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giovedì 2 giugno 2011

Particolari di grande rilevanza: skills

Ieri mattina, oltre che dei nuovi arrivati, alla conferenza stampa degli Aironi si è parlato anche dell'ultima aggiunta nel reparto staff, il gallese Gruff Rees che lavorerà accanto all'altro gallese, quello che a Viadana c'è ormai da un anno, l'head coach Rowland Phillips. Rees (nella foto, dal sito degli Aironi) si occuperà dei trequarti, ma la sua mansione non si ferma qui: c'è già infatti nella franchigia mantovana chi coadiuva Phillips lavorando sul reparto in questione, vale a dire Antonio Zanichelli. Le mansioni di Rees vanno oltre: il termine migliore è tecnica individuale dei giocatori. Le cosiddette skills che in qualsiasi realtà rugbistica professionistica hanno assunto ormai un valore fondamentale. 
L'esempio può sembrare esagerato, ma basta dare un'occhiata a quello che combina in campo Sonny Bill Williams: il neozelandese sta marcando visita nella categoria "nuove generazioni" grazie soprattutto ad abilità particolari che gli consentono di fare la differenza. Il movimento delle gambe, gli angoli di corsa e la tempestività nel riciclo che si abbina alla bravura nel gioco alla mano: il che non vuol dire semplicemente trasmettere il pallone al largo o incrociando con il compagno di squadra, ma anche fornire timing e forza necessaria nel passaggio per tenere alto il ritmo e bucare la difesa avversaria. Piccole cose, particolari di grande rilevanza, tanto più oggi che questo dannato ritmo tende a crescere sempre di più, mettendo in difficoltà spesso e volentieri gli arbitri.
Rees e Phillips hanno lavorato assieme, al Neath, uno dei club che in Galles rientrano nell'orbita degli Ospreys. Lo stesso Rees ha coperto il ruolo di Senior Skills Coach presso lo Swansea nel 2008. Ha fatto crescere atleti come Lee Byrne o Tommy Bowe o Shane Williams. Come biglietto da visita può anche bastare. Arriva a Viadana in prestito dalla Welsh Rugby Union, come ha sottolineato il presidente degli Aironi, Melegari: Rees è a tutti gli effetti un dipendente della federazione gallese che lo ha svincolato per un anno. Svincolato, quindi libero da impegni con la WRU per la prossima stagione: da noi, tutt'al più, uno pretende di essere al contempo nello staff di una squadra celtica e allenatore di una selezione nazionale. 
Le skills, queste fondamentali. Franco Tonni, Director of Rugby a Viadana, ha ribadito il concetto più volte: "Spero che il nuovo tecnico faccia scuola in Italia, dove invece si guarda ancora all'allenatore come figura che si occupa del gioco in generale, senza entrare nei particolari. Così ragazzi potenzialmente forti non riescono a esprimere tutto il loro potenziale perché manca quel dettagli tecnico che viene dopo anni di lavoro e che fa la differenza ad alto livello". E quindi l'obiettivo degli Aironi è quello di "crescere in questo dettagli che all'Italia manca". 
Ancora Tonni si è focalizzato sui permit players ai quali gli Aironi dovranno ricorrere ad inizio stagione, con la prima e la seconda linea che sarà alle prese con gli assenti causa Mondiali: bisognerà assicurare ai due reparti uomini a sufficienza e quindi puntare ad almeno 4 uomini per la prima linea, minimo 3. L'occasione è buona per aprire una parentesi su Joshua Furno, che nell'ultima partita di Celtic fu usato come terza linea. Una opzione che verrà presa nuovamente in considerazione? "No, non al momento", risponde Tonni. 

domenica 29 maggio 2011

Munster chiude al meglio la stagione perfetta. In campionato

Magners League - Limerick, 28 May 2011
Munster 19 - 9 Leinster


Due squadre, due stagioni in campo. Munster contro Leinster: la prima non aveva altro che questa finale, quella di Magners League, dopo aver detto addio alla Heineken Cup prima e alla Challenge dopo. Il Leinster arrivava al Thomond Park fresca di titolo di migliore d'Europa e quindi in corsa per un double. Il risultati finale dice 19-9 per le furie rosse che almeno salvano l'annata disgraziata: hanno guidato la regoular season (a conti fatti, 21 vittorie in 24 partite in totale - e una delle tre sconfitte arrivata per mano della Benetton Treviso), dettando ritmi e tempi e modi. La formazione di Dublino, al contrario, per la seconda volta di fila vede svanire il sogno celtico all'ultima partita: un anno fa uscì sconfitta dal Royal Dublin Society per mano degli Ospreys.
Tre mete a zero, di cui una tecnica arrivata ormai ad un soffio dall'80', tutte di marca Munster. E' il piede di Jonathan Sexton a fornire punti al Leinster, apparso stanco, appannato in certi frangenti. L'apertura potrebbe aprire i giochi già al sesto dalla distanza, ma non ha buona sorte, mentre dall'altra parte della barricata azionano subito la velocità di Doug Howlett. Una, due, tre volte, finché il Munster non prende definitivamente le misure dopo aver perso qualche possesso in fase offensiva. E' il centro Lifeimi Mafi ad assorbire all'11' la pressione portata da Eoin Reddan e a liberare sulla destra l'ala neozelandese che stavolta va fino in fondo per il 7-0 iniziale, propiziato anche dalla trasformazione di Ronan O'Gara che prende confidenza con il vento contro e non delude.


Si gioca, tra una imprecisione e l'altra dettata dalla voglia di tenere vivo il possesso. Marcus Horan rifila anche una spallata a Brian O'Driscoll che non viene ravvisata dall'arbitro gallese Nigles Owens. O'Gara tenta un drop dopo una sgambata del suo mediano Conor Murray, Sexton non sbaglia un penalty di fronte ai pali dopo un fallo in mischia per il 7-3 al 28'. E nel frattempo la terza linea del Munster David Wallace onora il 200° cap con la franchigia nel migliore dei modi nella battaglia nei punti d'incontro. Tanta voglia, ma si va negli spogliatoi senza altri punti nel tabellino.
Una volta rientrati in campo, il Leinster sa che si trova di fronte a dieci minuti fondamentali per cercare di cambiare le sorti dell'incontro a proprio favore. O'Driscoll guida la cavalcata della fanteria a ridosso della linea di meta, dove sono poi i mezzi pesanti a sfidarsi con gli ospiti che hanno maggiore forza abrasiva e costringono la seconda linea Donncha O'Callaghan a commettere infrazione una volta sotto i pali: non rotola via e si becca il giallo e il Munster si ritrova a +1 perché Sexton non può sbagliare.
Un uomo in meno per il Munster per dieci minuti, durante i quali il Leinster non porta a casa punti. Il tallonatore Richardt Strauss prima e il centro Fergus McFadden vengono spediti a casa dalla strepitosa terza linea di casa, guidata da Wallace coadiuvato da James Coughlan. Reds alle corde, ma reggono all'urto, è ciò che devono fare per smorzare le voglie del Leinster. Sono al 60' Sexton firma il sorpasso dalla piazzola, mentre cominciano i cambi e lascia il terreno di gioco anche Sean O'Brien, uno dei protagonisti della finale di Heineken di sabato scorso. Luke Fitzgerald deve fare gli straordinari per fermare nuovamente Howlett lanciato in meta ed è solo il primo segno che l'inerzia è destinata a cambiare definitivamente.
La firma la mette l'uomo sul quale fare affidamento in casi come questi, O'Gara, che serve di piede lo spedito Keith Earls: l'ala aziona le gambe, salta la prima difesa portata da Isa Nacewa e resiste al ritorno di Shane Horgan per schiacciare l'ovale a terra al 65'. Dal lato, la trasformazione di O'Gara non infila i pali, ma intanto il Munster è di nuovo avanti 12-9.
Il colpo del ko arriva in mischia. Due minuti allo scadere, il Leinster in prima linea si affida a forze fresche come Aaron Dundon, Cian Healy e Stanley Wright. La stessa mischia che ha dato il suo contributo a ribaltare l'ordine di forze contro i Northampton Saints a Cardiff, ma non è questo lo stesso pomeriggio. Dopo due confronti diretti lasciati andare, alla fine Owens fischia, si mette sotto i pali e alza il braccio per sancire la penalty try che chiude la pratica.


Wallace è il Man Of the Match, ma a colpire nell'insieme sono anche certi nuovi nomi che dovranno fare i conti con la nazionale irlandese. Felix Jones, Danny Barnes e il già citato Conor Murray hanno mostrato carattere e determinazione, oltre che a qualità individuali già messe in mostra in altre occasioni. Le parole del capitano Paul O'Connell sanciscono il futuro: "La gente parla molto dei talenti che l'Irlanda ha oggi, ma bisognerebbe guardare questi nuovi ragazzi ed essere fiduciosi per la prossima generazione". Quanto al Leinster, che ha visto durante l'annata la conferma di Sean O'Brien, può comunque guardare in bacheca l'Heineken Cup - e non è poco. E' arrivata forse scarica come tensione di fronte ad una  compagine alla quale davvero non rimaneva altro da giocarsi. E però sono due sconfitte in finale in due anni, potrebbe diventare anche un'ossessione. 

venerdì 27 maggio 2011

Magners League, formazioni finali

E così si giunse all'ultimo week end di campionato celtico. Una stagione particolare anche l'Italia con il debutto di Aironi e Benetton Treviso. A giocarsi la Magners League sono le due grandi irlandesi del gruppo, con il Munster che ospita al Thomond Park il Leinster fresco campione d'Europa (kick off alle 6.05, ora di casa nostra). Da una parte una squadra alla quale resta appunto solo la Celtic, dall'altra un gruppo che può firmare il double. Nel mezzo una rivalità sportiva vera e il gioco è fatto.
Le formazioni in campo. Per i padroni di casa nessun cambiamento nel XV titolare, torna solo, ma in panchina, il veterano ex Leicester  Johne Murphy al posto del giovane Simon Zebo nel reparto utility back. Per il resto, il triangolo allargato è quello composto da Jones estremo con Doug Howlett e Keith Earls alle ali. La coppia di centrali è Mafi - Barnes, mentre all'apertura non può mancare Ronan O'Gara, coadiuvato in mediana dal giovane Conor Murray preferito al veterano Stringer, in panchina.
Nel reparto degli avanti, nota particolare per la terza linea David Wallace che conquista il 200° cap con la maglia rossa: sarà l'open side flanker, con Donnacha Ryan sul lato chiuso e James Coughlan Numero 8. Horan - Varley - Hayes sono i tre a comporre la prima linea, mentre in seconda non si scinde il duo Donnacha O'Callaghan e Paul O'Connell, capitano della truppa.
In panchina spazio anche per Leamy oltre che per il sudafricano Du Preez come forza fresca per la battaglia in mischia e Warwick per quella di fanteria.
Munster: 15 F Jones; 14 D Howlett, 13 D Barnes, 12 L Mafi, 11 K Earls; 10 R O’Gara, 9 C Murray; 1 M Horan, 2 D Varley, 3 J Hayes; 4 D O’Callaghan, 5 P O’Connell capt; 6 D Ryan, 7 D Wallace, 8 J Coughlan. 
Replacements: 16 M Sherry, 17 W du Preez, 18 S Archer, 19 D Leamy, 20 N Ronan, 21 P Stringer, 22 P Warwick, 23 J Murphy.


Per quanto riguarda il Leinster, rispetto a sabato scorso, un paio di modifiche ci sono. A partire da Fergus McFadden, chiamato a rimpiazzare l'infortunato Gordon d'Arcy primo centro al fianco di Brian O'Driscoll, mentre Isa Nacewa mantiene il ruolo di estremo, come Shane Horgan e Luke Fiztgerald alle ali. Anche Jonathan Sexton (per lui 228 con la maglia del club di Dublino in 18 apparizioni in stagione) all'apertura ed Eoin Reddan sono confermatissimi in mediana.
Jamie Heaslip farà il vigile in terza linea, assistito da Sean O'Brien e Shane Jennings. Mentre Heinke van der Merwe e Mike Ross sono i due piloni, con Richardt Strauss a fare da tallonatore mobile. Leo Cullen indossa i gradi di capitano, oltre che di seconda linea assieme a Nathan HinesCian Healy parte dunque dalla panchina, dove troviamo tra gli altri anche Stan Wright e Ian Madigan.
Arbitra il gallese Nigel Owens.

LEINSTER: 15: Isa Nacewa; 14: Shane Horgan, 13: Brian O’Driscoll, 12: Fergus McFadden, 11: Luke Fitzgerald; 10: Jonathan Sexton, 9: Eoin Reddan; 1: Heinke van der Merwe, 2: Richardt Strauss, 3: Mike Ross; 4: Leo Cullen CAPTAIN, 5: Nathan Hines; 6: Sean O’Brien, 7: Shane Jennings, 8: Jamie Heaslip.
REPLACEMENTS: 16: Aaron Dundon, 17: Cian Healy, 18: Stan Wright, 19: Devin Toner, 20: Kevin McLaughlin, 21: Paul O’Donohoe, 22: Ian Madigan, 23: Eoin O’Malley.

lunedì 16 maggio 2011

Bilanci celtici - 3 (e Nazionali)

Vittorio Munari, voce celebre delle telecronache Sky e direttore generale della Benetton Rugby, (nella foto coi vertici di proprietà e società) in una intervista rilasciata  a Ivan Malfatto de Il Gazzettino espone due serie di argomenti: un bilancio del primo anno di Celtic  e le prospettive per il prossimo.

- Il primo anno di Celtic League
«Siamo molto contenti del nostro primo anno » dichiara Munari.«Due i principali traguardi raggiunti: i risultati sul campo (le nove vittorie) e il coinvolgimento e la partecipazione di pubblico. Per la prima volta l'ho visto sostenere con cuore la squadra nei momenti difficili. Sentire il suo grido quando si è schiacciati in difesa equivale a un uomo in più. Non è retorica dirlo».
Riguardo alle nove vittorie: «Avevamo due target di premi per i giocatori: il primo a 5, l'altro a 8 vittorie». Giusto l'orgoglio del bravo organizzatore, vien da commmentare: potenza del saper definire obiettivi ambiziosi ma realistici e i corretti incentivi a raggiungerli.

- Le prospettive
«Ripetersi sarà più difficile che esordire bene», afferma Munari. «La prossima stagione per gli avversari non saremo più una sorpresa, i nostri comportamenti saranno più intellegibili e sarà più difficile fare risultato.».In effetti confermarsi è sempre operazione difficile, chiedere a Leeds, l'anno scorso "sorpresa" della Premiership e quest'anno retrocessa, piuttosto che agli Ospreys o a Perpignan; «Ma noi ci proveremo lo stesso», aggiunge Munari.
La  concomitanza di 8 partite di campionato coi Mondiali, con 16 convocati Azzurri e 3 infortunati complicherà ulteriormente la sfida: «Si tratterà di fare del proprio meglio secondo lo stato dell'arte»: quindi niente recriminazioni, è cosa buona e giusta dar priorità alla Nazionale. Va sottolineato, da Munari a Melegari, non c'è nessuno fuor di Federazione che pensi al solo bene dei club, mentre non è vero il viceversa, alcuni in Fir - e non solo - commettono l'errore di quello che per fare un dispetto alla moglie, se lo mazzuola da solo (alla Tafazzi).
In un percorso già complicato di suo, ci sono infatti anche le ferite auto-inflitte, i lacci e lacciuoli derivanti da male intesa "programmazione del futuro della Nazionale", nella realtà mero giochetto di potere (Jacques Brunel farà molto in fretta a comprenderlo, crediamo): ci riferiamo alla nuova limitazione tutta italiota del limite a cinque stranieri, uno per fasce di ruolo. «Preferisco non commentarla», chiosa Munari da signore.

In un contesto informativo sempre più "calcificato" noi invece abbiamo già detto in tempi non sospetti cosa pensiamo di tale direttiva: è pensiero debole. All'evidente tafazzismo di una norma miope, creata da chi abbia in testa una finta contrapposizione club/franchigie vs. Nazionale, si contrappone la dichiarazione ecumenica di Munari: «Tutti al Benetton lavorano per rendere più competitiva la squadra e la Nazionale, basta chiederlo ai giocatori, l'unica categoria di testimoni credibile in tal senso».
Se è vero che i club/franchigie "campioni nazionali" in Celtic sono gli incubatori per lo sviluppo  degli Azzurri, allora il loro bene coincide con quello della Nazionale: è il percorso di tutte le crescite, dal basso verso l'alto, è puro buonsenso applicato ovunque all'Estero. Il contrario, cioè una Nazionale che traini lo sviluppo del territorio coi suoi successi, è contro natura: è la storia del fallimento di un decennio di gestione Dondi post ingresso nel Sei Nazioni.
Corrobora il concetto l'esperienza della stagione Celtica: «È difficile trovare rugbisti italiani già pronti per la Celtic. Serve almeno un anno per la loro costruzione fisica, tecnica e mentale».
Frase che spiega l'altra di Munari, sibillina solo se letta senza la precedente:«Col passare degli anni i ricambi dei giocatori italiani non potranno reggere il livello della Celtic League e della Nazionale. Attingere a giocatori di formazione straniera sarà gioco forza».

Munster salva la stagione, gli Ospreys no

Sono poche le squadre che sono riuscite a battere Munster in questa stagione di Magners, anno record con 19 vittorie su 22 gare per gli irlandesi: gli Ospreys erano state una di quelle- con Leinster e Treviso - ma tutte lontane Non dal Thomond Park, dove l'impresa è riuscita quest'anno solo a un'inglese, i London Harlequins; era altamente improbabile succedesse ancora, e difatti i gallesi han perso la semifinale di Magners League al Thomond Park per 18-11.
E' stata la giornatona di un ventunenne irlandese-neozelandese trequarti molto compatto scherato centro in assenza del partente Sam Tuitupou, il biondo Danny Barnes, tre apparizioni in tutto quest'anno, che di memorabile sinora aveva commesso solo un inguardabile "infortunio" (vedere filmato): stavolta ha segnato due mete, le prime da "senior".
Già nel primo quarto gli uomini di casa mettono in chiaro chi meni le danze: Keith Earls schierato ala forte con Doug Howlett a destra e il giovane Felix Jones in fondo, veniva fermato a pochi passi dalla meta dall'estremo Richard Fussell, parte del potente triangolo allargato gallese che vedeva lo scozzese Nikki Walker a sinistra e l'irlandese Tommy Bowe a destra. Qualche problema in rimessa laterale dei rossi, che pure schieravano il duo veterano O'Callaghan- O'Connell (o forse proprio per quello?), consentiva ai Gweilch di riportarsi avanti e James Hook schierato primo centro (per l'ultima volta prima di diventare apertura del Perpignan) tentava un intimidatorio drop ma lo falliva. Poco dopo un fallo della prima linea, dove pure per i gallesi rientrava il tallonatore Huw Bennett, concedeva a Ronan O'Gara i primi tre punti al 13'.
E' la ripresa dell'iniziativa da parte di Munster, che si procura una ulteriore opportunità di meta col centro Lifeimi Mafi, persa per un passaggio di troppo. Altre opportunità fioccavano per i backs di casa forse troppo prevedibili, mentre O'Gara colpiva il palo in una punizione e i gallesi riuscivano a fermare una maul. La pressione però saliva, fino alla mezz'ora quando una serie di veloci passaggi tra Earls, Howlett e Barnes lanciava quest'ultimo giusto alla destra dei pali. O'Gara riusciva inopinatamente a fallire al trasformazione ma era pur sempre 8-0. Poco dopo Dan Biggar accorciava, centrando i pali da metà campo su una punizione guadagnata dal pilone Paul James; nel finale il flanker David Wallace veniva tenuto alto dentro l'area di meta degli Ospreys; le squadre andavano al riposo a punteggio ancora aperto.

A cavallo della ripresa, Hook veniva rimpiazzato dal ventenne Ashley Beck e Huw Bennett da Hibbard. O'Gara falliva un ulteriore tentativo di piazzato dalla lunga distanza, poi gli Ospreys rimanevano in 14 per l'espulsione proprio di Hibbard che entrava lateralmente in ruck dopo una serie di warning arbitrali ai gallesi e O'Gara poteva piazzare.
Sono i dieci minuti cruciali: gli Ospreys tengono, anzi al 55' riescono a replicare con Biggar alla punizione precedente, portandosi sul 11-6;  quando pare che i gallesi possano riuscire a passare indenni dal periodo in inferiorità guadagnandone un serio vantaggio psicologico, il patatrac al 57'.  Barnes si fionda su Fussell che sta per liberare, ne blocca il calcio, riprende l'ovale e marca in mezzo ai pali, per il 18-6 che consente a Munster di guardare con tranquillità all'ultimo quarto di gara.
A due minuti dalla fine Fussell prova a farsi perdonare, schiacciando in meta un grubber di Biggar sull'angolo sinistro, ma è too little too late per i campioni in carica. E la finale di Magners 2010/2011 sarà un intrigante e tutta irlandese Munster -Leinster al Thomond Park. Coi dublinesi impegnati prima a vincere la Heineken Cup al Millennium Stadium e subito dopo ad espugnare la casa dei più acerrimi rivali: Vaste Programme ...

venerdì 13 maggio 2011

Leinster in finale senza scosse

La prima semifinale di Magners League si compie secondo previsioni, realizzandole anzi in modo pedissequo e senza offrire grandi emozioni.
Al campetto (rispetto all'Aviva Stadium) della Royal Dublin Society, è Leinster 18-3 Ulster, una meta per tempo per i padroni di casa.
La prima è  di Fergus McFadden che conclude all'angolo destro la più classica delle azioni d'attacco - pressione degli avanti a ridosso della linea di meta, apertura, palla che arriva veloce all'ala. Quando una squadra marca in modo "classico", è una bella dimostrazione di forza e confidenza, nel caso la differenza la fa l'ultimo passaggio al volo di Isa Nacewa che taglia fuori la difesa che scalava. Sexton non trasforma ma centra nel tempo una punizione mentre una ne falliva il dirimpettaio Humpreys, chiudendo la prima frazione 11-0.
Nel secondo tempo Ulster pilotata da Ruan Pienaar, riprendeva il canovaccio della prima frazione provando ancor più seriamente a sfondare col suo gioco diligente ma un po' scontato, ricco di buoni interpreti ma privo almeno stavolta di solisti in grado di fare la differenza con un avversario come Leinster. La quale non doveva far altro che ripetere il canovaccio del primo tempo: lasciar sfogare gli avversari difendendosi con attenzione e, una volta riguadagnato il possesso pur senza dannarso per ottenerlo, sfruttarlo come sanno. Ulster di fatto raccoglie solo un penalty con Pienaar, peraltro calciato da oltre sessanta metri ma subito rintuzzato dal secondo di Sexton. Esaurite le energie degli sfidanti, all'ora di gioco i blu di casa si riportavano avanti e un solista (loro ne hanno), Luke Fitzgerald (nella foto ripreso durante un "allenamento" nella tournèe dei B&I Lions in Sudafrica), sgusciava attraverso le maglie della linea difensiva e bruciava l'ultimo uomo accorrente, per marcare in mezzo ai pali  la seconda meta che chiude la partita per i padroni di casa.
Lievi ingiurie (nel senso di contusioni) subite da Boss, Mike Ross e O'Driscoll, subito sostituiti in vista della finale di Heineken Cup tra una settimana, ma tutto sommato è stato un allenamento intenso e poco più per gli irlandesi in blu. C'è ancora un bel divario da colmare per Ulster, prima di diventare realmente pericolosa con le due irlandesi maggiori o occasionalmente con una delle gallesi purchè in forma, alla fine della stagione. Il che rende questa semifinale Celtica .. aaaaawn ....  poco appassionante, soprattutto se confrontata con altre battaglie odierne tutto tecnica, cuore e intensità, di cui parleremo più tardi. Poi uno si domanda come mai Munster e Leinster abbiano sempre dichiarato che il loro obiettivo stagionale è la Heineken Cup.  

giovedì 12 maggio 2011

Affare irlandese in Celtic, con l'imbucato di turno

Una settimana dopo la chiusura della stagione regolare, si accendono i riflettori sui playoff di Magners League: una post season per 3/4 irlandese che comincia con il match al Royal Dublin Society tra Leinster e Ulster (kick off venerdì alle 20.05). Il giorno dopo alle 19.30 sarà il turno al Thomond Park di Munster e Ospreys, con i gallesi a fare da imbucati. 
Per il Leinster si aprono due settimane di alte emozioni: per vincere il campionato e per mettere le mani sulla Heineken Cup nella finale di sabato 21 al Millennium Stadium di Cardiff contro i Northampton Saints. Nel giro di quindici giorni l'annata della formazione di Dublino arriva al bivio che era stato programmato all'inizio, nonostante un avvio stentato, che non ha scombussolato i piani. Dall'altra parte, i nordirlandesi rinforzatisi coi sudafricani quest'anno e ancor più in rafforzamento per la prossima stagione, hanno tagliato il traguardo dei quarti di finale in coppa e prenotato un posto per l'ultima fase di Celtic svolgendo al meglio il loro compito e possono vantare in formazione il Player Of the Year, il sudafricano Ruan Pienaar (nella foto). 
Arbitra George Clancy. Al RDS i padroni di casa hanno perso solo una volta in Magners: sconfitta bruciante, per 17-12, un anno fa contro gli Ospreys. Era proprio la finale 2009/2010.
Le formazioni per la disfida sono fatte. Brian O'Driscoll va verso il 150° cap con la maglia del Leinster nel solito di ruolo di outside centre, affiancato da Gordon D'Arcy. Il tasso di internazionali è alto nei padroni di casa: Luke Fitzgerald si posiziona ala sinistra, Fergus McFadden (autore di 18 punti al piede nella vittoria sui Glasgow Warriors) sull'altra fascia. Isa Nacewa chiude il triangolo allargato. Mentre la mediana è affidata a Isaac Boss e Jonathan Sexton.
Quota 50 presenze in Magners per il pilone Cian Healy che fa reparto con il tallonatore Richardt Strauss e il tighthead prop Mike Ross. Leo Cullen guida il gruppo con i gradi di capitano dalla seconda linea, affiancato da Nathan Hines. La terza linea conta su Sean O'Brien flanker sul lato chiuso, Shane Jennings open side e Jamie Heaslip Numero 8.
In panchina ci sono anche Heinke van der Merwe, Stan Wright, Eoin Reddan e David Kearney.

Leinster: 15: Isa Nacewa; 14: Fergus McFadden, 13: Brian O’Driscoll, 12: Gordon D’Arcy, 11: Luke Fitzgerald; 10: Jonathan Sexton, 9: Isaac Boss; 1: Cian Healy, 2: Richardt Strauss, 3: Mike Ross; 4: Leo Cullen CAPTAIN, 5: Nathan Hines; 6: Sean O’Brien, 7: Shane Jennings, 8: Jamie Heaslip.
REPLACEMENTS: 16: Jason Harris-Wright, 17: Heinke van der Merwe, 18: Stan Wright, 19: Devin Toner, 20: Kevin McLaughlin, 21: Eoin Reddan, 22: Ian Madigan, 23: David Kearney.

Gli ospiti operano un solo cambio causa infortunio di Dan Tuhoy con Tim Barker che prende il suo posto in seconda linea. Il triangolo allargato è quello composto dal trio D'Arcy - Gilroy - Danielli, mentre la linea dei trequarti si completa con la coppia di centri Nevin Spence e Darren Cave. In mediana ci sono Ian Humphreys e il già citato Ruan Pienaar
Rory Best, tallonatore e capitano, con Tom Court e Declan Fitzpatrick sono gli uomini della prima linea. Il boero Johann Muller fa reparto con Barker, chiudono le terze linee Pedrie Wannenburg, Chris Henry e Robbie Diack.

Ulster: (15-9): A D’Arcy; C Gilroy, D Cave, N Spence, S Danielli; I Humphreys, R Pienaar; (1-8): T Court, R Best (capt), D Fitzpatrick, J Muller, T Barker, P Wannenburg, C Henry, R Diack.
Replacements (16-23): A Kyriacou, P McAllister, J Cronin, N McComb, T Anderson, P Marshall, I Whitten, C Gaston.

martedì 10 maggio 2011

Bilancio celtico / 2

In attesa che il fine settimana ci porti i playoff, dalla Magners League arrivano i nomi dei giocatori dell'anno e, in particolare, del giocatore della stagione 2010/11. E' un sudafricano e gioca a Nord, Irlanda in questo caso. E' Ruan Pienaar, mediano di mischia dell'Ulster che è in ballo per il titolo di campione: lui e compagni saranno impegnati contro il Leinster. "Sono arrivato in un posto che non conoscevo, ma grazie alla squadra, mi sono ambientato molto presto e mi sono trovato bene", ha dichiarato il Player of The Year, che dalla sua ha avuto la fortuna di essere approdato ad una franchigia dove il tasso sudafricano non è basso, primo fra tutti il capitano, la seconda linea Pedrie Wannenburg.
Graduatorie tutte irlandesi, come del resto il tabellone della post season, eccezion fatta per gli Ospreys. Tony McGahan del Munster è stato eletto Coach of The Season, mentre Alan Quinlan ha ricevuto il Chairman's Award per i servigi ai rossi di Limerick negli ultimi 15 anni. Non manca il sempreverde Ronan O'Gara, che si è aggiudicato il Gilbert Golden Boot
La terza linea dei Newport Dragons, Toby Faletau, in odore di convocazione nella Nazionale di Gatland, è stato nominato Young Player of The Season, mentre la meta dell'anno appartiene al trequarti degli Ospreys Ashley Beck ed è quella realizzata contro i Warriors al Liberty Stadium. Infine al Leinster sono andate 10.000 sterline da investire nel settore giovanile per essersi aggiudicato lo Specsavers Fairplay Award



sabato 7 maggio 2011

Aironi: Phillips firma il contratto per la prossima stagione

Una firma, una stretta di mano e la prossima stagione degli Aironi è già cominciata, pochi minuti dopo la fine del match contro gli Ospreys. Il presidente Silvano Melegari e il coach Rowland Phillips hanno firmato il contratto al termine della conferenza stampa.
Per il tecnico gallese è già tempo di rimettersi al lavoro, dopo qualche giorno di vacanza a casa (foto Right Rugby).

venerdì 6 maggio 2011

Magners League Live! Aironi Viadana e Benetton Treviso Diretta Rugby

giovedì 5 maggio 2011

Si schierano le italiane per l'ultima di Celtic

Ultime formazioni della stagione sia per gli Aironi che per la Benetton Treviso. Domani sera, alle 20.05, mantovani e veneti scendono in campo per l'ultimo turno di Magners League: i primi allo Zaffanella contro gli Ospreys, i secondi a Monigo contro Edimburgo ed entrambi i match saranno seguiti live da Right Rugby a partire dalle 19.30 (foto dal sito ufficiale della Benetton Treviso)
Quelli di Swansea arrivano a Viadana per staccare il biglietto valido per i playoff: devono vincere racimolando tutti e cinque i punti possibili e sperando che i Cardiff Blues, al momento quarti in classifica, rimangano a secco nello scontro con gli Scarlets. E' una partita da ex per il coach degli Aironi, Rowland Phillips, che ha fatto parte dello staff degli Ospreys e che ha giocato nel Neath, uno dei club che rientrano nella franchigia gallese. Lo stesso Phillips ha avvertito gli avversari, ricordando che le vacanze per lui e i suoi giocatori non sono ancora cominciate: piuttosto quella di domani rappresenta un'opportunità per mettersi in mostra e creare qualche grattacapo come accaduto contro il Leinster due settimane fa. All'andata finì 38-6.
Per quanto riguarda il XV che verrà schierato in campo, ci sono modifiche in terza linea: Nick Williams è fermo per squalifica e così il sudafricano Gareth Krause (all'ultima con la maglia degli Aironi prima del ritorno-ritito in Sud Africa) si schiera a Numero 8, con Josh Sole open side flanker e Joshua Furno impiegato solitamente in seconda linea che va posizionarsi sul lato chiuso. In seconda linea ci sono Quintin Geldenhuys con i gradi di capitano e Marco Bortolami, mentre in prima linea Luigi Ferraro al tallonaggio, affiancato da Alberto De Marchi e Fabio Staibano.
In mediana, le chiavi sono affidate ancora a Tito Tebaldi e James Marshall. Horacio San Martin sarà di nuovo impiegato come estremo, con Danwel Demas e Matteo Pratichetti alle ali (la stagione di Kaine Robertson, segnata dagli infortuni, è finita dopo l'ennesimo guaio fisico). Chiude la coppia di centri Gabriel Pizzarro - Gilberto Pavan
"Quello che voglio dalla mia squadra è che dimostra ancora una volta come è cresciuta mentalmente durante la stagione, rimanendo concentrata per l'intera partita e utilizzando la nostra struttura per giocare un buon rugby. Sono prime parti di un processo che continuerà nella prossima stagione", ha affermato Phillips.

Aironi: 15 Horacio San Martin; 14 Matteo Pratichetti, 13 Gilberto Pavan, 12 Gabriel Pizarro, 11 Danwel Demas; 10 James Marshall, 9 Tito Tebaldi; 8 Gareth Krause, 7 Josh Sole, 6 Joshua Furno; 5 Quintin Geldenhuys (cap), 4 Marco Bortolami; 3 Fabio Staibano, 2 Luigi Ferraro, 1 Alberto De Marchi.
Replacements: 16 Fabio Ongaro, 17 Andrea De Marchi, 18 Luca Redolfini, 19 George Biagi, 20 Nicola Cattina, 21 Pablo Canavosio, 22 Giulio Toniolatti, 23 Riccardo Bocchino.



I gallesi rispondono con una formazione nella quale mancano alcuni nomi internazionali (nel senso che gravitano attorno alla nazionale gallese) come Shane Williams infortunato e Lee Byrne quest'ultimo in partenza per Clermont, ma i rincalzi rimangono comunque di alto livello: dopo tutto questa è la squadra campione in carica. Richard Fussell si piazza estremo, come accaduto diverse volte in stagione, con Tommy Bowe e Nikki Walker a completare il triangolo allargato. James Hook e Andrew Bishop sono la coppia di centri: per Hook potrebbe essere l'ultima apparizione con gli Ospreys prima di volare a Perpignan. Dan Biggar e Rhys Webb sono i due addetti alle regia in mediana: Biggar è a due punti da quota 500 in Magners. 
Paul James e Adam Jones sono i due piloni, con Richard Hibbard tallonatore. Ryan Jones e Alu Wyn Jones sono le due torri in seconda linea, mentre in terza Jonathan Thomas si schiera a Numero 8, Justin Tipuric sul lato chiuso, Marty Holah sul versante destro. In panchina, tra gli altri, ci sono Duncan Jones, Huw Bennett, Ian Gough e Sonny Parker.
Ospreys: 15 Richard Fussell; 14 Tommy Bowe, 13 Andrew Bishop, 12 James Hook, 11 Nikki Walker; 10 Dan Biggar, 9 Rhys Webb; 1 Paul James, 2 Richard Hibbard, 3 Adam Jones; 4 Ryan Jones, 5 Alun Wyn Jones (Capt); 6 Justin Tipuric, 
7 Marty Holah, 8 Jonathan Thomas.
Replacements: 16 Huw Bennett, 17 Ryan Bevington, 18 Duncan Jones, 19 Ian Gough, 20 Tom Smith, 21 Tom Isaacs, 22 Ashley Beck, 23 Sonny Parker.

A Treviso cercano la nona vittoria in campionato e il secondo scalpo di una scozzese, dopo aver battuto i Glagow Warriors nel precedente impegno casalingo. All'andata finì 21-9 per Edimburgo. Per l'occasione coach Franco Smith ha deciso di non apportare molti cambiamenti nel XV iniziale rispetto a quello sconfitto dai Blues a Cardiff due settimane fa. Luke McLean torna estremo, con Michele Sepe e Tommaso Benvenuti alle ali. In mezzo alla linea dei trequarti ci sono Gonzalo Garcia e Alberto Sgarbi, giusto per tenere alta la percentuali di azzurri in campo. Tobias Botes e Willem De Waal sono la coppia di mediani.
In prima linea, Ignacio Rouyet si sposta a pilone sinistro, con Lorenzo Cittadini che a destra, mentre il tallonaggio è compito di Leonardo Ghiraldini. I soliti Antonio Pavanello (capitano) e Corniel van Zyl sono i punti di riferimento in seconda linea, mentre Robert Barbieri - Alessandro Zanni - Paul Derbyshire sono i tre uomini in terza linea.
Fabio Semenzato è in panchina con Brendan Williams e gli avanti Franco Sbaraglini, Michele Rizzo, Matteo Muccignat, Benjamin Vermaak e Manoa Vosawai
Benetton Treviso: 15 Luke McLean; 14 Michele Sepe, 13 Alberto Sgarbi, 12 Gonzalo Garcia, 11 Tommaso Benvenuti; 10 Willem De Waal, 9 Tobias Botes; 8 Paul Derbyshire, 7 Alessandro Zanni, 6 Robert Barbieri; 5 Corniel Van Zyl, 4 Antonio Pavanello (capitano); 3 Lorenzo Cittadini, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Ignacio Fernandez Rouyet.
A disposizione: 16 Franco Sbaraglini, 17 Michele Rizzo, 18 Matteo Muccignat, 19 Benjamin Vermaak, 20 Manoa Vosawai, 21 Francesco Minto, 22 Fabio Semenzato, 23 Brendan Williams

E' l'ultima di Nick Scrivener sulla panchina di Edimburgo prima di tornare in Australia, traghettatore in attesa di Bradley, vice  da Connacht. Gli scozzesi nel loro precedente stagionale in Italia si erano imposti ad ottobre per 10-9 a Viadana. Gli unici accorgimenti fatti per la sfida di Monigo sono il ritorno di James King a primo centro, l'inserimento di Greig Laidlaw a mediano di mischia al posto dell'infortunato Mike Blair. La seconda linea argentina Esteban Lozada sconta un turno di squalifica, al suo posto c'è Steven Turnbull. Non manca Tim Visser, l'ala olandese top scorer, mentre il cecchino è Chris Paterson, schierato estremo. 
Edinburgh: 15 Chris Paterson; 14 Simon Webster, 13 Nick De Luca, 12 James King, 11 Tim Visser; 10 David Blair, 9 Greig Laidlaw; 8 David Denton, 7 Ross Rennie, 6 Stuart McInally; 5 Steven Turnbull, 4 Scott MacLeod; 3 Geoff Cross, 2 Andrew Kelly (capitano), 1 Kyle Traynor.
A disposizione: 16 Alun Walker, 17 Lewis Niven, 18 David Young, 19 Craig Hamilton, 20 Alan MacDonald, 21 Jim Thompson, 22 Lee Jones, 23 Tom Brown

mercoledì 4 maggio 2011

Friday Night Lights: doppia diretta su RR

Arriva venerdì 6 maggio e scatta Diretta Rugby su Right Rugby. In occasione dell'ultima giornata di stagione regolare di Magners League, live coverage di Aironi - Ospreys e Benetton Treviso - Edimburgo. Ringo da Viadana e Zamax da Treviso (con Abr in regia) seguiranno entrambi i match: collegamento a partire dalle 19.30, kick off alle 20. Stay tuned e passate parola.

lunedì 2 maggio 2011

Bilancio celtico / 1

Pareva l'altro ieri, quando Benetton Treviso e Aironi Viadana hanno inaugurato la loro prima stagione in Magners League. Ed invece, venerdì entrambe scenderanno in campo nelle rispettive case per l'ultimo impegno stagionale: a tal proposito, rimanete in contatto, perché RR sta lavorando per offrire il live coverage di entrambi i match. Per i Leoni è stato un successo, inutile stare a passare in rassegna tutte le partite dall'inizio alla fine: 8 vittorie fino ad ora, 13 sconfitte, 34 punti messi da parte. L'unico dato dal quale si può tratte ispirazione per una ulteriore analisi è quello che riguarda i bonus racimolati: solo 2 difensivi. Sono invece 7 quelli conquistati dagli Aironi che in trasferta, con l'andare del tempo, hanno assunto maggiore coscienza dei propri mezzi, a fronte della sola vittoria contro il Connacht e degli 11 punti che relegano la franchigia mantovana in ultima posizione. Da una parte, i veneti si sono presentati all'appuntamento con un gruppo consolidato, gente che si conosceva, un progetto che ha potuto contare su basi messe in piedi da tempo; dall'altra, i lombardi si sono trovati catapultati nella nuova realtà ex novo. E si sa, il rugby è uno sport dove non ci si inventa nulla. 
Ironia della sorte, faranno da ago della bilancia ospitando gli Ospreys allo Zaffanella: i detentori del titolo devono vincere con bonus e sperare soprattutto che i Cardiff Blues perdano in un derby sentito da quelle parti, contro gli Scarlets di Llanelli che, a dirla tutta, sono ancora in corso per un posto nei playoff: la classifica vede i Blues quarti con 60 punti, Ospreys quinti a 59, Llanelli sesta a 57
Per chiarire le idee su come siano andate le cose durante l'annata 2010/2011, si può dare un'occhiata a questo grafico che riassume l'andamento della protagoniste e dove risaltano il cammino praticamente costante del Munster, la determinazione dell'Ulster nel rimanere ai piani alti, il recupero del Leinster dopo un avvio stentato e gli alti e bassi degli Ospreys che dopo essere arrivati al secondo posto, sono finiti nelle condizioni di cui sopra. Quante alle italiane, la Benetton ha toccato quote medio alte (quarta e sesta posizione) con un inizio sprint e gareggiando con Glasgow, Edimburgo, Dragons, mentre gli Aironi sono rimasti sempre in fondo, pur mostrando miglioramenti sul campo sotto la cura di coach Rowland Phillips. A proposito, dopo il derby di ritorno di Capodanno, in conferenza stampa il sudafricano Franco Smith aveva detto chiaro e tondo che l'obiettivo del Treviso era quello di confermarsi: una conferma che è passata attraverso la vittoria sul Munster mentre il resto del rugby azzurro guardava all'Italia nel Six Nations e suscitando certa insoddisfazione nei piani alti della federazione. 
Italia, Fir, squadre celtiche: rapporto complicato - o meglio, reso tale. Già se n'è discusso, se ne discuterà ancora. Per ora vale la pena sottolineare come l'attenzione mediatica nei riguardi di Benetton e Aironi non sia stata delle migliori: non solo per il fallimento di Dahlia TV che ha oscurato i loro impegni, ma per la scarsa attenzione degli altri media nazionali, compresi quelli dedicati prettamente al settore sportivo. Forse perché non c'era di mezzo la nazionale, forse.
Intanto, è stato stilato il XV migliore della stagione. Non ci sono rappresentanti delle nostre due ambasciatrici e la cosa lascia un po' perplessi in particolare in alcuni reparti legati agli avanti (seconde e terze linee). Comunque - visto che ci sarà modo di passare in rassegna anche questa materia con la dovuta attenzione, ecco i nomi. Per la cronaca, rispetto al XV 2009/2010 resistono solo l'Olandese Volante Tim Visser e il Numero 8 irlandese Jamie Heaslip.



MAGNERS LEAGUE DREAM TEAM 2011
FULL BACK -  ISA NACEWA (LEINSTER)
RIGHT WING - FIONN CARR (CONNACHT)
OUTSIDE - CENTRE - CASEY LAULALA (CARDIFF BLUES)
INSIDE CENTRE - JONATHAN DAVIES (SCARLETS)
LEFT WING - TIM VISSER (EDINBURGH)

OUTSIDE HALF - RONAN O’GARA (MUNSTER)
SCRUM HALF - RUAN PIENAAR (ULSTER)

LOOSE HEAD PROP - IESTYN THOMAS (SCARLETS)
HOOKER - RICHARDT STRAUSS (LEINSTER)
TIGHT HEAD PROP - MIKE ROSS (LEINSTER)
LOCK - ALUN WYN JONES (OSPREYS)

LOCK - RICHIE GRAY (GLASGOW WARRIORS)
BLINDSIDE FLANKER - SEAN O’BRIEN (LEINSTER)
OPENSIDE FLANKER - SAM WARBURTON (CARDIFF BLUES)
N0 8 - JAMIE HEASLIP (LEINSTER)

Teams (9): Leinster 5, Blues 2, Scarlets 2, Ospreys 1, Connacht 1, Glasgow Warriors 1, Edinburgh 1, Munster 1, Ulster 1

venerdì 29 aprile 2011

Intanto i Dragons ci prendono gusto

Prima lo sgambetto agli Ospreys, adesso ai Cardiff Blues. I Dragons di Newport non hanno fatto sconti a nessuno in casa loro per tutto il campionato e non cedono nemmeno nel finale, superando per 28-15 l'altra formazione gallese nel recupero del match di Magners League che si sarebbe dovuto tenere nel Boxing Day.
Un risultato che tiene aperta la porta a quelli di Swansea per un posto nei playoff: i Blues rimangono quarti con 60 punti, gli Ospreys sono quinti a 59. Settimana prossima, per il gran finale, Cardiff va in visita a Llanelli sesta a quota 57, mentre gli Ospreys arrivano a Viadana. Con in testa di portare a casa il punto di bonus e poi sperare: insomma, anche gli Aironi con gli Scarlets potrebbero finire con l'essere l'ago della bilancia - e coach Rowland Phillips è un ex.

Tornando alla partita di oggi, si segnala la meta al debutto del giovane Steffan Jones (nella foto), classe '90 schierato estremo dai padroni di casa. Metaman nella Welsh Premiership, dopo sette minuti è andato a marcare pesante infilandosi nella difesa larga tra l'estremo avversario Dan Fish e la seconda linea Bradley Davies. E ha pure messo a segno un calcio di punizione da 50 metri che ha negato ai Blues il punto di bonus difensivo. Partenza a rilento per Cardiff che finisce presto sotto 15-3 nel primo quarto, perché al 14' arriva anche la meta dell'ala Aled Brew, mentre il resto dei punti li mette Jason Tovey al piede. Solo Dan Parks smuove il tabellino per i suoi dalla piazzola. Per Brew sono sedici mete in stagione, grazie anche al cross kick di Tovey che gli consente di azionare le veloci gambe. Gli ospiti tornano in gara con la meta al 37' della terza linea Sam Warburton che chiude con un raccogli e vai a pochi passi dall'area che conta, con il break del Numero 8 Xavier Rush dopo una mischia. Si va negli spogliatoi sul 15-10
E' lo stesso Rush a segnare di nuovo al 46', dopo una driving maul impostata sulla linea dei cinque metri da una rimessa. I Blues devono rimediare al cattivo inizio, arrivano così al 15-15, ma non hanno l'inerzia per continuare a premere sull'acceleratore. Dominano la mischia, ma i Dragons tengono botta e reagiscono, una volta entrati nell'ultimo quarto. Il sigillo lo mette le seconda linea Andrew Coombs, arrivato dalla panchina, che chiude al meglio il lavoro degli avanti dopo una rimessa nei 22 avversari. Allo scadere arriva anche il drop del mediano Wayne Evans, dopo che al 79' Jones aveva colpito dalla distanza per il 25-15 che già aveva rotto le uova nel paniere dei Blues.

martedì 26 aprile 2011

Incroci Coppe- Campionati in Europa

Facciamo un veloce volo riassuntivo sui campionati europei Pro alla loro penultima giornata regolare, per analizzare come le  protagoniste arrivano alle semifinali delle Coppe Europee.

- Muster:  Raccontate in precedenza tutte le partite di Magners League, mancava solo Ospreys -Munster, importante per i campioni in carica in ottica playoff, mentre gli irlandesi eran traquilli dall'alto del primo posto oramai garantito e coi pensieri alla semifinale di Euro Challenge in casa e si presentano a Swansea pressocchè al gran completo.
Finiva 20-22, risultato che inguaia i gallesi. Primo tempo con Munster dominante, 0-10 alla mezz'ora dopo la meta di David Wallace, 3-10 all'intervallo. Nel secondo tempo i Gweilch recuperavano e superavano gli ospiti marcando due mete, di Alu-Wyn Jones e una di penalità, fino al 17-13. A dieci minuti dalla fine, due punizioni in sequenza di Ronan O'Gara riportavano davanti gli ospiti; ci pensava James Hook alla sua ultima apparizione casalinga a recuperare il vantaggio per un punto con quattro minuti sul cronometro, ma un fallo da giallo di Jerry Collins all'ultimo minuto procurava a O'Gara la punizione del sorpasso finale.
Con questa vittoria di fatto Munster "si sceglie" la semifinalista di campionato: con buone probabilità non saranno i gallesi campioni celtici in carica ma quelli vincitori della Amlin Challenge nella scorsa stagione. A proposito di Euro Challenge, Munster appare solida e in forma smagliante per l'appuntamento casalingo con gli Harlequins del prossimo weekend.
Un inciso sulla situazione degli Ospreys in ottica playoff Magners: sono quinti a 59 punti contro i 60 di Cardiff e anche se non dovrebbero aver soverchi problemi a far punteggio pieno nell'ultima giornata a Viadana, il loro destino non è più solo nelle loro mani. Non è infatti ancora fatta per Cardiff ma decide quest'ultima e le sue due trasferte impegnative, a Llanelli (57 punti, speranze di qualificazione solo teoriche) e a Newport coi Dragons nel prossimo fine settimana.

- Leinster: abbiamo raccontato in diretta della prestazione dei dublinesi a Viadana: han chiaramente mollato nel secondo tempo a fronte della prima resistenza seria degli Aironi, riducendosi al controllo della gara. Forse pensando alla semifinale di Heineken Cup che li attende, ospitando i campioni in carica di Tolosa. Di fatto, anche avessero colto il bonus offensivo la situazione sarebbe rimasta ancora aperta per la conquista del fondamentale secondo posto che significa semifinale in casa: Leinster ha 65 punti e chiuderà ricevendo Glasgow (e Treviso ovviamente tifa), Ulster a 63 sarà in trasferta a Newport nell'ultima giornata.Una sola cosa è certa, assieme alla stanchezza che pare assalire tutte le compagini tranne Munster: l'ultima edizione della Magners League s'è tinta di verde.

- Clermont: Passando alle compagini francesi,il penultimo turno del Top14 sistema definitivamente LaRochelle, che è ora certa anche dal punto di vista aritmetico di esser la seconda retrocessa in ProD2 dopo la sconfitta rimediata a Clermont (34-10, sei mete a una, doppietta del giovane figiano Murimurivalu; Canale sempre titolare). La gara è una ottima opportunità per gli Alverni di allenare i meccanismi e attuare qualche turnover in vista della trasferta a Parigi per la semifinale di Euro Challenge del prossimo weekend.
Se il penultimo turno non è stato molto impegnativo, la situazione playoff francesi rimane fluida: Clermont campione in carica è risalita al terzo posto, a due dal fondamentale secondo (un turno in meno e semifinali in casa) detenuto dal Racing (vittorioso su Agen per 51-34, sei mete a quattro quindi no bonus; doppiette per Sebastien Chabal, nella foto, evidentemente ancora esaltato per la bella meta della scorsa settimana, e del tallonatore di Agen, il tongano Semisi Telefoni; a proposito di tallonatori, va in meta anche Carlo Festuccia, in campo con Andrea LoCicero e Mirco Bergamasco). Nell'ultimo turno tra quindici giorni, il Racing ha il derby con lo Stade mentre Clermont visita Tolosa.
Gli Alverni devono stare attenti anche ad arrivi da sotto: Castres è a pari punti (ha battuto nel "Castrum" di casa Biarritz nell'anticipo per 16-13), Tolone è salita quinta a 70 punti, la stessa Biarritz è sesta con 68 punti, minacciata da due squadre alle porte dei playoff, sotto di un punto: l'altra basca Bayonne e Montpellier (sconfitta a Brive per 23-21).

- Tolosa: Il turno consente ai campioni Heineken in carica di guadagnarsi la certezza di saltare i quarti di finale dei playoff entrando in gioco solo in semifinale e in casa, con un po' di riposo extra quanto mai necessario. La vittoria in casa con Bourgoin da tempo retrocesso è una formalità (33-0 con 5 mete e doppietta di Clerc), un allenamento pre sfida col Leinster arrivato al momento giusto: due piccioni con una fava.
E' una gestione ottimale delle energie quella attuata da coach Guy Novès, post problemi grossi (soprattutto in mediana) posti dal quarto di finale con supplementari con Biarritz di San Sebastian, forse la svolta decisiva della stagione tolosana assieme alla immediatamente precedente vittoria esterna in campionato a Perpignan. Aldilà delle prestazioni giuste al momento giusto frutto di un cinico centellinamento delle energie (forse è la stagione in cui Tolosa ha vinto meno gare in trasferta), il tutto è stato favorito anche da un po' di fortuna nei calendari, da un roster imponente che verrà reso ancor più forte dagli acquisti tutti concretezza annunciati (Gurtrho Steenkamp davanti, LukeMcAlister e Burgess in mediana) e da tanta programmazione. Ora è la più seria candidata di sempre alla mission impossible del Double tra campionato e Coppa Europa che vale centomila volte più di un triplete calcistico (qui non è solo sudore e lacrime, c'è anche sangue). La chiave sarà la semifinale di Dublino, più ancora della eventuale finale al Millennium.

- Stade Francais: è compagine da tempo tagliato fuori dai playoff e del tutto focalizzata sulla semifinale di Amlin Challenge. Una loro "squadra B" priva di Parisse e di tutta la prima linea titolare, con il 19enne Jules Plisson all'apertura e Mauro Bergamasco titolare, va a farsi infilzare dalle baionette del Bayonne alla caccia dei playoff, ma ancor di più forse dei rivali locali del Biarrtiz (54-20, sette mete a due e 19 punti per Benjamin Boyet; partita nervosa, con ben 5 cartellini gialli). A forza di pensare solo alla coppa, lo Stade rischia seriamente di finire il campionato all'ultimo posto tra le non retrocesse nella classifica del Top14. Vedremo se lo spirito è rimasto quello giusto per affrontare Clermont e in sequenza, il derby finale molto consuming dal punto di vista delle energie, con il Racing.

- Perpignan: durissima situazione per i catalani impegnati su due fronti. Il primo, quello dei playoff di campionato, è definitivamente perduto dopo la sconfitta con Tolone per 43-12 (quattro mete a zero, tutti di Porical i punti degli ospiti), rivincita dei quarti di finale Heineken Cup di Barcelona. I catalani controllano la gara per quasi tutto il primo tempo (9-9 al 39') ma si fanno infilzare da una meta nel finale di Rory Lamont trasformata da Jonny Wilkinson per il 16-9 del riposo. Nel secondo tempo i padroni di casa dilagano (mete del figiano Lovobalavu, del flanker samoano Fotu Auelua e di Felipe Contepomi subentrato a Wilko al 51').
Ora si ritrovano con le spalle al muro prima di visitare i Saints, una situazione in cui è richiesto il miracolo agli uomini di Jacques Brunel del quale a breve verrà ufficialmente annunciato il futuro azzurro. Senza detto miracolo, nuovo allenatore, niente playoff e quindi Heineken Cup l'anno prossimo, c'è proprio aria di rifondazione incombente sulle rive del Golfo del Leon.

- Northampton Saints: detto delle due irlandesi e delle quattro francesi, veniamo alle due inglesi ancora nelle Coppe Europee. Grande la prova di forza nell'Aviva Premiership da parte del team di coach Mallinder: vanno in casa dei rivali per un posto nei playoff, i London Irish, e puniscono i loro errori rifilandogli un 20-26 che impedisce agli avversari dall'insidiargli l'ultimo posto utile per i playoff. Fino all'ora di gioco era 6-26, maturato con due mete di rapina su alle perse finalizzate dal risorto Chris Ashton. In campionato i Saints devono solo più guardarsi dal possibile ritorno di Bath (attualmente a 53 punto contro i 61 dei Saints) il quale avrà due partite non una sola come tutte le altre, entrambe contro Newcastle. Per i Falcons è fondamentale raccattare uno o possibilmente due punti di bonus per non retrocedere, con Leeds a pari punti (ultima partita in trasferta proprio coi Saints), mentre Bath potrebbe provarci a prender 10 punti, contando infine sulla disperazione di Leeds.
Un bel testacoda, che potrebbe però esser meno disperato in fondo di quanto appaia: infatti delle quattro semifinaliste del Championship di cui la vincente sarà promossa - Worcester Warriors, Bedford Blues, Cornish Pirates, London Welsh - solo i Warriors han fatto richiesta di passaggio da semipro a pro (della serie, la crisi non c'è solo in casa nostra). In caso vincesse una delle altre tre, non ci sarebbero promosse in Inghilterra e quindi nemmeno retrocesse.
Tornando ai Saints, se il posto nei playoff appare difficile da contestare dopo la vittoria sugli Irish (e una volta che avranno sconfitto Leeds nell'ultima giornata), rimane che in semifinale dell'Aviva Premiership dovranno visitare i campioni in carica, i Leicester Tigers tagliati fuori da tutto quel che non sia un "banale" back-to-back nel campionato.

- Harlequins: tranquilli quanto lo Stade Francais in campionato, i londinesi si sono preparati alla trasferta in terra d'Irlanda per la Euro Challenge non concedendo nulla allo sparring partner Leeds che pure almeno di un punticino in casa avrebbe avuto assoluto bisogno: han vinto 3-38, cinque mete a zero, impiegando tutti i titolari. Già rassegnati pre semifinale con Munster o molto gasati? Vedremo, al Thomond Park sono veramente poche le squadre - e le nazionali - che possono vantare una vittoria col Munster.

lunedì 25 aprile 2011

Celtiche tra presente e futuro: il Melegari pensiero

Sala stampa dello stadio Zaffanella dopo la partita con il Leinster. Coach Rowland Phillips ha tirato le somme sui suoi Aironi, lodando l’impegno nel secondo tempo che ha bloccato il meccanismo di gioco avversario. È il momento del presidente della franchigia mantovana, Silvano Melegari (nella foto), che si dice “molto sorpreso” dal calo fisico degli irlandesi e che sicuro non si può essere felici per una sconfitta, ma il risultato finale (8-20) dice che i padroni di casa si sono ben comportati “contro una squadra superiore a noi”. Ma il vero tema dello scambio di battute con i giornalisti verte, inevitabilmente, sulle ultime polemiche per il numero di stranieri in campo. D’altronde, in tribuna c’era anche il presidente della Fir, Giancarlo Dondi, che qualche ora prima, in quel di Parma – suo quartier generale – aveva sancito la fine dell’era Nick Mallet sulla panchina della nazionale.
Ci deve essere una mediazione, in particolare sulla famose concomitanze con il Six Nations piuttosto che con la Coppa del Mondo. Ricordo che son ben sei le partita (di campionato, ndr) che si accavallano con i Mondiali. Quindi è un problema molto grosso per una ragione semplice: noi stiamo facendo un progetto molto interessante sullo sviluppo dei giovani, che devono essere costruiti. Ci vuole del tempo e a mio avviso ci vuole ancora tutta la stagione 2011/12”, afferma Melegari riferendosi ai possibili sostituti di quelli che saranno convocati con l’Italia per gli impegno internazionali, ricordando poi come la dirigenza della franchigia abbia fatto pressione perché il numero di stranieri da schierare fosse almeno di cinque atleti, perché si sa che la federazione voleva fissare la quota a tre”. 


Ora ci vuole una mediazione sui ruoli perché a mio avviso non ci sono top player italiani che possano essere utilizzati, quindi bisogna ricorrere ancora una volta agli stranieri. In particolare la regola più bruciante è quel 9/10/15 e questo, devo dire la verità, è la peggiore, sulla quale tenteremo ancora di mediare con la Fir o di avere una deroga”.
C’è quindi del margine di trattativa? “Da quello che io so, no. Però io sono caparbio”.
E ancora: qual è a questo punto il rapporto tra le due celtiche italiane e la Fir? “Su questo punto c’è molta confusione”, sintetizza Melegari. “La scelta delle due franchigie è stata fatta in un momento importante per il rugby italiano, ma in un momento difficile probabilmente per la nazionale. Nel senso che l’obiettivo della federazione era quello di fare rientrare il maggior numero possibile di giocatori dall’estero: purtroppo sono rientrati e stanno rientrando giocatori a fine carriera. Alludo a Perugini e Ongaro, per fare due esempi classici. L’obiettivo è quello di arrivare a fare crescere i giovani e su questo credo che stiamo propedeutici: abbiamo giocatore che arrivano dalle accademie, come Furno. Un giocatore in forte crescita che non è ancora stato chiamato in azzurro: oggi ho avuto con piacere di avere dietro di me Dondi in tribuna che ha detto che finalmente è uno da nazionale”.


Il punto chiave, per Melegari, passa dunque dalla crescita dei giovani nelle loro società, ma nel frattempo bisogna fare i conti anche “con giocatori che sono tornati dall’estero, a fine carriera e che non sono sempre lucidi: è inutile fare finta, lo sanno, io gliel’ho detto. Usano la loro esperienza, ma non sempre, in modo altalenante E tutto questo crea confusione”.
L’obiettivo finale, a questo punto – e Melegari non fa che tornare su un argomento già espresso in altre occasioni – è che “noi Aironi e Treviso assieme dobbiamo creare una squadra forte per la Coppa del Mondo del 2015. Il vero problema attuale, credetemi, è generazionale. Finché non svecchiamo e finché non abbiamo il tempo di far crescere i giovani, c’è difficoltà e ci vuole del tempo”. Anche perché bisogna fare i conti con atleti che arrivano in ambienti professionistici come quello di Viadana da una realtà dove “non erano stati adeguatamente preparati dai club di provenienza: non c’era preparazione professionistica per il post trauma, piuttosto che per l’alimentazione o la preparazione fisica”: da qui la serie di infortuni che ha colpito i più giovani come Giulio Rubini e Riccardo Bocchino.
Per assestare tutto questo ci vuole tempo, “credo non prima dei due anni”. “Ecco perché – conclude Melegari - parlo dei Mondiali del 2015”.

sabato 23 aprile 2011

Magners League: Aironi Viadana 8 - 20 Leinster

venerdì 22 aprile 2011

Gli Aironi ne cambiano sette e Leinster non scherza

Domani pomeriggio gli Aironi Viadana scendono in campo allo Zaffanella per il penultimo impegno di Magners League contro gli irlandesi del Leinster, vice campioni nella scorsa stagione e in corsa per un posto ai playoff: calcio d'inizio alle 14.30, diretta su RR a partire dalle 14. E per l'occasione coach Rowland Phillips ne cambia sette, complice anche l'infortunio di Giulio Rubini venerdì scorso nella trasferta a Edimburgo. Tant'è che estremo sarà Horacio San Martin, con i confermati Danwel Demas e Kaine Robertson a chiudere il triangolo allargato. La coppia di centri è quella composta da Gabriel Pizzarro e Gilberto Pavan. In mediana torna titolare Tito Tebaldi, con il solito James Marshall all'apertura. 
Reparto avanti: si registra il rientro di Josh Sole in terza linea che si posizione blind side flanker, spostando così Gareth Krause sul lato aperto e con Nick Williams a chiudere il cerchio. In seconda linea si piazzano il giovane Joshua Furno al fianco di capitan Marco Bortolami, che ieri ha predicato difesa per poter tenere testa alla compagine in arrivo da Dublino. E se in prima linea rimane Fabio Ongaro tallonatore, cambia la coppia di piloni, con Alberto De Marchi a sinistra e Fabio Staibano a destra.
In panchina, c'è Quintin Geldenhuys per quanto riguardo il reparto saltatori, con Luigi Ferrero, Salvatore Perugini e Luca Redolfini pronti per entrare in prima linea. C'è anche Nicola Cattina come terza linea, mentre per la mediana sono a disposizione sia Pablo Canavosio che Riccardo Bocchino, che nel corso del match se dovesse fare il suo ingresso è probabile che vada all'apertura con spostamento di Marshall ad estremo, situazione che si è già vista in diverse occasioni. Matteo Pratichetti è l'ultimo della lista.
Arbitra lo scozzese McMenemy (speriamo non per gli Aironi).

Aironi: 15 Horacio San Martin; 14 Kaine Robertson, 13 Gilberto Pavan, 12 Gabriel Pizarro, 11 Danwel Demas; 10 James Marshall, 9 Tito Tebaldi; 8 Nick Williams, 7 Gareth Krause, 6 Josh Sole; 5 Marco Bortolami (cap), 4 Joshua Furno; 3 Fabio Staibano, 2 Fabio Ongaro, 1 Alberto De Marchi.
Replacements: 16 Luigi Ferraro, 17 Salvatore Perugini, 18 Luca Redolfini, 19 Quintin Geldenhuys, 20 Nicola Cattina, 21 Pablo Canavosio, 22 Matteo Pratichetti, 23 Riccardo Bocchino .

Non ha alcuna intenzione di scherzare Leinster che arriva in riva al Po con un XV di tutto rispetto. Eccome: basta scorrere i nomi dei titolari e dei panchinari. Da Dublino hanno avvertito che non hanno alcuna intenzione di prendere i mantovani sotto gamba. Così David Kearney si schiera estremo, con Luke Fitzgerald e Fergus McFadden alle ali, mentre la coppia di centri è quella composta da Eoin O'Malley e capitan Brian O'Driscoll. Ian Madigan è l'apertura titolare, con Jonathan Sexton in panchina, mentre mediano di mischia è Eoin Reddan. Sean O'Brien gioca da Numero 8, con Rhys Ruddock e Shane Jennings coppia di flanker. David Torner e Nathan Hines sono in seconda linea, mentre la prima è composta da Cian Healy looshead prop, Jason Harris-Wright tallonatore, Mike Ross tighthead.
In panchina ci sono Richardt Strauss, Heinke van der Merwe, Leo Cullen e Dominic Ryan per il pack. Chiudono Isaac Boss, Sexton e Shane Horgan. Non manca più nessuno.

Leinster: 15: David Kearney; 14: Fergus McFadden 13: Brian O’Driscoll (cap) 12: Eoin O’Malley 11: Luke Fitzgerald; 10: Ian Madigan 9: Eoin Reddan; 1: Cian Healy 2: Jason Harris-Wright 3: Mike Ross; 4: Devin Toner 5: Nathan Hines; 6: Rhys Ruddock 7: Shane Jennings 8: Sean O’Brien.
REPLACEMENTS: 16: Richardt Strauss 17: Heinke van der Merwe 18: Stan Wright 19: Leo Cullen 20: Dominic Ryan 21: Isaac Boss 22: Jonathan Sexton 23: Shane Horgan. 

giovedì 21 aprile 2011

Deludenti Blues su Treviso

Troppo ardua da scalare la montagna Cardiff per questo Treviso: si sapeva, è una delle poche (tre) che già riuscì a prevalere a Monigo. La partita è finita da qualche minuto sul 29-9, due mete a zero.
Gara molto "scrappy" in cui i Blues non brillano in attacco e pur detenendo il pallino per quasi tutta la gara e godendo di quasi mezz'ora di superiorità numerica, non trovano mai il bandolo della matassa; Benetton si difende molto bene, a tratti ricorda il Sudafrica del recente passato con quel suo montare difensivo, ma concede qualche fallo di troppo, stupido per giunta; quel che non va è l'imbastir poco di convincente in fase d'attacco.

[Inciso: le formazioni che si affrontano sarebbero entrambe "illegali" alla luce delle nuove regole Fir di cui abbiamo appena dato un giudizio severo (autolesionismo): doppiamente i Blues che presentano sei "non eleggibili" in campo e non cinque (Filise, Tito, Molitika, Rush, Parks, Laulala), di cui due in terza linea; ma loro che già son forti, possono. Benetton invece di "stranieri" ne ha solo quattro (se Allori non conta, altrimenti cinque) ma si permette di schierare Willem De Waal apertura e Joe Maddock estremo:oh scandalo oh grave danno per la Nazionale, non si potrà più fare da settembre eh!
Perchè se è vero che "la Patria si serve anche facendo la sentinella a un bidone di benzina", come si trombonava nel primo Novecento, allora la Nazionale Azzurra si aiuta anche legandosi un braccio dietro la schiena prima di scendere in campo: la (non ) logica di fondo è la medesima].

All'inizio i Blues si accontentano di capitalizzare le punizioni concesse dai biancoverdi sui loro attacchi, ma anche Treviso concretizza le sue rare opportunità, uscendo dai primi venti minuti solitamente critici abbastanza bene, col punteggio di 9-6, Dan Parks e Willem DeWaal perfetti (lo saranno per tutta la gara). Nel primo quarto d'ora è da segnalare l'infortunio ad Halfpenny, forse grave, in una opportunità di meta sventata dalla difesa trevigiana.
Il secondo quarto di gara è tragico per Treviso: a fronte di un Cardiff "incartato" dalla difesa, diventa troppo falloso e concede due gialli in fila - Zanni e Rizzo - rimanendo in tredci in campo, Ci scappa la meta tecnica al 36', quando Vosawai ruba palla con le mani da dentro la mischia. Cionononstante  De Waal chiude il primo tempo con un penalty che limita i danni sul 19-9, non male per un 13 contro 15.

Nella ripresa Treviso serra ancor più iu ranghi difensivi e i Blues non riescono a trovare il bandolo della matassa: Casey Laulala distratto, inguardabile, Chris Czekai schierato estremo fa un sacco d'errori; pack invece attento, in pieno controllo delle fasi statiche, ma solo Jamie Roberts riesce a penetrare un paio di volte la difesa trevigiana, pur senza esito se non una punizione per stupido fallo in ruck di Rizzo - richiamato, rischia il rosso - che consente a Parks di marcare il 22-9.
Lentamente Benetton si fa un po' più aggressiva, si segnalano un paio di iniziative di Joe Maddock, gli in avanti di Nitoglia rimpiazzato da Vilk (bella una sua ripartenza) e alcune perfette palle tattiche di De Waal. Attorno al 65' la partita si fa finalmente meno monodimensionale: ovale recuperato regolarmente dentro ai loro 22 dai trevigiani, che si producono in una ventina di fasi multiple d'attacco molto ben condotte ma progressivamente meno incisive ma mano che si avvcinano al bersaglio; il tutto vien interrotto dall'arbitro, che chiama un "sealing off" francamente generoso per la difesa Blues; trenta secondi dopo punisce nuovamente Treviso nei suoi 10 metri, per aver cercato di rubare una palla uscita senza controllo dalla ruck, altra decisione opinabile.
Stavolta Parks decide bene, non piazza e trova la rimessa laterale ai 5 metri, da dove Paul Tito fa partire la maul che consente a Xavier Rush di segnare la seconda meta tutta "straniera" della gara. Siamo al 71', il resto è iniziative tardive e velleitarie dei Blues di marcare altre due mete per il bonus, che producono solo il terzo giallo per Treviso, a Barbieri subentrato a Vosawai.

Missione bonus fallita per Benetton, ma l'impressione (anzi la certezza) è che non ci pensino proprio: non certo per senso di manifesta inferiorità ma in quanto focalizzati a "giocarsela" e non a far calcoli, quando invece anche gli incontri di pugilato si possono vincere ai punti (nel nostro caso, i piazzamenti in campionato e non i singoli incontri).
I Blues invece vincono e salgono in classifica, conquistando finalmente un posto nei playoff scalzandovi i cugini rivali nonchè campioni in carica Ospreys: il fatto è significativo pur essendo questo un anticipo, perchè solo ora le due squadre hanno pari partite giocate (Cardiff è ha una indietro).  Comunque Cardiff  ha poco da festeggiare: non solo non ottiene il prezioso, forse decisivo bonus offensivo, ma la loro è una prestazione ben misera, minimo risultato col massimo sforzo - trequarti inefficaci e spreconi (due mete da fase statica) -  dimostrandosi incapaci di sfondare pur detenendo l'iniziativa in maniera pressocchè costante.

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