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mercoledì 15 gennaio 2014

Coperti di soldi

Saluti a tutti da Giorgio e ben ritrovati dopo un periodo natalizio trascorso -letteralmente - a lume di candela o lampada a petrolio. Veniamo alle ultime notizie dalla Francia e dal suo Top14

Prima di tutto - Argent oblige! - la risoluzione della competizione per il rinnovo dei diritti TV del campionato, conclusi rinnovando con Canal Plus, ma per un importo più che raddoppiato rispetto al quinquennio precedente: 355 milioni € su 5 anni, le prime due stagioni 70 milioni per poi crescere a 72. L'accordo prevede la trasmissione di TUTTE le partite di T14, più un notevole ampliamento sia dei programmi legati al rugby che un aumento sia delle trasmissioni sia dei soldi per la serie cadetta ProD2. L'aumento è consistente e premia la sfida della LNR che aveva rotto il contratto precedente sfruttando una "exit clause" anche contro il rischio di una azione legale di Canal+. 
Siamo comunque ancora un po' lontani dai costi dei diritti del calcio - infatti negli ambienti "media" è ritenuto ancora un buon affare per la rete, anche per l'appetibilità come target pubblicitario del pubblico rugbystico. Si spera negli ambienti del T14 che questa sia la prima tessera del "puzzle" decisamente complicato del rugby europeo di coppa, ma la situazione è ancora troppo fluida e confusa per trarre conclusioni - quelle che si sono lette superficialmente per esempio sull'imposizione da parte di Camou e la FFR ai club francesi di partecipare alla HC della prossima stagione è stata vista come una vittoria dei celti (specie irlandesi) contro gli "Orchi Inglesi dei club", ma in realtà Camou ha impegnato le squadre alla partecipazione alle coppe Europee "sotto il controllo della FIRA", praticamente minando alla base l'intero edificio ERC attuale. Vedremo come andrà a finire - noi possiamo solo fare gli spettatori, qui giocano i grandi. 

La classifica di gennaio vede Clermont ancora in testa a 50 punti, Stade Français 47, Castres 46, Toulouse 44, Toulon 42Grenoble 41, Montpellier 40, Racing Metro 38, Bordeaux 36, Brive 35, Perpignan 35, Oyonnax 33, Bayonne 30, Biarritz 17

Come si nota è molto compatta, sia in testa che in coda - a parte Biarritz che ha perso troppe partite in casa per poter salvarsi salvo miracoli (o peggio, come dicono i nemici di Serge Blanco spesso soprannominato "Blancorleone" ...). L'ultima giornata giocata intorno all'Epifania ha visto perdere in casa la squadra più debole - Biarritz contro lo SF - e quella più forte sulla carta - Tolone -, ma in questo caso per una partita molto contestata contro Grenoble (e vi risparmio stavolta le sfuriate di Laporte contro l'arbitro Cardona che sono diventate un vero caso nazionale). Castres ha battuto l'UBB 15-9, Oyonnax ha messo un altro tassello per la salvezza battendo il Racing 6-0 , Perpignan ha regolato Bayonne 20-8, Brive allontana Montpellier dalla vetta per 15-9, e nello scontro più importante Tolosa ha prevalso di poco in casa su Clermont per 19-12 

Niente resoconti precisi delle partite - non sono riuscito a vederne nemmeno una, troppo preso a tagliare legna… Ma invece voglio raccontarvi questa iniziativa della LNR insieme alla FFR: "Autour des Arbitres", una serie di incontri tenuti in teatri e sale-convegni dove si sono incontrati arbitri di livello, allenatori e capitani delle squadre di fronte ad un pubblico numeroso che ha potuto anche intervenire. La prima volta è stata ad Oyonnax, con la partecipazione di Roman Poite, Urios (allenatore di Oyonnax) e Joe El Abd (capitano della squadra). Il focus della serata è stato su tre aspetti: mischia, gioco a terra e TMO. La cosa notevole è che il dibattito è stato fatto su questi aspetti studiando al video proprio le partite dell'Oyonnax. Il confronto è stato serrato ed interessante e l'opinione generale che sia stato molto produttivo: Poite ha affermato che "questo può servire a far capire al pubblico le incoerenze percepite dalle tribune, noi non siamo superuomini e di errori ne commettiamo molti, cerchiamo e cercheremo sempre di ridurli al minimo ma eliminarli del tutto non è possibile". Gli stessi incontri verranno tenuti a Grenoble, Brive, Clermont, Bayonne, Dax (anche per il ProD2) ed in altri club fino alla fine della stagione.

giovedì 5 dicembre 2013

Top14 in attesa della pioggia d'oro

Prima dell'esito della guerra delle coppe europee (sperando che non diventi un altra guerra dei 100 anni…) i club francesi e la loro lega, la LNR, vogliono chiudere la questione dei diritti televisivi del campionato - Canal Plus, emittente storica che aveva un contratto da 31,5 milioni € all'anno per 5 anni, ma con una clausola che permetteva dopo 2 stagioni di rinegoziare l'accordo e così la LNR ha colto l'occasione e lanciato una richiesta di offerte pubbliche. Anche se stiamo parlando di un bel po' di soldi - la LNR vuole almeno 66 milioni a stagione, sono sempre cifre ridicole rispetto al calcio, che in Francia incassa 491 milioni per la Ligue 1 a fronte di audience che non sono nemmeno doppie… I club arriveranno ad ottenere quello che vogliono, sia perché i numeri di pubblico sono dalla loro parte sia perché c'è il nuovo concorrente BeIN Sports - parte di Al-Jazeera con alle spalle la capiente, molto capiente cassaforte del Qatar -, sia perché il rugby in Francia sta conquistando un pubblico nuovo, più ricco ed interessante per i pubblicitari de Le foot che continua a subire une encanaillement verso un tifo violento che noi abbiamo già conosciuto bene. 

Venendo agli scontri sul campo, in questa tredicesima giornata (e manca ancora un mese a Natale!) non sono mancate le sorprese: ben due vittorie in trasferta - piatto raro in Francia - anche se la sconfitta di Biarritz in casa contro l'UBB non fa più notizia (la quinta della stagione): i baschi stavolta sono riusciti ad arrivare al 45' avendo segnato due mete ed un calcio contro solo un piazzato dei Bordolesi, che però negli ultimi 20 minuti non solo si svegliano, ma segnano 3 mete. A Biarritz si parla molto di più già adesso della futura fusione con Bayonne che del possibile Mantien.  

Stade Français-Toulon: vorrei essere il farmacista di Laporte, perché di antiacido e calmanti il fatturato è di sicuro significativo dopo il Fanny (così definiscono i francesi restare a zero punti) preso al nuovo Jean Bouin zeppo di pubblico: partita con ritmi degni non dell'eccellenza, ma peggio, primo tempo solo un calcio di Dupuy che fa pagare la debolezza (o poco impegno) del Tolone in mischia; secondo tempo con "deus essais de merde prise!", testuali parole di Laporte. Tolone mai in partita e Michalak - colpevole sulla prima meta e forse nel suo livello più basso di incostanza. 

Perpignan perde in casa contro Clermont, anche se nel primo tempo, dopo aver subito l'accelerazione dei gialli con la meta in intercetto di Nakaitaci costringono Clermont ai falli ripetuti che gli costeranno due sin bin e pure una meta tecnica arrivando in testa all'intervallo per 16-10. Nella ripresa le "riserve"di Clermont fanno la differenza con una meta di Lacrampe ed una di Malzieu, Guitone riesce a segnare la meta per i sang et or che dà il bonus difensivo.

Grenoble in casa si dimostra ancora una volta "l'ammazzagiganti" battendo Tolosa 25-18 con una partita di gran cuore. Primo tempo di poco gioco chiuso sul 6-3, i prealpini incassano 2 mete tolosane in 5 minuti , ma invece di farsi schiantare reagiscono rabbiosamente sfruttando le punizioni prese da Tolosa sotto pressione e concludendo con una splendida meta di Julien Caminati che dai 22 rompe tre placcaggi, spiana in puro stile Lomu il povero Hosea Gear e segna di forza vicino ai pali. Vedetela, merita sul serio. 

Oyonnax, per restare vicino alle Alpi, batte 28-9 Brive, con un primo tempo tutto al piede con ben 15 punti di Urdapilleta contro 9 del Brive. Nel secondo tempo la meta di Tian chiude la partita. 4 punti molto utili per i Giurassiani che però sono ancora in zona rossa e la prossima settimana se la vedranno con l'avversario diretto Bayonne. 

Castres in casa schianta Bayonne sei mete ad una 46-16 conquistando la vetta della classifica. Bayonne troppo incostante e debole resiste solo un tempo. 

Il Racing si rifà della lezione di Clermont del match passato con una vittoria in casa per 17-12 su Montpellier: partita anche questa molto chiusa, ben poco spettacolare e dai ritmi lenti, una sola meta in tutto il match, quella al 55' di Benjamin Fall per i Francilieni.

Giorgio Betteto

martedì 22 ottobre 2013

Nervi tesi e catastrofi


Le coppe viste dai francesi e non ci riferiamo alla diatriba fra nuova e attuale competizione. 

Heineken Cup. Prima di tutto: Tolone, perché il povero Laporte oltre ad essere messo in difficoltà sul piano politico dalle iniziative del suo titolare - Boudjellal fa una polemica fortissima contro i "JIFF", la norma sulla formazione casalinga dei giocatori, che è in buona parte proprio figlia delle iniziative di Laporte quando era ministro - continua a rovinarsi il fegato con i suoi giocatori che mollano nel secondo tempo... Laporte si è incazzato spesso nelle ultime partite per la rilassatezza mostrata dai suoi: Tolone, una macchina strapotente che troppo di frequente alza il piede dall'acceleratore dopo aver attaccato. A Cardiff fanno lo stesso, solo che non hanno messo da parte - per colpa di una buona difesa e di una quantità di errori enormi - un bottino sufficiente ed allo scadere buscano la meta che fa vincere i gallesi. Le sue dichiarazioni vanno riportate: "Siamo stati amorfi, irriconoscibili , abbiamo mollato subito, è una catastrofe: fra gli avanti non corre nessuno, si direbbe che abbiamo preso dieci anni in più in pochi mesi, e malgrado questo avremmo dovuto vincere cento volte"; "I giocatori sembrano non avere più benzina, dopo 8 minuti Xavier Chiocci camminava, Martin Castrogiovanni prende il pallone e viene fermato subito, Bakkies passa il tempo a tenersi la schiena ...". Alla domanda "c'è qualcosa di buono da tenere da questo match?" Laporte risponde: "Non, ce fuit un vrai match de merde, on a etè mauvais dans l'animation, commis trop de en-avant et on rendu les ballons au pied; Nous devons reagir au plus vite, C'est maintenant qu'il nous faut montrer que nous avons des couilles",  di cui penso non sia necessaria la traduzione.

Tolosa ha conquistato una vittoria importante a Wembley, ma nel Midi si vede il buon risultato più come ottimo viatico per la prossima Tolosa-Tolone di Top14 che come testa di classifica solitaria di poule con 9 punti. Anche Clermont si è imposta sugli Harlequins, dovendo però concedere un prezioso punto di bonus difensivo. Una cosa comune alle due partite son le lagnanze da parte francese su un arbitraggio che realmente ha lasciato molto perplessi specie sul gioco a terra e nelle ruck. Vern Cotter, coach di Clermont dirà: "Non sapevo finora che si potesse fare il giro intorno alla ruck , prendere il pallone dalla parte sbagliata e ripartire... Dovrò rileggermi il regolamento, forse mi sono perso qualcosa".

Castres è andata a Dublino con una buona squadra con dentro buona parte dei titolari, ma ha perso alla fine contro un Leinster ispirato e superiore; c'è da chiedersi però se il "complexe maison" tipico dei francesi che rende rare le vittorie in trasferta non finisca per pesare anche troppo all'estero 

Il Racing è riuscito a pareggiare 26-26 a LLanelli con una partita tutta genio e sregolatezza che non mi aspettavo proprio da Labit&Travers: parte bene ed alla mezz'ora è 10-0 contro gli Scarlets, che reagiscono e segnano 23 punti senza subirne nessuno prima che i francilieni si risveglino, ricomincino con la difesa e pressione asfissiante dimenticate prima ed arrivino sul 26-26 pari. Anche in questo caso molte lagnanze sull'arbitro scozzese Paterson (nostra vecchia conoscenza), che ha dato due gialli consecutivi a Swarseski ed Estebanez.

Montpellier perde in casa pesantemente con l'UlsterNordies che con il ritorno dei giocatori prima impegnati altrove come Pienaar, Botha e Trimble sono molto diversi dalla squadra balbettante delle prime partite. Il MHR ha giocato molto lontano dal suo livello abituale e si è piegato quasi subito, inferiore in mischia, touche e sui punti d'incontro; la mia impressione è che abbia pagato parecchio la non poca fatica fatta a Treviso (come TV , d'altra parte), specie fra gli avanti. 

Perpignan porta a casa i 5 punti contro Edinburgo in una atmosfera di vera fiesta catalana: caldo e cielo azzurro, bande che suonano all'impazzata, bandiere, confetti, cheerleaders, forse distraggono i catalani che dovranno aspettare il secondo tempo per segnare 4 mete, con Hook sempre più all'apertura (dicono a Perpignano su sua richiesta, che voglia dare un messaggio a Gatland?) e doppietta della sconosciuta ala sudafricana Wandile Mjekevu, arrivato da qualche mese come sostituto.

Amlin Challenge Cup: i francesi non l'amano, anche perché la divisione dei proventi fatta dalla LNR favorisce molto le squadre di HC . Il presidente di Bayonne arriva addirittura a dire "con la Amlin se va bene facciamo pari". L'unico che sembra tenerci è Marti dell'UBB che però perde la prima contro Bath e a Mogliano riesce a portare a casa i 5 punti nonostante parecchia sofferenza, i 9 cambi forse erano troppi. 

Grenoble schianta Viadana in un solo tempo - 40 punti contro 7 con una squadra prima di riserve e poi di espoirs e nel secondo tempo nemmeno un punto sarà segnato: che siano andati tutti a bersi un rouge? 

Lo Stade Français va a Prato con la charniere - ovvero la coppia MM+MA - degli espoirà, ma  anche tanti veterani, da Papè a Burban a Porical, però non fanno certo una bella figura e questa vittoria arrivata all'ultimo secondo sui giornali non fa notizia, anche perché la meta del sorpasso è arrivata con il Prato in 13 per i gialli a Patelli e Tempestini. Tirano un sospiro di sollievo e pensano già al prossimo derby con il Racing. 

Biarritz e Brive vincono in casa, i primi con l'Oyonnax in versione "squadra C" visto che i Jurassieni hanno solo interesse al Mantien ovvero la non retrocessione; i secondi in casa sono delle belve, come hanno potuto apprezzare Tolosa e Montpellier e riescono a rimontare Newcastle nonostante i 2 gialli presi.

Bayonne perde a Londra con i Wasps ed era prevedibile: alle vespette l'aria europea fa sempre bene, mentre i penultimi del Top14 hanno solo paura di una retrocessione molto vicina già adesso.

Giorgio XT Betteto

giovedì 17 ottobre 2013

Francesi di coppe

I francesi con le coppe europee hanno un rapporto ambivalente, in realtà costretti da un campionato lungo ed impegnativo - in Top 14 hanno già giocato 9 partite e dai rischi di una retrocessione che comporta sempre una riduzione di entrate di quasi tre quarti. Così se in Heineken l'impegno è forte e addirittura diventa l'obiettivo principale, in Amlin Challenge si mandano le seconde squadre, si schierano gli espoirs e si fanno respirare i titolari. 

I risultati ormai li conoscete già, raccontiamo invece degli aspetti meno pubblici.

Tolosa-Zebre: doveva essere una partita da bonus sicuro e così è stata, ma le cose positive per i francesi finiscono qui. Lo stesso Novès lo riconosce nell'intervista di preparazione alla prossima partita: "Abbiamo iniziato bene e controllato, ma non siamo assolutamente riusciti a finire il lavoro". In effetti la prestazione della mediana è stata deludente e Bezy è finito sul banco degli imputati (inevitabile, quando si gioca dietro a un pack dominante come quello rosso nero, farsi prendere sul tempo è imperdonabile). Altro motivo di critica la prestazione molto migliore dei "rimpiazzi" schierati alla partenza rispetto ai titolari: anche qui un messaggio molto chiaro del coach in previsione della partita di Wembley : "Si les internationaux ont envie de montrer leur niveau , c'est maitenant". In definitiva le Zebre hanno creato delle difficoltà ad un Tolosa meno roccioso del passato. 

Benetton-Montpellier: il MHR temeva molto la trasferta, hanno persino fatto pretattica e sono stati molto soddisfatti anche se il bonus per le 4 mete è rimasto lontano. Si consolano pensando che in passato hanno fatto molto peggio nella prima partita, anche se il Montpellier delle scorse stagioni è molto diverso da quello in testa al campionato francese forgiato da Galthiè. Si può dire più, che Benetton abbia sottoperformato rispetto al MHR: persino loro trovano la prima meta segnata persino troppo facile e riconoscono di aver sofferto la mischia di Treviso nel primo tempo - non è poco, perché gli Heraultiani hanno una delle prime linee migliori di tutto il Top14. 

Tolone-Glasgow, ancora una partita a due facce. Un primo tempo dove Tolone schianta letteralmente gli Scozzesi, un dominio totale degno di 34 punti a zero all'intervallo (e qualcuno criticava le Zebre...), poi, come già capitato anche in campionato, si svaga: più di qualcuno si beve un pastis invece di placcare e Glasgow si rifà sotto con ben 4 mete. Per fortuna ci pensa Matt Giteau a segnare altre due mete e Laporte si continua ad incazzare: "Alcuni dei giocatori entrati nel secondo tempo hanno perso di valore per me".

Racing-Clermont, partita prevedibile: intanto è un derby francese ed il Racing gioca in casa. Poi da una parte abbiamo i francilieni guidati da Labit&Travers, gente pratica che si è fatta le ossa in squadre di bassa classifica e che orgogliosamente hanno dichiarato: "Vincere giocando male? Ci sta benissimo, l'importante è quello". Dall'altra Clermont, storicamente poco concludente e in questa stagione ancor meno. I michelini fanno una molo enorme di lavoro, un numero di passaggi altissimo, ma senza avanzamento, pagano forse il calo di forma di Brock James ed un Vern Cotter probabilmente con la mente altrove...

GiorgioXT

giovedì 10 ottobre 2013

Heineken Cup: di qua e di là delle Alpi

Arrivano le coppe europee ed i francesi iniziano a prepararsi. Prima però l'usuale riepilogo della 9° turno (sono già arrivati a 9 partite con i primi di ottobre...) di Top 14. Una sola vittoria in trasferta che conta (Biarritz che perde in casa come scrive sconsolato il Sud-Ouest "n'est plus notable", visto che è la quarta sconfitta consecutiva): quella di Grenoble contro il Racing che ha fatto piuttosto rumore. Casomai ci si sarebbe attesi una vittoria di Castres campione in carica contro i neo-tornati in T14 Brive ed invece i correziani hanno inflitto un umiliante 34-0 ai campioni di Francia, che continuano a faticare in trasferta.

Tolone batte Clermont nel bel stadio di Nizza, con Matt Giteau ritrovato all'apertura (un messaggio per i Wallabies?), preciso ed efficace al 100%  a differenza di Brock James, da diversi Aussies richiesto quest'estate; Bordeaux rispinge Bayonne verso il basso, Montpellier fa lo stesso con Oyonnax, che impegna severamente i blu-azzurri nel primo tempo, ma paga un giallo al 40' con 21 punti incassati in dieci minuti. E Tolosa che scavalca lo Stade Français con una partita finalmente "aux toulousain" con tre mete dell'ala Huget ed una dell'altra ala Hosea Gear

Questa volta niente approfondimento su un club specifico, ma invece un sulle squadre transalpine che giocheranno contro le nostre in Heineken Cup: Montpellier che giocherà sabato a Monigo contro il Benetton Treviso e Tolosa che aspetta venerdì sera le Zebre. Galthiè, il coach di Montpellier, sembra mettere la mani avanti:  "Treviso è il meglio del rugby italiano e noi non abbiamo certezze reali, sia perché i nostri match in trasferta sono sempre complicati, sia perché siamo sempre in emergenza di giocatori e mi sembra quasi di aver passato sei mesi così". In effetti se è vero che il MHR ritrova Hamilton, la nostra vecchia conoscenza Gorgodze e Nariashvili, è anche vero che contro Oyonnax oltre a perdere la partita si sono infortunati Privat e Toulou e diversi nuovi acquisti impegnati nell'emisfero sud devono ancora arrivare, oltre a perdere probabilmente per tutta la stagione Figallo, il pilone argentino vittima di nuovo di un ernia cervicale contro gli All Blacks. 

Questa potrebbe essere la formazione del Montpellier:
Faamausili - Ivaldi - Bustos Tchale-Wachou - De Marco/Privat Gimeno- Galletier - Bias Pelissie - Selponi Artru - Olivier - Tuitavake - Nagusa - Floch. 
Panchina : Watremez - Geli - Hamilton - Gorgodze -Paillaugue - Trinh Duc - Combezou - Mas. 

Iniziare con un apertura giovanissima ('93) che finora ha giocato neanche mezzora pare più pretattica che altro. Comunque i tifosi si aspettano una partita impegnativa e si accontenterebbero volentieri anche di una vittoria 0-3.  


"Les Italiens savent aussi un peu tricher et nous embrouiller." cit. Ellissade


Tolosa - Zebre si gioca invece all'Ernest Wallon venerdi sera. Ellisade annuncia nel "Depeche du Midi", il quotidiano locale: "Je ne tolérerai pas d'abus de confiance et de facilité", temendo evidentemente che i suoi ragazzi prendano sottogamba un impegno sulla carta facile, cosa che è già successa questa stagione ai rossoneri. Elissade è prodigo di complimenti per le Zebre : "Trovo che la spina dorsale delle Zebre (2, 8, 9, 10, 12 e 15) sia parecchio performante, e di tempo in tempo abbia dei lampi di genio che mostrano quanto sia pericolosa. Ha tenuto con Glasgow per 60 minuti ed anche Munster ha faticato per più di un'ora prima di sbarazzarsene, quindi non è il combattimento che la farà scappare , in più gli italiani sanno anche (loro) un po' imbrogliare e metterci in difficoltà".

La formazione annunciata è:
Poitrenaud ; Huget, Fritz, David, Medard ; (o) Barraque, (m) Bezy; Nyanga (cap), Galan, Lamboley ; Tekori, Millo-Chlusky ; Montes, Tolofua, Steenkamp. 
Panchina: Ralepelle, Ferreira, Johnston, Picamoles, Albacete, Doussain, Gear, Dusautoir. 

Cerniera giovane, con Bezy mediamo di mischia (molto criticato nelle partite giocate) e Barraque all'apertura. Barraque giovane, del '91 (dovremo parlare del differente concetto di "giovane" nei vari campionati), che ha giocato molto la scorsa stagione nel Biarritz, ma in questa nemmeno 55' in due occasioni come rimpiazzo. Gli viene data molta fiducia , anche perché in panchina c'è solo Doussain, mediano già testato ad apertura con risultati decisamente non eccelsi. Nonostante le dichiarazioni, è chiaro che qualunque risultato senza il bonus offensivo sarà una sconfitta per Tolosa. Ed una altro colpo al fegato di Novès...

GiorgioXT

mercoledì 25 settembre 2013

E alla settima giornata il Clermont fece il tonfo

Settimo turno del Top14, quello del tonfo di Clermont. Stavolta ci sono ben due squadre che hanno vinto in trasferta, Parigi che riesce per un punto a terminare l'imbattibilità di Oyonnax in casa e Grenoble che affonda le banderillas nel toro Biarritz già sanguinante. Ma la notizia della settimana sono i 40 punti contro un solo calcio piazzato incassati dal Clermont a Montpellier - e c'è da dire che i gialli non erano certo in formazione "trasferta", ma mancava solo l'apertura australiana Brock JamesKayser, il tallonatore alterniate, non certo un ragazzino poco esperto, ha commentato sconsolatamente: "Abbiamo fatto una settimana di lavoro pesante per prepararci a questo incontro ed è stato tutto inutile, non ha funzionato niente". Il fatto è che Montpellier ha giocato una partita perfetta, dominante in mischia ed in touche (contro Clermont!) con Pelissié ancora migliore e più veloce, in grado di segnare tutti i 26 punti del primo tempo (2 mete e 4 punizioni), con un Trinh- Duc tornato a livelli altissimi e Galthié che sta veramente riuscendo - almeno in casa - a far giocare i blu-azzurri a ritmi incredibili. 

L'altra sorpresa è la pesante sconfitta di Perpignan a Brive, 31 a 6, con i catalani che finiscono in 13 contro 15 per gialli ripetuti: vittoria con bonus che toglie il Brive dalla zona retrocessione. 

La Classifica : Toulon 22, Stade Français 22, Montpellier 21, Toulouse 21, Racing Metro 20, Clermont 19, Grenoble 17, Castres 16, Perpignan 16, Bordeaux 16, Brive 15, Oyonnax 13, Bayonne 12, Biarritz 7 

Tempo fosco in Guascogna. Biarritz finisce a 6 punti dal 12° Oyonnax, ma soprattutto ha già perso 3 partite in casa e nemmeno tutte contro le corazzate. Si ritorna a parlare di fusione fra Biarritz e Bayonne - peggio di Petrarca - Rovigo come rivalità -, ma le cose vanno male anche se Bayonne, pure perdendo a Tolone, ha comunque fatto arrabbiare Laporte che non sopporta più la "svagatezza" dei suoi. 
I parigini vanno bene, con il Racing che batte in casa l'UBB, con grande incazzatura (une énorme engueulante, tanto per sfatare il rituale dell'arbitraggio sacro) in diretta TV del presidente girondino Marti (ne abbiamo parlato la scorsa volta) che parla direttamente di malafede dell'arbitro. Vedremo se verrà trattato allo stesso modo di Boudjellal. E con lo Stade che riesce con una meta all'ultimo minuto a zittire lo stadio di Oyonnax . 

E adesso parliamo di Castres, il campione di Francia in carica.  Castres è una cittadina di 45.000 abitanti fra le colline ondulate del Tarn, in quel Midi lontano però dal mare. E' stata ed è una città ricca, prima per le industrie tessili e poi per la meccanica e soprattutto la farmaceutica e con la farmaceutica arriviamo subito al Castres Olympique, club fondato nel 1906 dagli studenti del Lycée Jean Jaures
Castres arriverà al successo negli anni '48-'50 soppiantando il Lourdes e dominando il rugby francese per diversi anni, poi declina e nel 1986 discende in seconda divisione. E qui arriva Pierre Fabre, farmacista della città, che partito da una pianta officinale del posto (l'houx) ne scoprirà le virtù medicinali e costruirà un impero industriale da più di 1,3 miliardi di fatturato. 
Pierre Fabre non è un rugbysta. Nel 1986 è già l'uomo più potente del Midi, e si innamora ferocemente del Castres Olympique, ne acquisterà la totalità delle azioni (sotto questo aspetto è simile al Benetton Treviso più che agli altri club francesi) e inietterà risorse in modo continuo, ma non smodato. 

Vincerà un Brennus contro Grenoble - ne abbiamo già parlato - e proprio l'uomo che segnò la meta contestata, il kiwi Gary Whetton, è tuttora consigliere nell'organigramma del Castres: Fabre è un padre-padrone all'antica, non dimentica le persone, ma non tollera intromissioni ed è gelosissimo sia della privacy (quasi impossibile trovare interviste) che dell'indipendenza della sua società - elementi sopravviveranno senza scosse alla sua morte avvenuta il 20 luglio. Celibe e senza discendenti diretti, darà nel 2008 il 77% delle azioni ad una fondazione di interesse pubblico, con il compito esplicito di salvaguardare l'indipendenza della società, la sua radicazione nel territorio e perfino il sostegno perenne alla "sua" squadra di rugby.

GiorgioXT

martedì 17 settembre 2013

Sprofondo basco in Top 14. E alla scoperta di Bordeaux

Eccoci alla sesta giornata del Top 14, ed anche questa volta solo una squadra è riuscita a vincere in trasferta: il Racing che ha portato a casa un risultato interessante contro Bayonne, ma soprattutto ha spinto i baschi vicino al precipizio. Castres si è rifatto della sconfitta di settimana scorsa battendo un Tolone meno convinto del solito, senza Giteau e con un Wilkinson che ha sbagliato due punizioni. Perpignan in casa, cattivo e furioso dopo la sconfitta poco digerita del turno precedente, ha strapazzato Montpellier infliggendo tre mete nel primo tempo (una con l'ex-nostro Justin Purll..), con Montpellier incapace di reagire e che trova la meta della bandiera solo alla fine. 
Tolosa manda a fondo Biarritz con un primo tempo da 26-0: ora i baschi della costa sono ultimi con solo 6 punti in sei giornate, ma i tolosani non sono contenti, pesa un secondo tempo meno intenso o più abulico pareggiato con una meta per parte; anche Novés non è tranquillo, ma far dimenticare il fanny della scorsa giornata sarà dura. 
Le "nostre" alpine Grenoble ed Oyonnax hanno perso entrambe in trasferta: prevedibile quella di Grenoble a Clermont, sia perché in formazione "al risparmio" sia perché al Marcel Michelin sono anni che non si vince in trasferta; più pesante nel punteggio Oyonnax con i Bordolesi, dove sono stati nettamente superati per 35-10 anche grazie a due cartellini gialli ricevuti nel secondo tempo.
Chiudiamo la giornata con Stade Français- Brive, partita che Brive doveva cercare di vincere a tutti i costi per rialzarsi dal penultimo posto e non si può dire che non ci abbia provato, segnando due mete contro l'unica dei parigini, ma scontrandosi con Porical tornato cecchino infallibile che segna 6 piazzati ed una trasformazione

La classifica: Clermont 19, Toulon 18, Stade Français 18, Castres 16, Toulouse 16, Perpignan 16, Montpellier 16, Racing Metro 16, Bordeaux 15, Oyonnax 12, Grenoble 12, Bayonne 11, Brive 10, Biarritz 6, 

Il club di oggi: Union Bordeaux-Begles. Decisamente poco conosciuto ma con una storia lunga, travagliata ed interessante, basti pensare che per un periodo ha persino avuto il nome più lungo (Galles escluso ): Union Stade bordelais CA Bordeaux-Bègles-Gironde ou USBCABBG
Bordeaux è una delle culle del rugby francese, certamente facilitato dai continui contatti con il mondo britannico da sempre grande cliente dei CRUS bordolesi. Lo "Stade Bordelais" viene fondato nel 1889 e dominerà per una dozzina d'anni il campionato francese nei primi del secolo. Ma non possiamo parlare del rugby a Bordeaux senza citare i grandi rivali storici, il Club Athletique Bèglais fondato nel 1907 dai tre fratelli Martin entusiasti dopo aver visto giocare lo Stade Bordelais contro Tolosa. Videro anche gli Harlequin in tour e ne copiarono le maglie a scacchi. 

Per lunghi anni rivaleggeranno nel campionato francese, poi lo Stade Bordelais conoscerà un lento declino. La rivalità nasce anche dal fatto che Bordeaux è una città decisamente conservatrice e lo Stade Bordelais è espressione della borghesia ed università, mentre Bègles è uno sobborgo prevalentemente operaio e roccaforte della gauche. Nel dopoguerra il CAB cresce molto, conquista il primo titolo nel 1949 vincendo la coppa di Francia contro Tolosa, ma dovrà aspettare il 1967 per il primo Brennus, anche questo vinto contro Tolosa. La crescita però si arresta e i vecchi gauchisti finiranno con il rivolgersi al "barone del gollismo" Jacques Chaban-Delmas, sindaco della città per quasi 50 anni oltre che ministro, presidente dell'Assemblea nazionale ecc. nonché giocatore del Begles e con un cap nei Bleus. 

Partirà a metà degli Anni 80 la prima fusione, imposta dai politici Chaban-Delmas e un suo giovane assistente - Alain Juppè, che ritroveremo nelle cronache molto più tardi. La difficoltà di rivolgersi agli stessi sponsor impone l'accordo, ma le identità restano distinte, da qui l'assurdo nome visto sopra e la sua impronunciabile (specie per i gallici) sigla USBCABBG. Andrè Moga, ex-giocatore del Begles insieme ai suoi 4 fratelli (originari della Val d'Aran nei Pirenei) ritrova la presidenza che terrà fino alla morte nel 1992 ed arriva un titolo di campione nel 1991, dopo una vera e propria battaglia in semifinale con Tolone grazie ad un mediano di mischia "elettrico" chiamato Bernard Laporte ed una prima linea Simon-Moscato-Gimbert soprannominata "Les Rapetous" per le teste pelate a zero che schiaccia tutto. Notevole all'epoca la giocata "Tortue", una maul formata da 13 o 14 uomini che avanzava inarrestabile. 

Il club ora si chiama CA Bègles-Bordeaux (con grande sollievo), diventa professionistico nel 2000 e partecipa alla prima HC, ma le cose non funzionano: nonostante il sostegno di celebrità (o proprio per questo) come Gerard Depardieu o Thierry Lacroix va male, i risultati non arrivano ed i costi esplodono. Salvato in appello dalla retrocessione forzata nel 2002, farà fallimento nel 2004 e finirà in federale 1 proprio quando il redivivo Stade Bordelais risale in ProD2. Una nuova fusione si crea ed arriva "l'uomo giusto", il guascone di Bergerac Laurent Marti, imprenditore tessile che riuscirà finalmente a dare stabilità, recluterà Delpoux dal Calvisano con l'obbiettivo di arrivare in Top14 in tre anni. Obbiettivo raggiunto, Delpoux verrà sostituito da Ibanez

L'UBB è un club non solo in salute, ma in forte crescita: ha la seconda affluenza di pubblico del Top14, con una media superiore alle 25.000 presenze, oltre 300 società partner; ha strappato ai Girondins della Ligue 1 calcistica il ruolo di primo club e primo sport. In più, essendo a Bordeaux, hanno creato l'Association UBB Grand Crus, solo qualche nome fa venire già sete: En quelques jours seulement, 16 châteaux et négociants ont déjà rejoint UBB Grands Crus parmi lesquels des noms prestigieux : Château Yquem, Château Petrus, Château Calon Ségur, Château Fieuzal, Château Cos d'Estournel, Château la Conseillante...

GiorgioXT

martedì 10 settembre 2013

Grandi manovre sul fronte boreale

La bomba è stata sganciata ed è un gran chiacchierare: a questi lidi le opinioni per lo più si possono riassumere in due filoni, "speriamo di no" e "i soliti francesi ed inglesi" (nella foto, due Mosquito, leggendari bombardieri leggeri della RAF impiegati durante la II Guerra mondiale). Si parla chiaramente del comunicato con il quale la Ligue National de Rugby si è espressa sul futuro delle coppe europee, partendo dall'accordo con l'ERC "concluso nel 2007 e rescisso nel 2012". Occhio alle date, ci suggeriscono dalla regia, perché stando così le cose (rescissione avvenuta nel 2012, conclusione con la stagione in corso) vorrebbe dire che l'ERC ha venduto a Sky Sport qualcosa che in realtà non possedeva. 

Nel testo si legge che nonostante i molteplici incontri e le riunioni che si susseguono da un anno, la LNR e i club del Top14 "non possono che constatare il fallimento delle negoziazioni sulla elaborazione di un nuovo accordo". Si aggiunge che non sono pensabili tornei che escludano le squadre inglesi e quindi si delega alla LNR il compito di "prendere le misure per porre in essere una competizione per il 2014/15" che comprenda "necessariamente" inglesi e francesi e che sarà aperta alle altre nazioni. 

Ricapitolando i capitoli precedenti, Inghilterra e Francia chiedevano una riduzione dei team in Heineken Cup, da 24 a 20, modificando i criteri d'accesso specie per ciò che riguarda il Pro12, con i club italiani e scozzesi ammessi alla competizione indipendentemente dal piazzamento finale in classifica. E mentre venivano avanzate le richieste, i club di Premiership accoglievano l'accordo con British Telecom che ha varato il canale televisivo sportivo: un contratto da 152 milioni di sterline che comprende la trasmissione dei match europei - quando il board della European Rugby Cup aveva assicurato i diritti televisivi a lungo termine a Sky, recentemente prorogati. Nello scacchiere pesano le consistenze economiche dei club inglesi e francesi e chi si abbandona al motivetto "soldi, soldi, soldi, che delusione!" deve mettere in conto che nell'epoca del professionismo non sono elemento di secondo piano, ma merce di contrattazione.  

Soffia un'aria di rivoluzione e occorre calma per evitare facili sbandamenti nei giudizi (eh, la Primavera araba insegna, o no?). Storicamente Albione e Gallia, nei secoli trascorsi a darsi battaglia, hanno avuto in comune moti rivoluzionari, con esiti profondamente diversi a soli 100 anni di distanza: quella Gloriosa a Londra (1689), consumata senza spargimenti di sangue e istituendo le basi della monarchia costituzionale moderna, e quella a colpi di ghigliottina a Parigi (1789), conclusasi di fatto con l'ascesa di Napoleone. Chiusa la parentesi, il dato di fatto è che ciò che andrà a sostituire la HCup dovrà per forza di cose comprendere tanto i club di Premiership quanto quelli di Top14, che poi accolga altre società viene per secondo come punto di partenza. 

Nei mesi scorsi i vertici della LNR avevano adottato un atteggiamento diplomatico di fronte ai primi contrasti tra inglesi ed ERC, scegliendo una linea più morbida che - sempre dalla regia - a giochi quasi fatti può essere vista come il tentativo di offrire un assist agli altri rappresentanti (di Pro12 si parla ovviamente), non raccolto. Un tentativo di smussare gli angoli, calmare gli spiriti bollenti e trovare la quadra. Da oggi, al contrario, non si può che constatare "il fallimento delle negoziazioni". 

Restiamo in attesa di sviluppi, mentre da Oltremanica i commentatori recapitano messaggi per niente affatto in codice: "The pressure is on the likes of Italy, Wales, Ireland and Scotland to decide whether they will follow suit and abandon the ERC to join the new Anglo-French competition or push for compromise", scrive Tom Hamilton nell'editoriale di Scrum.com, gruppo ESPN. 

Crouch-bind-set!

Fanny Tolosa in Top 14 - e il ritorno dell'italico Grenoble

La quinta giornata di Top 14 verrà ricordata a lungo, soprattutto per il "Fanny" di Tolosa, come curiosamente chiamano in Francia la squadra che rimane a zero punti in una sconfitta. Ha fatto notizia ed è naturale, perché erano più di 5 anni che Tolosa non incassava una sconfitta così, peraltro del tutto giustificata dall'andamento della partita, con Montpellier ferocemente attivo sia in difesa che in attacco e Tolosa più lento ed arruffone che remissivo, con uno schema di gioco evidentemente errato - calci alti e pressione, insistito fino a quando Montpellier è stato troppo lontano, e poi, come succede nelle giornate sbagliate, anche le poche azioni buone e pericolose sono state rovinate da errori e approssimazioni. A Tolosa la cosa non è stata proprio presa bene: Novès ha dato la responsabilità ai giocatori , ma tira aria di tempesta generale e c'è già chi parla di "fine di un ciclo". 

La classifica adesso è : Tolone 17, Montpellier 16, Clermont 15, Stade Français 14, Castres 12, Racing Metro 12, Oyonnax 12, Grenoble 12, Perpignan 11, Toulouse 11, Bordeaux-Begles 10, Bayonne 10, Brive 9, Biarritz 6.

Se si considera che nelle ultime stagioni le posizioni della 5° giornata sono state pressoché eguali a quelle di fine campionato, c'è da preoccuparsi molto, sia per Tolosa che per i baschi di Biarritz, ma anche per il Bayonne delle tante stars.

Anche stavolta solo una squadra ha vinto in trasferta, il Tolone a Biarritz; degne di nota anche se prevedibili le due partite "nervose" dei Parigini e Francilieni, con Papé che fa finire lo SF in 14, invece meno preventivabile la sconfitta di Castres ad Oyonnax, soprattutto senza punto di bonus difensivo. Oyonnax ha giocato decisamente più guardinga del solito anche per un tempo da lupi con pioggia e vento, ha disinnescato la fisicità dei campioni di Francia con una difesa attenta ed aggressiva, entrambe hanno sbagliato molto al piede, fino a quando un intercetto di Silvere Tian, giovane franco-ivoriano , mette fine alle speranze di Castres. Grenoble sbroglia la difficile pratica di Bordeaux grazie ancora al piedone di Caminati che mette dentro (di nuovo!) ben due piazzati da 60 METRI pure con brutto tempo e alla precisione di Courrent che piazza gli altri 5 da più vicino. 


Ed ora approfondiamo Grenoble, nome "nuovo" per chi segue il T14 da pochi anni, ma in realtà uno dei club fra i più antichi di Francia, fondato nel 1911, già finalista nel 1918 e vincitore del Brennus nel 1954 contro Cognac: 5-3 con meta di Lanfranchi, sì proprio Sergio Lanfranchi a cui era nominato lo stadio di Parma ... 
Ma il rapporto fra Grenoble e gli italiani è lungo intenso ed articolato. Ci sarebbe infatti da scrivere molto sull'apporto degli italiani colà emigrati al rugby francese, che ha superato in questo caso l'usuale chiusura "nazionalizzando" gli Spanghero senza tante storie. A Grenoble c'è stata l'epopea dei 5 fratelli Alberto, tutti titolari nel FCG fra gli anni '50 e '60, ma anche un esempio di integrazione ante-litteram come Rico Rinaldi, terza linea e nazionale francese con 1 cap, nato a Carbonia e arrivato prestissimo a Grenoble seguendo la famiglia emigrata, giunto ad essere presidente del FCG negli anni '90, quelli dei "Mammouth", il soprannome guadagnato dalla prima linea rocciosa dell'allora FCG, e proprio in quel periodo ci fu una ferita profonda al rugby di Grenoble che infetterà per lungo tempo l'ambiente: la sconfitta nella finale del campionato del 1993 per una meta assegnata dall'arbitro all'All Black Gary Whetton per Castres, quando invece la prova fotografica dimostrò che la palla era già stata annullata da Hueber del Grenoble. 
Vent'anni più tardi lo stesso arbitro riconobbe senza giri di parole di aver commesso un grosso errore (ricordiamo che allora non vi era né TMO né comunicazione fra arbitro ed assistente); il guaio è che questo errore capitò giusto durante una delle lotte di potere più aspre avvenute fra il Presidente-Padrone della FFR, Albert Ferrasse, ed il suo ex-delfino, poi divenuto nemico giurato Jacques Fouroux (che ritroveremo molto dopo all'Aquila), allenatore del Grenoble. 

Perdere in questo modo, specie se condito con il rifiuto totale da parte federale di ammettere il minimo errore, è stato veramente pesante e tutt'ora parlarne a Grenoble scatena passioni. La delusione si sommò al cambiamento dei tempi legato all'arrivo del professionismo reale (in Francia la situazione comunque non era amatoriale) fino al declino dei primi anni 2000 con la retrocessione finanziaria e sul campo. 

Grenoble però è riuscita a ripartire proprio dal proprio "Centre de Formation" e con l'aiuto di Kampf, principale azionista di Cap Gemini Sogeti (ed anche di Biarritz all'epoca) riesce a rimettersi in sesto. Gli anni recenti portano buoni risultati delle giovanili con diversi campionati Reichel, Crabos ed Espoirs vinti o conclusi ad alti livelli, una ricostruzione completata da una ottima stagione in ProD2 , la promozione in Top14 con un piazzamento a metà classifica inaspettato e qualche scalpo delle grandi preso, una struttura societaria che si è ampliata con parecchi sponsor del territorio, fra cui anche IMER france, del gruppo italiano IMER di macchinari per l'edilizia, ed un budget cresciuto del 20% dalla scorsa stagione; in corso anche l'ampliamento dello stadio che attualmente è insufficiente per il folto pubblico - sold-out anche nell'ultima partita nonostante il tempo terribile.

GiorgioXT

venerdì 6 settembre 2013

Turnover in Top 14, anche geografico

Quarta giornata del Top 14: turno molto particolare perché disputato infrasettimanalmente. Infatti per "decisioni superiori" 3 partite sono state compresse in 9 giorni e questo, come vedremo, influirà parecchio sui risultati anche se non viola la legge non scritta che vede la squadra in casa sempre favorita. In queste prime 4 giornate solo una squadra in ogni turno è riuscita a vincere in trasferta. 

La classifica ricomincia ad avere un aspetto più consueto, con Tolosa che forte dei 30 punti dati al Racing sale al 4° posto, dietro a Clermont, Tolone e Castres che batte nettamente lo Stade Français. Tolosa recupera diversi dei suoi giocatori "importanti" e la differenza si vede, tra l'altro contro una delle poche squadre andate in trasferta in questa giornata con una formazione meno rimaneggiata. Infatti quasi tutte le altre hanno scelto di giocare lontano da casa con un forte ricambio, spesso obbligato dai fatti - Grenoble ha già 15 infortunati su una rosa di 35 ed è andata a Perpignan con 7 ragazzi vincitori dello scorso campionato Reichels (U20) e 3 espoirs: scelta quasi obbligata, visto che la prossima giornata vedrà Grenoble-Bordeaux già importante in ottica salvezza. 

Conseguenza della scelta di giocare 3 partite in 9 giorni, con l'obbligato turnover (certo che se sei Tolone e schieri Matt Giteau per far risposare Wilkinson è un altra cosa...) sono i punteggi molto pesanti, i 38 punti di Castres, i 55 di Clermont, i 62 di Tolone, che ha però dovuto farsi svegliare da Laporte per segnare 6 mete nel secondo tempo... ma anche i 30 di Tolosa contro come detto una squadra con pochi cambi. 

La classifica:  Clermont 14, Toulon 13, Castres 12, Toulouse 11, Montpellier 11, Paris 10, Perpignan 10 , Bordeaux 9, Bayonne 9, Oyonnax 8, Racing Metro 8, Grenoble 8, Biarritz 6, Brive 5.

Ed ora un approfondimento sul "panorama rugbystico del Top14": in queste ultime stagioni possiamo notare che il baricentro si è spostato più ad est rispetto all'abituale "Midi-Pyrénées + Parigi", con la conferma del buon livello di Grenoble e l'arrivo di Oyonnax

Oyonnax è una realtà molto particolare: cittadina di poco più di 22000 abitanti in una valle del massiccio del Giura, passato dalla produzione dei pettini in legno iniziata nell'alto medioevo allo stampaggio delle materie plastiche di cui oggi Oyonnax è uno dei centri mondiali di sviluppo. Il Rugby è presente dal 1909 ed Oyonnax non è una società arrivata per caso al Top14, dopo essere salita nel 2003 dalla Fed1 alla ProD2, negli ultimi anni arriva una volta in finale, persa nel 2009 contro Albi, una semifinale nel 2010 e conquista la scorsa stagione il Top14 con il record di 24 vittorie, 1 pari e 5 sconfitte su 30 partite
Oyonnax è particolare nel panorama francese del Rugby di alto livello anche perché ha una "proprietà diffusa" di una quarantina di azionisti principali, senza il "Padre Padrone" che può fare la fortuna di una società come Pierre Fabre per Castres o rovinarla come Martinet per Bourgoin
Dispone di un proprio centro sportivo fra i migliori come installazioni (5 campi di cui uno in sintetico ecc.). L'USO ha una rosa decisamente variegata, con parecchi stranieri, alcuni di questi anche ben conosciuti da noi, come Conrad Barnard ex Petrarca , e un direttore sportivo/capo allenatore come Christophe Urios al timone dal 2007. 

Alla prossima per l'approfondimento su Grenoble.

Giorgio XT

martedì 20 agosto 2013

Tribolazioni alla prima (linea)


Prima di dedicarci ad analizzare i risultati del Top14 (chi è interessato già li sa), un commento di interesse generale riguarda la novità in mischia ordinata, importantissima in un campionato attento a guadagnare il minimo vantaggio lavorando sui piccoli dettagli, per di più molto fisico e contemporaneamente tattico, dove tutte le minnows si difendono (sovente molto bene) dosando i ritmi e impegnando gli avversari più quotati davanti.  
Per quel che ho potuto vedere, la nota positiva in un momento di ovvia transizione e adattamento è che in Francia almeno l'idea di base su come gestire la novità paiono averla chiara tutti, chi più (Perpignan) e chi meno (Biarritz); non come i Pumas che parevano ignari, gli All Blacks che han cercato sempre la scorciatoia della introduzione palesemente storta o i Wallabies indecisi se e quando alzare la gambetta.

Paragonando la prima giornata con l'inizio della stagione scorsa, ancora sul piano positivo c'è una evidente adesione generalizzata allo spirito delle nuove regole. E' il contrario della reazione negativa ai cambiamenti introdotti l'anno scorso, subito apparsi contraddittori rispetto all'obiettivo dichiarato. Allora ci fu in più l'impennata della maggior severità complessiva degli arbitri di fronte al gioco iper-fisico, che portò alla media record di 28 punizioni a partita nella seconda giornata del Top14 scorso, col record di 42 punizioni "piene" e 5 "mezze" nella sola partita tra le ruvide Castres e Grenoble; il tutto conflagrò portando l'ambiente sull'orlo della rivolta tra irrigidimenti reciproci.

Non è così oggi, non ancora; certo però l'effetto complessivo iniziale è frustrante, il contrario di quello voluto (la sicurezza si, ma anche la consistenza e i tempi di gioco): i crolli ci sono ancora e ben il 70% delle mischie della prima giornata sono abortite in punizioni, vuoi a braccio dritto o cassé. La maggior parte degli allenatori mugugna, ma si comprende che gli arbitri per ora fischiano di tutto e un po' alla volta andranno anche loro a selezionare cosa meriti attenzione, guidando quindi i giocatori a concentrarsi su quello.
Il percorso minaccia però di somigliare a quello della stagione scorsa: il directeur degli arbitri Didier Mené a fronte del mugugno ha minacciato "encore plus de severité". I franchi ovviamente non si fanno certo intimidire, prova ne sia l'atteggiamento di Guy Novés, uno non certo fumino: s'è presentato livido in conferenza stampa post partita col tablet e ha illustrato alla moviola gli errori arbitrali che a suo dire son costati la partita al Tolosa - la mischia ordinata però c'entra solo di striscio (l'arbitro era Cardona, quello del rosso all'irrispettoso Parisse la stagione scorsa).

L'obbligo di legarsi anticipatamente - "bind" o "liez" subito dopo il "flexion"- ha risolto le instabilità del pericoloso "hit" iniziale, anche se le prime linee tentano ancora di tenersi "un po' di gas" distanziandosi il più possibile, ed è la causa dei collassi ancora presenti: gli arbitri "svegli" fanno difatti avvicinare le prime linee riottose. Un altro problema della nuova mischia è il comando "set", in franco sarebbe l'ambiguo "entrez" o peggio l'assolutamente infedele ma usato "jeu" o "jouez", che viene inteso alla lettera, come fosse "entrate in spinta" e non il  "pronti (a giocare)" prima del via. Vale anche fuor di Francia, è stato regolarmente tollerato nel The Champioship. Tutto apparentemente risolto dal fatto che l'arbitro deve valutare se la mischia è stabile prima di autorizzare l'introduzione, ma se solo guardi le tiratine in giù che si danno i piloni nel frattempo ...
Un altro tema è stato evidenziato nella partita che ha presentato le mischie forse meno "vessate" dall'arbitro, il posticipo serale Perpignan-Castres: il pack con l'introduzione a favore, qualunque fosse, ha subito sovente la spinta di quello in difesa. Evidenza di come alzare il piede del tallonatore anche per solo un secondo, risulti sommamente pericoloso. Gli "stappamenti" sono nuovamente frequenti; si tratta di trovar strade alternative, ad esempio colmassimo coordinamento tra introduzione e spinta a otto. Come han fatto quelli del Perpignan nella serie di mischie finali decisive, impegnandosi prima a spingere che a tallonare.
E' anche ricomparso al proposito l'antico colpetto col pallone sulla schiena del pilone loosehead da parte del mediano a mo' di segnale, stile anni Ottanta, che secondo alcuni non sarebbe legale: è l'arbitro ad avvisare tutti dicendo "Oui neuf" ma Mené per fortuna non vuole complicare ulteriormente lo scenario e pensa che il segnale del mediano sia tollerabile, purché non sia dato "en maniére furtive", qualunque cosa significhi (quindi mai più "prop whisperers"?).

Certo che se manca quel minimo anticipo per chi introduce, è dura spingere in sette contro otto anche per solo un secondo; quanto al supposto vantaggio del loosehead nei confronti del tighthead che non parte più "di rincorsa", c'è solo sul lato opposto alla introduzione, per chi difende (e difatti si rivedono tante mischie in girotondo).
Ci si aiuta ancora con l'introduzione storta ma non sfacciatamente come fa il Tutto Nero Aaron Smith: maestro è Rory Kockott mediano del Castres che tiene l'ovale per lungo, lo rilascia delicatamente e poi solleva le manine quasi a dire "visto che ligio?"; nel mentre la palla rotola pianin pianeo tra loosehead e seconda linea, passando dietro ai piedi del tallonatore: merito della spinta, dev'essere così, si convince l'arbitro che tanto desidera tagliar corto.
Grande è la confusione sotto il cielo: è un inizio promettente, diceva quello ...

venerdì 16 agosto 2013

Partenza al Top - III

Ultime ore prima del via e ultimo post "guida al campionato" Top14: dopo le prime tre più tre "in pectore", presentiamo le otto squadre che meno godono del favore dei pronostici; non vanno comunque trascurate, sovente capita soprattutto a inizio stagione che emerga qualche "diamond in the rough" come dicono gli anglosassoni.
Le dividiamo in due fasce: Perpignan, Bayonne e Stade ci sentiremmo di definirle "in lotta per emergere", mentre Grenoble, Bordeaux, Biarritz e le due neopromosse Oyonnax e Brive sono  "in lotta per sopravvivere". Sempre tutto sulla carta e a bocce ancora ferme, ancora per qualche ora.

- USA Perpignan ha visto alla fine premiato l'impegno che ha profuso da un posto in Heineken Cup quale settima squadra francese. Han cambiato presidente, l'imprenditore Riviére ha subito apportato il paio di milioncini utili a prolungare il contratto a coach Delpoux (ma non quello dell'assistant De Carli, "promesso" all'Italia dell'ex Brunel) e soprattutto per sbloccarne altri e mettere i puntini sulle i con James Hook, Mafi ed altri già sul posto. C'è aria di rinnovamento: partono in diversi tra cui pezzi di storia come Mas, Hume, Henry Tuilagi, Melé, Planté e Farid Sid. Sul mercato hanno puntato a rinnovare la prima linea, con gli esperti "orientali" Jgenti e Paulica Ion per affiancare Taofifenua e Guirado in mezzo e apportare esperienza alla "linea verde" Taumalolo. L'altro punto di investimento è stata la mediana: arrivano Dewald Duvenage dagli Stormers e Nicolas Durand da Tolone a dar alternative a Cazenave ma l'acquisto più importante è all'apertura, arriva Camille Lopez a fornire nuovo spessore in una squadra mostratasi troppo Hook-dipendente, bisognerà capire come cambieranno equilibri interni e gerarchie. Infine dietro Tommy Benvenuti si aggiunge a Lifeimi Mafi e David Marty, buon per lui. Senza contare la "cantera" locale, ha sempre sfornato giovani interessanti, catalani o meno.

- Rimanendo ai confini con la Spagna ma sul versante del Mare Oceano, quest'anno l'Aviron Bayonnais si ripresenta con un bel roster sulla carta. Lo diciamo ogni anno, l'occhialaio Afflelou ha sempre investito ma i risultati han latitato: la stagione precedente eran stati tecnicamente retrocessi e ripescati per problemi economici altrui, nell'ultima si sono salvati in anticipo e forse era quello di cui i baschi avevano bisogno, un po' di serenità ambientale, meno proclami roboanti e pressione. Tanto che nel finale han pure disputato qualche bella gara e si sono tolti qualche soddisfazione. Tranquillamente la rosa è stata sfoltita dai coach Deylaud e Lanta - han finito di giocare Heymans e Boyet come Potgieter, se n'è andato il mediano Garcia e diversi altri; tranquillamente han operato sul mercato, acquisendo un paio di piloni sudafricani, Muller e Van Rensburg e un po' di rinforzi per la seconda e terza linea;  gli investimenti si sono concentrati dietro, a partire da una apertura da affiancare a Mike Phillips e su cui investire dopo stagioni di alternanze Boyet-Garcia etc., la scelta è caduta su Mathieu Bélie del Racing; arriva inoltre dietro il centro Stephen Brett, ex Blues e prima Crusaders, con Saimoni Vaka e Martin Bustos Moyano da Montpellier. Se l'ambiente più rilassato aiutasse non solo i nuovi ma anche a rimettere "in produzione" i vari Rokocoko, Lovobalavu, Senekal etc., chissà, il mio cent sui baschi sorpresa lo potrei puntare.

- Lo Stade Francais, la Grande Incompiuta da sempre. Questa però è una stagione importante: a cominciare dal fatto che hanno finalmente una loro casa, il nuovo stadio Jean Bouin, sono cose che contano. C'è poi il cambio di guida tecnica, Gonzalo Quesada trasferitosi dal Racing. Non ultima la campagna di rafforzamento: molti "vecchi" con voce in capitolo nello spogliatoio ma apporti via via decrescenti sono stati lasciati andare, da Contepomi a Warwick e poi Sackey, Gavin Williams, Turinui etc. Partito anche il mediano Nicolas Bezy che non ha trovato spazi dietro agli esperti Dupuy e Fillol. Considerando gli arrivi e sommandoli a quelli della scorsa stagione (Lavalla, Lyons, Mostert, Porical: il "progetto" della nuova proprietà post Guazzini è meno glamour e pluriennale), il bilancio parrebbe più che positivo: partiamo dal fondo, arriva Digby Ioane ad appuntire l'attacco, più l'esperto second five eight Meyer Bosman degli Sharks a rimpiazzar Contepomi, c'è anche Richard Kingi dai Rebels; preso anche il giovanissimo figiano Andrea Cocagi formatosi a l'Aquila. Vanno ad arricchire l'arsenale già ben fornito di giovani alla Bonneval, Domayrou, Sinzelle. All'apertura poi c'è (o meglio ci sarà, è in tutt'altre faccende affaccendato per adesso) Mornè Steyn: adatto a un certo tipo di gioco e non ad altri, vedremo se Quesada saprà valorizzarlo o se punterà sul giovane Plisson visto in nazionale (anche Kingi e soprattutto Bosman possono giocare da primo o meglio secondo uomo in piedi). Quanto ai piazzati, sarà alternativa al preciso estremo Jerome Porical. Davanti lo Stade si rafforza soprattutto in prima linea, con Kubriashvili da Tolone, Taulafo dai Wasps e Schalk Van der Merwe da Leinster, ad affiancare Attoub e De Malmanche.  La squadra capitanata da Parisse pare aver le carte per riuscire finalmente ad entrare nei primi sei; è da un po' però che ce lo ripetiamo, le prestazioni sono state sinora altalenanti. Vedremo ora che hanno una casa tutta loro da difendere.

- Per le altre cinque facciamo un discorso complessivo: con 14 squadre i post vengon sempre di un luuungo ... Due squadre su 14 han dovuto "limare" il budget e quindi far rinunce - contratti, acquisti etc.: sono Brive e Biarritz.  Oyonnax è un paesino ai confini svizzeri e la squadra, un "orologino" sinora, è gestita a mo' di azienda di famiglia, si vedrà come riusciranno a gestire l'approdo nel Nuovo Mondo; Grenoble ha fatto benissimo la prima stagione di Top14, ma ora come per Agen, scocca fatale la resa dei conti del secondo anno, quando finisce l'effetto sorpresa. Infine Bordeaux: ha capitalizzato l'affaire Lopez, si vedrà se hanno re-investito proficuamente.
In termini di mercato, a parte Biarritz sono state tutte molto attive. I baschi di Serge Blanco allenati da Rodriguez sono alle prese con una transizione generazionale oltre alla rarefazione dei finanziatori (uno dei più importanti era il proprietario del Grenoble, uscito per "conflitto di interessi" l'anno scorso); han dovuto cedere qualche pezzo pregiato - Lauret, il nazionale Pumas Bosch, il giovane Barraque - per sistemare i reparti più bisognosi, ma han comunque tenuto Aled Brew e poi c'è Baby, l'anziano Balshaw e i fratelli Lund, Ngwenya, Peyrelongue, Traille, Barcella ... in casa Yachvili e Harinordoquy l'esperienza decisamente non manca.  Le forze fresche: in seconda linea arriva Joshua Furno dal ProD2, poi alcuni 3/4: Waenga dai Chiefs, il samoano Paul Perez che ha giocato anche in Vodacom Cup, l'estremo (ottimo) piazzatore degli Stormers Joe Pietersen, già protagonista nella vicina Bayonne.  Anche a Biarritz contano comunque su un asso nella manica, il vivaio locale; a fine stagione s'è già visto del potenziale nell'ala 19enne Teddy Thomas (nella foto).
L'altra in condizioni finanziarie critiche, Brive, aveva la necessità di rinnovare gli organici e l'ha fatto massicciamente, puntando sulla quantità.
Lo stesso l'altra neopromossa Oyonnax, che avendo più tempo qualcosina di meglio ha fatto, almeno sulla carta, attingendo molto dalla retrocessa Agen: ad esempio l'apertura Conrad Barnard, capocannoniere del torneo due stagioni fa.
Grenoble proverà a gestire la classica crisi da secondo anno introducendo nomi interessanti come quello degli australiani Peter Kimlin, terza linea e Dan Palmer, pilone; arriva anche il mediano Bezy per rimpiazzare Pelissié, Olly Barkley, l'ala Geoffrey Messina da Tolone e l'estremo Julien Caminati da Brive. Nel Delfinato paiono decisi ad affrontare le probabili avversità a testa decisamente alta.
Infine l'UBB: investono i ricavi dell'affare Lopez - oltre a lui è stato rilasciato il deludente neozelandese Lachie Munro e diversi altri - per rafforzarsi in tutti i reparti: tra gli altri col pilone nazionale Poux da Tolosa e il lock Jan Marais dagli Sharks.

Sarà un'altra stagione lunga e come al solito ricca di colpi di scena. A proposito, finalmente la tv commerciale non generalista italiana (l'unica, quella satellitare) esce dalla fase "educativa 1.0" relativamente al rugby e comprende che per trovar stadi pieni con seguito palpitante,  agonismo e campionissimi non serve arrivare al Pacifico (dove peraltro 'ste cose non si trovano, se non altro non tutte assieme). Insomma, avremo finalmente una partita settimanale del Top14 in diretta su Sky.
[Inciso: quella francese è UNA via latina al rugby vincente: la sensazione è che andasse quasi "nascosta" ai profani, perché estranea ai sacri canoni anglosassoni quelli pauperisti, perché li dissacra con 'sta provincia sana dove l'imprenditore locale o l'azionariato popolare tiran su i milioni; a volte è un modello volgare, anche violento e casinista. Tutta roba che destabilizza i provinciali in kilt de'noantri e anche qualche "vecio" custode di un'etica del rugby dove il perdente non perde, basta "combatta", anche se male (dico eresie? non credo). ]
Torniamo al profano: Sky parte a nostro avviso in modo non ottimale, scegliendo una partita "di vetrina" pe ril primo turno, i campioni in carica nel posticipo serale USAP-Castres; personalmente avrei puntato sull'anticipo del venerdì Montpellier-Toulon che magari costava anche meno ... Tant'è, ci "accontentiamo" volentieri, in Francia col rugby caschi sempre bene. 

giovedì 15 agosto 2013

Partenza al Top -II

Proseguiamo con la disamina delle compagini del Top14 alla vigilia dell'ouverture del campionato più lungo del mondo (dal 16 agosto ai primi di maggio 2014 è la stagione regolare senza playoff), che apre e chiude la stagione Boreale: come sono cambiate, cosa ci si può attendere analizzando sulla carta prima della discesa in campo (nella foto tutti i capitani, vestiti da ... francesi - notare tra gli altri il meno peggio Parisse,  il goffo Wilkinson e il più brutto di tutti, il disinvolto Harinordoquy - con il trofeo, il famoso Bouclier de Brennus).
Abbiamo dato un'occhiata ai motivi per cui alcuni considerano che questa stagione sarà dominata da una "nuova aristocrazia" che include Tolone - quest'anno più che mai dedicato alla conquista del Bouclier - il Racing e Montpellier; vediamo ora perché in molti restano freddi di fronte delle dichiarazioni di pronta rivalsa dopo una stagione zeru tituli per le potenze storiche Tolosa e Clermont.

- Lo Stade Tolousain vive "signorilmente" ma molto male l'esito della scorsa stagione. Pareva dover spaccare tutto, l'obiettivo conclamato era il dublete e invece ha ottenuto un pugno di mosche, con l'umiliazione aggiuntiva di un giro giù nella Euro Challenge e conseguente spazzolata a Perpignan, che piuttosto sarebbero andati a perdere col Connacht.
Il punto è stato fatto in termini molto chiari e diretti da coach Guy Novés: la colpa di una stagione disgraziata dal punto di vista del club più ricco del Mondo,  non va a fantomatici buchi di organico o a non identificate malesorti ma all'impegno, in particolare dei nazionali. "Questa stagione mi aspetto che i migliori, quelli chiamati in nazionale, abbiano sempre ben presente l'impegno che devono mostrare nel club", ha dichiarato con quel modo di esprimersi a toni bassi ma fermi che i Transalpini definiscono en còlere.
Ragion per cui acquisti e ricambi sono stati molto mirati: per un Luke Burgess che torna in Australia, arriva il mediano dei Bulls Jano Vermaak; ci sono comunque per il ruolo i prodotti locali Bezy e soprattutto il polivalente Doussain e dar man forte allo specialista Beauxis all'apertura arriva da Biarritz il 21enne  JP Barraque. Un ritiro che fa male è quello di Yauzion ma il ruolo è coperto dai vari Flickou, David, Fritz e l'altro polivalente McAlister, per cui l'unico arrivo dietro è quello di un'ala molto esperta, Hosea Gear. Al passaggio definitivo di Servat nello staff non ci crede nessuno, comunque al tallonaggio si punta sul giovane peso massimo Christoper Tolofua ma per star sicuri è arrivato Ralepelle dal Sudafrica (ma se n'è ito anche Virgile Lacombe e Gary Botha).  A proposito di pesi  massimi, l'arrivo forse più prestigioso è quello del seconda linea/blindside Iosefa Tekori, che a Castres i suoi allenatori definivano "il Sonny Bill Williams del pack". Con Picamoles fa una bella coppia di supermassimi ...
Non so, una stagione così lunga è difficile da gestire en còlere, senza entusiasmi, tutti tesi a dimostrare che ci s'impegna. Ma forse han giudicato che di serenità - e signorilità - sinora ne hanno avuta sin troppa.

- L'altra delusissima è Clermont. Era il suo anno, aveva mostrato coi fatti e col gioco che non ce n'era per nessuno ... ma poi è arrivata Tolone che l'ha fatta secca nella finale Heineken, quando credeva d'avere la partita in mano; non stupisce che poi di conseguenza, la motivazione del Castres abbia prevalso alla grande nella semifinale Top14 sulla delusione dei più forti. S'è saputo poi che coach Cotter era dimissionario, l'attendono in Scozia e forse anche questo spiega qualcosa. Spiega sicuramente come questa stagione sia vissuta da molti Jaunards: una transizione, s'è visto nelle amichevoli giocate con poco animo, "pas de feux".
Il mercato di conseguenza è stato ad elettroencefalogramma piatto, con un po' di pulizia del roster e un paio di uscite di rilievo, quella "sentimentale" di David Skrela al capolinea e Anthony Floch passato a Montpellier; in arrivo un paio di onesti mestieranti, l'anziano utility back David Hume e il vice-mediano di Castres Thierry Lacrampe.  Ma eran già fortissimi: Parra e Brock James, Fofana e Rougerie, Byrne, Nalaga e Sivivatu; Bonnaire, Chouly, Bardy, Hines, Cudmore, Kayser, Domingo e Debaty ... Solo che l'anno scorso eran anche caricatissimi e consapevolissimi. Adesso forse giocano senza passato che non vogliono ricordare e senza futuro che per adesso non c'è. Certo che sulla carta potrebbero suonarle a chiunque.

- Oltre alle due nobili decadute vogliose di riscatto, del tutto particolare è la posizione dei campioni in carica del Castres. Nessuno li considera "la squadra da battere", come sarebbe normale. Il che comporta notevoli risvolti psicologici ... positivi. Prima di tutto perché è vivissima l'idea che quella vittoria sia stata un'anomalia, una sorta di Verona campione d'Italia nel calcio, robe che capitano una volta per secolo; secondariamente perché quelli che sono ritenuti i massimi artefici della conquista del titolo, i coach Travers e Labit sono emigrati nella capitale.
Si son portati dietro l'ala Andreu ma alla fine dalla "ridente" cittadina del Midi se ne sono andati in pochi: con lui solo Tekori tra i migliori sulla carta (nella stagione quest'ultimo ha giocato poco), poi il sopra nominato Lacrampe, il vice apertura Pierre Bernard e poco altro. In compenso arriva a rimpiazzare Tekori lo specialista scozzese nonché Lions Richie Gray, nella speranza sia meno immagine e più fatti che nel recente passato, altri arrivi di qualità sono i due mediani Cedric Garcia e Julien Tomas. L'impianto della squadra campione insomma è rimasto quello, con Claasen e l'apertura Remi Tales punti di riferimento, il giovane Brice Dulin in fondo, e poi i Diarra, Lakafia, Lamerat, Whihongi e tutti gli altri tosti lavoratori dell'ovale.  Soprattutto son riusciti a trattenere il Deus IN Machina della conquista del trofeo, il mediano Rory Kockott miglior realizzatore del campionato davanti a Wilkinson. Forse l'arrivo di due mediani indica l'intenzione di "proteggerlo" e dosarlo da parte del nuovo coach. Forse pesa nella decisione qualche parolina in giro:  PSA il coach dei Bleus cui Parra non è mai stato simpatico e Michalak piace fuori posizione (perché "in Francia abbiamo poche aperture francesi", oibò), pare gradirebbe "nazionalizzarlo" al più presto, come ha fatto col collega e compatriota Claaasen.
Comunque a livello d'organico Castres è squadra appare molto solida ma non comparabile con le prime cinque. Sulla carta. Nemmeno tenendo conto dell'immortale Romain Teulet e di Pedrie Wannenburg, visto veramente poco la stagione scorsa lì dietro a Claasen.

Nobili apparentemente decadute dal rafforzamento mirato o addirittura nullo, il club campione in carica giustamente considerato outsider e allineato a tali politiche minimaliste: il confronto coi primi tre club "spendaccioni" non si pone, par quasi di esser piombati nel Rabodirect Pro12 ...  quindi sta per iniziare un campionato apparentemente privo di "padroni", sulla carta.
In esso i "cantieri" aperti a livello organizzativo sono diversi, come ha informato il presidente della Lega Paul Goze, a partire dalla gestione dell'impatto delle nuove regole per la mischia in un ambiente sensibile e molto attento al tema: sapete come sono i francesi, non le manderanno a dire né ad arbitri né a nessun altro.
C'è inoltre la ridefinizione dei diritti televisivi - il contratto con Canal + è in scadenza - ma anche la convenzione con la Federazione. Per non menzionare, sullo sfondo, i possibili impatti delle decisioni riguardanti l'organizzazione da rivedere delle Coppe Europee. Le buone notizie per le casse di tutti i club sono le 24 partite di campionato che verranno giocate in stadi "delocalizzati" più grandi e le cinque città in concorrenza per ospitare le semifinali del campionato: Lille, Bordeaux, Nantes, Lyon e Montpellier

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