Visualizzazione post con etichetta Pro12 2013/14. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pro12 2013/14. Mostra tutti i post

sabato 12 aprile 2014

martedì 25 marzo 2014

80.000 di qua, 80.000 di là

Notizie che si rincorrono e si sovrappongono perché a distanza di nemmeno due settimane dalle celebrazioni irlandesi per la vittoria nel 6 Nations, accompagnate dai saluti per Brian O'Driscoll che nel suo one more year è riuscito ad aggiungere un ultimo titolo con la propria nazionale in bacheca, ecco che dal sud della Francia giunge voce che Jonny Wilkinson lascerà il campo a fine stagione. Potrebbe finire in tribuna come dirigente del Tolone, staremo a vedere. Due icone di un rugby recente eppure ormai passato, basta soltanto dare un'occhiata ai match della World Cup del 2003 per farsene un'idea chiara: la velocità del gioco, le regole del gioco, le tattiche di quel gioco - ai mediani di mischia l'arbitro non ordinava di giocare l'ovale dopo cinque secondi che era fuori dalla ruck, per esempio, mentre il 9 ordinava alle guardie di piazzarsi come si comanda per garantire all'apertura di droppare verso i pali. La mischia è stata vista e rivista, con due cambiamenti repentini nelle modalità di ingaggio iniziati con le Expertimental Law Variations testati nell'Emisfero Sud, qualcuna in seguito adottata, qualcun'altra scartata. 

Il saluto di BOD è avvenuto sotto i riflettori del Championship con un finale perfetto, quello di Wilko è ancora tutto da scrivere, non ha i contorni internazionali, ma di club nel campionato più arduo dell'Emisfero Nord. Nel frattempo nella nazionale di Stuart Lancaster (che ha vinto la battaglia, ma non la guerra, gli hanno ricordato a caldo i commentatori britannici) ha debuttato George Ford, l'ex riserva di Toby Flood (a suo tempo riserva di Wilko) nei Tigers quindi migrata a Bath dove ha il suo posto da titolare. Nella rubrica quindicinale che tratta di sport sul settimanale The Spectator, Roger Alton - executive director del Times - si è posto alcune domande nello scorso numero sul Cheltenham Festival, appuntamento immancabile per l'alta classe britannica con i cavalli, e ne ha aggiunta un'ultima, un sospiro: l'Inghilterra di Lancaster può vincere il Mondiale 2015? 

Una disanima veloce: è nel girone infernale con Galles e Australia, vincendo la pool si assicurerebbe un quarto relativamente semplice, certamente più semplice di quello che si presenterebbe se si piazzasse seconda, a quel punta sarebbe attesa al varco dai sudafricani o dai neozelandesi. I gallesi portano i segni della passata stagione: dominavano nel XV dei Lions per i Test Match contro i Wallabies, oggi la loro rappresentanza si ridurrebbe di molto - Mike Brown è preferito a Leigh Halfpenny per esempio, non solo perché ha conquistato il titolo di MVP del 6N, ma già da prima che il torneo giungesse a conclusione questa idea tecnico-tattica si era fatta strada. L'estremo gallese tira il fiato, quello inglese è una mina vagante. Ancora, il Galles con le formazioni australi ha un saldo negativissimo, il trend non pare destinato a cambiare in modo radicale da qui alla RWC 2015, anche soltanto per una mera questione di numeri incapaci di invertire nel caso il filotto negativo. Ciò detto, lo rimarca Alton, il Mondiale - così come qualsiasi partita - non si vince in quindici: gli All Blacks in finale nel 2007 hanno schierato la quarta scelta, Stephen Donald, a numero 10 causa infortuni. 

L'Inghilterra alle riserve lavora. L'Irlanda, smaltita la sbornia, dovrà preoccuparsi di trovare armonia con la prossima coppia di centri. BOD se ne va, Gordon D'Arcy resta: la barba lo faceva più stagionato, ma effettivamente l'inside centre così giovane non è. Per coach Schmidt c'è una pratica da affrontare con decisione sulla scrivania dell'ufficio. Ora, da noi è tornato a levarsi qualche sassolino dalla scarpa Andrea Lo Cicero, che alla vigilia del 6N aveva accennato al presunto clan argentino tra gli Azzurri, sollevando indignazioni e malumori tra gli addetti ai lavori della propaganda fidei dell'Italia. Proprio non c'è la voglia di mettere mano all'analisi della prestazione della squadra allenata da Jacques Brunel: la coperta è corta, si dice, e prima o poi i piedi restano così tanto allo scoperto da beccarsi una broncopolmonite fastidiosa. Si sono notati alcuni singoli (Leonardo Sarto, Michele Campagnaro, Angelo Esposito oltre al ritorno di Joshua Furno) che già si erano messi in mostra nelle apparizioni in Pro12. 

Già scritto durante i live tweeting alla voce #RRNations, ma per il resto si è trattato di gioco d'azzardo senza copertura. A proposito: un giorno troveremo un'apertura che abbia la confidenza richiesta con la porta, ne siamo certi. Non sappiamo indicare il giorno sul calendario, è un altro paio di maniche. La coperta è corta per la nazionale dal momento che lo è dietro alla nazionale: già si ipotizzava di Dogi che andassero a sostituire la Benetton Treviso in Celtic, ora riprendono quota le azioni dei biancoverdi (c'è l'insider trading del nostro Zamax che non sopporterebbe l'idea di abbandonare il Pro12 dalla sua postazione in tribuna stampa?) e nel contempo i soliti beninformati ipotizzano la partenza di Vittorio Munari da Treviso. I risultati di coppe europee sono un salasso, l'Eccellenza resta l'Eccellenza e tra il maggior campionato autoctono e l'Alto livello non c'è legame alcuno. Il rugby è sport di scontro e di usura, alcuni rimpiazzi ci sono, ma anche sulla panchina la coperta si è ristretta. A proposito, pensiero cattivo da Brown Ribbon: ma la capigliatura di Ugo Gori? E' studiata apposta per mettersi in mostra sul terreno? Ci sono gli ottanta e passa mila dell'Olimpico a fare da meri sparring partner. 

Ci sono gli ottanta e passa mila di Wembley per un incontro di cartello in Premiership, Sarries v Quins. Idee stese così, confuse. Come il rugby italiano.

domenica 23 febbraio 2014

Pro12 Round 15: Benetton Treviso v Ulster Live Commentary

domenica 9 febbraio 2014

Il piano per Parigi non funziona

6 Nations 2014: France 30-10 Italy @ Stade de France

"Per chi si fosse collegato solo in questo momento, ricordiamo il punteggio, con la Francia avanti 9-3 sull'Italia dopo il primo e con gli Azzurri che hanno mancato tre calci di punizione...". Così, in una ipotetica telecronaca della partita di Parigi durante l'intervallo o all'inizio della ripresa, entrando nel terzo quarto di gara che, nelle intenzioni di Jacques Brunel, avrebbe dovuto rappresentare il momento per creare scompiglio e agitazione nei transalpini dopo che la prima parte del piano - restare in scia - sembrava andata a buon fine. Ed invece Louis Picamoles al 42', Wesley Fofana al 45' e il debuttante Hugo Bonneval al 51' chiudevano ogni discorso fissano il parziale di 21-0. Se non fosse che il rugby si disputa sugli 80 minuti, si potrebbe concludere che l'Italia ha mostrato ulteriori passi avanti dopo la trasferta di Cardiff di settimana scorsa, ma ecco appunto ci sono di mezzo ottanta e non 40 minuti, durante i quali invece la trama si è sviluppata in maniera diversa.

I padroni di casa che provano a conquistare immediatamente la profondità avversaria, affidandosi ad una rimessa per le mani di Dimitri Szarzweski nei 22 e trovando spazio con una maul che ruba terreno, ma non arrivano i punti dal piede di Jean-Marc Doussain dopo il vantaggio assegnato dall'arbitro Peyper. Un altro fallo italiano consentirebbe loro di ricostruire immediatamente un'altra fase di gioco che però non porta da alcuna parte: la difesa italiana è salda, il ritmo francese basso e lento, tanto che l'apertura Jules Plisson passa per un drop che non trova i pali. Ancora, ma il lavoro della terza linea azzurra propizia un turnover e sugli sviluppi ci prova dunque Gonzalo Garcia da lontano ad aprire le marcature al quarto d'ora, invano. Se poi la Francia bussa ancora nei 22, merito di un piede geometrico di Doussain, non sfrutta l'opportunità concessa da una touche italiana sotto pressione che genera un ingaggio sui 5 metri ad introduzione avversaria, anzi la prima linea con il lavoro di Martin Castrogiovanni e Alberto De Marchi guadagna un penalty. Al 23' Garcia ci riprova da lontano, la traiettoria è appena larga. 

Zero e zero, la sfida è aperta e il piano di Brunel in atto. Picamoles prova a suonare la carica per i suoi, Doussain al 23' fissa il 3-0, ma l'immediata reazione italiana si concretizza nel ball carrier De Marchi che marcia dentro i 22 e consente a Tommaso Allan un piazzato facile per il pareggio. Il giovane numero 10 torna in piazzola materializzando i limiti della Francia nella prima frazione, quando regala il possesso per un'introduzione storta in mischia: dal calcio libero battuto veloce da Ugo Gori arriva il fischio di Peyper, ma Allan sbaglia da buona posizione. Allora, scampato il pericolo, Doussain infila un paio di penalty tra il 33' e il 38' per il 9-3 dei primi quaranta minuti durante i quali Joshua Furno si traveste da Hamilton o Lawes, Leonardo Sarto mette in mostra tutte le abilità difensive, Francesco Minto va a caccia di gente da abbattere in ogni angolo del campo - lo fa, sull'altro fronte, anche Pascal Papè, forte dei gradi di capitano, sulla maul a tempo scaduto con la quale il pack azzurro tenta di scardinare la difesa. 

Ci sono gli altri quaranta minuti. Da manuale per la Francia di Saint-André. Mischia che guadagna fallo, rimessa nei 22, driving maul e Picamoles che arriva in fondo staccandosi dal gruppo: Peyper chiede l'aiuto del TMO per valutare una eventuale ostruzione di Srarzweski su Leonardo Ghiraldini, che c'è, ma non considerata a questo punto vitale - mentre il Numero 8 segna dopo il placcaggio in extremis di Sarto. Il ko giunge da lì a tre minuti, con Mathieu Bastareaud che assorbe con tutta la sua mole Sergio Parisse e la palla che arriva al largo dallo spiritato Fofana che brucia Tommaso Iannone e Luke McLean sulla corsia di destra. Potrebbe essere inserita sin da ora tra le mete più belle torneo per l'eleganza nella corsa del trequarti transalpino, di altra fattura quella di Bonneval che nasce con un passaggio a caso di Mauro Bergamasco nei 22 opposti, con l'Italia sospinta dall'orgoglio ferito e della frenesia di ottenere riscatto: Fofana intercetta e aziona le marce alte, Yoann Huget offre sostegno e chiuso nell'angolo sinistro serve il collega di reparto a sostegno. Un contropiede più rapido del TGV per il 30-3. 



I cambi arrivano quando la puntata è chiusa: sarebbero dovuti servire a tenere alto il ritmo degli Azzurri. La Francia leva il piede dall'acceleratore, a Ghiraldini viene fischiato un tenuto in prossimità dei pali sul primo dei tanti tentativi italiani di marcare visita. Sarto resta in piedi braccato da tre uomini, ma l'azione si esaurisce con l'intervento di Huget su Furno nell'angolo. Sono soprattutto i cartellini a comparire: prima il giallo al 69' alla seconda linea Sebastien Vahaamahina che calcia via l'ovale dopo che Peyper ha interrotto il gioco, quindi al 70' i rossi a Michele Rizzo e Rabah Slimani che si beccano dopo un ingaggio, tra zuccate e pugni. Restiamo in attesa di quantificare la squalifica per il pilone di Treviso. Nel mezzo il TMO non concede meta a Tobias Botes perché non c'è chiarezza di grounding, alla fine - 76' - la meta di Iannone da un'altra rimessa, passando per una maul avanzante e l'assist di Botes. 

La Francia a conti fatti ci ha messo una gran fatica quando ha registrato il maggior possesso palla (56 a 44% nel primo tempo), per quindi farsi bastare pochi palloni per fissare la seconda vittoria del torneo dopo quella sull'Inghilterra. Rimarcava il buon Vittorio Munari, in cronaca, come il fattore stanchezza da Top 14 avrebbe potuto incidere sulla prestazione della truppa di Saint-André, alla luce anche dello sforzo dello scorso turno. Avrebbe potuto, il condizionale lo sottolineiamo due volte perché nel complesso il piano avrebbe dovuto, potuto, previsto... Al di là di alcuni singoli (come detto Sarto e Furno per esempio), della difesa e delle ripartenze della prima parte, dello sforzo che avrebbe - altro condizionale - potuto partorire un pareggio se non un vantaggio al termine dei primi due quarti (il gioco al piede è parte importantissima di questo sport e per gioco al piede si intende anche portare a casa punti dalla piazzola, ma ai nostri lidi proprio non ne troviamo uno...), al di là delle buone intenzioni, roba già vista in diversi anni: un tempo e basta. Resta alto il numero di placcaggi mancati (una ventina, 84% di "realizzazione"). 

Tra due settimane appuntamento all'Olimpico con la Scozia che nella Calcutta Cup persa per 20-0 con l'Inghilterra ha preferito non giocare. 

A pochi minuti dalla fine del match di Parigi, la Benetton Treviso ha invece diramato un comunicato stampa sul futuro in Pro12 e nel quale si legge che il club veneto "alla luce della situazione internazionale che vede ulteriormente protrarre le decisioni, ed in mancanza di certezze sulle future forme organizzative, sulla partecipazione e sui regolamenti relativi al Campionato RaboDirect PRO12, ritiene concluso - al suo naturale termine (30/06/2014) - l’impegno assunto il 23/10/2009 di partecipare al predetto Campionato". Un bel botto nel silenzio del risultato di Parigi - e che non ci sorprende, avevamo la sensazione da inizio stagione che qualcosa stesse bollendo in pentola specie di fronte all'addio di Franco Smith, quello annunciato via Twitter, non quello rettificatogli in seguito. 

"Benetton Rugby - si continua a leggere nel comunicato - , sin d’ora si dichiara disponibile a considerare, ed eventualmente partecipare, ad ogni futuro bando e/o gara che la F.I.R. intendesse promuovere, una volta che saranno state definite le finalità della partecipazione al Campionato RaboDirect PRO12, i rispettivi ruoli, gli impegni richiesti ed i regolamenti".

sabato 8 febbraio 2014

Pro12 Round 13: Benetton Treviso - Scarlets Live Commentary

sabato 28 dicembre 2013

Pro12 Round 11: Benetton Treviso - Zebre Live Commentary

lunedì 23 dicembre 2013

Auguri (stimolanti?)

Interrompiamo la pigrizia di queste settimane: perdonateci, non facciamo apposta, è che ultimamente il rugby as we know it non lo troviamo molto in giro, siamo come depositati nel limbo tra hangover e ricerca di stimoli freschi. E' in compenso un gran clima di grandi manovre diplomatiche per capire che fine effettivamente farà, tra potenze che si scontrano e gli italiani che stanno a guardare: noi non sappiamo quale sia il futuro prossimo di Benetton Treviso e Zebre, le gallesi invece potrebbero defilarsi completamente per accedere al Premiership e così in Pro12 - si dice - ritroveremmo squadre come il Pontypridd: storica realtà Welsh, ma se davvero non si tratta di uno scherzo, non puoi che dare ragione ai club inglesi che dicono basta alle coppe europee per come sono strutturate al momento. Brian Moore sul Telegraph affronta l'argomento, discutendo ad alta voce sull'ipotesi di una lega europea su base provinciale.

Intanto, Treviso e Zebre si incontreranno nell'andata del derby celtico che l'anno scorso abbiamo nominato Trofeo Rugby Pro Italiano, sull'esempio scozzese della 1872 Cup che vedrà contrapporsi Edimburgo e Glasgow Warriors in questi giorni di feste. Niente, la Fir non ci ha pensato in questi ultimi quattro anni (prima c'erano gli Aironi), che si disputi 'sto derby e null'altro, guai a ricamarci un po' sopra almeno per potenziarlo di valore, tanto più che ci arriviamo nel dicembre 2013 con una situazione ben diversa e al ribasso.

I primi Leoni della gestione Marius Goosen avrebbero dovuto debuttare a Glasgow venerdì scorso, ma Oltremanica gli inversi si stanno facendo via via sempre più intensi, tanto che in Scozia i match vengono rimandati per impraticabilità del campo causa pioggia. I bianconeri targati Andrea Cavinato sono ultimi in classifica, superati dal Connacht che nel frattempo ha battuto i Dragons: 13-6 al Ravenhill contro l'Ulster, ma ci uniamo al punto di vista de Il Nero nell'osservare il posizionamento mainstream sul risultato. Nel senso che, a conti fatti, c'è una fetta consistente del gruppo all'interno della franchigia federale amalgamato da quattro anni (prima c'erano gli Aironi/2), che le stagioni si rincorrono, ma è sempre tutto un ripetersi di strofe sulle note dell'adagio "c'è ancora molto da costruire", "siamo all'inizio di una nuova avventura" etc. etc. Le sconfitte che fanno morale non fanno vincere la guerra. E non porremmo nemmeno sullo stesso piano il campionato di Pro12 con l'Heineken Cup: in HCup le rivali celtiche alzano il numero di giri del motore, innestano le marce più alte - chiedere a Treviso a proposito dei nordirlandesi o alle stesse Zebre riguardo alla formazione di Galway. 

Tra Treviso e Parma, a distanza di una settimana (ritorno il 4 gennaio), ci si gioca tutta la stagione. 

Ciò detto, buon Natale. 

venerdì 13 dicembre 2013

Clausole

Che si dice in Galles? Poco o niente, ma quanto basta. Le franchigie regionali hanno comunicato in queste settimane di trattativa con la Welsh Rugby Union che preferirebbero affrontare i club di Premiership piuttosto che competere in Heineken Cup, ribadendo una posizione già espressa in precedenza. Vedersela con le squadre del massimo campionato inglese porterebbe vantaggi sul campo e fuori, secondo le singole dirigenze, perché ritrovandosi in una competizione come il Premiership alcuni dei pezzi pregiati potrebbero valutare seriamente l'ipotesi di restare in patria. 
Non si altro, soprattutto perché tra le franchigie e la WRU sussiste una clausola per cui le prime non possono esprimere commenti negativi nei confronti della federazione: le trattative di mercato sono in stallo, i rinnovi dei contratti fermi nel cassetto, Leigh Halfpenny e Sam Warburton vengono dati in partenza per la Francia per unirsi al folto gruppo di expat che hanno messo le tende in Top 14. Tra le società gallesi e transalpine non c'è competizione che tenga in termini di disponibilità economiche, eppure i continui incontri tra le parti (squadre e WRU) non hanno partorito alcunché, forse perché si resta in attesa di comprendere l'evolversi del braccio di ferro tra ERC e inglesi. 

Ma intanto le regions confabulano con la British Telecom, l'azienda di comunicazioni britannica che con l'investimento dello scorso anno in Premiership ha contribuito a terremotare il rugby europeo per come lo abbiamo conosciuto. BT sarebbe intenzionata a sponsorizzare Cardiff, Ospreys, Scarlets e Dragons a partire dalla prossima stagione, quando il Pro12 verrà trasmesso da Sky, il rivale maggiore dell'azienda il cui logo appare già negli stadi di Edimburgo e Glasgow: nell'ipotesi che l'accordo andasse in porto, il logo dovrebbe essere nascosto agli occhi delle telecamere di Sky. 

"Lo dico da tempo che una lega britannica sarebbe fantastica", ha dichiarato Ryan Jones, la terza linea ex capitano della nazionale (foto). "Dobbiamo creare un ambiente interno, a partire delle squadre nazionali, che i giocatori non vogliono lasciare. Dobbiamo risultare finanziariamente competitivi, le stelle di domani devono crescere vedendo le stelle di oggi". 

lunedì 2 dicembre 2013

Round-up celtico tra Pro12 e Test Match

E' trascorso un po' di tempo dall'ultimo punto del Pro12, ma nel mezzo si sono disputati i Test Match di novembre e le due cose sono comunque collegate. Per le nazionali celtiche il bottino delle sfide internazionali è mezzo pieno e mezzo vuoto: l'Irlanda fino ad una manciata di secondi dalla fine stava per coronare il sogno di fermare gli All Blacks, finché Sexton non ha mancato un calcio di punizione facile per le sue abilità e si è trovata all'angolo con le ultime prepotenti fasi dei neozelandesi - si capiva che quel piazzato dell'apertura irlandese sarebbe finita fuori, è come il golf quando c'è da imbucare la pallina del torneo: una routine allungata coincide spesso con un errore e così è stato. La squadra ora nelle mani di Joe Schmidt ha gettato il cuore oltre l'ostacolo, ha adottato un modus operandi che rincorreva quello della Nuova Zelanda (sbaglia tu che ne guadagno io), ha regalato uno dei Test Match più emozionanti dell'annata e al di là del risultato finale, ha riscattato l'opaca prestazione contro l'Australia. 

Australia che non è incappata nel rischio hangover (ha aperto e chiuso la parentesi internazionale, da Twickenham a Cardiff, passando per Torino ed Edimburgo) restando bestia nera del Galles: altre notevoli emozioni sabato scorso al Millennium Stadium e la differenza tra Nord e Sud è anche negli skills dei Down Under, che confezionano un paio di mete da giocolieri con i protagonisti che ben sanno cosa sia in grado di fare il socio di turno. Forse ha ragione Mick Cleary quando afferma che i Dragons dovrebbero essere più inglesi nell'affrontare le formazioni australi - infatti non appena si sono amalgamati con la truppa inglese durante il tour dei Lions sono riusciti nell'intento di far fuori i Wallabies. Alti e bassi: il ritorno al successo nei Test autunnali che non accadeva dal 2009 (contro Argentina e Tonga, quest'ultimo affare "frustrante" per Warren Gatland che non ha potuto godersi la vittoria come avrebbe voluta causa pasticci vari commessi dai suoi), il gap che non viene colmato (contro gli Springboks c'era l'inerzia, ma non l'organizzazione, come mettere a confronto guastatori coraggiosi, ma anarchici, con una fanteria compatta e serrata). 

Sullo sfondo si adopera la Scozia che quatta-quatta si testa in vista del prossimo 6 Nations e può contare su una certa stabilità nel Pro12 con i Glasgow Warriors che restano nel gruppo da play-off grazie anche all'affermazione in trasferta a Swansea sugli Ospreys per 28-16, ribaltando un passivo di dieci punti nel secondo tempo, con il recupero suggellato dalle mete del solito DTH van der Merwe e del loose forward Ryan Wilson (classe '89, in squadra già dal 2010 con un totale di 68 caps). 
E' una stagione di scosse di assestamento e il Munster sembra d'altra parte averne preso le misure, guidando il gruppo e con l'unico inciampo arrivato nella Marca trevigiana. 18-14 sui Newport Dragons venerdì sera, con il piede di Ian Keatley ad assicurare un'ancora sicura quando le cose sono più complicate del previsto, per quanto già da settembre era chiaro come questi Dragons stiano tornando ad essere la franchigia che fu, tosta e rompiballe specie quando le avversarie sono sprovviste dei pezzi pregiati per gli impegni di cui sopra. L'unica meta del match è del gallese Matthew Pewnter, ala nata il 26 dicembre 1990, nel giro Dragons dal 2009 e che ha macinato parecchi minuti nelle ultime due settimane impiegato nella LV=Cup, quando Newport ha battuto anche i Wasps per 20-9. 
Alle spalle si muove il Leinster con le cinque mete al RDS sugli Scarltes (36-19 con parziale di 22-0 nella prima mezz'ora), la ciliegina sulla torta è del sudafricano Zane Kirchner, approdato a Dublino già dalla scorsa primavera con l'annuncio che si sarebbe trasferito a Nord e che comincia ad aggiungere il suo nome al tabellino dei campioni in carica.

Edimburgo ruggisce con il Connacht per 43-10 e punto di bonus vitale come l'ossigeno per uno gli attacchi meno proficui di metà classifica (Dougie Fife, Cornell du Preez, Nick De Luca e WP Nel). La selezione di Galway chiude la graduatoria, davanti a sé ha sia le Zebre che la Benetton Treviso. A Parma successo dell'Ulster per 19-11 (al link trovato anche gli highlights), con i padroni di casa che al solito nella seconda frazione reagiscono al passivo e trovano la meta con Guglielmo Palazzani, il robusto estremo della val Trompia che annoveriamo tra i giovani in mostra del nono turno con i suoi 22 anni. Annoveriamo allo stesso tempo la gestione del gioco di McMenemy - resta la domanda: ma la Fir nel board celtico si limita ad allinearsi alle decisioni prese in sede di coppe europee oppure ogni tanto fa notare le prestazioni degli arbitri con i quali hanno a che fare le nostre rappresentanti? 
Chiudendo, Treviso: manca la fame, azzanna il presidente del club Amerino Zatta all'indomani del pareggio con i Cardiff Blues (26-26), raccontato in diretta dal nostro Zamax da Monigo. Sarà l'assenza di appetito o sarà - proviamo a supporre - l'assenza di stimoli: Franco Smith che saluta, forse sapendo ciò che riserva il futuro in un generale clima di dismissione che ha contagiato anche la nazionale di Brunel (per la quale è necessaria una revisione di approccio e tattica)? Resta tutta da decidere la partita a scacchi in ambito di coppe europee e ciò non potrà che farsi sentire sugli equilibri tra nazioni e federazioni. Gli Azzurri meritano un'analisi a sé, non solo il gossip e gli scazzi tra un Barone e un capitano. Scenari da decrescita (in)felice. Per ulteriori considerazioni, segnaliamo quella de il Nero.


sabato 30 novembre 2013

Pro12 Round 9: Benetton Treviso v Cardiff Blues Live Commentary

domenica 24 novembre 2013

Pro12 Round 8: Benetton Treviso v Leinster Live Commetary

lunedì 28 ottobre 2013

Pro12 in secondo piano

In che senso? A visitare la pagina di Scrum dedicata al torneo, balzano agli occhi le notizie che gravitano attorno al campionato e più precisamente al al sesto turno, che comunque ha lasciato segni importanti sulla classifica. E' un discutere piuttosto di francesi a caccia - ancora - dei pezzi più pregiati del Pro12, di notizie sulla galassia gallese - perché, ancora, ci sono i soliti transalpini al lavoro per assicurarsi gente tipo Sam Warburton - e per concludere un colonnello come Paul O'Connell che sul finale di carriera svela che gli piacerebbe provare un'esperienza all'estero. Tirate le somme, il torneo è ormai passato definitivamente in secondo piano? Di questo passo è gossip.

Comunque, riassumendo quanto accaduto nell'ultimo turno, anche noi porgiamo una domanda: ma la Fir ha fatto valere la propria posizione nel board celtico per quanto riguarda la scelta degli arbitri chiamati ad amministrare le partite delle due italiane? Del 16-16 tra le Zebre e gli Scarlets risalta il penalty concesso agli ospiti a tempo scaduto, con i parmensi impegnati a conservare palla per mettere agli atti la prima vittoria casalinga della loro breve storia, finché l'irlandese Lacey non fischia un tenuto e concede a Rhys Priestland l'occasione non sprecata di pareggiare. Perplessità, che si aggiunge alla gestione complessiva degli ottanta minuti di partita: la scorsa primavera, l'ormai prossimo all'addio Christian Gajan ammoniva tanto Andrea Cavinato quanto la federazione intera sull'esigenza di avere rispetto sul campo da parte degli arbitri - parole che giungevano da Reggio Emilia dopo il match contro il Leinster. Sic rebus stantibus e mettendo insieme i precedenti della stagione in corso, nessuno ai piani alti deve esserselo appuntato sull'agenda delle cose da fare, eppure i parmensi possono vantare la costante presenza di membri dello staff Fir alle proprie partite. 

Tant'è, le Zebre non sono ultime in classifica - si veda almeno il bicchiere mezzo pieno -, mentre la Benetton Treviso è anch'essa nella parte bassa della graduatoria dopo la sconfitta per 20-13 contro Edimburgo al Murrayfield



Le cronache dalla Scozia indicano un match mediocre, ma tant'è: i Leoni sotto 13-3 reagiscono e trovano la meta con Luke McLean che vale il pareggio, ma non tengono botta e vengono fregati dal pilone Willem Nel. Per i biancoverdi è in un certo senso il recap dell'annata, con il pack che non riesce ad essere la chiave del gioco dei veneti come in passato - lo si è notato anche nelle uscite in HCup -. Si conferma il leit motiv delle "partite strane", come direbbe il nostro corrispondente da Monigo Zamax: difficile da leggere e interpretare per il comportamento altalenante degli uomini di Franco Smith.

Gli stessi che furono in grado di battere il Munster che ora si è riportato in testa al gruppo grazie al 13-6 sui Glasgow Warriors: i rossi irlandesi si riassestano, hanno un JJ Hanrahan in gran spolvero (dalla piazzola e non solo, è lui l'unico a marcare meta) e infliggono la prima sconfitta in campionato agli scozzesi che rimangono comunque nelle posizioni che contano - miglior difesa, meno di cento punti subiti, un attacco meno proficuo delle rivali, ma per vincere bisogna saper non prenderle. 

Ai campioni in carica del Leinster serve invece una meta tecnica al 77' per disfarsi del Connacht al RDS, con gli ospiti in doppia inferiorità numerica per i gialli al pilone Ronan Loughney e al mediano Kieran Marmion: 16-13 all'80'. La squadra di Galway fino ad allora era stata in vantaggio. 



Piuttosto, Ulster e Ospreys sono a pieni giri. I nordirlandesi contro i Cardiff Blues hanno messo a referto la quarta vittoria consecutiva (39-21, con 5 mete e la seconda linea Dan Tuohy che apre e chiude i giochi). Il gap nello score finale sarebbe stato ancora più largo se i piedi di Paddy Jackson e Ruan Pieenar fosse stati meglio calibrati. Quanto a quelli di Swansea, fatto proprio il derby contro i Dragons per 40-17: doppietta per Justin Tipuric (visto che tanto ad inizio post si parlava di Warburton...), Dan Biggar ne marca 17. A Newport e al Millennium Stadium più che la sconfitta, lascia preoccupati l'infortunio di Toby Faletau, costretto ad abbandonare il campo al 53'. 


lunedì 14 ottobre 2013

Prima pinta di Heineken, giro celtico


Mettiamo ordine al lungo week-end di coppe europee partendo dalla più ambita, l'Heineken Cup, e focalizzando l'attenzione sulle squadre partecipanti dal Pro12, prima di passare in rassegna le prestazioni dei club di Premiership e Top 14 - con quest'ultimo campionato che si lega alle celtiche italiane Zebre e Benetton Treviso: le prime alle prese con un Tolosa spietato, in difesa per dieci minuti e poi padrone del campo, ma almeno la meta della bandiera di Dion Berryman è entrata di diritto tra le più belle marcate nella giornata ed in questo inizio generale di stagione, mentre i Leoni a Monigo si sono trovati di fronte la Lotus... il Montpellier con i colori della scuderia oro-nera, ricca d'intenzioni, meno performante (direbbe Marc Genè dai microfoni Sky F1) delle attese in un match confuso nel primo tempo, più ordinato nella ripresa. 



Che dire? C'è il colpaccio di Edimburgo sul Munster al Murrayfield: i padroni di casa tengono botta nella partita valida per la Pool 6, vincendo per 29-23 e il salvatore della patria per gli scozzesi è il solito Tim Visser, a segno al 68' per il sorpasso nell'allungo degli ultimi dieci minuti. Greig Laidlaw garantisce linfa dalla piazzola alla franchigia che in Pro12 occupa l'ultimo posto, mentre per Munster si tratta di qualcosa già visto in stagione: non accoppa l'avversario - non era accaduto nemmeno a Monigo -, pagandone le conseguenze nonostante il tuttofare Paul O'Connell. Due stagioni fa l'avventura di Edimburgo in Europa era cominciata proprio all'insegna di risultati spettacolari e improvvisi e si arenò solo in semifinale. Sarà un segno?

Intanto l'Ulster tiene a bada le Tigers di Leicester per 22-16, con un Tommy Bowe in gran forma (non per menargli sfiga, ma davvero gli auguriamo di non fare i conti con il solito infortunio invernale che finisce per azzopparlo). As usual, ormai, Paddy Jackson è una sicurezza e lascia dietro di sé Toby Flood, mettendo gli irlandesi in testa alla classifica della Pool 5 con il Montpellier. Venerdì sera sfida in UK tra Tigers e Leoni. 

Gli Scarlets sono gli unici a sorridere tra i gallesi e che sorriso: 33-26 al The Stoop sugli Harlequins - e ben sappiamo quanto siano vitali i successi in esterna nella HCup. Per poco non ci scappa il punto di bonus, con le tre mete a segno: Rhodri Williams (giovane mediano, ventenne, già conosciuto per essere stato uno tra i più giovani a debuttare in Keltia, nel 2011), Scott Williams e Jordan Williams. Non ci risultano essere parenti, ma in Galles i cognomi questi sono. Rhys Priestland infila i pali e muove le gambe, Mike Brown da solo non può nulla per i Quins nonostante la doppietta. Llanelli in testa alla Pool 4 con il Racing, vincente nel derby con Clermont

Attenzione: gli unici andati a bonus offensivo con il Tolosa e il Tolone (51-28 sui Glasgow Warriors, 6 mete a 4, 34-0 il parziale alla fine del primo tempo per i campioni in carica), sono gli Exeter Chiefs (Pool 2), che in casa battono 44-29 i Cardiff Blues: anche qui, i primi quaranta minuti si chiudono con un gap notevole di 36-3, altre sei mete a segno e sugli scudi il blind side Tom Johnson, anima del XV inglese che già ha assaggiato il sapore di indossare la maglia della nazionale di coach Lancaster. Secondo quarto di gara che per i Blues è come stare a bordo di una nave presa di mira da quattro incrociatori contemporaneamente (mete subito al 24', 26' e 29'). Il punto di bonus finale per le quattro mete marcate dopo essere finiti sotto per 41-3 è come una scialuppa di salvataggio che riesce a mettersi in salvo per raggiungere il porto di casa e pensare ad una vendetta. 

Quanto al Leinster, detentore della Amlin, in campionato balbetta, in coppa passa 19-9 a Swansea sugli Ospreys (Pool 1): Sean O'Brien eleva l'urlo di battaglia, i padroni di casa lottano, ma mancano di precisione (anche Tito Tebaldi non è al meglio), il biondone Richard Hibbart tenta di sfondare a ridosso dell'ultima trincea, ma Jamie Heaslip poi ruba palla in mezzo al campo, lancia il contrattacco e Sean Cronin serve O'Brien per il touchdown al 28'. Jimmy Gopperth al mortaio ci mette del suo. 

lunedì 7 ottobre 2013

Quando i ragazzini crescono

Chiuso anche il 5 round del Pro12, spalmato su tre giorni: dal venerdì alla domenica e il risultato complessivo vede delinearsi il gruppo in testa alla classifica, con i Glasgow Warriors che infilano il quinto successo prima di passare assieme alle altre alla pratica delle coppe europee. C'è del peso nella formazione scozzese, che contro i Llanelli Scarlets va a segno nella prima mezz'ora grazie alle mete del pilone Ryan Grant e della seconda linea Tim Swinson. L'esito è comunque un 17-12 con i gallesi che per lo meno strappano il punto di bonus con Rhys Priestland, ma intanto cedono il passo davanti al proprio pubblico, pur potendo contare nel secondo tempo su venti minuti di superiorità numerica per i gialli a Sean Lamont e all'ala Niko Matawalu. Sono segnali - per Glasgow: non particolarmente prolifica in attacco, ma solida in difesa con due sole mete subite fino ad ora in stagione. 

Dietro c'è il Munster che regola il Leinster nel big match della sfera celtica al Thomond Park: è dietro di due lunghezze, la sconfitta a Monigo si manifesta nel fare i primi conti. Comunque, Ian Keatley per l'occasione va a prendersi il titolo di Man of the match, una iniezione di fiducia per l'apertura che ha valida concorrenza interna con JJ Hanrahan (l'unico della panchina a non mettere piede in campo). Quattro calci di punizione e la conversione dell'unica meta negli 80 minuti, firmata da Keith Earls al 33', spedito in touchdown proprio da un'iniziativa di Keatley - la controparte Ian Madigan invece trova sulla propria strada un cartellino giallo, giunto al 32', giusto in tempo per vedere gli avversari andare a segno da bordo campo: touche, maul, piede di Keatley ad allargare, Earls completa il lavoro. 19-15 il risultato finale. 

Nel confronto diretto tra gli Ospreys e l'Ulster del venerdì sera hanno avuto la meglio i nordirlandesi che continuano a risalire per 18-12. Paddy Jackson ha preso confidenza con la piazzola (sono suoi i sei penalty per gli Ulstermen), Dan Biggar si ferma a quattro (per entrambi il 100% al piede). Match molto equilibrato nei numeri (7 off load per parte, 85% di successo nei placcaggi su entrambi i lati, 63 ruck vinte su 65 sia per i gallesi che gli ospiti, tredici falli concessi dagli uni e dagli altri), ma intanto Swansea registra la prima sconfitta. 

In scia ci sono i Dragons - notiamo che non siamo i soli ad avvertire della pericolosità di questa franchigia che pare essere tornata quella di qualche anno fa, rognosa specie quando le big cedono pezzi pregiati alle nazionali: lo hanno ripetuto diverse volte anche i commentatori di Italia 2 durante la cronaca della partita di Treviso. A farne le spese sono le Zebre, 30-7 con doppietta dell'ala Hallam Amos (foto): classe 1994 e del quale avevamo dato conto qui e qui illo tempore (i tabellini servono a poco, è ciò che sta dietro che conta). Sul sito della franchigia parmense la cronaca della partita, non trasmessa in tv. 

I Cardiff Blues nella domenica pomeriggio si prendono il successo per 29-12 su Edimburgo che fa i conti con i Lions: Alex Cuthbert in meta al 28' e 66', Leigh Halfpenny dalla piazzola. In 7.245 all'Arms Park: una sorpresa, altro elemento che fa morale per i Blues duramente criticati dopo la sconfitta casalinga contro le Zebre. 

Per chiudere, ma in realtà ne abbiamo dato ampio resoconto in diretta, il 23-3 della Benetton Treviso sul Connacht - a proposito di morale. Le mete di Alessandro Zanni e Luca Morisi allo scadere sanciscono un successo giunto approfittando degli errori degli irlandesi, ostinati a giocare alla mano dai propri 22 senza guadagnare metri eppure in mancanza di un piano B per salvarsi. I commenti raccontano di una partita non bellissima dei Leoni, ma il risultato conta (ugly win, but win dicono i più pragmatici e così ugly non è nemmeno stata per gli uomini di Franco Smith




venerdì 4 ottobre 2013

Pro12 Round 5: Benetton Treviso 23-3 Connacht Live Commentary

martedì 1 ottobre 2013

Ritorni in Pro12

Quarta giornata di Pro12 in archivio: veloce riassunto giusto per tenere la barra della situazione - mentre in pentola bolle un'altra analisi sul pianeta celtico e sull'approccio di questo ai cambiamenti, stavolta tutto di marca italiana (nel senso di lingua adottata). 

Mettiamola così, tornano. Per esempio sono tornati Tommy Bowe e Rory Best nell'Ulster che ha sconfitto al Ravenhill la Benetton Treviso per 32-13 (doppietta per l'altra ala, Mike Allen, tra i nordirlandesi, foto). "Dopo quattro giornate possiamo dire che Treviso è partito molto male, no?", è il messaggio lasciato in segreteria da uno dei due nuovi collaboratori di RR che avete avuto modo di conoscere nell'ultimo mese (suggerimento: è quello più vicino alla Keltia come latitudine). "Magari questa storia dello staff tecnico che lascia a fine anno...", "Può essere, però è lecito attendersi che da professionisti si comportino come tali e quindi puntino a lasciare ottenendo i risultati migliori. Staremo a vedere". Attendiamo dunque il ritorno dall'Irlanda dei biancoverdi, attesi per il prossimo turno a Galway, per formulare riflessioni compiute e ancor più approfondite. Intanto gli Ulstermen risalgono posizioni in classifica, grazie alla seconda vittoria di fila dopo l'avvio sdentato. Ritorni.



Restano invece in testa al gruppo i Glasgow Warriors che a Parma sulle Zebre si sono imposti per 24-17 in un match dove gli scozzesi hanno dettato i tempi: dopo quasi mezz'ora con il punteggio inchiodato sullo 0-0, hanno iniziato a marcare e hanno messo in mostra una propensione ad allargare il gioco molto interessante e ben fatta - qualità del passaggio all'esterno, con una traiettoria pulita e secca, come il miglior whisky di Scozia. Quindi sul finale tirano il freno a mano e i bianconeri ne approfittano per confezionare due mete che valgono un punto di bonus prezioso in classifica che li mette alla pari con Treviso. Il test per la franchigia federale è nel fine settimana a Newport contro una formazione mediocre del campionato che alterna l'approccio rognoso con quello addormentato, not committed. Quanto a Glasgow, ha un gruppo consolidato e nel quale emergono i progressi di gente come Ruaridh Jackson e che può contare su un triangolo allargato realizzativo al quale si aggiunge il sostegno dell'argentino Gabriel Ascarate, arrivato dal Carcassone (ProD2 francese).



Ritorna a vincere il Munster con il 23-9 sui Dragons che senza andare in meta restano in scia grazie al piede di Kris Burton fino al secondo touchdown degli irlandesi con il flanker Peter O'Mahony al 51'. Si è rivisto in campo Paul O'Connell, tornato abile dopo aver smaltito l'infortunio alla mano giunto durante il tour dei Lions in Australia la scorsa estate. Sugli spalti c'era lo staff tecnico della nazionale, capeggiato dall'head coach Joe Schmidt.

Gli Ospreys assieme ai Warriors restano senza sconfitte in questo avvio: 43-26 sul Connacht, con Dan Biggar che ha superato quota 1.000 punti nella lega (18 per l'occasione a referto). Tra le sei mete messe a referto a Galway dagli ospiti quella di Tito Tebaldi, tra i protagonisti dell'avvio della franchigia di base a Swansea e che apre le marcature della ripresa che consentono agli ospiti di lasciarsi i padroni di casa per un attimo alle spalle dopo che la marcatura di Danie Poolman al 55' li aveva portati a -3 (19-22). Ancora vicino (26-29) all'ingresso nell'ultimo quarto (meta del mediano Kieran Marmion), quindi l'ala Jeff Hassler e Alu-Wyn Jones chiudono l'avvincente incontro negli ultimi dieci minuti. 

Si è combattuto anche al RDS, con il Leinster vincitore per 34-20 sui Cardiff Blues. Campioni in carica con il bonus point offensivo, lo suggella Ian Madigan al 74' (trasforma tutte e quattro le mete e infila anche due penalty). Tra i gallesi il ritorno di Sam Warburton in campo e di Alex Cuthbert a marcare. 

Gli Scarltes, infine, superano 22-9 Edimburgo, ultima in classifica (o tempora, o mores, o stagione da semifinale di Heineken Cup...). Nick Reynolds, Jordan Willimas e Jonatahn Davies a segno, manca però il punto di bonus, mentre Rhys Patchell dalla piazzola aggiunge altri punti alle sue buone statistiche di inizio anno. 



lunedì 30 settembre 2013

The game - as we know it - is changing

Ospitiamo l'intervento di Seb Greenwood, giornalista gallese che abbiamo già conosciuto nelle ultime due edizioni del 6 Nations per la presentazione delle partite degli Azzurri contro il Galles. L'occasione speciale è ciò che sta avvenendo attorno alle coppe europee. Di seguito un'analisi e la presentazione di uno degli scenari possibili, effetto collaterale dello strappo anglo-francese: non più i giocatori che lasciano le Valleys, ma le franchigie che migrano nel campionato inglese. Buona lettura.

As anyone who has followed the ‘Rugby Champions Cup’ saga will know, English and French clubs intend to quit the Heineken Cup at the end of this year in order to form a new European competition likely to be called the Rugby Champions Cup. The reasons for this defection are wide-ranging, but now that the wheels are in motion and it looks to have a chance of happening, real questions are being asked of the other European clubs. 

Supposing the Rugby Champions Cup does go ahead: is it likely that teams from Wales would be allowed to compete in it? During the launch of the proposed tournament it was made clear that RaboDirect Pro 12 teams would be welcome to compete in the competition, and at first this seemed to indicate that this was the way things were going: the tournament would be installed and all of the current Heineken Cup clubs would jump ship to the new incarnation. 

If the Rugby Champions Cup did go ahead, the Welsh regions would have little option but to join it. The Heineken Cup would no longer exist, and without the lure of a big European cup competition to play in, it would be even more difficult for Wales to keep their players playing in their regions. Welsh players are already leaving for France and England in their droves, and if it was only the lackluster RaboDirect Pro 12 that could be offered to Welsh players, the Welsh professional game could foreseeably fold altogether. 

With it seeming distinctly possible that the face of European rugby would change irrecoverably, the FFR stepped in like a cat among the pigeons and said that it would refuse to sanction the involvement of any French team in a non IRB and ERC approved competition. The WRU quickly stepped in and echoed a similar sentiment. This left the English clubs in something of a limbo, as with both French and Welsh unions opposed to the idea, the difficulty in getting clubs in to compete in this new competition appeared too great. 

The one possibility mooted was the idea of the Welsh regions leaving their domestic league behind entirely and joining England’s Aviva Premiership. That would then leave them free to take part in the Rugby Champions Cup as long as the RFU sanctioned it. Unfortunately for the Welsh regions, that idea hit a wall, as there is apparently no room for them in the Aviva, which basically leaves Welsh hands tied as far as involvement in the competition is concerned. 

As it stands, unless the FFR are prepared to reconsider their position, the competition has no chance of being a success. If the FFR did change their mind, there’s no doubt that the WRU would quickly follow suit, and the possibility of a new European tournament would be very much alive, but as it stands, there looks unlikely to be any Welsh, French or even English participation in the so-called Rugby Champions Cup.

Worthwile Words


giovedì 26 settembre 2013

Pro12 schierato in campo e fuori

Non c'è tempo di tirare il fiato: siamo alla vigilia del quarto turno di Pro12 e come preventivabile non c'è di mezzo solo il campionato, ma tutto il contorno che è pure più importante. Un rapido sguardo agli impegni della Benetton Treviso e delle Zebre che si ripresentano entrambe di venerdì sera dopo i successi dello scorso Friday Night Lights che ha portato bene, eccome. 
Impegni di primo ordine: i biancoverdi saranno al Ravenhill contro l'Ulster che ritrova i Lions Tommy Bowe e Rory Best e schiera un totale di undici nazionali irlandesi nel XV di partenza scelto dal coach Anscombe. I nordirlandesi contro il Connacht hanno ottenuto il primo successo della stagione e cercano di tenere dunque il ritmo per riportarsi nei piani alti della classifica. D'altra parte i Leoni di Franco Smith saranno a Belfast con il 29-19 sul Munster a Monigo e il tecnico sudafricano non apporta cambiamenti al gruppo, confermando anche i panchinari. Capitan Antonio Pavanello raggiunge quota 185 cap con la squadra della Marca, mentre per Michele Rizzo si tratta del 5o° match in Celtic. Calcio d'inizio alle 20.05 italiane, arbitra il gallese Davies

Benetton Treviso: 15 Luke McLean 14 Ludovico Nitoglia 13 Michele Campagnaro 12 Alberto Sgarbi 11 Christian Loamanu 10 Mat Berquist 9 Edoardo Gori 8 Manoa Vosawai 7 Alessandro Zanni 6 Simone Favaro 5 Marco Fuser 4 Antonio Pavanello (captain) 3 Alberto De Marchi 2 Enrico Ceccato 1 Michele Rizzo.
Replacements: 16 Giovanni Maistri 17 Ignacio Fernandez-Rouyet 18 Pedro Di Santo 19 Valerio Bernabò 20 Dean Budd 21 Robert Barbieri 22 Fabio Semenzato 23 Alberto Di Bernardo.

Ulster: (15-9): C Gilroy, T Bowe, J Payne, L Marshall, M Allen, P Jackson, P Marshall; (1-8): T Court, R Best (Captain), R Lutton, I Henderson, D Tuohy, R Diack, C Henry, R Wilson. 
Replacements (16-23): R Herring, C Black, B Ross, L Stevenson, N Williams, M Heaney, J McKinney, D Cave.

Saranno al XXV Aprile invece i bianconeri di Andrea Cavinato, reduci dal trionfo di Cardiff che è valso la prima vittoria in Pro12 per la franchigia con sede a Parma. Startin line-up largamente confermata, se non per le eccezioni dovute agli infortuni: Quintin Geldenhuys è fuori per problemi alla retina e si attende di capire per quanto ne avrà, problemi anche per Filippo Ferrarini nel pack. Torna tra i trequarti invece il fijiano Kameli Ratuvou. Di fronte ci saranno i Glagsow Warriors, primi in classifica (arrivano dal successo sul Leinster) e per il terzo anno consecutivo destinati ad essere tra i protagonisti del campionato dopo due semifinali di seguito - e perse. Il capitano Alastair Kellock timbra la presenza numero 150 con il ritorno in campo e con lui ci saranno Sean Maitland (sempre in tema di Lions) ad estremo per la prima apparizione della stagione al posto di Hogg ed Henry Pygros parte titolare in mediana. Indisponibile per malattia il trequarti canadese DTH van der Merwe. Calcio d'inizio alle 19.05, diretta su Italia2, arbitra l'irlandese Phillips.

Zebre: 15 Ruggero TREVISAN 14 David ODIETE 13 Kameli RATUVOU 12 Matteo PRATICHETTI 11 Leonardo SARTO 10 Luciano ORQUERA 9 Brendon LEONARD 8 Samuela VUNISA 7 Andries VAN SCHALKWYK 6 Mauro BERGAMASCO 5 Marco BORTOLAMI (cap) 4 George BIAGI 3 Dario CHISTOLINI 2 Andrea MANICI* 1 Salvatore PERUGINI. 
Replacements : 16 Tommaso D'APICE 17 Matias AGUERO 18 Carlo FAZZARI 19 Emiliano CAFFINI 20 Filippo CRISTIANO 21 Alberto CHILLON 22 Tommaso IANNONE 23 Giovanbattista VENDITTI.

Warriors:  15. Sean Maitland 14. Tommy Seymour 13. Gabriel Ascarate 12. Alex Dunbar 11. Byron McGuigan 10. Ruaridh Jackson 9. Henry Pyrgos 1. Gordon Reid 2. Dougie Hall 3. Jon Welsh 4. Rob Harley 5. Al Kellock (Captain) 6. James Eddie 7. Chris Fusaro 8. Josh Strauss. 
Replacements: 16. Fraser Brown 17. Jerry Yanuyanutawa 18. Moray Low 19. Jonny Gray 20. Tyrone Holmes 21. Richie Vernon 22. Niko Matawalu 23. Scott Wight.

Poi c'è il resto e il resto equivale al destino delle coppe europee. Ecco quanto si legge in un comunicato trasmesso dalla Fir oggi: "La Federazione Italiana Rugby comunica che le Società ad essa affiliate non parteciperanno a tornei che non abbiano l’approvazione dell’International Rugby Board (IRB) e delle Federazioni nazionali. La FIR e le sue Società sono impegnate nello sviluppo di una competizione pan-europea e hanno accolto con favore le dichiarazioni del Presidente dell’IRB centrate su un torneo pan-europeo come obiettivo dell’organismo di governo del rugby mondiale. La FIR è fiduciosa che tale obiettivo possa essere raggiunto".

Da Irlanda, Scozia e Galles giungeva la notizia che le rispettive Unions si rifiutano di garantire consenso per i loro club che vorranno unirsi al progettato Rugby Champions Cup, il torneo promosso da Premiership e Ligue National du Rugby per il post Heineken Cup. Presa di posizione alla quale si è accodata la Fir: da Cardiff a Dublino passando per Edimburgo si leggono gli stessi intenti (approvazione dell'IRB, una competizione pan-europea, fiducia che l'obiettivo venga raggiunto), mentre da Oltralpe giunge notizia che la federazione non sosterrà alcuna nuova competizione anglo-francese, mentre Mark McCafferty per voce del Premiership aveva dichiarato di attendersi un appoggio della RFU e si resta in attesa di conferma.  

Recent Posts


Latest Rugby Headlines


Championships

Rugby Values

rugbyboots.net

rugbyboots
We take a look at all the rugby boots on the market, show you the best for your position, the conditions and whether it is rugby union or rugby league you need the boots for.

Rugby news from Scrum.com

Rugby World News

Premiership News

SuperSport.com News

Eurosport - France

SudOuest.fr - rugby

Il Rugby in Italia (via RugbyCS)