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mercoledì 19 giugno 2013

Dramma e futuro gallese

A dare un'occhiata ai media gallesi in questi giorni, si sa con logico anticipo quali saranno gli argomenti a tenere banco nelle pagine sportive: il tour dei Lions, tutti gli ultimi aggiornamenti a proposito, cos'ha in mente Warren Gatland per il primo Test Match contro l'Australia... Quindi il calendario della Premier League perché nella stagione alle porte saranno due le squadre impegnate nel massimo campionato di calcio d'Oltremanica, il collaudato Swansea e la matricola Cardiff City. E di nuovo B&I Lions. Però da qualche ora c'è dell'altro.

Leggere per credere: "It was a heroic effort, with the extraordinary running ability of Jordan Williams evoking memories of 1970s rugby great Phil Bennett at his glittering best". E' uno dei passaggi che il Western Mail riserva nell'articolo sulla vittoria del Galles nella JWC che si sta disputando in Francia in semifinale contro il Sud Africa per 18-17 e che proietta l'Under 20 (nella foto la terza linea Ellis Jenkins) in finale contro i pari età dell'Inghilterra, capace di domare la Nuova Zelanda per 33-21. Appuntamento a Vannes, Bretagna, domenica sera per la finale. 

Solo nello scorso week-end, lontano dai lidi australi, era in atto in grave dramma dopo la sconfitta della nazionale maggiore in Estremo Oriente, quel 23-8 rifilato dal Giappone ad una formazione certo priva dei suoi elementi preziosi, ma che nello stesso tempo puntava su nuovi innesti chiamati a dimostrare di valere una considerazione dai piani alti. Nomi noti, intendiamoci: a comandare il gruppo la seconda linea Bradley Davies, Dan Biggar all'apertura con Lloyd Williams compagno in cabina di regia. Quindi tra i trequarti Liam ed Owen Williams, il ritorno di Tom Prydie, Craig Mitchell in panchina per gli avanti, così come Andrew Coombs e ancora Tavis Knoyle e Rhys Patchell, che conosciamo ormai anche a queste latitudini attraverso il Pro12 - e molti di loro sono stati chiamati in nazionale nel corso della gestione Gatland. 

Graham Price, ex pilone con 41 caps con la maglia dei dragoni tra il 1975 e il 1983, uno dei volti della Golden Age del rugby gallese, appreso quanto successo in Giappone, così se n'è uscito: "Ciò che l'agenzia di confine dovrebbe fare è di rifiutare il loro rientro in Gran Bretagna. Ti aspetteresti che le nostre regioni battano il Giappone, anche se il Galles fosse senza un gran numero di giocatori, siamo i campioni europei. Mi ricordo quando nel 1975 vincemmo con uno scarto di più di 50 punti e nessuno dei loro si presentò alla cena dopo il match. Il presidente giapponese ci disse che li aveva spediti a casa in maniera disonorevole e  così mi sento oggi. Andiamo! Siamo i campioni europei e non accadrebbe di vedere una Nuova Zelanda con le proprie terze linee perdere contro il Giappone". 

Tra gli Under 20 gallesi risalta Rhodri Williams, il mediano degli Scarlets classe '93 che già nel corso del campionato celtico 2011/12 aveva collezionato 19 presenze, debuttando pure in Heineken Cup nella vittoria sul Castres e venendo riproposto contro i Northamptons Saints. Quanto al Jordan Williams menzionato nell'articolo, vi avevamo avvisato a tempo debito e questa volta abbiamo anche le immagini per testimoniare che è uno a cui piace correre per il campo. 

martedì 11 giugno 2013

Azzurri di passaggio, Springboks in picnic

Rimettiamoci in riga col primo sabato di Test Match Down Under, che tanto è sufficiente un vol d'oiseau, per quei venti-trenta minuti guardabili che han fatto vedere gli Azzurri ...(non è un bellissimo momento per il rugby, prevale la stanchezza: non so voi, ma francesi a parte, club e nazionale come vedremo, diciamocelo: il resto è gran sbadigli, a partire proprio dai mitici Lions).

A Durban, Sudafrica 44-10 Italia: 20-0 a fine del primo tempo, cinque mete a una, tre mete beccate nell'ultimo quarto, due negli ultimi 5 minuti. E' sufficiente per archiviare la prestazione Azzurra come "distratta"? Beninteso, noi siamo tra coloro che mai si son fatti illusioni di performance eclatanti con gli Springboks nonostante i proclami "dobbiamo e possiamo impensierire chiunque";  a nostro avviso il Sudafrica sarà l'ultima di tutte le nazionali che riusciremo a battere, per quella fisicità prorompente del loro gioco che annulla regolarmente i nostri tradizionali punti di forza davanti. Evidentemente, aldilà dei proclami è quello che pensava anche lo staff Azzurro: ha schierato la squadra "forte" ma chiaramente ha trasferito zero garra ai nostri, mandandoli in campo mentalmente leggeri, scarichi quasi. Ecco spiegato un primo tempo del tutto passivo, segnato da due mete in superiorità numerica di Adriaan Strauss e JJ Engelbrecht, entrambe trasformate da Morne Steyn che ha messo a segno anche due penalty. Lato nostro, una punizione (semplice) fallita da Alberto DiBernardo e un giallo a Marco Bortolami per una palese irruzione in maul dal lato.
Dopo il 20-0 del primo tempo, nell'intervallo gli Azzurri vengono evidentemente scossi, rientrano con un piglio meno passivo e riescono a "produrre" gioco. Al che la domanda sorge spontanea: come mai la sveglia ai giocatori non è stata suonata prima di entrare in campo e solo all'intervallo? S'eran persi gli appunti, nello staff?  Difatti è quanto basta a fronte di un Sudafrica abbastanza approssimativo: cadono anche loro nella indisciplina - al 42' giallo a Bjorn Basson per placcaggio alto, il secondo di squadra spiega l'arbitro Gauzére, la nostra mischia finalmente non arretra, perdiamo meno palle in avanzamento e al 46' arriva la meta, grazie a una "magìa" sulla linea di Alberto Sgarbi dopo una lunga pressione: si allunga e schiaccia mentre lo sollevano. Non pare ci volesse granché in termini di tattica, né sono intervenute sostituzioni, né sono usciti improvvisamente dallo stato di forma precario uomini -chiave come Parisse o Gori: tutto quel che bastava era solo un filo di concentrazione e "voglia" in più. Il che rende la prestazione Azzurra molto criticabile, a partire dallo staff.
La rinascita dura lo spazio di un quarto di gara: al 58' DiBernardo azzecca la punizione del 20-10 e tanto ci basterebbe per rendere più che dignitosa la prestazione. Invece no, i nostri han evidentemente timbrato il cartellino: riprendono a perder palle in fantasiosi incroci tra mediano/apertura/Parisse dietro la linea, DiBernardo ricomincia a servire ovali alle rimesse laterali di Morne e alle ripartenze dal fondo dell'esordiente Willie LeRoux ricco di personalità e soprattutto dell'everlarsting Bryan Habana. Al 65' in una di queste ripartenze si beve tutti, robe da trofeo Topolino: linea schierata (male) , estremo e recuperi,  untouchable marca la meta che chiude la gara. Ridicolo. Nel finale c'è spazio per un altro paio di mete punitive:  Jean de Villiers ben lanciato in sovrapposizione a sinistra da una incursione di Basson e un regalo di benvenuto per l'altro esordiente Arno Botha. Alla fine gli Springboks ricostruiscono ed allargano il gap del primo tempo.
Primo tempo passivo, fiammata nel terzo quarto, ultimo quarto in cui ci infilano come burro: sembrano tornati i tempi delle gambe tremanti iniziali e delle difese gruviera finali del pre-Mallett. Se può consolare, allora era per mancanza di ritmo e panchina corta,  mentre adesso i sostituti tengono bene anzi migliorano la prestazione (ad esempio la prima linea, con Aguero molto propositivo e anche Castro ottimo in spinta); è quindi pura mancanza di concentrazione, assenza di stimoli. Restano venti minuti giocati alla pari con gli Springboks già appagati, ma dirselo fa più rabbia.
Le note positive: Morisi cresce, Sgarbi meno male che è tornato, Zanni è una certezza, Masi che si spiaccica regolarmente ma almeno va a cercar falli, Pavanello imperturbabile, riesce persino a rubare un paio di rimesse laterali ai sudafricani! Piace inoltre la propositività di Aguero e la grinta di Furno schierato terza linea nel secondo tempo. Sugli altri stendiamo un velo, vale l'assenza della carica giusta a coprire il naturale relax di fine stagione. Spiace che in una nazionale come la nostra manchi la motivazione: il grave è che ciò sia stato evidentemente tollerato, concesso, fatto capire in qualche modo.  E' un peccato, anche perché ci pare che potenzialmente siamo ben coperti ovunque, tranne nella cerniera mediana - vale per titolari e sostituti e non solo all'apertura. DiBernardo era all'esordio, diamogli tempo, ma gli altri ...
Dei Boks che dire? Si saran sgonfiati per via della pochezza palesata dagli avversari all'inizio? Soffrivano di una carenza di ball carrier in terza linea per via di indisponibilità dell'ultimo momento di Willem Alberts e s'è notato; per il resto con la regìa di Morne è gioco "meccanico" alla Bulls, quasi pre-ELV a cercare la rimessa laterale in modo sistematico. Buon per loro, gli automatismi gli consentono di schiacciare un pisolino senza troppi danni, per poi riprendere a premere sull'acceleratore dello schiacciassi in modo netto, visibile, a dieci minuti dalla fine.

Nell'altra partita del Torneo Castle Lager Series in Sudafrica, la nostra prossima avversaria  Samoa s'è imposta sulla Scozia per 27-17, tre mete a una con doppietta dell'alona 31enne ex Leicester ora in Giappone Alex Tuilagi, più meta e 22 punti totali per l'estremo 24enne James So'ialo, la prossima stagione col Connacht. La meta degli scozzesi è dell'immarcescibile Sean Lamont  - non aveva annunciato il ritiro?


Consoliamoci con la vittoria degli Azzurri Junior in Cile, del Torneo Mondiale "B": sei mete al Canada (45-23 il finale)  per la squadra di Guidi che include Esposito e Campagnaro della Benetton e diversi altri giovani Eccellenti, tra cui Padovani del Mogliano (100% al piede nella finale), valgono il  ritorno tra le prime dodici del Mondo l'anno prossimo.

venerdì 22 giugno 2012

Mondiale junior: bye bye Italia, Sudafrica campione!

Ultima sconfitta per gli Azzurrini in Sudafrica al Mondiale Junior, quella che fa più male, quella che costa la retrocessione. La finalina per l'11' piazza contro Fiji è finita 19-17, per la prima volta nel Mondialino l'Italia non solo non subisce più di quattro mete ma ne segna una in più degli avversari - le solite due contro una: stavolta tocca al centro Giulio Bisegni e al pilone e capitano Giovanni Maistri.
Gli Azzurrini cercano di inventare qualcosa, soprattutto all'inizio quando la meta di Bisegni su intercetto e i piazzati di Apperley li portano avanti fino al 10-6. Poi come al solito subiscono, anche fisicamente, e a fine della prima frazione sono sotto 10-16 dopo la meta figiana - un buco difensivo - e la precisione del piazzatore figiano, l'estremo Vuibau. Nel secondo tempo Vuibau marca il decisivo 10-19 che porta Fiji oltre il break, cosa che rende inutile la seconda meta italiana al 75', mediante una maul. Ci provan nei minuti finali i nostri, ci arrivano anche vicini a tempo scaduto fino al fatale errorino finale che in questi casi ci sta anche nelle migliori famiglie - un muro involontario.
Too little, too late, inutile attaccarsi a quei due punticini finali a fronte di un mondiale in cui mostriamo la peggior difesa e il secondo peggior attacco.  I volonterosi ragazzi provano a giocare, ma vien da pensare abbiano provato più sulla lavagna che sul campo, più con avversari finti che veri. In ogni caso nel rugby sono i risultati ad attribuire torti e ragioni: ammesso che gli Azzurrini siano progrediti nel gioco rispetto alla scorsa edizione, diciamo che non lo sono abbastanza rispetto ai progressi dei coetanei stranieri. Non ce ne vorranno se useremo tutto questo come primario simbolo della profonda fallacia e arretratezza strategica di questa gestione Fir. 


Le altre finali:
per il nono posto: Scozia 62-28 Samoa: non c'è partita, nove mete a quattro, doppiette per l'ala Jamie Farndale già in meta contro l'Italia e di gran lunga primo marcatore di mete del torneo (sei; la Scozia registra anche il top scorer del torneo, Leonard Harry), e per il centro di rincalzo Tommaso Allen; doppietta anche per il centro samoano Lilomaiava.
Per il settimo posto: Inghilterra 17- 13 Australia: una meta per parte, la differenza la fanno le quattro punizioni messe a segno da Tom Heathcote, giovane veterano con 13 presenze e piazzati in Premiership e 4 in Heineken Cup.
Per il quinto posto: Irlanda 18-7 Francia: la meta del centro Gael Fickou non basta davanti ai sei piazzati di JJ Hanrahan.

Per il terzo posto: Galles 25 - 17 Argentina (seguiranno commenti, adesso  shhh, stiamo guardando la finalissima).

Finalissima Junior World Cup: parziale in diretta a fine primo tempo, Sudafrica 9- 10 Nuova Zelanda. Partita apertissima davanti a 35.000 spettatori al Newsland di Cape Town. Meta di Keresoma, tre penalty di Pollard mentre Ihaia West ne centra una più la trasformazione ma ne fallisce un'altra non difficile.


Alla ripresa meta sudafricana di Van der Watt, su azione iniziata nella propria metà campo: 14-10.
I Junior All Blacks guadagnano un penalty, West non sbaglia, è 14-13, la finale continua a rimanere in bilico.
Drop di Pollard all'ora di gioco: 17-13 per il Sudafrica. E' la svolta della gara?
Si: meta di Jan Serfontein - e con questa si potrebbe guadagnare il Junior Player of the Year: 22-13. Pollard sbaglia anche questa trasformazione. Dieci minuti dalla fine: Something is in the air ...
Punizione centrata da West al 75': 22-16, gli All Blacks sperano e ci provano.
Fin da piccoli: maul devastante al 78' per i Bokkies, provano a piazzare, più per perdere (guadagnare) tempo che altro. Pollard difatti sbaglia malamente.
I Junior All Blacks ripartono dai 22 metri con 10 secondi sul cronometro. Du Toit recupera e palla in tribuna: finale 22-16 per i Bokkies!

Ed è storica vittoria del Sudafrica, la prima volta che la Nuova Zelanda non vince il mondiale Junior da quando è stato istituito (2008). Dopo la prima partita persa col Galles arriva anche il primo mondiale perso per un brand che sinora aveva marcato 21 mete solo nelle finali subendone otto in tutto. C'è sempre una prima volta ma qualcuno passerà una bruttissima giornata ad Aotearoa. Nel mentre a Cape Town giustamente ci si entusiasma: il futuro NON è un'ipotesi.
Chi sono costoro:
15 Dillyn Leyds 14 Raymond Rhule 13 Jacobus Van Wyk 12 Jan Serfontein 11 Tshotsho Mbovane 10 Handre Pollard 9 Vian van der Watt
1 Steven Kitshoff 2 Mark Pretorius 3 Nicolaas Van Dyk 4 Paul Willemse 5 Ruan Botha 6 Wian Liebenberg 7 Pieter-Steph du Toit 8 Fabian Booysen
Replacements: 16 Franco Marais 17 Allan Dell 18 Braam Steyn 19 Shaun Adendorff 20 Abrie Griesel 21 Tony Jantjies 22 Travis Ismaiel 23 Oliver Kebble



PS: Come preventivato e auspicato, il centro dei Bokkies Jan Serfontein vince il titolo IRB Junior Player of the Year 2012.

domenica 17 giugno 2012

Azzurrini al playout retrocessione

No way come preventivabile per gli Azzurrini, sconfitti poco fa a Capetown sul campo della UWC - partecipante al Varsity Shield - dalla Scozia nei playoff per il nono posto della Junior World Cup. Gli Under20 italiani sono stati sconfitti dai pari età scozzesi con un netto 34-17, fatto di cinque mete contro due. Doppiette per il nr.8 Mitch Eadie e l'ala Jamie Farndale; del centro Giulio Bisegni e dell'estremo David Odiete le mete italiane. I nostri sono l'unica squadra di questo Mondiale Junior ad aver sempre subìto quattro mete o più in ogni partita disputata.
Sarà quindi come un anno fa in casa con Tonga, sfida per non retrocedere venerdì prossimo, contro Samoa o Fiji impegnate ora nell'altro playoff: mentre scriviamo sta sorprendentemente prevalendo Samoa, 29-15 a 10 minuti dalla fine.

Update: è finale Samoa 29-20 Fiji. Samoa va con la Scozia alla finale per il 9' posto mentre l'Italia incontrerà nella finale per l'11' posto i tosti figiani, che pure nel girone avevano battuto i samoani. La 12' classificata non parteciperà ai Mondiali Junior in Francia l'anno prossimo.


Le altre semifinali man mano che evolvono, in live update dai twitter #irb #jwc:
h.16.30: Francia 19-17 Australia, epico finale in cui prevalgono i Gallettini grazie a un drop vincente del rimpiazzo Thomas Laranjeira.

Ora si attende l'esito di Inghilterra- Irlanda per definire chi disputerà alla Francia il 5' posto e chi sfida l'Australia per  il 7'. Inizierà alle 17.00, così come Galles-Nuova Zelanda, semifinale per raggiungere la finalissima, seguita da Sudafrica-Argentina, clou casalingo della giornata di semifinali. 


h.17.45: alla fine primo tempo Irlanda 17-0 Inghilterra. Un irlandese si è appena beccato un cartellino giallo.
Da Galles 6-6- Nuova Zelanda, prima della fine del tempo meta di Jimmy Tupou, per il 13 -6 dei neozelandesi alla fine della prima frazione.
h.18.00: al 50' Irlanda 17 - 5 Inghilterra, con capitano inglese C.Walker mandato in panca puniti; Nuova Zelanda 20-6 Galles.
h18.15: a un quarto d'ora della ripresa giocato, Nuova Zelanda 25-6 Galles, meta del nr.8 Jordan Taufua. Irlanda-Inghilterra 20-5; successivamente altro giallo per un inglese, M.Yarde.
h.18.40: Irlanda 27-12: meta di J.Coghlan cui risponde quella dell'inglese H.Slade.
Jr.All Blacks 30-6 dopo la meta di Ofa Tu'ungafasi.

Risultati fnali: Nuova Zelanda 30-6 Galles: vendetta è compiuta per la prima sconfitta nella storia dei Junior All Blacks, che vanno alla ennesima finale. Alle 19.15 inizia la semifinale per designare l'altra finalista tra Sudafrica e Argentina.
Irlanda 27-12 Inghilterra: anche qui ribaltato il risultato dello scontro nella fase a gironi, saranno i trifoglini a sfidare i francesi per il quinto posto, mentre gli inglesi, finalisti della scorsa edizione, vanno mestamente alla finale per la settima piazza con l'altra massima delusa, l'Australia.


Al 22' Sudafrica 10-0 Argentina: meta del centro Jan Serfontein.
Alla fine del primo tempo è 22-0: mete dell'hooker Mark Pretorius e di Raymond Rhule.
Primi punti argentini al 45', un piazzato del flyhalf Sebastian Poet: 22-3.
Oll'ora di gioco è 32-3, dopo la seconda meta di Rhule. A Pollard all'apertura subentra Jantjies e segna: 35-3.

Finale: Sudafrica 35-3 Argentina. Nulla ma proprio nulla da fare per i Pumitas, che comunque si consoleranno disputando la finalina per il terzo posto al Galles, mentre la finale sarà la largamente anticipata Sudafrica-Nuova Zelanda.

mercoledì 13 giugno 2012

Gli Azzurrini alle prese con la Scozia

Ultimo turno ieri della fase a gironi della Junior World Cup, densa di sorprese. Partendo dal Girone B che include l'Italia: se il Sudafrica in casa recupera l'impasse iniziale con l'Irlanda e arriva prima grazie ai bonus point guadagnati, la sorpresa è l'Inghilterra, eterna finalista al Mondialino che finisce terza.
Ovvia ultima del girone l'Italia, zero punti conquistati e sempre sconfitta con più di quattro mete subite.
La partita finale, persa 41-12 con l'Irlanda, è sei mete a due: andiamo sotto 21-0 in sette minuti, recuperiamo parzialmente fino al 24-12 del 20' (due mete), poi la benzina finisce. Sia come sia, udite udite, gli Azzurrini chiudono la fase a gironi con una ben augurante penultima posizione, per migliore differenza punti nei confronti di Samoa che finisce il girone A a zero punti.
Nell'altra partita del girone il Sudafrica batte l'Inghilterra per 28-15, quattro mete a zero, quel che serve per vincere il girone. Gli inglesi arrivano all'ora di gioco a chiudere il gap fino al 14-12 grazie al piede dell'estremo Thomas Bell, autore di tutti i punti dei suoi: una partita in Premiership col Sale questa stagione, la prossima sarà ai Wasps.

Nel girone A la sorpresa s'era consumata nel secondo turno con la prima sconfitta di sempre dei Junior All Blacks a spese del Galles, che conferma il primo posto nel girone strapazzando Samoa 74-3 (e gli italiani ringraziano), con 29 punti e due mete per Tom Prydie, ala ex Wasps con sette partite di Premiership, l'anno prossimo sicuro protagonista in Celtic League nei Dragons di Newport. I neozelandesi arrivano secondi battendo Fiji 33-12, cinque mete a due ma rimangono sotto per quasi tutto il primo tempo.
Per quanto riguarda il girone C, sorprende l'Argentina che vince tutte le partite della pool battendo anche la Scozia per 17-12, tre mete a due, mentre la Francia guadagna il secondo posto battendo la deludente Australia 31-7, quattro mete a una.

Le prime dei gironi vanno quindi ai playoff per il titolo: il Galles, la migliore con 14 punti, alla seconda semifinale dopo l'edizione casalinga del 2008, trova la miglior seconda classificata: ironia della sorte e purtroppo per loro, sono proprio gli inviperitissimi Junior all Blacks testé sconfitti. I quali ben sanno che in caso di ulteriori impasse, rischiano di finir dentro a un pentolone Maori o, come si diceva per l'America's Cup, la che testa del capitano vada a sostituire il trofeo perso, nella bacheca della Federazione  ...
L'altra semifinale sarà una interessante e chiusa Sudafrica-Argentina: vedremo se i Pumitas riusciranno a imbrigliare anche i padroni di casa, che già han sofferto la veemenza irlandese nei punti di incontro. Non punteremmo granché su una inedita e affascinante finalissima Galles-Argentina: più facile si arrivi, sia pur per strade più tormentate del previsto, alla più che anticipata Nuova Zelanda-Sudafrica.
Per il quinto posto lotteranno le squadre che hanno accumulato più punti salvo le prime quattro: la migliore è la Francia con 11, se la vedrà nuovamente con l'Australia appena battuta che ne ha guadagnati appena 5, mentre nell'altra semifinalina se la vedranno nuovamente le due del nostro girone Irlanda (dieci punti) e Inghilterra (nove), con la seconda che era riuscita a prevalere sulla prima.
Infine il barrage per i posti dal nono al dodicesimo che significa retrocessione: Fiji, peggiore dell'Australia solo per un punto di bonus (offensivo però), se la vedrà muovamente con Samoa già sconfitta nel girone; nell'altra partita la Scozia, due punti di bonus difensivo guadagnati, il prossimo 17 giugno avrà l'Italia, un classico.
Comincia qui il vero Mondiale Junior per gli Azzurrini: una (improba e improbabile) vittoria significherebbe nono o decimo posto, da salutare come un buon miglioramento; in caso di sconfitta invece dovremo rivedere uno spareggio salvezza per partecipare alla JWC 2013 in Francia, come l'anno scorso contro una Pacifica (in Veneto fu Tonga). 

domenica 10 giugno 2012

Breaking News: prima sconfitta di sempre dei Junior All Blacks

Risultato storico nella seconda giornata del Junior World Cup in corso in Sudafrica. Si registra la prima sconfitta in una partita ufficiale da quando esistono (2008) dei Junior All Blacks, dopo 21 vittorie di fila: ce l'ha fatta il Galles, vincente 9-6. La squadra di Matthew Morgan e Tom Prydie è riuscita a sfruttare condizioni di tempo difficili attuando il triplo dei placcaggi degli avversari. Notare, l'anno scorso in Veneto i giovani gallesi subivano dai pari età Tutti Neri un 92-0: times they are a changing come cantava Bob Dylan.

Procede nel frattempo il momento più che positivo dell'Argentina, che dopo quello della Francia si prende sotto la pioggia e nel fango anche lo scalpo dell'Australia, battendola per 15-3. Gli altri risultati: Fiji batte Samoa 15-3, la Francia la spunta 30-29 sulla Scozia e nel girone dell'Italia, l'Inghilterra batte l'Irlanda per 20-15 rinvenendo nel finale e i Baby Boks rifilano agli Azzurrini un 52-3 ma, come detto, il torneo degli Italiani comincerà dalla finalina per il nono posto. Se va bene. 

lunedì 4 giugno 2012

Junior World Cup: partiti

Sono partiti oggi i Mondiali Junior (Under20) in Sudafrica.
Dodici nazionali, un titolo mondiale in palio - si fa per dire: da quando è stato introdotto nel 2008 è sempre stato vinto dalla Nuova Zelanda - e, per quanto ci riguarda, un dodicesimo posto da evitare, perché vale la retrocessione nel Junior World Rugby Trophy, cioè la "serie A".
Eh si, ci sono anche gli Azzurrini, per la seconda edizione in fila dopo quella nel Veneto, quella dello choc di vedere i nostri giovani uscire da lunghi periodi Accademici senza saper letteralmente reggere i soli ritmi delle altre oltre i 50 minuti; alla fine comunque la permanenza al top fu conseguita, strappandola all'ultima partita a Tonga. Se coach Cavinato ha dovuto aspettare di arrivare a Calvisano per dimostrare quel che vale ancora, adesso per nemesi tocca a Craig Green, responsabile di quella Accademia che aveva fornito al primo dei ragazzi ... se non altro poco preparati atleticamente. Qui si vedrà chi aveva ragione, o meglio se la lezione è servita a qualcosa.
All'inizio nella fase a gironi ovviamente non c'è da attendersi granché: la prima è andata via pesante, abbiam perso 64-5 con l'Inghilterra, squadra tre volte finalista in quattro edizioni. Gli italiani segnano per primo con Leonardo Sarto ma poi la difesa inglese serra i ranghi e non offre più varchi, nel mentre la superiorità in fase di attacco si fa sentire nonostante la fisicità dei nostri, con sette mete. Così come si fa sentire l'uscita all'inizio di Michele Campagnaro, infortunato al ginocchio. (Qui gli highlights).
Nelle prossime giornate ce la vedremo coi padroni di casa del Sudafrica, poi la tortura del girone finirà con il match contro l'Irlanda; a quel punto inizierà il vero torneo dei nostri con le semifinali per il nono posto e, in caso di sconfitta, il playoff che attribuirà l'undicesima piazza, il nostro risultato della scorsa edizione e reale obiettivo Azzurro.  A leggere i nomi delle partecipanti non sarà facile: nel girone A (il nostro è il B) con la Nuova Zelanda ci stanno Galles, Samoa e Fiji, mentre in quello C con Australia, Francia e Argentina c'è la Scozia.
Gli altri risultati della prima giornata sono secondo copione: Galles - Fiji 44-18, Australia-Scozia 67-12, Nuova Zelanda-Samoa 63-0. Sono in corso due partite aperte, almeno nei primi tempi: Sudafrica-Irlanda coi Trifogli in vantaggio e Francia-Argentina, dova avanti sono i Galletti.

Update: finale Sudafrica 19 - 23 Irlanda, game plan perfetto degli irlandesi, che mettono sotto pressione i sudafricani nei punti di incontro, rallentando ogni palla esattamente come fanno i loro fratelli maggiori e finalizzando un paio di cariche in meta contro una sola degli avversari; solo il punto di bonus difensivo ai padroni di casa, che recuperano ma vengono risuperati.  Riesce invece il recupero dei Pumitas: finale Francia 15-18 Argentina

mercoledì 23 maggio 2012

Vodacom Cup, Mondiali Junior e altre nuove dal Sudafrica

Prima Vodacom Cup vinta da Western Province in quindici anni di esistenza della seconda competizione sudafricana per importanza. La squadra della Union basata a Città del Capo, ancora imbattuta in stagione, è riuscita a prevalere all'ultimo secondo sui GWK Griquas nella finale disputata sabato a Kimberley, la cittadina capoluogo del Northern Cape e della regione storica degli allevatori "coloured" (sanguemisto), nonché capitale dei diamanti.
I padroni di casa - una delle più antiche franchigie del Mondo, fondati nel 1886 -  dominavano possesso e territorio e andavano in meta già al secondo minuto con uno sfondamento del potente nr.8 Leon Karemaker, col flyhalf Marnitz Boshoff a portarli sul 10 a zero al quarto d'ora. Al 20' gli ospiti accorciavano, arrivando in meta alla conclusione di una rapida azione alla mano con l'ala destra Danie Poolman, trasformata da Demetri Catrakilis. Le aperture centravano poi un penalty a testa, per chiudere un primo tempo speso da tutte  all'attacco sul 13-10.  Alla ripresa Catrakilis pareggiava, ma erano i Griquas a trovare nuovamente la meta: sfondava la linea il pilone Jarno Van Niekerk, finalizzando una sostenuta fase di pressione degli avanti di casa.  L'errore dalla piazzola di Boshoff nella trasformazione si sarebbe rivelato costoso, assieme a tre ulteriori punizioni mancate più altre due del rimpiazzo Rudi Vogt. Comunque i Griquas erano ancora davanti all'approssimarsi della sirena finale, 18 punti contro i 13. Sino a quando gli assalti prolungati dei Capetonians  davano alla fine modo al flanker Rohan Kitshoff , prenotato dal Bordeaux per il prossimo Top14, di trovare il varco e segnare la meta del 18 pari. Nella trepida ostilità dello stadio, il giovane apertura Demetri Catrakilis riusciva a centrare la trasformazione del 20-18, che gettava nello sconforto i vincitori di quattro coppe nel passato e assegnava il primo titolo della stagione australe a Western Province.

Rimanendo in Sudafrica, in federazione Saru si tenta di capire come gestire l'ultimo dei loro soliti auto-incartamenti politici, l'ingresso promesso formalmente ai Southern Kings nel SuperRugby dalla prossima edizione. Si tratta di decidere come, cioè a  spese di chi, dato che la Sanzar che gestisce il torneo ha ribadito più volte l'assoluta indisponibilità di accogliere una sesta franchigia sudafricana nel 2013, per via dei contratti televisivi in essere.
La strada scelta dalla federazione pare per adesso poco british-pragmatica e molto africana: percorrere le vette supreme del surreale. Un rappresentante Saru emerso dall'ultima riunione a porte chiuse, ha affermato che i Kings entreranno nel SuperXV "senza che nessun'altra franchigia sudafricana ci rimetta". Si tratta solo di capire cosa voleva dire, dato che sei (franchigie) nel cinque (posti) senza riporto non ci sta. La logica imporrebbe che fosse l'ultima franchigia sudafricana in classifica (i Lions) a venir scalzata, ma il prezzo sarebbe la bancarotta assicurata; più razionalmente non si vedono alternativa alla fusione tra Lions e Cheetahs, tornando ai Cats del pre 2006. Ma guai a sottovalutare la "creatività africana"; una decisione finale sarà presa probabilmente a fine estate, ricordando che tutte le 14 Unions hanno due voti in Saru, in più c'è quello del Presidente e vince la maggioranza semplice.
Auspicabile sarebbe una consulenza di Dondi, esperto mondiale nello scovar modalità per rimpiazzar franchigie senza colpo ferire.

Venendo a temi più seri, il nuovo coach degli Springboks Heineke Meyer si va formando le idee con dei camp parziali, svolti chiamando membri delle squadre del SuperRugby quando fanno le giornate di bye (sosta), in previsione del sempre più vicino The Championship con Argentina, Australia e Nuova Zelanda.
L'attenzione dove da sempre si punta sul serio sulle nuove leve è comunque appuntata sui Mondiali Junior, in programma nel Paese dal 4 al 22 giugno. "Sopra" ci sono l'appena nominato general manager dell'elite rugby Rassie Erasmus, l'allenatore Dawie Theron e nello staff spicca l'assistente Brendan Venter, ex coach dei Saracens. Brutta botta per il Sudafrica, la perdita della star Johan Goosen, già capocannoniere del SuperRugby. Squadra di casa che con Irlanda e Inghilterra sarà sulla impervia strada dell'Italia Under20 di Craig Green, DeCarli e Brunello nel torneo. Qui sotto la lista degli Azzurrini convocati: è ricca di classe 1993, quasi a significare che l'obiettivo massimo è confermarsi tra le partecipanti, per poter poi puntare a una eventuale crescita nell'edizione successivo. Sarà dura, ma massimo supporto ideale da parte nostra agli Azzurrini.



Full NameDOB (AGE)CMKGCLUBPosition
Antonio Brandolini13/11/1992(19)192130L'Aquila Rugby 1936Prop
Pietro Ceccarelli16/02/1992(20)184115Atlantic Stade RochelaisProp
Alain Moriconi17/10/1993(18)183108CapitolinaProp
Sami Panico04/06/1993(18)185110CapitolinaProp
Luca Scarsini14/07/1993(18)183110UdineProp
Luca Conti02/01/1993(19)185104CapitolinaHooker
Giovanni Maistri04/06/1992(19)191107CalvisanoHooker
Michele Andreotti20/12/1993(18)197104CalvisanoLock
Matteo Ferro09/07/1992(19)196115RovigoLock
Alessio Zdrilich09/03/1993(19)193110OspitalettoLock
Federico Conforti19/03/1992(20)19298Petrarca PadovaFlanker
Lorenzo Favaro14/07/1992(19)18697Fiamme OroFlanker
Ruben Riccioli09/01/1992(20)191101Polisportiva SS Lazio Rugby 1927Flanker
Vittorio Marazzi26/04/1993(19)191104SondrioNumber 8
Jacopo Salvetti21/07/1993(18)19295SondrioNumber 8
Guido Calabrese18/06/1992(19)18286San Gregorio Catania RugbyScrumhalf
Edoardo Padovani15/05/1993(19)18988MoglianoScrumhalf
John Apperley25/06/1992(19)17985ReggioFlyhalf
Riccardo Della Rossa14/04/1993(19)18187UdineFlyhalf
Andrea Bettin29/08/1993(18)18994RubanoCentre
Giulio Bisegni04/04/1992(20)18288Polisportiva SS Lazio Rugby 1927Centre
Tommaso Boni15/01/1993(19)186100MoglianoCentre
Michele Campagnaro13/03/1993(19)18486MiranoCentre
Francesco Favaro18/03/1992(20)18690Petrarca PadovaWing
Filippo Guarducci25/08/1993(18)18489MoglianoWing
Alex Morsellino07/03/1992(20)17992Petrarca PadovaWing
Leonardo Sarto15/01/1992(20)19293Petrarca PadovaWing
Michael Odiete24/02/1993(19)18188ReggioFullback

lunedì 27 giugno 2011

Ancora Junior All Blacks, ma che fatica con gli inglesi

Ai tempi della America's Cup quella vera, si narra che nel New York Yacht Club girasse la voce che la testa dello skipper che l'aveva perduta dopo oltre 130 anni (Dennis Conner) avrebbe sostituito la coppa delle cento ghinee nella bacheca del club.
La stessa sgradevole minaccia la devono aver provata sottopelle i giovinotti della Nuova ZelandaDefender del titolo di campioni del Mondo Under20 da tre anni senza subire sconfitte, sfidati dall'Inghilterra nel modo più consistente e continuo che mai sia capitato di vedere, nella finale del Mondiale 2011 in quel di Padova, in una calda ma ventilata domenica di tardo pomeriggio.
La finale è terminata 33-22, in ogni caso diverso dai 40, 50 o 60 punti rifilati dai Junior All Blacks nelle altre finali; oltretutto a dieci minuti dalla fine era 22-23, un punteggio più coerente con quanto visto nella partita dal numerosissimo pubblico che riempiva lo stadio di via Plebiscito: il dato ufficiale Irb è superiore alle diecimilia persone: molto più che families&friends, questa parte del Veneto mostra ancora una volta di avere una gran fame di rugby d'alto livello.
(Qui le formazioni).
La cosa che molti (che non avessero visto le partite precedenti) forse non si attendevano è che fossero gli inglesi a detenere regolarmente l'iniziativa, mostrando nessun timore reverenziale per i Tutti Neri. Vanno già in meta nei primi dieci minuti con l'ala Christian Wade dei Wasps, due partite e una meta in Premiership, arrivando al 10 a zero con la trasformazione e una punizione piazzati da George Ford, apertura 17enne da Leicester preferita al campione nazionale Owen Farrell schierato primo centro. E uno pensa, ok già visto succedere in semifinale con l'Australia, i Kiwis riprenderannno presto il pallino della partita.
Di fatto lo fanno, poco dopo il 20': tutto sorge da un rinvio inglese dai propri 22 metri che viene stoppato; il susseguente parapiglia genera una facile punizione in mezzo ai pali per Gareth Anscombe, confermatissimo apertura col più famoso Lima Sopoaga schierato al centro dualmente a Farrell. Dopo pochi minuti i neozelandesi sfruttano al meglio il corridoio in cui meglio penetrano, quello sinistro d'attacco, dove approfittano di un buco difensivo per infortunio (una di quelle cose che averebbe scatenato la bagarre in un campo di calcio) e mandano l'ala Piutau in meta. Poco prima, sul lato opposto, il Tmo De'Sanctis aveva annullato un'altra meta neozelandese. Non è finita: allo scadere del primo tempo arriva la meta di forza del pilone Ben Tameifuna partito da mezzo metro, per un 10-20 eccessivamente punitivo che faceva presagire il peggio per gli inglesini.
I quali tornano in campo e riprendono il loro gioco fatto di gran possesso, percussioni, molti offload senza paura e con grande competenza tecnica (pochissime le palle perse, lunghissime le fasi). I neozelandesi aspettano, difendendosi con ordine ma sul piede arretrante. L'inizio non pare confortante per gli europei che stan consumendo un sacco di energie: Anscombe centra una punizione e un minuto dopo Ford ne fallisce una non troppo complessa.
Sta di fatto che il possesso è quasi totalmente dei bianchi, e attorno al 46' arriva finalmente la meta del tighthead Henry Thomas che entra in meta come la locomotiva omonima; la trasformazione di Ford porta le due squadre sul 23-17, la partita è giocabile.
E continua a giocare solo una squadra, divertendo tantissimo il pubblico. Poco prima dell'ora di gioco arriva la seconda meta di Wade, lanciato lungo l'out sinistro da un calcio rasoterra di Farrell che si prolunga fino in area di meta: è il 23-22 e tale rimane, Ford fallisce la difficile trasformazione.
I Kiwis decidono che è il momento di darsi una mossa e con Anscombe centrano una punizione da metà campo; in pieno ultimo quarto di gara Ford invece sbaglia il suo. A dieci minuti dalla fine è l'estremo Tutto Nero Bauden Barrett a chiudere la partita con una meta personale in contropiede.

E' i quarto titolo di fila per i Junior All Blacks targati Iveco, certamente il più sudato di tutti.
Gareth Anscombe chiude il torneo col titolo di Mvp della finale e miglior marcatore alla pari col sudafricano Johannes Goosen (86 punti segnati). Quest'anno tra i metamen non ci sono dominatori alla Zach Guildford o Julian Savea degli ultimi due anni:raggiungono la vetta della classifica con sette marcature il terza linea capitano sudafricano Arno Botha con tre mete nell'ultima partita e l'inglese Christian Wade con una doppietta oggi; Charles Piutau e Francois Venter, precedenti leader, arrivano a sei.
Vedremo nel futuro molto prossimo chi saprà affermarsi nei campi che contano di più, quelli Pro, sulla scorta dei Patrick Lambie e dei Guildford stessi. Quelli che già s'eran fatti notare si sono confermati: Doussain, Weir, Taute arrivato per le ultime due partite. Bezy s'è infortunato presto, Farrell non s'è visto granchè come del resto Sopoaga. Vedremo come se la caveranno in mare aperto i vari Goosen, Venter, Piutau, Withelock ultimo fratello di una schiatta infinita, l'ottimo capitano inglese GrayAnscombe stesso (peraltro già messosi in luce nell'ultima fase del torneo NPC); poi perchè no, i nostri Palazzani, Leso, Ghiraldini, Visentin etc.
Le statistiche di squadra sono dominate dalla Nuova Zelanda: miglior difesa e miglior attacco, così come l'Italia risulta il peggior attacco e la peggior difesa anche per mete segnate e subite. Con le ultime tre mete subite in finale, la Nuova Zelanda cede a Sudadrica e Francia il primato nella difesa contro le mete.

Qui gli highlights di una bella partita.

domenica 26 giugno 2011

Italia Junior, missione compiuta

Gli Azzurrini di Cavinato alla fine ce la fanno a guadagnarsi la permanenza nel prossimo Junior World Championsip in Sudafrica, imponendosi per 34-22 su Tonga nella finalina per l'undicesimo posto.
Nel RR Tumblr il link alla formazione degli Azzurri.
Trattasi di impresa da non sottovalutare quella dei nostri Junior, compiuta con la meno adatta alle loro caratteristiche di tutte le partite: tanta corsa e tanti punti. L'Italia difatti segna quattro mete (il doppio in una sola gara di tutte quelle marcate sinora nel torneo) e ne subisce altrettante, rintuzzandolo un primo recupero degli Isolani e subendone un altro quando oramai era troppo tardi per gli avversari.
Il mediano classe '91 Guglielmo Palazzani si conferma il trascinatore dei nostri, marcando 19 punti personali (due penalty, tutte le trasformazioni e la prima meta).
E' proprio il nostro mediano ad aprire le marcature con la meta. Entro il decimo minuto è 10-0 con un penalty piazzato sempre dal mediano azzurro. I Pacifici non demordono e recuperano immediatamente: entro il primo quarto di partita marcano due mete, con l'ala classe '92 Siale Talakai (trasf. dell'estremo Hala), poi con l'altra ala sempre '92 Tonga Afu per il sorpasso 10-12 al 20'.
Prima della fine del tempo ci pensa Michele Visentin schierato all'ala chiusa a riportare l'Italia in vantaggio, corroborato dala trasformazione e da una punizione al 40' di Palazzani che mandano le squadre al riposo oltre il break per l'Italia sul 20-12.
Nella ripresa, quando s'approssimava l'ora di gioco e la fase dei cambi, gli Azzurrini marcavano una ulteriore meta di penalità, doppiata dopo meno di dieci minuti dalla meta del centro Tommaso Castello. L'ultimo quarto era questione di controllo del risultato, obiettivo colto così così dai nostri, che venivano infilati due volte dai sempre più rabbiosi Isolani, prima dal lock Nehumi Valisi (anche lui classe '92), poi per la seconda volta da Tonga Afu. Poco importa, impresa rimane, questa Italia Junior guadagna la gita in Sudafrica ai prossimi Under20.
Va ringraziato il recupero fisico di fine torneo, inopinato a veder le lingue fuori e le gambe imballate delle prime partite (ma tutto è relativo: a giudicare anche dalla partita delle Fiji, sono le squadre Pacifiche ad aver accusato più di tutte la quinta prova in tre settimane).
Alla fine è obiettivo raggiunto per coach Cavinato: la vittoria nella partita che contava, e tutto il resto è vita. Come la Nazionale A di Guidi al terzo posto nella Churchill Cup: nulla di che strapparsi i capelli di testa dalla felicità, ma son pur sempre solidi e realistici risultati ottenuti. Tanto ci basterebbe a tutti i livelli: darsi obiettivi pubblici, un filo ambiziosi ma realistici, e saperli mantenere.

Nella finalina per il nono posto, l'Argentina prevale sempre al Battaglini per un soffio sulla Scozia: 15-14 il finale, dopo un primo tempo chiuso 15-7 e due punizioni mancate nel secondo tempo, contro una meta trasformata e una punizione mancata da Duncan Weir nel secondo tempo. Una meta di penalità e tutti gli altri punti di Sebastian Poet per gli argentini, inclusa una meta.

Nel'altra partita del primo pomeriggio, questa a Monigo, il Galles si rifà (parzialmente) sull'Irlanda, battendola 38-24 e conquistando il settimo posto, rimanendo avanti per tutta la gara e segnando cinque mete contro tre.

Eclatante la vendetta del Sudafrica, trovatosi escluso dalle semifinali per differenza punti: dopo l'Irlanda tocca alle Fiji, schiantate 104-17 per guadagnare il quinto posto. Sedici le mete segnate, uguagliando il loro stesso record del 2008, con hat trick del capitano e nr.8 Arno Botha. e doppietta per l'al Tshotsho Mbovane, per il mediano Pieter Rademann dei Cheethas e Jaco Taute dei Lions. Johannes Goosen ne trasforma dodici.

A Padova è medaglia di bronzo all'Australia, che infilza la Francia con un 30-17, primo tempo 17-10, tre mete a due, 15 punti al piede per l'apertura Ben Volavola.
Più tardi la finale Nuova Zelanda- Inghilterra.

giovedì 23 giugno 2011

Azzurrini segnali di vita, sarà lotta fino all'ultimo

S'era detto, il Mondiale in Veneto per l'Italia Under20 cominciava alle semifinali. Ovviamente quelle per evitare l'ultimo posto, non quelle dei primi. Orbene, gli Azzurrini hanno mostrato di aver recepito il concetto, con una prova non certo bella ma dal divario con l'avversaria meno marcato di ogni altra gara sinora disputata.
Lo spareggio con l'Argentina a Rovigo è finito difatti 12-8 e non c'è da mangiarsi le mani per l'opportunità non colta - onestamente sarebbe stato un piccolo furto; piuttosto consente di guardare con un minimo di fiducia in più all'ultima decisiva prova, domenica sempre al Battaglini contro Tonga.

Il punteggio finale di Italia - Argentina dice molto sulla gara. Non è stata crescita abnorme dell'Italia, il cui limite sta nello sviluppare l'attacco con idee (cioè affiatamento, capacità di giocare assieme, multifase) e senza errori, anche se riusciamo a marcare la seconda meta del nostro torneo, l'unica della partita. Il progresso c'è nella convinzione e nella determinazione difensiva, anche se attuata con disciplina approssimativa, fatto che paghiamo con due gialli e la sconfitta. In più c'è un avversario che raramente riesce a mandare l'ovale sulle fasce dove la nostra difesa ha sempre sofferto e ci stanno Moroni con lo spauracchio Montero.
La crescita di convinzione dei nostri, che per inciso copre una giornata un po' così della mischia ordinata, corrisponde di fatto a un calo di lucidità degli avversari, allenatisi poco per non dire nulla prima del Mondiale. Questo, oltre al tradizionale ritmo slow imposto dai Pumitas, spiega la vicinanza del punteggio.
 Alla mezz'ora le due squadre sono sul 6-3 per gli argentini con due penalty di Ormson e uno di Palazzani, quando il nostro piccolo grande mediano - rivelazione apre al centro Alberghini che a sua volta allarga all'ala chiusa Visentin, il quale approfitta dell'inaudita assenza di errori di handling per tre passaggi in fila e va in meta, nonostante il rude tentativo dell'ultimo difensore, che forse confonde testa con ovale.  Palazzani fallisce la trasformazione ma anche Ormson comincia a sentire la fatica e al 40' sbaglia il piazzato, mandando le squadre al riposo con l'Italia in vantaggio 8-6.
La ripresa è un inseguimento tra vecchietti in carrozzella: al 43' Ghiraldini si becca il giallo per placcaggio in ritardo del calciatore e Ormson piazza il sorpasso 9-8, poi fallisce un'altro piazzato e la superiorità numerica sfuma senza ulteriori danni per l'Italia. Ormson sbaglia ancora all'ora di gioco mentre l'Italia si riprende l'iniziativa in modo confuso e tra molti errori. L'ultimo quarto sarebbe da abolire per entrambe: lingue fuori ed errori a profusione da ambo le parti, al 70' arriva il secondo giallo, stavolta al nr.8 Conforti; Ormson stavolta centra il quarto piazzato su sette, il che costringe gli italiani a cercare il bersaglio grosso in inferiorità numerica e consente agli argentini a esser meno attenti alla disciplina. La partita si chiude significativamente con un errore italiano in una fase di pressione vicino all'area di meta avversaria.
Tant'è, c'è poco da rammaricarsi e qualcosina da gioire in prospettiva, notando come il peso di un torneo dai ritmi allucinanti (cinque partite di rugby in tre settimane) paia pesare più sugli avversari, anche se i nostri secondi tempi sono tutti da dimenticare (ricordano un po' in questo l'Italia prima del Sei Nazioni 2007).  Vedremo se sapremo cavarcela contro Tonga, che offrirà sicuramente spazi al nostro attacco poco produttivo e al predominio delle fasi statiche ma metterà la difesa a dura prova, al largo come sempre ma stavolta anche in mezzo.

Subito prima infatti, sempre al Battaglini, la Scozia s'era guadagnata la finalina per il 9' posto con l'Argentina battendo Tonga 30-11, spedendo quest'ultima a lottare per non retrocedere contro l''Italia domenica prossima - impresa già riuscita agli Isolani nell'edizione dell'anno scorso, quando eliminarono Samoa. Tre mete a una, con tre punizioni, tre trasformazioni e una meta per Duncan Weir all'apertura.

Salendo nel livello delle sfide, per le posizioni tra 5' e 8' giocate al campo di via Plebiscito di Padova, Figi batte Galles per 34-20, dimostrando che quei Pacifici sono la bestia nera dei Dragoni di tutte le età (ricorderete gli ultimi mondiali). Sono tre mete per parte, con doppietta per l'estremo Talebula e giornata nera di Matthew Morgan che fallisce due trasformazioni su tre e due penalty su tre, mentre il centro Lalagavesi  piazza cinque punizioni su sette (male la disciplina dei Dragoncini) e due trasformazioni.
Più tardi il Sudafrica conferma la supremazia australe spazzando via l'Irlanda con un sonoro 57-15, nove mete a due, segnano anche la "stellina" Jaco Taute arrivata fresca dal SuperXV e Francois Venter metaman del torneo,ma in evidenza sono Tahostsho Mbovane (nella foto) che sigla un hat trick e Wandile Mjekevu con un double, a sottolineare che la transformation policy qualche volta funziona . Figi e Sudafrica se la vedranno per il 5' posto, le due delusissime celtiche per il 7'.

Saliamo infine ai piani massimi, disputati in quel di Monigo di fronte a un folto pubblico con molti stranieri (mentre al Battaglini gli spettatori non erano tantissimi: lo ripetiamo spesso, son due concezioni diverse del supporto sportivo, una sana l'altra meno; la prima lo vede come un'ottima scusa per farsi una gita fuori porta con famiglia, amici e birra, l'altra come una bandiera in mano a ragazzotti più o meno cresciuti, ma solo se d'è il caso).
Inghilterra - Francia è una bellissima sfida molto aperta almeno per tre quarti della gara, terminata con un ingiusto (nel senso di troppo ampio) 33-18. Nella realtà le due squadre si rispondono colpo su colpo fino a dieci minuti dalla fine, ognuna coi suoi mezzi: l'iniziativa metodica inglese, i break improvvisi e brucianti francesi. Al 70' le squadre sono sul 18-23 e l'equilibrio si rompe mediante un penalty di George Ford, autore di una meta e 18 punti totali (ottima la scelta del coaching team di affidarsi all'apertura a questo giovanissimo di Leicester al posto del più quotato campione di Premiership Owen Farrell). All'ultimo minuto, mentre i francesi tentano alla disperata di rimontare il campo, un intercetto del capitano Alex Gray del Newcastle li punisce oltremisura.
In precedenza, alla meta di Christian Wade ala dei Wasps (due gare in Premiership, due in Challenge e una in Anglo-Welsh Cup) rispondeva quella del pilone diciottenne Sebastien Taofifenua delle Espoirs di Perpignan; alla meta di Ford a fine del primo tempo rispondeva al 50' quella di Marvin O'Connor, ala del Grenoble prelevata per la prossima stagione da Bayonne; la meta di Ben Ransom, estremo diciottenne dei Saracens (3 partite in Anglo Welsh Cup con una meta), portava le due squadre in parità all'ora di gioco, la trasformazione di Ford dava il vantaggio agli inglesi, poi l'epilogo. Inghilterra in finale, la Francia in mano a Doussain e con  Bezy fuori per infortunio, ha giocato alla pari per tre quarti di gara.
Più tardi, partenza lenta ma epilogo scontato per Nuova Zelanda- Australia, finita 37-7. Andavano in meta per primi gli Aussie con l'ala figiana naturalizzato Nasyqaniyavi, ma alla fine del primo tempo era già 13-7, meta dell'ala Saili e punti al piede di Anscombe. Il secondo tempo è solo All Blacks, con tre mete del solito Piutau, di Anscombe stesso (22 punti in totale per il figlio del coach e capocannoniere del torneo) e del mediano di rincalzo Weber.
Finalona a Padova domenica prossima con sapore quasi d'anticipo mondiale "senior" tra Nuova Zelanda imbattuta da tre anni e Inghilterra, mentre Francia e Australia si giocheranno il terzo posto.

martedì 21 giugno 2011

L'Under20 torna sul luogo del delitto con i Pumitas

Il Battaglini di Rovigo: è qui che l'Italia Under 20 di Andrea Cavinato attende nuovamente i Pumitas argentini per la semifinale di play out della Junior World Cup 2011 (diretta Rai Sport 2, ore 20.10). Il precedente del torneo disse 27-3 per l'Argentina, sempre a Rovigo. Si torna sul luogo del delitto e il XV azzurro prevede alcuni cambi rispetto a quello sceso in campo - e sconfitto - con il Galles. Più per problemi fisici che per scelte tecniche. Rientrano Augusto Cosulich estremo e Michele Visentin all'ala per quanto riguarda il triangolo allargato al quale si aggiunge dal primo minuto anche il neoconvocato Leonardo Sarto. Non cambia la coppia di centri, formata da Tommaso Castello e Giovanni Alberghini. Così come rimane la stessa la linea di mediana, con Guglielmo Palazzani a numero 9 e Michele Campagnaro confermato all'apertura dopo la positiva prova del giovanissimo col Galles.
Federico Conforti va a Numero 8 con Jacopo Bocchi che si sposta in seconda linea dove si troverà al fianco di Filippo Gerosa. La terza linea si completa con il ritorno di Giacomo Brancoli blind side flanker e Edoardo Ghiraldini sul lato aperto. In prima linea Nicola Quaglio è pilone sinistro, mentre Piermaria Leso si posiziona da tight head prop. Il tallonaggio è affidato ad Andrea Lupetti, anche lui al rientro dal primo minuto. 
"La qualità del nostro possesso sarà fondamentale", ha dichiarato Cavinato. "Dovremo essere noi a fare la partita, non l'Argentina. Voglio vedere una squadra umile, che si ricordi della sconfitta subita nella prima partita". Già, forse quella sconfitta non è nei ricordi perchè immersa tra tutte le altre sconfitte ... Forse sarebbe stato meglio ricordare ai ragazzi che si trattò del confronto in cui più a lungo gli resse il fiato e riuscirono a rimanere in gara, ma tant'è. Quanto alla strategia underdog, è
 forse quella che gli Azzurri, qualunque sia la loro età, non hanno mai la minima intenzione di adottare quando incontrano gli argentini ...


Italia Under20: 15 Augusto COSULICH (Benetton Treviso); 14 Leonardo SARTO (Petrarca Padova), 13 Giovanni ALBERGHINI (HBS GranDucato Parma), 12 Tommaso CASTELLO (Banco di San Giorgio Cus Genova), 11 Michele VISENTIN (Benetton Treviso); 10 Michele CAMPAGNARO (Rugby Mirano), 9 Guglielmo PALAZZANI (Cammi Calvisano); 8 Federico CONFORTI (Petrarca Padova), 7 Edoardo GHIRALDINI (Petrarca Padova), 6 Giacomo BRANCOLI (Livorno Rugby); 5 Filippo GEROSA (BancaMonteParma Crociati), 4 Jacopo BOCCHI (Benetton Treviso); 3 Piermaria LESO (Petrarca Padova), 2 Andrea LUPETTI (Estra I Cavalieri Prato), 1 Nicola QUAGLIO (Femi-CZ Rovigo).
a disposizione: 16 Giovanni MAISTRI (Cammi Calvisano), 17 Riccardo CAGNA (MPS Viadana), 18 Alfio MAMMANA (Amatori Catania), 19 Andrea BALSEMIN (HBS GranDucato Parma), 20 Vittorio CALLORI DI VIGNALE (Estra I Cavalieri Prato), 21 Francesco MENON (Consiel Firenze 1931), 22 Guido CALABRESE (Gladiatori Sanniti).

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