncan Weir: il mediano ha dovuto lasciare il campo per la rottura della fibula. Operato nel fine settimana, è stato dimesso dall'ospedale.

Mentre Treviso recuperava e superava Edimburgo, il Munster perdeva contro i Dragons a Newport, finendo addirittura in svantaggio per 19-5 il primo tempo. Partita poi chiusa sul 30-24 per i gallesi con i semifinalisti di HCup che grazie alle mete di Ronan O'Mahony, del flanker CJ Stander e dell'ala Johne Murphy si portano sul 24-22 quando il cronometro segna il 72', salvo dover cedere di fronte alla meta del centro di casa Ross Wardle (per lui un PhD in farmacia a Cardiff). I rossi irlandesi ottengono per lo meno il punto di bonus che li tiene lontani dalle mire della Benetton, che deve recuperare la sfida con il Connacht venerdì sera: tra le due squadre ci sono sette punti di distanza. 

Il successo che permette agli Scarlets di navigare saldamente in zona play-off arriva nel derby contro i Blues per 24-6. La doppietta di Jonathan Davies tra primo e secondo tempo più la marcatura dell'estremo Liam Williams da una parte, il solo piede di Leigh Halfpenny dall'altra. A Llanelli nel frattempo hanno messo sotto contratto la terza linea scozzese John Barclay.



domenica 21 aprile 2013

Pro12 Round 21: Zebre 22 - 41Leinster Live Commentary

venerdì 19 aprile 2013

Pro12 Round 21: Benetton Treviso 30 - 10 Edinburgh Live Commentary

sabato 13 aprile 2013

Italiane sconfitte in Galles, O'Connell scalcia

Aggiornamenti dal Round 20 del Pro12 ormai messo agli atti con le partite del pomeriggio che hanno visto impegnate sia le Zebre che la Benetton Treviso e per entrambe è giunta una sconfitta. La franchigia federale perde all'Arms Park per 28-13 con i Cardiff Blues che grazie al successo si assicurano un posto nella prossima stagione di Heineken Cup come terza miglior gallese, complice anche la sconfitta di ieri dei Dragons che quindi rendono la matematica non un'opinione. Niente immagini televisive, qui il resoconto completo dell'ultima trasferta stagionale dei parmensi da parte dell'ufficio stampa bianconero. 
Rugby mud a quelle latitudini, perché se da noi è spuntato il sole di primavera Oltremanica invece si continua a fare i conti con la pioggia, come accaduto pure a Swansea. L'apertura Rhys Patchell firma anche una delle tre mete dei padroni di casa, le altre sono del centro Gavin Evans e della sua spalla, il dottor Jamie Roberts che saluta al meglio il suo pubblico visto che non rimetterà più piede all'Arms Park come giocatore dei Blues, pronto a trasferirsi in riva alla Senna per il Racing Metro. Leigh Halfpenny ci mette il resto, mentre per le Zebre marca visita Filippo Cristiano ad un minuto dalla fine. 

I Leoni di Franco Smith, che sono a quota 19 partite disputate in attesa di recuperare con il Connacht tra due settimane, perdono invece per 28-3, dopo essere passati in vantaggio dalla piazzola con Tobias Botes al 7'. Il pareggio dei padroni di casa arriva dopo il prima quarto di gara con Dan Biggar che alla fine prende le misure con i pali (5/7 in totale) e che tra il 21' e il 32' fissa il 9-3, ma il punto di svolta arriva allo scadere del primo tempo quando Tommaso Iannone gioca rapido una rimessa nei propri 22 dove però ci sono anche tutti i gallesi, la pressione su Botes si fa sentire e su un pallone vagante arriva l'ala Ben John che raccoglie e schiaccia in meta. L'arbitro, l'irlandese Phillips, chiede lumi al TMO,  dalle immagini si vede non solo che Iannone lancia la rimessa veloce da dentro l'area di meta (si può? No; legge 19.2 b) ma anche che l'ala Ospreys ha chiaramente un piede appoggiato fuori dal campo quando prende palla e schiaccia in meta; il TMO ignora la duplice falla e consiglia l'arbitro di  "premiare l'azione" o punire la dabbenaggine, diciamo così. Cose che capitano in Keltia. Si va quindi negli spogliatoi sul 14-3. Il vero momento di svolta della gara era avvenuto a metà del primo tempo, quanto il capitano biancoverde Antonio Pavanello aveva dovuto lasciare per un infortunio alla schiena, privando la rimessa laterale del suo punto di riferimento (assente anche Zanni) oltre che del "guastatore" delle rimesse altrui; prima Benetton aveva imposto il suo gioco, entrando in crisi solo su alcune palle alte nel tempo piovoso, rischiando anche una meta su palla vagante. 
Con la ripresa gli Ospreys vogliono a tutti i costi il successo per restare attaccati agli Scarlets in ottica play-off al quarto posto e al 50' il fumble di Edoardo Gori a contatto consente allo stesso Biggar di andare a marcare in prossimità dei pali per il 21-3 che si trascina fino alla fine, quando Rhys Webb, schierato al posto di Fotuali'i segna la terza meta dei suoi. Niente bonus offensivo, dunque, perché match dopo match, specie con i Leoni in campo, i tempi del bottino pieno con carico al seguito paiono allontanarsi. Veneti che si dimostrano abili nel mettere in crisi le rimesse avversarie prima dell'uscita di Pavanello. Lavoro per Paul Derbyshire e Simone Favaro in difesa e biancoverdi che resistono ai tentativi della formazione di Swansea anche quando si ritrovano in inferiorità numerica dal 60' per il giallo a Bees Roux (alla prima mischia senza il pilone boero rientra Lorenzo Cittadini e pack trevigiano che porta a casa un fallo). 

Mentre accadeva tutto questo, il Leinster vinceva 22-16 sul Munster in trasferta, salendo al secondo posto in classifica. La squadra di Limerick nel primo tempo segna con Ian Keatley e Felix Jones, ma un Ian Madigan in gran forma e lo zampino del solito Brian O'Driscoll al 71' consentono il sorpasso nell'ultimo periodo di partita. Ma attenzione, ci sarà da discutere in settimana per il pestone di Paul O'Connell ai danni di Dave Kearney che se giudicato falloso potrebbe costare molto caro in termini di squalifica alla seconda linea irlandese, proprio ora che dal suo rientro si è dato da fare per una chiamata con i Lions in giugno. Video in fondo al posto, giudicate voi (via thescore.ie). 



Per chiudere il quadro, ieri sera era arrivata anche la vittoria del Connacht su Edimburgo in terra scozzese: 32-24, Si segnala la prima meta per la provincia di Galway del giovane estremo Robbie Henshaw mentre agli otto calci di Greig Laidlaw fanno da contraltare i punti al piede di Dan Parks, uno che il Murrayfield lo conosce molto bene. 

Premer e Pro12 Round Up: quando si dice di evitare brutti scherzi...


Aggiornamenti dai match di ieri sera tra Premier e Pro12, mentre le altre squadre sono in campo o si apprestano a farlo - comprese le Zebre a Cardiff e il Treviso a Swansea. Perché negli ultimi sussulti della stagione regolare arrivano anche gli inciampi per chi sta ai piani alti o cerca di approdare sicuro ai play-off. 

Il Gloucester per esempio si blocca al Salford City Stadium contro i Sale Sharks che vincendo per 32-9 possono cominciare alla prossima stagione ancora in Premier, evitando una retrocessione che ad inizio anno sembrava ipotesi concreta. I Cherry & Whites rimangono impalati a quota 54 punti, al quarto posto assieme ai Saints che però devono ancora giocare. Pronti-via è il centro Johnny Leota, con un taglio alla Mr. T di A-Team (foto), a marcare la prima delle cinque mete dei padroni di casa, due firmate da un ispirato Dwyane Peel che detta ritmo e trova i varchi che fanno male. Alla fine del primo tempo il risultato è già di 22-9 per Sale, complice anche la meta dell'estremo Cameron Shepherd, mentre al Gloucester non servono i piazzati di Freddie Burns per provare ad aggiustare le cose. La ciliegina sulla torta all'80' con Mark Cueto. Palloni rubati e dominio nei breakdown, gli Sharks azzannano e vincono. 

Nel campionato celtico invece mentre Ulster vinceva 31-5 sui Dragons, i Warriors di Glasgow perdevano 29-6 a Llanelli per mano degli Scarlets che così allungano sugli Ospreys (ecco, infatti, i Leoni biancoverdi che in Galles si trova nel mezzo degli affari post-season altrui), salendo a 62 punti in classifica, quarta posizione. Serata ispirata per il clan Williams, con le mete dell'estremo Liam e i 19 punti dal piede dell'apertura Owen, mentre è del tallonatore Ken Owens la marcatura pesante che apre le danze al 18'. 
Cambio della guardia - nuovamente - in testa perché se Glasgow resta a 67 punti, Ulster sale a 71 grazie al punto di bonus conquistato in 45 minuti di gara e ritrova la meta di Tommy Bowe (ormai pienamente recuperato dall'infortunio che lo ha tenuto lontano anche dal 6 Nations), arrivata al 24', liberato sulla corsia di destra dopo un ingaggio in mezzo al campo. Il titolo di Man of the match spetta al primo centro Stuart Olding, che marca visita al 35', imitato dal compagno di reparto Darren Cave al 38', quindi il mediano Paul Marshall chiude il discorso nella ripresa. I nordirlandesi usciti sconfitti dalla semifinale di HCup di sabato scorso contro i Saracens sgombrano la testa dalla delusione e mostrano voglia di riscatto (rubano palla davanti alla propria area di meta e tentano una ripartenza spedita sostenuti dal solito caloroso pubblico in un Ravenhill in fase di ampliamento, mentre Nick Williams torna a fare il perno incassando i colpi e distribuendo palloni). 

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