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domenica 1 luglio 2012

I top del Top

Interessante la lista dei migliori XV ruolo per ruolo del Top14, stilata dalla "bibbia" transalpina Rugbyrama espressione in Rete della testata Midi Olympique, contando le "stelle" attribuite ai singoli nel corso del torneo dalla testata: così da tener conto di prestazioni ma anche della continuità. Sapete bene quanto siamo affezionati al name dropping in questo blog: del resto il nostro è uno sport per gladiatori che sappiano e facciano brillare il collettivo. A maggior ragione merita chi abbia saputo distinguersi nel campionato più lungo, combattuto e denso di campioni del mondo.

Reparto arretrato:
- 15  Jean Marcellin Buttin (Clermont): 20 anni, 17 titolarizzazioni e sei mete al primo anno di Top14, longilineo e potente, uno che ha saputo guadagnarsi il posto concorrendo con un certo Lee Byrne. A proposito della antica fola che gli stranieri rubano il posto ai giovani (si, a quelli che valgono poco).  Al secondo posto il neo-nazionale e giovane Brice Dulin. Abbondanza di giovani nel ruolo.
- 14 Blair Connor (Bordeaux): 23enne australiano, sette mete, sconosciuto prima di questa stagione. Ha superato nel numero di "stelle" attribuite il catalano Planté.
- 13 Henry Chavancy (Racing): agile centro 23enne, 7 mete anche per lui in stagione più due in Heinken Cup, completo difensore e attaccante, ha sopravanzato con la regolarità il nazionale Wesley Fofana.
- 12 ex aequo Matt Giteau (Toulon) e Florian Fritz (Toulouse): sono stati i due centri opposti nella finalissima. L'australiano ha fatto vedere la sua maestria nei tagli, nella lettura del gioco e ha sostituito Wilko alla piazzola nei momenti in cui serviva (infortuni ma non solo: vedi quarto di finale in casa); più classico centro difensore e percussore il tolosano.
- 11 David Smith (Toulon): elettrico. Supera Romain Martial, rivelazione di Castres.
- 10 : Luke McAlister (Toulouse): titolo dovuto dopo una intera stagione "tonitruante", forse il mvp in assoluto del campionato francese. Alle sue spalle un giovane, Pierre Bernard di Castres.
- 9: Heini Adams (Bordeaux): l'esperto ex Bulls spicca nel ruolo "sacré" del rugby transalpino, superando veterani come Julien Dupuy e Dimitri Yachvili - a nostro avviso il singolo più determinante al Mondo nella scorsa stagione - e giovani emergenti già nazionali come Maxime Machenaud, che da Agen sarà in evidenza al Racing.

Reparto avanti:
- 1 Vasili Kakovin (Brive): 22 anni, il georgiano gioca anche a destra e l'anno prossimo sarà a Tolosa (occhi lunghi quelli di Novés e del nuovo assistant Servat). Dopo di lui nel podio il lionense Fiard e il nazionale Poux di Tolosa.
- 3 Carl Hayman (Tolone): stagione del grande ritorno del primo tra i numeri tre di tutti i tempi. La finalissima è stata vinta da Tolosa dominando la mischia in sua assenza per una squalifica un po' così. Dopo di lui Giorge Jgenti e il parigino recuperato alla nazionale David Attoub.
- 2 Ole Avei (Bordeaux): davanti a David Romieu e Ben Kayser, l'esperto samoano da Waikato, un tallonatore da 1,80m per 120kg.
- 4 Abdellatif Boutaty (Bayonne): l'ex capitano supera Jone Qovu e il nazionale Pascal Papé.
- 5 Robins Tchale-Wachou (Perpignan): roccioso.
- 6 Gherard Vosloo (Clermont): il sudafricano ha fatto il salto in un club primario da Brive ed evidentemente non ha deluso. Come si dice in Francia è un gran plaqueur-gratteur, la sua assenza s'è sentita nelle ultime partite di Heineken e dei playoff.
- 8 Chris Masoe (Castres): l'ex All Blacks è una presenza fissa nei top XV, non a caso ha deciso di provare il salto, sarà a Tolone.
- 7: Steffon Armitage (Toulon): coureur, plaqueur et gratteur, con 36 stelle di gran lunga il più selezionato di tutti, uno dal grande impatto, una autentica rivelazione appena sbarcato sulle rive del Mediterraneo: in Inghilterra aveva perduto la gioia di giocare, ha dichiarato l'ex Irish, ora l'ha ritrovata tanto che ha chiamato a sè i due fratelli.

martedì 12 giugno 2012

Tolosa ancora in cima alla Francia


Ed eccoci finalmente a dar conto dell'epilogo di ogni stagione del rugby Boreale, la finalissima del Top14. L'immagine della gara è la gioia del protagonista assoluto Luke McAlister, non solo piede ma il più concreto puntatore alla meta di tutta la gara, almeno lato Tolosa. Dà anche conto col look B/N, di una gara che rispetta la tradizione: come d'uopo nel campionato di rugby più stressante, complesso e "teso" del Mondo, vince la squadra che mette in campo più esperienza e controllo - senza il quale la potenza è nulla, come insegna la pubblicità Pirelli. Sotto questo profilo un'altra icona tolosana della gara è senz'altro William Servat, che passerà allo staff tecnico dopo aver sollevato per la seconda volta in fila il Bouclier de Brennus. Al posto di un altro uomo preziono, il vice allenatore Yannick Bru in trasferimento alla nazionale. Per non dire del capo staff, coach Guy Novés, il borbottone regolarmente accucciato a bordo campo a scarabocchiar appunti su mini foglietti, riconosciuto da tutti come vero valore aggiunto e incarnazione dello spirito del Tolosa, dove nulla si improvvisa e nonostante le disponibilità finanziarie immani non si gioca alle figurine, smentendo l'adagio di "Real Madrid del rugby" che li affligge.

Quanto al Tolone, arrivato in finale dopo quarant'anni, stavolta pareva affrontare la finale con spirito diverso, più consapevole rispetto alla finale di Euro Challenge, dove il Biarritz la schiacciò con la carica accumulata in un anno di frustrazioni "in nome della Patria".
Invece ha ceduto anche stavolta, pur combattendo beninteso, tenendo a lungo il risultato in bilico ma senza dar mai la impressione di potercela fare. E' tornato ad aleggiare una sorta di freno psicologico auto-inflitto, come ai tempi pre - Bernard Laporte, quando eran solo una accozzaglia di (ex?) campionissimi, prima dell'assurgere a livelli ultra europei di Steffon Armitage, vero nuovo uomo immagine della squadra della Rada, la cui grinta devastante ha caratterizzato l'ascesa dei provenzali quest'anno più del pungiglione di Jonny Wilkinson.
Orbene, tutta la grinta ha tenuto il risultato a lungo in bilico ma quando è servito il salto finale oltre l'ostacolo, s'è parzialmente afflosciata. Anche per il contributo di recriminazioni anticipate, che han bacato le teste con scuse che sono il peggior tarlo per uno sportivo alle prese con l'ultima salita tosta. Autogol in primis del presidente Mourad Boudjellal, un trascinatore caduto nel tranello di voler mettere le mani avanti: ha virato il messaggio vincente "noi siamo diversi, soli contro tutti" e pure poareti per giunta ("tutto dalle mie tasche e da quelle dei tifosi che pagano biglietti più salati di tutta la Francia, non ho gruppi industriali sponsor alle spalle", ha sottolineato il presidente), in un "è tutta colpa del sistema". Il presidente a fine partita è arrivato a dichiarare che nel caso di vittoria avrebbe mollato, per totale disprezzo e incompatibilità nei confronti "dell'ambiente"! Adolescenziale, oppure molto francese, vedete voi.

Va comunque riconosciuto un fatto: Tolosa nella finale ha avuto gioco facile a far leva su un elemento del gioco (indovinate quale?), la mischia ordinata del tutto dominante. Dalla quale "il sistema" aveva escluso lato tolonese un certo Carl Hayman, reo di un cartellino giallo in Euro Challenge e squalificato quindi anche per il campionato. Al ricorso presentato dai provenzali per averlo almeno in finale, gli organismi preposti han risposto non decidendo, chiedendo ulteriore documentazione alla ERC. Ponzio Pilato reloaded e/o schiaffo in faccia a un rompino destabilizzatore, in stile degno della Fir.
"Sono vecchi, davanti a certuni si sciolgono", la caustica chiosa di Boudjellal che pure ha sportivamente riconosciuto prima e dopo la finale i meriti sul campo degli avversari. Aggiungendo, sempre rivolto ai dirigenti federali e di Lega: "Ils vont rester et nous emmerder jusqu'à quand?". Non serve tradurre, né traslare ad altri ambiti transalpe, just?

Bon, dopo tutto 'sto premessone a freddo, veniamo ai fatti: sabato 9 giugno finale tutta rossonera del Top14, come da tradizione celebrata allo Stade de France gremito da quasi 80.000 spettatori, arbitra Romain Poite, risultato Stade Toulousain 18 - 12 RC Toulon. Nessuna meta, sei punizioni di Luke McAlister vs. quattro centrate da Jonny Wilkinson.
I punti tolosani arrivano in gran parte come detto dalla mischia ordinata, dominante da subito: Gurtrho Steenkamp al posto dell'infortunato Poux,  William Servat e Census Johnston, sostenuti da Yoann Maestri e Patricio Albacete rimpiazzo dell'indisponibile Millo-Chuski, stanno in campo tutti per almeno 77 minuti e dominano gli opposti Lewis-Roberts, Bruno e Kubriashvili sostenuti dal duo Shaw-Botha. I provenzali semplicemente non trovano contromisure per reggere, nemmeno "l'erosione" vista la panchina corta degli avversari davanti (c'è il 36enne Daan Human); oltretutto il numero di errori da ambo le parti alza notevolmente il ricorso alle mischie in partita e non aiuta gli sfidanti. I quali si procurano i piazzati per Jonny Wilkinson nel gioco aperto, grazie all'abrasione della terza linea Joe Van Niekerk, Steffon Armitage e JM Fernandez Lobbe tornato al gioco dopo un lunghissimo infortunio, cui si oppongono con alterne fortune gli esperti Boilhou, Dusatoir e Picamoles.
Lo schema "bloccato" potrebbe anche essere funzionale al game plan tolonese, che difatti tiene il 9 pari all'intervallo, anche se nel conto c'è un drop mancato di McAlister.  Nel conto va messo anche il coraggio di Wilko, che placca senza paura le percussioni che lo targettano regolarmente, financo dei piloni. Dietro Poitrenaud e Lapeyre dal fondo provano ogni tanto iniziative personali tra le difese dense e c'è poco lavoro che non sia difensivo-abrasivo per le ali Matanavu e Clerc vs. Smith e Palisson, idem al centro per Fritz- David vs. Giteau -Bastareaud. Partita che più chiusa non si può.

La ripresa ricomincia di dove s'eran lasciati: punizione guadagnata dalla mischia ordinata tolosana al 42', risposta tolonese al 46' da fuorigioco su incursione di Van Niekerk e Armitage: è 12 pari, punteggio thriller degno di finale che rimarrà inalterato di lì fin oltre l'ora di gioco. La tensione esplode al 50': Bruno e Servat si scazzottano, i due tallonatori vengono mandati da Poite a pensarci sopra in panca puniti.
Nella fase in 14 per parte s'incrina l'architrave su cui si regge la strategia tolonese: Wilko sbaglia prima un drop e poi una punizione da metà campo. I due reprobi non fanno a tempo a rientrare nei ranghi che Poite ne ha abbastanza della palese difficoltà a reggere della prima linea tolonese e caccia il pilone destro Kubriashvili. E' questa la reale svolta della gara: a parte il piazzato di McAlister che porta al 15-12, i tolosani che nel frattempo avevan rimpiazzato il giovane JM Doussain in mediana con l'esperto Luke Burgess e il centro Yann David col droppatore Lionel Beauxis,  si riversano avanti, se non altro a cercar punizioni da raggio piazzabile e per tener lontani i tolonesi.
E' McAlister in tale fase ad azzeccare l'azione più vicina alla meta di tutta la gara: da primo centro apre il Mar Rosso con un ottimo taglio ma poi opta per un offload invece di fissare il gioco o insistere, perdendo palla. La fatica si fa sentire, prima del 70' arriva la punizione del 18-12 per un offside difensivo tolonese. Laporte cambia le linee per l'ultimo assalto all'arma bianca, Novés risponde coi "muratori" in campo, a partire dall'esperto e solido Yannick Jauzion al centro al posto dell'eroe della gara McAlister.
Quelli tolonesi finali non sono assalti alla disperata, c'è anche un qualche sprazzo di manovra ma la palla scotta. Arrivano ripetutamente vicini alla linea di meta grazie alla forza di Armitage, Bastareaud, alla velocità del mediano regista Tillous-BordeGiteau, ma vengono tenuti dai tolosani, che possono permettersi falli grazie al mini-break e Wilko è costretto a calciare in touch; cruciale risulta la incapacità dei provenzali di allestire maul avanzanti nonostante Botha (Shaw ha lasciato il posto a Samson e anche Van Niekerk è fuori). Alla fine David Smith commette un in-avanti su apertura larga così così ma non impossibile, quando si trovava in una situazione di due contro uno sul lato sinistro. E' l'epilogo, il Bouclier rimane a Tolosa.

domenica 3 giugno 2012

Semifinali francesi bien serré

Se volete un simil espresso in Francia, raccomandatevi che il caffé che ordinate sia "bien serré", molto ristretto, altrimenti vi arriva roba buona per il pediluvio. Nel rugby quando c'è qualcosa in palio, in generale ovunque ma in modo particolare in Francia non serve raccomandarlo, sarà quasi sempre una partita chiusissima. Le semifinali del Top14 non fanno eccezione: senza una meta in due campi, decise la prima dagli errori e l'altra da una minima differenza di precisione dei calciatori. Ma tant'è, anche il rugby che conta abbondanza di campioni, fisici, tecnica e soldi, a volte mangia fagioli.
L'esito sarà una finale allo Stade de France tutta rossonera tra Tolosa e Tolone: la force tranquille (nel senso di consapevole di sè) contro quella emergente, il rango contro i parvenu, la base della nazionale contro l'ex accozzaglia di campionissimi trasformata in force de frappe.

- Stade Toulousain 24 - 15 Castres
Sei piazzati di Luke McAlister, uno di Lionel Beauxis e un suo drop, contro tre piazzati e un drop di Pierre Bernard più una punizione di Romain Teulet.
Comincerei la cronaca e l'analisi da quest'ultima punizione, momento clou della partita: poco dopo la mezz'ora sul 12-9, Clément Poitrenaud estremo del Tolosa tenta una delle sue classiche incursioni con calcetto a scavalcare la linea. E' il modo di fare della casa: tutti i rossoblu a spingere e sfondare stretti, solo il fantasista con licenza di inventare. Mal glie ne incoglie, il suo kick viene raccolto a volo dalla attenta seconda linea difensiva ospite dentro ai 22 metri e aperto immediatamente sulla sinistra, dove sono tre biancoblu in linea contro zero. Decolla lo scattante scozzese Max Evans, supera il primo difensore, brucia il secondo convergendo all'interno, scarta il terzo ... pare Shane Williams, non c'è più nessuno davanti, è meta certa. Invece no: quel gran campione di Vincent Clerc arriva in recupero, atterra lo scozzese, gli si mette sotto e lo tiene sollevato in area di meta, impedendogli di girarsi e schiacciare in meta. Mai vista una meta mancata così: avete presente quella prova da rodeo dove il cowboy si getta sul vitello e gli impastoia le zampe, inchiodandolo al suolo? Ecco cos'ha fatto l'eroe tolosano della partita al vilain of the match ospite.
E mica finisce qui: mentre Romain Teulet  s'impappina nel tentativo di recuperar palla dal compagno, alle sue spalle sopraggiunge in recupero l'altra ala tolosana, Timoci Matanavu, che bel bello raccoglie l'ovale in pieno fuorigioco peggio che cinico, stupido: l'arbitro Gauzere manda l'ala figiana in panca puniti a far compagnia al suo centro Florian Fritz, cacciato cinque minuti prima per placcaggio pericoloso.
E mica è finita qui: in 15 contro 13 e punizione dai 5 metri, cosa ti decidono gli ospiti? La mischia inizia ovviamente a schierarsi, invece Teulet prende l'ovale e ti piazza veloce la famosa punizione da cui siamo partiti, per il 12 pari. Della serie, come gettare via la possibilità della vita, dimenticando che il rugby è una partita a scacchi giocata da corpi in corsa e usarvi il cervello non è un optional.
A dirla tutta, la mischia ordinata di casa era dominante: JB Poux, Census Johnston e William Servat all'ultima partita in casa, spinti da Yoann Maestri e Patricio Albacete,  se li son regolarmente mangiati vivi Forestier, Bonello e Ducalcon sostenuti da Rolland e Tekori; certo che se non chiami mischia sulla linea dei 5 metri avversaria quando fuori hai sei uomini contro quattro, beh stai comunicando a tutti, compagni inclusi, che non ti senti all'altezza.
L'epilogo vero dell'azione - e la lezione per Castres - arriva un paio di minuti dopo, sulla sirena di fine primo tempo: nella fretta di sfruttare i minuti in doppia superiorità, i Tarnais battono una rimessa veloce folle nei propri 22 e il povero Masoe, forse il migliore in campo assieme all'eroico Clerc, non può far altro che accartocciarsi sull'ovale mentre Maestri lo bracca, regalando a Beauxis la punizione del facile 15-12, marcata in tredici contro quindici. Da pazzi, o meglio da disabitudine a volare a certe altezze.

Abbiamo dedicato molto spazio all'episodio clou della gara: dovuto, raramente abbiamo visto partite meglio descritte (più che determinate) da eventi raggruppati nell'arco di qualche minuto. Infatti Castres gioca una partita priva di complessi e intraprendente ma prona agli errori, di valutazione e di handling; invece Tolosa se ne resta conservativa e lo diventa ancora di più, dopo lo scampato pericolo da rovesciamento di fronte: si limita a macinarsi gli avversari con le mischie e capitalizzare le punizioni.
Castres nello scorcio di secondo tempo in superiorità numerica riuscirà solo a riagguantare il 15 pari; una volta ristabilita la parità di forze non c'è più storia, anche se gli attacchi dei biancoblu restano più ficcanti. Alla fine però perdono sempre palla, mentre la macchina avanzante tolosana si rimette in moto e non appena guadagna un falletto, da metà campo o da lato ci pensa McAlister (sei su sei).
Tolosa è uno squadrone pieno di alternative - Beauxis all'apertura non rende? C'è McAlister che dal centro lo rimpiazza; al 50' cambia anche il mediano, all'impalpabile JM Doussain subentra l'esperto Luke Burgess, così come allo stanco Poux subentra il troll Steenkamp a proseguire il lavoro. Alla fine non c'è storia, ma quel brivido prolungato tra 35' e 37' e quei cinque minuti in tredici se li ricorderanno per un po'.

Posso quindi azzardare, l'impressione che offre Tolosa è quella di un team cinico, esperto, pronto ad affrontare qualsiasi evenienza, certamente; ma anche meno saldo che nel passato. Quasi lo raffigura simbolicamente capitan Thierry Dusatoir, quando si rialza traballante ma dirigendosi verso la prossima ruck, dopo un duro scontro con Chris Masoe. Una vendetta tra l'altro: qualcuno ricorderà l'All Blacks Masoe groggy dopo un placcaggio di Chabal arrivato a cento all'ora dal suo lato cieco, a.d. 2007.



- Clermont 12 - 15 Toulon
Vent'anni dopo, titolo della trilogia dei Dumas, si applica a Tolone che dopo tutto questo tempo riguadagna una finale, nella gioia scomposta e genuina del patròn Budjiellal, riammesso nei campi post maxi squalifica alla sua linguaccia, per "gesto umanitario" della Lega, come riconosce lui stesso.
La seconda semifinale domenicale è altrettanto chiusa, forse anche di più della prima del sabato. A parziale attenuante, viene giocata in un tempaccio autunnale sotto la pioggia che fatalmente penalizza la squadra che prova a muover più palla, quella "virtualmente" di casa, più riposata e qualificatasi seconda in campionato.
Piove ma non tira vento, contrariamente allo Stade Mayol casalingo nel quarto di finale: stavolta Jonny Wilkinson non ha problemi, il suo è un ruolino di piazzata immacolato, fatto di cinque centri su cinque tentativi, nessuno dei quali comunque da posizioni estreme. Morgan Parra gli va vicino, ma un bit in meno è quanto basta perché Morgan perda la cappa: s'era prodotto in un quattro su cinque, fino a quando non ha tra i piedi il tentativo a tempo scaduto da un passo oltre la metà campo, che potrebbe mandare le squadre ai supplementari. La mira c'è ma non la potenza: forse la palla è più pesante per via dell'acqua assorbita (non ditelo a quelli della Mitre), il calcio si spegne un metro prima del dovuto e Lapeyre dall'orrido taglio di capelli può calciarlo fuori, per il trionfo fuori casa dei provenzali.
La mini cronaca narra di un primo tempo terminato 6-9, che diventa 6-12 all'ora di gioco, pareggiato alfine dagli Alverni al 73'. Negli ultimi tre minuti arriva il quinto penalty su cinque centrato da Wilko, poco dopo il secondo su cinque fallito da Parra.

Gli inglesi definiscono partite come queste arm wrestling, lotta a spintoni: è il tipo di gara che più somiglia alle caratteristiche di Tolone ma Clermont non si tira certo indietro. La sfida davanti è titanica, a partire dalle prime linee  dove i Jaunard Domingo, Kayser e Zirakashvili paiono più attrezzati dei pur forti Lewis-Roberts, Bruno e Kubriashvili; in terza linea viceversa, Joe Van Niekerk, Steffon Armitage, JM Fernandez Llobe  si fanno lievemente preferire a Bardy, Lapandry, Bonnarie.
Ma è in seconda linea dove lo scontro tocca il suo climax: forza bruta ed esperienza a tonnellate, sono di fronte Jamie Cudmore e Natan Hines (!) contro Simon Shaw e Bakkies Botha (!!). Bastava questo a ripagare il prezzo del biglietto a un certo tipo di estimatori della sfida tra muli per alpini, almeno quanto lo è stato il bacetto che lo smiling assassin sudafricano riservava al canadese alla fine di una mischia degenerata in simil-ruck.
Cinque piazzabili per parte, due tentativi di drop falliti per Clermont a parte, la differenza alla fine l'ha fatta solo il dettaglio della precisione dalla piazzola. Col particolare che Clermont tentava di giocare, mentre Tolone era costretta dalla veemenza avversaria a limitarsi per larghi tratti alle ripartenze. Sia come sia, quella che era una accozzaglia di campionissimi è diventata nelle mani di Bernard Laporte una solida compagine in grado di reggere non solo la pressione muscolare ma anche di rispondere bene al gioco tattico millimetrico di Brock James, autore di due tentativi di drop falliti poi rimpiazzato da Skrela, e alla precisione e rapidità di Parra. Partita chiusa invece per le linee arretrate, tutte attentissime in difesa - nessuna fuga alla Evans è stata concessa ai Sivivatu, Fofana, Rougerie, Nakaitaci e Buttin da una parte, a David Smith, Matt Giteau, Bastareaud, Palisson e Rooney dall'altra.

giovedì 31 maggio 2012

Saint-André stabilisce il turno di riposo

Premier e Pro12 hanno chiuso i battenti e tra i maggiori campionati europei ancora in atto c'è di fatto solo il Top 14. Nel fine settimane si passa alle semifinali, con il Clermont che affronta il Tolone e il Tolosa il Castres. Quindi il prossimo week end si disputerà la finale che decreterà la vincitrice 2011/12 e infine la Francia scenderà in Sud America, per un doppio confronto con l'Argentina che sarà impegnata nel Rugby Championship contro Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa nel corso dell'estate. I Pumas: riaccendono tristi ricordi mondiali tra i transalpini, battuti due volte tra la prima partita della Coppa del mondo 2007 e la finale per il 3°/4° posto. 

Con chi ci va il tecnico Philippe Saint-André? Non con il capitano Thierry Dusautoir. Ha bisogno di riposarsi e con lui gran parte del gruppo nazionale che si aggira sui 30 anni. I suoi gradi passano al veterano Pascal Papé dello Stade.
Del resto anche i Pumas che affronterà han tanti nazionali coinvolti nel Top14 e sia per la Francia che con l'Italia presenteranno per la prima volta nel millennio soli nove giocatori dall'estero, il resto saranno i migliori Semipro dai campionati locali e dai PampasXV; la nazionale "vera", quella per il The Rugby Championship, sarà ben altra. Tra l'altro, coach Santiago Phelan si avvarrà per essa di sette settimane di consulenza da parte di Graham Henry ("grande popolo, grandi rugbisti, gran difesa", ha già commentato, "non gli resta che imparare a segnare qualche meta in più").
Per intanto il selezionatore francese ne approfitta e convoca 9 novellini da valutare su 28, più Fred Michalak. Gli uncapped convocati sono i piloni Antoine Guillamon (Lione) e Yvan Watremez (Biarritz), il tallonatore Christopher Tolofua (Tolosa) il terza linea Christophe Samson (Tolone) e Romain Taofifenua (Usap), il mediano Maxime Machenaud (Agen), i centri Geoffrey Doumayrou (Montpellier) e Romain Martial (Castres) e l'ala-estremo Brice Dulin (Agen).

Saint-André non sfodera la spada contro i club come invece faceva il precedessore Marc Lièvremont, in compenso qualche frecciatina sull'organizzazione del massimo campionato francese la lancia: "Tutte le altre nazioni sono organizzate. Gli irlandesi, i gallesi, gli inglesi e gli scozzesi sono ben organizzati. Gli italiani lo stanno facendo, assieme agli argentini. Per non parlare dell'Emisfero sud. La nazionale francese deve farlo, i nostri giocatori hanno bisogno di maggiore riposo". Il Top14 comincia per primo e finisce per ultimo.  

Saint-André guarda avanti, a novembre: se per i Test Match autunnali è richiesta la squadra migliore, ai giocatori chiave dev'essere fornito adeguato relax. "Abbiamo progettato un piano che consenta di recuperare sia fisicamente che mentalmente. Sarà un tour tosto per chi è stato selezionato e in seguito dovranno rigenerarsi". Dunque: c'è chi sarà tenuto ai box e chi invece partirà, a patto che al rientro i patti vengano rispettati. "Stiamo guardando ai giocatori più giovani, ma dobbiamo continuare ad essere competitivi", ha sottolineato l'allenatore dei Bleus

domenica 27 maggio 2012

Wilko decide il barrage, lasciando piazzare Giteau

Che partitoni i barrage (quarti di finale) francesi!
In particolare lo è l'appena conclusa Toulon - Racing Métro, che rispetta in pieno le aspettative della vigilia: una partitona iper fisica combattuta alla morte e a mille all'ora, tra le due  arrivate assieme dal ProD2 un paio di stagioni fa.
Riassumibile molto facilmente: primo tempo 13-3 per i parigini, secondo tempo 13-0 per il Tolone, risultato finale vince Tolone 17-13, sarà la provenzale a recarsi a Clermont per la semifinale.
La svolta della gara? La decisione di Jonny Wilkinson di delegare i piazzati a Matt Giteau: l'inglese s'era prodotto in un incredibile 1 su 5 dalla piazzola, 20% manco fosse tornato in Nuova Zelanda, cosa che aveva lasciato i suoi a terra, azzerando la produttività del loro classico gioco tutto attrito a mille all'ora in attacco, puntato all'ingenerare indisciplina negli avversari. L'australiano invece s'è prodotto in un più che potabile tre su quattro fallendo solo la trasformazione, cosa che ha restituito animo ai suoi e al basito pubblico dello stadio Mayol.
Andiamo con ordine: Tolone schiera tutte le stelle a parte lo squalificato Hayman, gli indisponibili Bruno e Palisson, rimpiazzato dallo spostamento di Lapeyre all'ala e dall'ingresso a estremo di Luke Rooney. Hanno solo tre francesi tra i titolari - figura chiave tra loro è il mediano Tillous-Borde, mentre il Racing è nella formazione classica, incluso Nallet all'ultima partita a Parigi e un paio di novità: il giovane Sébastien Descons in mediana e il rientro all'ala di Benjamin Fall, assente da un anno per un infortunio al ginocchio. E' il duo che poco prima della mezz'ora spacca la partita e quasi la ipoteca.

In precedenza c'erano stati un piazzato di Frans Steyn da metà campo e i primi errori di Wilko ma la partita era in guardingo equilibrio, come si conviene a una sfida senza domani. Poco prima della mezz'ora succede che Descons tutto spostato sulla destra riceva un calcio poco oltre la sua metà campo,  scavalchi col piede la linea e dietro non trovi nessuno a presidio; il giovane mediano s'impadronisce allora della palla e si invola lungo l'out, aprendo al centro mentre la difesa tenta il recupero. I parigini guadagnano metà del campo in cinque secondi, Fall converge da destra al centro, si presenta al mediano che sta estraendo palla dalla ruck e si fionda nell'intervallo classico tra i due mediani avversi. E' meta in mezzo ai pali, Racing avanti 10-0.
I tolonesi ricomnciano, guadagnando dopo pochi minuti l'unico piazzato centrato da Jonno, mediante un'azione da manuale del rugby: il mediano Tillous-Borde apre da una ruck al nr.8 che gioca blindside Fernandez Lobbe e si sposta verso sinistra sul lato chiuso,  dettando la restituzione. Invece il terza linea passa a Giteau che si sta inserendo a mile all'ora da destra a ridosso della ruck nell'intervallo lasciato dal mediano che seguiva il suo omologo. Pare una manovra della pattuglia acrobatica, per velocità e spettacolare efficacia: se SB Williams è il re degli offload, Matt Giteau è ancora l'imperatore dei tagli. Nel proseguo l'azione si concluderebbe con  una meta, ma l'arbitro decide che il tolonese è stato tenuto sollevato senza chiedere il conforto del Tmo e ritorna a una punizione precedente. Prima della fine del tempo i compagni ne procurano altre due ma Wilko le fallisce entrambe.

Alla ripresa lo schema è sempre quello: possesso tolonese, attaccano in tutte le maniere - aprendo, dritto per dritto, offload - e difesa parigina pronta alle ripartenze e ai calci per il guadagno territoriale. Wilko riprova per l'ultima volta da metà campo ma rimane appena corto, nello sconforto dei suoi. Tra l'altro Steyn si fa sfuggire palla sotto i pali, ma la mischia che ne consegue non produce risultati. i parigini reggono l'assalto pur tra qualche mugugno del pubblico per le decisioni dell'arbitro e si rendono anche pericolosi per tutto il terzo quarto. All'ora di gioco i rossoneri guadagnano l'ennesima opportunità di piazzare, intelligentemente Wilko passa l'ovale a Giteau ("una decisione sua, che gli fa onore" sottolinea coach Laporte) e questi non fallisce. Seconda opportunità dopo pochi minuti e secondo piazzato dall'australiano, siamo 9-13, l'entusiasmo di giocatori e pubblico è alle stelle, il clima torna ad essere quel che serve, da arena gladiatoria, il presidente parigino Jacky Lorenzetti segue dagli spalti visibilmente preoccupato, c'è anche l'antico rivale Max Guazzini giunto dal suo buen retiro provenzale (è nativo di Roquebrune, tra Montecarlo e la frontiera con l'Italie).
Nel giro di dieci minuti attorno all'ora di gioco arrivano dunque due piazzati e  la risposta finale al break iniziale dei parigini: una iniziativa personale partita da lontano, dell'alona chiusa David Smith nella fattispecie, il quale brucia in velocità e serpentina due uomini lungo l'out sinistro, poi scarica al sostegno sempre lui Steffon Armitage, che va a marcare il sorpasso 14-13.
Negli ultimi minuti è nemesi, le parti sono rovesciate: sono i parigini in attacco per procurarsi calci di punizione; Descons è uscito, a piazzare ci  prova prima l'apertura JM Hernandez ma colpisce il palo, poi il subentrato Wisniewski che ha giocato poco in stagione ma vanta pur sempre un quasi 80% dalla piazzola: e fallisce pure lui. Steyn prova un drop da metà campo ma è un aborto. [Qui avviene un interessante siparietto arbitrale: chiama il Tmo per capire se dopo l'errore Wilko abbia annullato l'ovale a fondocampo o se questo si fosse già fermato e quindi annullato in area di meta. Ma era un drop per quanto sbilenco, ovunque esca non è mai mischia dal punto, è sempre rimessa dai 22 metri! Di più, le regole non consentirebbero (ancora) di consultare il Tmo se non per dirimere mete e piazzati!] 
All'ultimo minuto è Tolone a guadagnare una punizione da 40 metri: un punto avanti,  il tempo sta scadendo, sarebbe vittoria assicurata se Giteau la calciasse fuori campo; se invece prova a piazzare e fallisse, potrebbe consegnare l'ultima possibilità di revanche ai parigini. Ma l'australiano, leader in campo tra i tanti in rossonero- Tillous-Borde, Simon Shaw, Bakkies Botha, lo stesso Armitage - vuole lanciare un segnale di estrema confidenza a sé e ai suoi: come se nulla fosse mira, calcia, centra i pali. E' così che si fa nel rugby, troppo cinismo a volte baca le teste.

Sollievo alfine nella Rada: sarebbe stato un uno-due devastante come due stagioni fa, perdere la finale di Euro-Challenge e il barrage nel giro di una settimana. Laporte s'è dimostrato capace di sviluppare le basi poste da Saint'André, ne siamo felici visto il periodo terribile che ha passato fino all'anno scorso. Quanto agli uomini di Pierre Berbizier, vengono fatti fuori ancora una volta, forse a causa di quel solito atteggiamento troppo smart e conservativo; non sempre il "cinismo" prevale, certo che fuori casa è più facile a dirsi che a farsi.


Venerdì l'altro barrage giocato a Tolosa era andato a Castres, finalmente vincitore al terzo tentativo in fila di superarlo, proprio contro la squadra che l'aveva eliminata l'anno precedente, Montpellier. Il finale è 31-15, i mediterranei si presentano con 5 argentini titolari più uno in panca, più due georgiani e due pacifici tra i titolari, e marcano due mete, del nr. 8 Alex Toulu e del lock Aliki Fakate. Quelli del Tarn rispondevano con l'unica meta del giovane mediano ex Tarbes Thierry Lacrampe, appena rientrato da 10 minuti di panca puniti. Facevano la differenza le indiscipline indotte alla squadra di Fabien Galthié: l'accoppiata estremo anziano-giovane apertura Romain Teulet - Pierre Barnard di Castres piazzava infatti ben otto punizioni. I Castrais si portavano sul 13-0 nei primi venti minuti nonostante il giallo al mediano, a fine del primo tempo erano avanti 19-8, che diventava un tranquillo 25-8 all'ora di gioco. Lì arrivava il patatrac che poteva riaprire la gara: il nr.8 di casa Joe Tekori , membro possente di una terza linea da paura con Chris Masoe e l'esperto Yannick Caballero,  (il coach di Tolosa Guy Novés s'è detto impressionato dalla fase di conquista di Castres), si becca il rosso diretto per un placcaggio alto e non chiuso, invero non apparso particolarmente micidiale, impressionante più per la differenza di mole che altro. Tant'è, Montpellier riesce a marcare la seconda meta in superiorità numerica ma nulla di più.
Castres tornerà a Tolosa per affrontare in semifinale i campioni in carica, mentre al Montpellier non ha portato alcuna fortuna la vittoria cittadina nel campionato di calcio francese.

lunedì 14 maggio 2012

Tutto come da copione in Francia

E' finito anche il campionato francese, la prima fase "all'italiana" s'intende. Ultimi verdetti tutti come da programma: quarti di finale ("barrage") in casa per Castres oltre che per Tolone, riceveranno rispettivamente Montpellier quinta e Racing sesto (non male quanto a equilibri in campo, ambedue i quarti); i vincitori se la vedranno poi con le semifinaliste dirette Tolosa e Clermont, lassù in alto da tempo.
In fondo è Brive a raggiungere Lyon tra le retrocesse: una caduta inopinata, precipitata nelle ultime giornate di campionato, quando la squadra del Corréze era ancora in corsa in Euro Challenge: come a dire, chi troppo vuole ... deve fare i conti con le proprie forze. Dal ProD2 infine, si sono definite all'ultimo momento le quattro candidate tra le quali si combatterà per aggiungersi a Grenoble nel prossimo Top14: verrà deciso nelle sfide dell'estremo ovest, tra pirenaici del Pau e atlantici di LaRochelle e le due delle Landes,  Dax e Mont de Marsan.
Partiamo dall'ultima giornata del Top14.


Top14, samedi 12 mai 2012

Scontatissime molte sfide della giornata, la grande maggioranza. Unica cosa da segnalare, le 36 mete segnate totali, record di di tutta la stagione, dato che si scontra col fatto che complessivamente questa è la stagione col minor numero di mete - 559 - da quando ci sono i playoff, stagione 2005/6.
Castres doveva vincere per tenersi il barrage in casa, anche se fuori dal Castrum sarà (dovrà scegliersi uno stadio più capiente, per il piacere della Lega e del cassiere:  quello di Tolosa), mentre a Bayonne bastava un punto per la matematica certezza. Per come stavano andando le cose in contemporanea a Clermont dove Brive avrebbe dovuto vincere col bonus per inguaiare i baschi, potevano anche risparmiarselo. Invece il centro Sam Gerber a scanso di equivoci marca meta per il bonus difensivo all'ottantesimo. Aveva segnato anche Yoann Huget che saluta così prima di trasferirsi a Tolosa; in campo tutte le star che NON hanno brillato a Bayonne quest'anno, da Rokocoko a Phillips a Tialata e Potgeiter. Tutte in teoria confermate per l'anno prossimo, sotto la nuova guida di Lanta da Agen.
Brive che necessitava di 5 punti a Clermont, manco ci prova: finisce otto mete a due, doppietta per Sivivatu e Fofana, sei trasformazioni di Brock James. Nel dolore, l'unica che ha almeno un motivo di sorridere è la proprietà Briviste: da un budget tra i quindici e i venti milioni di euro per vivacchiare male in Top14, adesso si passa a otto, massimo dieci per far bella figura in ProD2. Il bonus offensivo, l'unico della giornata, non consegna agli Alverni l'inutile primo posto della stagione regolare, pur superando Tolosa per differenza punti; in ogni caso tra le prime due cambia nulla, la finale si fa allo Stadio di Francia, campo neutro. A dirla tutta, un vantaggio minimale per la prima c'è: la scelta di quando giocare la semifinale, se sabato pomeriggio o sera.
Fase di rifinitura anche per Tolosa: ne fa le spese Montpellier che comunque con la vittoria del Castres nulla aveva più da guadagnare. Però ci rimette lo stesso una costola il mediano Julien Tomas e c'è sanzione pendente su Gorgodze. E' tripletta per Timoci Matanavu di Tolosa ma va in meta anche Timoci Nagusa del Montpellier: fanno 11 mete contro le 10 dell'omonimo connazionale, è il primo marcatore di mete del torneo.
Remi del tutto in barca per lo Stade Francais, che conferma la forza ritrovata e la motivazione di Biarritz in vista della finale di Euro Challenge. I Franciliens devono ora solo più sedersi in poltrona e tifare per Tolone in coppa (se vincesse, i parigini sarebbero la settima squadra francese alla Heineken Cup, altrimenti andrà Biarritz). Per cui l'infortunio rimediato da Sergio Parisse (uno che in stagione se l'è fatte tutte ma proprio tutte) riguarda più le toruneèe degli Azzurri che lo Stade.
Anche l'altra parigina Racing non aveva più nulla da guadagnare, non potendo raggiungere il quarto posto e quindi il barrage casalingo; Agen passa grazie alla freddezza del 20enne Mathieu Lamoulie, che rimpiazza il capocannoniere del torneo Conrad Barnard e marca due penalty nel finale, riportando i suoi alla vittoria.
Poco da dire sulle vittorie in casa di Bordeaux su Perpignan, se non per segnalare le quattro mete per parte e i due spagnoli in prima linea con l'UBB (Labbe e Rofes, il primo "giallato") e il Tolone che va a vincere a Lione con 19 punti di Jonny Wilkinson nell'unica vittoria esterna della giornata, mentre i padroni di casa salutano il loro pubblico beccandosi quattro cartellini gialli. Tolone appare francamente differente dalla collezione di stelle poco coordinate e prone alle débacle non appena c'era da tirar fuori più attributi che classe, com'era sotto coach Saint'André: spezziamo quindi una lancia a favore dello sbeffeggiato Bernard Laporte, che ha saputo dare un'anima, incarnata più in Steffon Armitage che non in Wilko che fa il risolvi-problemi, a una squadra costantemente in bilico a far la fine dei Galacticos madrilisti. Uno che se n'intende come Pierre Villepreux sostiene che i provenzali sono il club francese più forte e potrebbero vincere il campionato quest'anno; per noi hanno una straordinaria anche se ardua opportunità: rafforzare la convinzione in modo "incrociato", sfruttando al meglio il doppio impegno coppa e campionato, altrimenti emotivamente prima che fisicamente devastante.

In termini di cifre individuali, i primi tre marcatori della stagione sono Conrad Barnad (Agen: 267 punti con 4 drop), Jonny Wilkinson (Tolone) e Romain Teulet (Castres): contrariamente all'Emisfero Australe, in Francia tra i piazzatori l'esperienza premia ancora. Detto di Nagusa vincitore della classifica marcatori di mete su Donguy e Matanavu di Tolosa e Martial di Castres rimasti a 10 centri, il miglior avanti risulta Alex Toulu di Montpellier con otto mete.
La classifica finale:

PtsbobdJGNPp.c.Diff.
1
Clermont
8752261925644364280
-
Stade Toulousain
8763261916629448181
3
Toulon
=
7352261457581393188
4
Castres
693226144858552263
5
Montpellier
6745261411160150596
6
Racing
=
6446261311256953831
7
Stade Français
=
58642611213568588-20
8
Bordeaux-Bègles
53232612014493619-126
9
Biarritz
52172610214424518-94
-
Agen
52112612113479573-94
11
Perpignan
4927269215515578-63
12
Bayonne
=
4815269314479619-140
13
Brive
=
42210267118408488-80
14
Lyon
=
3105265318369591-222

E' stata l'ultima giornata anche per il ProD2, con qualche piccolo sconquasso. Mont de Marsan ha recuperato il passo falso del recupero della settimana scorsa battendo Narbonne e ha raggiunto il terzo posto con semifinale in casa, Pau fa ancora meglio, vincendo fuori casa e chiudendo seconda, posizioni concesse dalla sconfitta fuori di Dax: quest'ultima poteva permetterselo, però ora in semifinale si trova un derby non si sa quanto gradito e per di più fuori casa. C'è chi ha comunque rischiato ancor di più fino alla fine: è LaRochelle, sconfitta fuori casa e raggiunta a 81 punti dal Carcassonne di Christian Labit, vincente un partitone alla sudafricana col Beziers (47-45), in cui i mediterranei han tolto a quelli dell'Aude il bonus offensivo che avrebbe finalizzato una beffa incredibile.
Le due sfidanti per l'ultimo posto in Top14 saranno quindi decise dalle semifinali:
Pau-La Rochelle e
Mont de Marsan - Dax.

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