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mercoledì 7 agosto 2013

Il vero XV del SuperXV

Settimana di pausa, diamoci quindi al caxxeggio., pur senza esagerare arrivando alle "pagelle".
Troviamo perlomeno criticabile, IMHO, l'elenco dei XV migliori del SuperRugby presentato da Rugbyrama e preso da non meglio identificati "médias sudistes". Ecco la lista, le nostre osservazioni e le conclusioni che ne traiamo dal nostro canto, per quel che abbiamo visto:

15 : Ben Smith (Highlanders): bravo soprattutto in nazionale, non è risultato manco il metaman della sua squadra (meglio Hosea Gear) ed è superato anche dai pari ruolo Jesse Mogg dei Brumbies e Cameron Crawford, otto mete in sette partite, rimpiazzo ai Waratahs della star della stagione, Israel Folau. Decisamente buonp anche il rilancio nel nuovo ruolo di Gareth Anscombe. 
14 : Henry Speight (Brumbies) : stagione della consacrazione per il veterano figiano (sinora: mai convocato in nazionale). Unico contrapponibile, ma ha marcato meno, il versatile Willie LeRoux dei Cheetahs, in nazionale schierato estremo.
13 : Rene Ranger (Blues): colui che fe' il gran rifiuto alla maglia tutta nera merita il posto. Contrapponibile all'outside è la rivelazione Johannes Engelbrecht dei Bulls e la scheggia Kevita Kuridrani dei Brumbies, decisivo in semifinale.  
12 : Christian Leali'ifano (Brumbies): scelta impeccabile. Tim Nanai Williams dei Chiefs quando c'è fa comunque sempre la sua bella figura; come piazzatore c'è Tom Taylor dei Crusaders, fosse meno "schiacciato" ...
11 : Frank Halai (Blues): il metaman del torneo merita il posto, anche se gioca più sovente all'ala aperta. Qui ci starebbe bene, senza scomodare Bryan Habana degli Stormers, l'Hurricanes  Julian Savea. 
10 : Aaron Cruden (Chiefs): un'altra bella stagione incoronata dal secondo titolo, non c'è che dire ma ... come si fa a ignorare il capocannoniere del torneo, l'uomo più decisivo nella sua squadra, Morné Steyn dei Bulls? Dopo di lui e Leli'ifano, più di Cruden ha piazzato Beauden Barrett degli Hurricanes (e Quade Cooper, Patrick Lambie, Dan Carter ... perché era Anscombe il piazzatore designato dei Chiefs).
9 : Nic White (Brumbies): non lo vediamo tra i primi. In Australia manco sfiora Will Genia dei Reds, poi c'è piaciuto TJ Perenara degli Hurricanes, gran marca-mete.
8 :
Ben Mowen (Brumbies): Gran skipper. Kieran Read, Crusaders, ha fatto anche lui una grande stagione, per non dire di Scott Higginbotham dei Rebels, miglior marca-mete tra gli avanti in condominio.
7 : Matt Todd (Crusaders): pas de tout, il posto va assolutamente a George Smith dei Brumbies, senza discussioni. Il più grande openside di tutti i tempi. Un altro fetcher meritevole di segnalazione è Petrus Van der Walt dei Southern Kings, miglior avanti marca mete in coabitazione con altri. 
6 : Liam Messam (Chiefs): ci sta, anche se Pieter Labuschagne dei Cheetahs è quello che ha fatto più placcaggi di tutti.
5 : Sam Whitelock (Crusaders): aderiamo, ci piace segnalare il Lions (ha giocato con gli Sharks) Franco Van der Merwe.
4 : Craig Clarke (Chiefs): massimo rispetto per il capitano che solleva la coppa la seconda volta, ma come tralasciare Eben Etzebeth degli Stormers.
3 : Ben Tameifuna (Chiefs): l'altro miglior avanti come marcatore di mete erede di Taumalolo, segnaliamo la mole del giovane Trevor Nyakane dei Cheetahs e la maturazione di Ben Alexander dei Brumbies. 
2 : Adriaan Strauss (Cheetahs): un leader. Dopo di lui, nomina "alla carriera" per il Brumbies Stephen Moore.
1 : Wyatt Crockett (Crusaders): enormi progressi, giocatore completo anche in fase dinamica. Vicino a lui a sinistra, The Beast Tendai Mtawarira (Sharks).

Il XV SuperXV di RightRugby (un 5-6-4 per nazionalità, contro un decisamente più sbilanciato 4-10-1 dei "médias sudistes", ché si capisce di che parte del sud siano):

15 Israel Folau (Waratahs)
14 Frank Halai (Blues)
13 Johan Engelbrecht (Bulls)
12 Chris Leali'ifano (Brumbies)
11 Julian Savea (Hurricanes)
10 Morné Steyn (Bulls)
9 Will Genia (Reds)
8 Ben Mowen (Brumbies)
7 George Smith (Brumbies)
6 Liam Messam (Chiefs)
5 Sam Whitelock (Crusaders)
4 Eben Etzebeth (Stormers)
3 Ben Tameifuna (Chiefs)
2 Adriaan Strauss (Cheetahs)
1 Wyatt Crockett (Crusaders)

In panchina: Stephen Moore (Brumbies), Tendai Mtawarira (Sharks), Ben Alexander (Brumbies); Craig Clarke (Chiefs), Pieter Labuschagne (Cheetahs); TJ Perenara (Hurricanes), Beauden Barrett (Hurricanes); Willie Le Roux (Cheetahs).

domenica 4 agosto 2013

Super Jet Lag, rivincono i Chiefs

Ai Chiefs franchigia incardinata nel Waikato, riesce come da copione il back-to-back nel SuperXV, bissando ancora in casa la vittoria del 2012 contro gli esausti Sharks tuttora detentori del record di miglia mondiali in tre settimane. Un anno fa fu thrashing, 37-6, quattro mete a zero contro una squadra che non ne aveva più, e tra i neozelandesi volteggiavano i cugini Williams, Sonny Bill e Tim Nanai; stavolta il 27-22 che chiude a loro favore il torneo 2013 nei confronti dei Brumbies, già dal punteggio dice che è stato risultato più difficile, più contestato. Come gli Sharks l'anno scorso, anche gli australiani di Canberra hanno effettuato un turno in più rispetto ai vincitori, solo la prima l'han giocata in casa e tra semifinale a Pretoria e finale ad Hamilton - dieci o undici ore di differenza? -  han potuto "passare da casa".
Solo per dire degli evidenti limiti logistici del torneo Australe: visti da lontano sembran tutti là, invece rimbalzano tra distanze tipo Milano - Los Angeles con saltino a Mumbai nel giro di una settimana - non a caso, solo una volta ai Crusaders è riuscito di vincere una finale fuori dai confini.

Tant'è, i Brumbies guidati dal calcolatore Jake White han messo tutto in conto e han fatto vedere i sorci verdi ai campioni in carica, li han tenuti sotto fino a terzo quarto compiuto per poi cedere nel fiato solo al quarto. Il piano A era come con i Bulls in semifinale, mettere fieno in cascina con una approccio tattico suberbo, superiore e poi resistere nel finale; i Bulls riuscirono a recuperarli grazie alla "ignoranza" dei loro dritto per dritto, salvo gettar tutto via in modo allucinante negli ultimi 5 minuti. Invece i più "movimentisti" Chiefs subiscono alla brutta la tattica allestita da White ma alla fine con un pizzico di fortuna vincono per il maggior fiato residuo. Una vittoria ai punti tra le due migliori squadre del torneo, alternatesi regolarmente in testa alla classifica senza che alcuna altra mai le avvicinasse.

La composizione del punteggio è rivelatrice: identico score di cinque punizioni e una trasformazione messo a segno dai piazzatori contrapposti Aaron Cruden e Chris Leali'ifano, la differenza sta tutta in una meta: una dei Brumbies contro due per i Chiefs.
Si potrebbe sostenere che Cruden abbia fallito due facili piazzati mentre l'allievo di Larkham non ha sbagliato nulla; vero, ma l'apertura All Blacks ha messo dentro i calci che contavano - la complessa trasformazione per il vantaggio e la punizione della sicurezza finale - e anche i Brumbies avevano fallito con Nic White e Jesse Mogg due tentativi dalla lunga distanza. La differenza la fa allora l'unica meta stagionale di Robbie Robinson, "veterano" di 23 anni (al quarto anno di Super Rugby) subentrato 10 minuti prima a Gareth Anscombe, il cui arrivo ad Hamilton l'aveva panchinato per tutta la stagione; quest'ultimo era stato magnifico nella semifinale coi Crusaders ma è stato messo in grossa crisi dai trequarti Brumbies.
Meta decisiva che è una incisione nel burro di una difesa esausta, a meno di un quarto d'ora dalla fine; regolarissima, viene "spinta" da un paio di chicche del più esausto di tutti quelli in campo, l'arbitro Craig Joubert. Già notoriamente "casalinguo" (vedi finale del Mondiale 2011), dopo il 50' diventa addirittura patetico: prima col contributo del TMO nega meta evidente ai Brumbies - sotto il mucchio il pallone schiacciato a terra si vede e sul 12-22 sarebbe stato probabilmente il "fieno in cascina" che bastava a svernare. Poi non pago, l'arbitro inverte una mischia ordinata chiaramente vinta dai Brumbies nella metà campo dei Chiefs. Da quel momento le energie Aussie fatalmente svaniscono.

Come han fatto i Brumbies a mettere in crisi l'attacco di una squadra quadratissima che si trova a memoria, capace di schiantare gli esperti Crusaders, altrettanto conservativi e anche più  difensivamente cauti degli Aussie? Con l'esperienza di George Smith, di gran lunga il miglior openside al mondo - sorry Warburton, Pocock e anche Richie McCaw, assieme alla fisicalità di Peter Kimlin e Ben Mowen, che con l'ausilio di Carter  e Fardy controlla bene la rimessa. Ma non solo, quella era stata la diga che aveva retto per un tempo i Bulls; stavolta, contro i manovrieri Chiefs, White ha allestito una difesa dinamica incredibilmente ardita ed efficace: Leali'ifano saliva a mo' di "spia" ma era solo per invogliare il primo uomo in piedi a fare il tipico salto del centro; a quel punto è già partito lo scatto dell'altro centro Kuridrani, o delle ali Rathbone e Speight a caccia di intercetti. La meta al 47' di Leali'ifano è appunto ottenuta rubando palla con tale tipo di salita difensiva; poco prima Kuridrani spuntava come un missile e falliva l'intercetto per un nonnulla; nel secondo tempo uno sprint su rovesciamento di fronte di Rathbone portava alla meta Brumbies non ratificata dal Tmo.

La superiore capacità manovriera dei Chiefs, squadra peraltro abituata come i Brumbies a far rendere un possesso percentualmente basso (due squadre dominanti che NON puntano sul possesso: mandate la cassetta a Brunel, vi prego!), ne risultava intimidita, stroncata per tre quarti su quattro. Solo a partire dal sessantesimo gli spazi difensivi fatalmente s'allargavano, consentendo ai Chiefs staccati di dieci punti (9-16 a fine del primo tempo, 12-22 all'inizio dell'ultimo quarto) di rimontare, sostenuti dal tifo di casa.
La prima meta al 62' è agevolata dall'ingresso di Sam Cane, l'All Blacks erede di McCaw cui coach Rennie preferisce Messam: fa spostare quest'ultimo al nr. 8 e dal quel posto con sua esperienza sfrutta in modo eccellente una mischia ai cinque metri, approfittando di una girata maldestra sul lato chiuso per allontanarlo dall'intervallo 10-12 e approfittando del cattivo posizionamento del mediano White, che abboccava alla salita del contrapposto Kerr-Barlow. Cruden falliva la trasformazione del tutto potabile lasciando un filo di speranza e 5 punti di vantaggio ai Brumbies.  La seconda meta e il pari però arrivavano cinque minuti dopo è ed è sopra detta: difesa infilata in velocità col più elementare dei tagli dell'estremo. La tempistica ravvicinata la dice lunga sull'arrivo senza fiato dei Brumbies. In più stavolta Cruden centrava la trasformazione molto più angolata della precedente per il primo ma definitivo sorpasso e metteva dentro anche l'ultimo piazzato al 72'. Che "cinismo", direbbe quello che sa; dura da sopportare, per chi ha fatto la partita sino a quel momento.

Gran bella sfida tattica tra due grandi staff, capaci non solo tatticamente ma anche di scegliere, collocare e motivare gli uomini - i Chiefs doppi campioni han di gran lunga meno All Blacks di Crusaders o Hurricanes, mentre White ha portato gente come Mowen e Leli'ifano a brillare in nazionale e ha ridato nuova vita a Alexander. La vittoria non è andata al tatticamente migliore ma a quello con più resistenza: al miglior incassatore, in termini pugilistici.  Sic transit ...  il rugby è come la guerra: una roba drammaticamente semplice, dopotutto.

domenica 28 luglio 2013

Blitz australiano a Pretoria


Almeno ci sono le semifinali di Super Rugby a ravvivare il fine settimana: Chiefs e Brumbies si affronteranno nell'ultimo impegno prima di cedere il posto al Championship, dopo aver strappato due vittorie sul filo di lana. La franchigia di Waikato - che dunque potrà difendere il titolo già conquistato nella scorsa edizione del torneo - la spunta per 20-19 nel confronto con i Crusaders ad Hamilton (Richie McCawper la secodna volta in stagione seduto in panchina ad inizio partita: fa effetto ... ) e negli highlights di seguito vengono riproposte le fasi più importanti del match arbitrato col solito guanto di velluto che copre il pugno di ferro dell'australiano di adozione Steve Walsh.
Cantabrians in netto vantaggio di gioco e punteggio, la situazione cambia repentinamente nel secondo tempo, dopo il secondo errore dalla piazzola di Dan Carter su cinque, più un goffo tentativo di drop andato male alla fine della prima frazione. I padroni di casa diventavano più intraprendenti, e finalmente un sontuoso sfondamento attraverso affollate vie centrali di Lelia Masaga si portava in meta tutta la difesa. Poco dopo, mentre gli ospiti tentavano una reazione, un intercetto micidiale di Aaron Cruden sembrava destinato a tagliar loro le gambe. Rimetteva in bilico la situazione un favoloso dribbling tra le linee con meta trasformata all'angolo destro di Israel Dagg; il successivo calcio di punizione messo a segno dall'intraprendente Carter riduceva a un punto di distacco gli ultimi 5 minuti di gara. Ma niente da fare, anche il secondo tentativo di drop da parte di Carter affondava largo. Come le glorie dei Crusaders, pure in netta risalita dopo un inizio di stagione stentato, alle prese con l'impatto dei "sabbatici", il cambio di codice di SBW e qualche protagonista fuori fase. Non certo capitan Kieran Read e l'intera schiatta dei quattro Whitelock - non più semplici fratelli che giocano a rugby ma autentico esperimento genetico, come gongolano i tifosi laggiù. 




Non meno emozionante, soprattutto perché l'ultima azione determina il vincitore, la sfida a Pretoria tra i Bulls e la squadra allenata da Jake White. Dell'ultimo quarto si può dire che i padroni di casa in vantaggio di un solo punto, abbiano gettato al vento la possibilità di chiudere la pratica, optando per due penaltouche anziché cercare la via dei pali con Morné Steyn, per quindi affidarsi alla rimessa, come sempre ben oliata e capace di levare possesso agli avversari, per assemblare le maul di potenza con le quali avanzare verso l'area di meta. Invece, vuoi l'ottima difesa dei Brumbies vuoi le incertezze del distratto arbitro Craig Joubert - che "papocchia" in ambo le direzioni - lasciano i Bulls a bocca asciutta. Si tocca addirittura l'assurdo, con una azione iniziata con un calcio di punizione piazzabile calciato in touch e conclusa da un drop sbagliato. Finalmente a cinque minuti dalla fine il pubblico accoglie con sollievo la decisione di piazzare dopo tanto spreco, che porta la squadra di casa a un apparentemente sicuro margine di quattro punti, dopo aver raggiunto per la prima volta in vantaggio al 60' (20-19, primo tempo chiuso sotto per 11-16). La cosa non spegne affatto i tosti australiani: se è vero che nella ripresa si ritrovano spesso a dover difendere nella propria metà campo dai veementi attacchi a testa bassa sudafricani, nei quali si distingue il nr.6 Potgieter, è altrettanto vero che sanno infilzare all'improvviso, come hanno dimostrato le due mete a segno, muovendo palla al largo e confidando nei tagli interni. 
La prima meta arrivava al 10', finalizzata all'angolino dall'estremo Jesse Mogg che inizia l'azione e poi viene liberato da un perfetto off load sottomano dall'ala figiana Henry Speight che si liberava in agilità di tre avversari, mentre la seconda, quella decisiva al 78',  è ispirata dall'apertura Matt Toomua che sfrutta l'accomodante - o sfinita - linea difensiva che gli si para di fronte, infilandola di traverso e con il centro Tevita Kuridani che si offre a sostegno: Joubert chiede aiuto al TMO (passaggio in avanti?) ma è tutto regolare. Se il tuo nemico sbaglia, lascialo fare - e poi fai in modo che se ne penta.

Menzione d'onore per George Smith che ruba metri da ball carrier ed è sempre lì ad allungare le mani sull'ovale per propiziare il turnover. Una seconda giovinezza per la terza linea che contro i Lions ha patito i duri colpi del terzo Test Match: va ricordato, furono i Brumbies a infilare i primi tarli nella selezione britannica in mischia ordinata, portando a casa lo scalpo dei tourists. Come per Ben Mowen e Ben Alexander - alti e bassi per il mediano Nic White sotto la pressione attorno ai raggruppamenti, ma ad un certo punto della semifinale, combattuta punto a punto, la tensione si fa così palpabile che un assaggio ce l'ha anche una delle carine cheerleader della franchigia sudafricana, atterrata da Zane Kirchner che tenta di agguantare al volo un pallone spedito in rimessa per giocarlo rapidamente. A tal proposito, ramanzina e calcio di punizione al panchinaro Visser, che ostacola la ricezione fuori campo di un australiano per impedirgli la rimessa veloce.

Il possesso nella ripresa è di gran lunga a vantaggio dei Bulls, ma un'azione perfetta richiede pochi secondi per far del male e i Brumbies non li sprecano, loro. Si chiude sul 26-23 per gli ospiti che volano in finale. "La più grande vittoria che i Brumbies abbiamo mai ottenuto", sentenzia il sudafricano coach White, ammettendo che le decisioni tattiche dei Bulls quando pareva avessero la partita in mano, hanno aiutato parecchio. 

domenica 21 luglio 2013

Crusaders facili, Brumbies per un palo

Quarti di finale o barrage alla francese come si vogliano chiamare, tra ieri e oggi sono andate in onda le prime partite do or die della stagione australe del SuperXV.

Quella di sabato è stata del tutto priva di storia, fin quasi noiosa quanto un Pro-Am di golf: nei sei gradi centigradi con pioggerella di Christchurch, i Crusaders difendono agevolmente le 8 vittorie e zero sconfitte stagionali in casa, passando sopra all'ombra dei Reds, 38-9 l'impietoso e meritato score finale, le canoniche quattro mete a zero con doppietta per il centro Ryan Crotty, quelle in mezzo di Dan Carter in splendida forma autore di 20 punti e dell'ala Tom Marshall del Tasman. La partita è pur godibile nei suoi limiti,  per la maestrìa e gli automatismi messi in mostra nei multifase da parte della squadra casalinga: orchestrati da nessuno cioè da tutti i rossoneri che entrino in possesso della palla per primi e perfettamente sostenuti da tutti, è uno spettacolo collettivo di multi-funzionalità - tutti san passare, grillotalpare, coprire, placcare (persino Israel Dagg ...) - dove si mettono in evidenza il sovente criticato (anche da noi) pilone Wyatt Crockett, il lock Luke Romano,  capitan Kieran Read, i centri Taylor (in realtà apertura-piazzatore del Canterbury, quindi secondo regista offensivo in uno schema alla australiana) e l'ariete Crotty, Marshall e uno Zach Guildford più attivo che conclusivo. In tale scenario in cui tutti lanciano tutti, il ruolo della cerniera mediana Ellis-Carter è delicato, devono evitare di inceppare la fluidità delle operazioni e ci riescono perfettamente. Lucidi, determinati, implacabili.
Certo che gli avversari non hanno costituito test probante: esaurito e un po' sfavato Will Genia, fischiato e poco innescato Quade Coper, Quirk, Gill e Schaltz a perdere regolarmente la battaglia nel breakdown, coi Todd, Read e G.Whitelock  mentre in linea arretrata Lucas, Lance e Tapuai, Shipperley e Feauai-Sautia son costretti a spendere tantissimo nella fase difensiva. Horwill prova a tenere in piedi la baracca con l'esempio, ma non basta.
Nell'ultimo quarto d'ora spazio a Re Leone Richie McCaw dopo sei mesi sabbatici.
I Crusaders si son pienamente guadagnati il viaggio nella Isola del Nord - vicina per le distanze in ballo nel SuperRugby e soprattutto nello stesso fuso orario, ma son pur sempre quasi 700km, quanto Torino-Napoli - a sfidare in semifinale i Chiefs detentori del titolo e vincitori della stagione regolare. Gli uomini di Todd Blackladder ci andranno forti di tradizioni vincenti e automatismi ora ben oliati dopo un inizio stagione "sperimentale", ricordando la fresca netta vittoria in casa nell'ultimo incontro ma consci anche del 28-19 subito ad Hamilton in maggio.

Tutt'altra storia invece in quella che sembrava essere l'eliminatoria più scontata (tanto che Sky ha trasmesso l'altra, seguendo il glamour): i Cheetahs fuori casa potevano esser già soddisfatti di essere entrati nei playoff per la prima volta nella storia, i Brumbies invece han dominato la stagione e in più dovevano riscattare qualche passo falso nel finale. E' finita in modo drammatico, 15-13 con la palla del pari sui piedi di Riaan Smit all'ultimo minuto. Di più, la squadra di Adriaan Strauss allenata da Naka Drotske, con Broussow, Labuschagne (miglior placcatore del torneo) e Van der Walt in terza linea contrapposti a Kimlin, George Smith e Ben Mowen (siamo ai massimi livelli), guida all'intervallo per 6-8 grazie alla meta al 15' del centro Johan Sadie, non trasformata da Smit alla quinta titolarizzazione in stagione dopo la serie di infortuni che ha falcidiato i ranghi delle aperture a Bloemfontein (uno su quattro la sua percentuale di giornata).
I padroni di casa recuperano la situazione grazie al piede di Chris Leali'ifano (12 punti totali, due errori su sei tentativi per l'apertura Wallabies) e al 50' del mediano Nic White. All'ultimo minuto arrivava la seconda meta (contro zero) che riapriva la gara, dell'ala di rincalzo Rayno Benjamin subentrato al giovaneRaymond Ruhe. Suspence ma il calcio di trasformazione dalla linea laterale che avrebbe spedito le squadre ai supplementari, incocciava il palo!
Peccato per la squadra vera sorpresa del torneo: proprio nell'anno in cui sembra azzoppata da infortuni di uomini chiave (uno su tutti: Johannes Goosen) e partenze importanti (una su tutti : il suo rilievo Sias Ebersohn), ti scova fuori la solita serie inesauribile di giovani dominanti: come il mediano Petrus Van Zyl che tiene fuori Sarel Pretorius, o il pilone di rilievo Nyakane  o Robert Ebersohn gemello di Sias e ora in partenza per Montpellier (ci sarà da fare un post sull'esodo di sudafricani verso l'Europa che quest'anno sta assumendo proporzioni bibliche). A proposito di partenze, il mormorato alle Zebre Hendrik Daniller che continua imperterrito ad occupare il posto di estremo titolare, lasciando il giovane sensation Willie le Roux all'ala.
La squadra di Jake White domina possesso e territorio coi reduci dalla Serie Lions - Alexander, Moore, Smith (nella foto, preso da Le Roux), Mowen, Leali'ifano, Mogg, Tomane dalla panca - ma ancora una volta dimostra di soffrire la vitalità tutta fisicale delle squadre sudafricane (come dimenticare il pari in casa coi Kings?), così simile alla sua impostazione; ora in semifinale dovranno andare proprio dai Bulls a Pretoria (otto ore di differenza di fuso), dove non vincono da un sacco d'anni.

Azzardiamo e ci sbilanciamo per una mitica finale Bulls-Crusaders a Pretoria? Tanto per mettere un po' di pepe sull'incombente The Championship; altrimenti se la finale fosse ad Hamilton, beh allora saremmo in linea col sostanziale "oscuramento" del SuperXV 2013 in termini di pathos e interesse. E pure il Championship partirebbe scontato: gli All Blacks lassù in alto, tutti gli altri a capire cosa possan farci.

mercoledì 17 luglio 2013

Stillicidio SuperRugby


E' tempo di recuperare il paio di turni passati che han chiuso la stagione regolare del SuperRugby, quest'anno messo in ombra e pure "mutilato" nel calendario dalle Serie Lions in Australia. Le premesse eran tutte definite già nelle scorse settimane e ne avevamo già dato conto qui.

La 19' e penultima giornata nel weekend del 6 luglio riguardava solo neozelandesi e sudafricane ed era incentrata sullo scontro diretto per l'ultima wildcard tra Cheetahs e Blues. A Bloemfontein han prevalso i sudafricani con un netto 34-13, risultato in bilico solo nella prima mezz'ora, primi in meta Kiwis col giovane mediano del Taranaki Jamison Gibson-Park cui rispondeva il nr.8 Phillip Van der Walt e i piazzati di Riaan Smith. Raggiunto il 22-13, negli ultimi 7 minuti le due mete del mediano Sarel Pretorius e del flanker Prisloo prossimamente a Viadana, corroboravano il risultato positivo per i Cheetahs all'ultima gara. Lo scontro diretto vale doppio, volando a 50 punti più i quattro garantiti dal turno di riposo all'ultima giornata, i Cheetahs chiudevano definitivamente la strada alla franchigia guidata sa Sir John Kirwan ferma a 44, cui pure rimaneva un'ultima partita da giocare in casa.
Blues comunque nettamente migliorati rispetto all'anno precedente, quando eran arrivati ultimi assoluti sotto la guida di Pat Lam. Basti il dato sui tre primi line-breaker del torneo, i Blues Rene Ranger, Charlie Piutau e Frank Halai che è anche il primo marcatore di mete con 10. Per inciso, con questa produttività del reparto arretrato pur dovendo gestire la partenza di Ranger, si capiscono le perplessità di Kirwan nei confronti del potenziale reclutamento della star del rugby XIII Benji Marshall: forse i reparti da sistemare nei Blues sono altri ...
I 4+4 punti dei Cheetahs tagliavano definitivamente fuori dalle velleità wildcard anche i Waratahs, rimasti a 45 pur con una  partita da disputare.

Le altre sfide della Conference sudafricana vanno senza sorprese.
- Vittoria degli Stormers in casa dei Southern Kings per 12-24 con doppietta di Deon Fourie, tornato da un po' a giocare flanker e 11 punti di Elton Jantjies, che piazza nonostante la presenza di Joe Pietersen,  prossimo al trasferimento a Biarritz dopo una stagione nella limitrofa Bayonne qualche anno fa.
- Bella sfida classica tra Bulls già qualificati primi della Conference e Sharks virtualmente dalla stagione già finita: finisce 20-19 grazie alla trasformazione del solito Morne Steyn capocannoniere del torneo, di una meta del mediano Jano Vermaaak al 72' (altro partente eccellente per la Francia). Prima gli Sharks erano scappati avanti sul 13-19 grazie alle mete di Pat Lambie e Odwa Ndungane, intervallate da quella di Bjorn Basson.

- La 19' giornata della Conference neozelandese vedeva i Crusaders prevalere in casa sugli appagati Chiefs vincitori della Conference, 43-15 il finale, 5 mete a due con doppietta di Kieran Read e 18 punti per Dan Carter.
- Gli Highlanders riuscivano combattendo a raggranellare la terza vittoria stagionale in casa degli Hurricanes: finale "alla sudafricana" 44-49, sei mete a cinque, ospiti avanti 13-32 a fine primo tempo che diventava 27-49 al 65', utili solo per agguantare un inutile punto di bonus difensivo le due mete dei 'Canes negli ultimi 10 minuti. Per i Sudisti invece, è vitoria che li allontana dall'ultimo posto assoluto.


Nell'ultima giornata, la 20' dello scorso weekend, rientravano in gioco le australiane e l'unica sorpresa di qualche influenza sulla classifica arrivava proprio da lì.
- Si tratta della sconfitta dei Brumbies in casa Western Force per 21-15  - tre mete contro due, una di Ben McCalman e 5 punti di Chris Leali'ifano, altri protagonisti della Serie Lions in campo sono Ben Alexander, Ben Mowen, Jo Tomane, Jesse Mogg, George Smith partito dalla panchina. Alla squadra di Jake White bastava un solo punto per avere la certezza del primo posto nella Conference ma al 45' stavano perdendo 21-3, situazione rimediata col brivido solo al 65' con la seconda meta.
- Nel frattempo i Reds battevano i demotivati Waratahs in casa loro, 12-14 il finale, due mete a una ma rimanendo lontani dal necessario punto di bonus offensivo per sperare nel sorpasso in testa alla Conference all'ultimo minuto. Dei reduci dalla Serie Lions in campo troviamo Benn Robinson, Sekope Kepu, Kane Douglas, Mike Hooper e Berrick Barnes (in meta) lato 'Tahs, Saia Fainga'a, James Slipper e Liam Gill lato Reds, non Genia e Horwill. C'è invece ovviamente Quade Cooper, uno degli australiani non felici ma nel mood "ve l'avevo detto" riguardo l'esito del Tour.
- Il giorno prima i Rebels riuscivano a difendere casa dall'assalto Highlanders protesi a salire verso le zone medie della classifica: 38-37 il finale, sei mete contro quattro con tre coppie di doppiette lato Melbourne, del centro Tom English, dell'ala Cooper Vuna, dell'apertura 20enne Bryce Hegarty rimpiazzo di O'Connor partito dalla panca, mentre Kurtley Beale è ancora sospeso. Dopo un primo tempo chiuso 7-31, i padroni di casa si rifacevano sotto e raggiungevano il sorpasso all'ultimo minuto con la seconda meta di Hegarty.

- In Nuova Zelanda i Crusaders in casa superavano gli Hurricanes 25-17, tre mete per parte, mentre i Chiefs superavano i Blues ad Auckland 16-26, quattro mete a una con doppietta del pilone Ben Tameifuna.

- In Sudafrica gli Sharks si sfogano coi Kings battendoli 58-13, 10 mete a due; anche gli Stormers si prendono la soddisfazione di battere gli appagati Bulls per 30-13, tre mete contro una tutte "eccellenti": Eben Etzebeth, Bryan Habana e Jean de Villiers per i Capetoninans, Zane Kirchner per i Pretoriani. Too late per entrambe le squadre costiere, mentre la serie di sconfitte dopo un incoraggiante avvio di stagione, fa piombare la nuova franchigia basata a Port Elizabeth all'ultimo posto in classifica.

I Kings sono risultati i migliori di tutti nella percentuale di placcaggi riusciti (88%), ma come sosteniamo da tempo e diversamente da quelli rimasti al "bisogna placcare", trattasi di dato che non dice QUALI percussioni s'è fermate e in più, 88% di successo su 50 placcaggi a gara piuttosto che su 200, produce risultati molto diversi in termini di mete subite ...
Correlata a questo c'è ad esempio una interessante statistica individuale, anche questa come tutte, leggibile in modi opposti: Quade Cooper risulta il leader degli offload, 54 in 16 partite: grande dato, ma non è che indichi la propensione dell'apertura Reds ad evitare il contatto?
Penultimi dopo esser stati ultimi per tutto il torneo sono gli Highlanders: eppure, sempre a proposito di stats da analizzare e non "bere", questi primeggiano nei metri guadagnati, nei metri fatti con l'ovale, nelle vittorie in mischia ordinata, nei difensori battuti e il loro Ben Smith è primo per metri fatti (oltre 1400) ... Il tutto rovinato da diverse partite perse per uno o due punti e ben 11 cartellini gialli, quando la seconda peggiore arriva a sei. 


Alla fine le sei qualificate alle fasi finali non cambiano rispetto ai primi di luglio: Brumbies, Chiefs e Bulls vincono le rispettive Conference e le wildcard vanno a Crusaders, Reds e Cheetahs; quel che è cambiato nelle ultime due giornate è la risalita dei Crusaders al quarto posto con guadagno del playoff in casa, e la discesa dei Brumbies dal primo al terzo assoluto, che significa partecipazione ai quarti di finale, ospitando l'ultima qualificata Cheetahs. L'altro quarto sarà un very powerful Crusaders-Reds, ulteriormente nobilitato dalla presenza in panchina di Richie McCaw e dall'epilogo della direzione del Queensland da parte di Ewen McKenzie prima di salire alla panchina Wallabies; nel mentre, Chiefs primi assoluti e Bulls secondi aspetteranno le vincenti direttamente in semifinale. 

lunedì 1 luglio 2013

Spizzichi di SuperRugby


Il SuperRugby riprende il suo poco consistente cammino tutto spizzichi e bocconi verso le fasi finali: fermi in Australia, dove alle cinque franchigie manca ancora una partita, prevista all'ultima della regular season il 12 luglio, le altre due Conference han disputato la 18' giornata; ne hanno ancora due da giocare ma non  tutte (ai Cheetahs ne manca solo una, come le australiane).

La giornata ha chiarito definitivamente il quadro delle vincitrici di Conference: ai Chiefs e ai Brumbies (cui manca ancora la certezza matematica come già spegato qui, ma se perdessero il primo posto di Conference, coach Jake White si mangerebbe il cappello), si sono aggiunti i Bulls,  aritmeticamente irraggiungibili al primo posto della Conference sudafricana grazie alla netta vittoria casalinga sui Southern Kings per 48-18, sei mete a due e 16 punti per Morne Steyn, capocannoniere del torneo (davanti a Chris Leali'ifano), tenuto in panca per riposarsi dalle fatiche dei Test ma già in campo al quarto d'ora per un infortunio all'erede Louis Fouché. Marcano doppiette l'altro partente per la Francia Ralepelle e il blindisde ospite Petrus Van der Walt.
Aiuta l'inattaccabilità del primo posto dei Bulle la netta sconfitta dei Cheetahs in casa degli Stormers: 28-3, tre mete dei nazionali Deon Fourie (tornato in terza linea dopo la stagione spesa a tallonare), Siya Kolisi e Bryan Habana, altro partente eccellente per l'accogliente  Francia meridionale. I Cheetahs mantengono la wild card e hanno solo una partita da disputare (quindi quattro punti in più garantiti dal turno di riposo), in casa contro i concorrenti diretti Blues. I quali invece dovranno guadagnarseli i loro punti in una ulteriore prova d'appello in casa coi Chiefs, mentre all'altra concorrente diretta "seria" per l'ultimo posto ai playoff, i Waratahs, anch'essa come i Blues a due punti dai Cheetahs, rimane una sola partita da disputare, in casa coi Reds nell'ultima giornata.

La situazione Blues consente di finire l'esame della Conference sudafricana: perdono infatti a Durban 22-20 con gli Sharks, tre mete per parte con doppietta dell'ala Frank Halai alla decima meta stagionale (miglior marcatore del torneo, stacca i secondi, gli Aussie Folau e Speight fermi a otto) e meta per Rene Ranger, colui che fé il gran rifiuto (di rimanere in Nuova Zelanda per stare nella panchina All Blacks). La partita, inchiodata sul 17-20 dall'ora di gioco, viene risolta a favore dei padroni di casa  dalla meta nel finale dell'estremo Rijan Viljoen.
Gli uomini di John Kirwan potrebbero rincuorarsi rispetto al  pre-sosta per questa prova che vale un punto, anche se siamo alle solite, spaccano tutto ma non sanno "chiudere"; gli Sharks del coach Plumtree licenziato in tronco (Venter in arrivo)  sono ora quattro punti sotto ai Cheetahs come gli Stormers, altri protagonisti riemergenti da una stagione al ribasso, e come questi potrebbero ancora nutrire qualche remota sperianziella di playoff, anche se non dipende solo dalle loro prove: servirebbe un incastro di risultati in cui sono coinvolte le due prossime gare dei Blues e quella dei 'Tahs.

Chi invece nei playoff s'installa in modo relativamente sicuro, assieme ai Reds sono i Crusaders, grazie alla netta vittoria a Dunedin per 12-40 sugli Highlanders, quattro mete e bonus offensivo a due. La partita è stata trasmessa da Sky, s'è visto il cinismo con cui i 'Saders han saputo disporre degli invero belli e arrembanti ma ingenui Sudisti. Il rosso diretto per spear tackle a Ma'a Nonu, arrivato all'ora di gioco sul 12- 20, ha funzionato come le scarpe di cemento delle mafie americane: ripristinava quasi subito e per un po' la parità il giallo a Corey Flynn ma era Dan Carter a chiudere la gara con un paio di punizioni e una meta al 66' (25 i punti personali).
Nell'altra gara di Conference neozelandese, i Chiefs confermano la loro supremazia battendo gli Hurricanes per 34-22, quattro mete tutte trasformate da Aaron Cruden a tre (nella foto, il mediano dei 'Canes TJ Perenara, che fa coppia non male con Beauden Barrett).
Qui come sempre sono reperibili tutti gli highlights di giornata e l'archivio.

giovedì 13 giugno 2013

Finto finale di Super stagione Australe

Lo scorso weekend il SuperRugby ha giocato il 17' turno tutto australiano, mentre le Conference neozelandesi e sudafricane eran già ferme per dare spazio ai Test Match. Mancano ancora tre giornate, in realtà è una sola per ogni Conference, distribuite tra fine giugno e metà luglio. Tutte le squadre saranno coinvolte nell'ultimo turno privo di bye,  gli Highlanders saranno in campo due volte. Una interruzione di un mese del campionato: "a blessing in disguise" come l'ha definita Fotu Auelua giocatore della prima in classifica Brumbies, per ricaricare le pile fisiche e mentali - di chi non farà i Test.

Conference Australiana
Reds a riposo: per modo di dire, han giocato coi B&I Lions riportando la sconfitta più "onorevole" sinora tra le selezioni australiane chiamate a far da sparring partner, un 12-22 che non ha comunque riscattato Quade Cooper agli occhi dei selezionatori.
I Brumbies battono anche i Rebels 39-17, sei mete a due con doppietta dell'ala 35enne Clyde Rathbone - tutte le squadre sono prive dei convocati, già in "ritiro"; a Melbourne appare per la prima volta - in panca - Luke Burgess reduce dalla seconda stagione col Tolosa.
I Waratahs passano a Perth sul campo dei Western Force - si quelli che s'eran "preservati" un po' troppo per questa gara e avevano schierato contro i Lions appena atterrati nel Continente Down Under, una formazione con otto debuttanti. Il finale è 13-28, tre mete contro due; la vittoria è utile per alimentare le speranze di poter agguantare una wildcard, che parevano sfumate dopo la sconfitta per un punto in casa dei Crusaders, nel turno precedente.

Questi risultati chiudono abbastanza l'esito finale della Conference: ai Brumbies con 5 punti di vantaggio sui Reds, basterà un punto di bonus a Perth nell'ultima giornata per vincere la Conference e anche nel caso non lo prendessero e quelli del Queensland ne ricavassero 5 in casa dei Waratahs, a parità di vittorie si andrebbe a guardare la differenza tra punti fatti e subiti, dove i cavallini rampanti hanno un vantaggio superiore a 100 punti.  Questione invece già definita  in ogni caso quella del secondo posto: i Reds han 10 punti di vantaggio sui 'Tahs, i 54 punti incamerati rappresentano la certezza del primo posto tra le wildcard. Questione comunque non ancora del tutto chiusa per la franchigia di Sidney, come si diceva: con 44 punti e ultima in casa, hanno la possibilità di superare i Crusaders (46 punti, in trasferta a Dunedin nell'ultima giornata) e/o i Cheethas (46 punti pure loro, nell'ultima di regular season alle prese con la trasferta in casa Stormers).  Solito campionato medio-basso per Rebels (4 vittorie) e Force (3 vittorie). 

Dopo la giornata tutta australiana, Robbie Deans ha completato la selezione dei Wallabies "rinforzati" per affrontare i Lions. Come detto non trova spazio Cooper, fatto cui s'attacca polemicamente il suo coach dimissionario Ewen McKenzie, forse per ricordare a tutti di essere il prossimo coach australiano in pectore nel caso di fallimento Aussie coi Lions. Invece una chance viene non del tutto inaspettatamente lasciata al "riabilitando" Kurtley Beale, ancora sospeso dai Rebels per alcoolismo ma sceso in campo col club Randwick. Il motivo avanzato è che l'atleta offre flessibilità d'impiego in tutti i ruoli "di ragionamento" (o di improvvisazione?) dietro.
Inoltre, per placare le polemiche montanti sulla pochezza delle compagini inviate a sfiancare i Lions nelle partite infrasettimanali - incrementate dal 64-0 preso dalla selezione "Combined New South Wales- Old Counties", contro cui i Lions si son peraltro  presentati con Stuart Hogg all'apertura (!), Deans ha deciso di rilasciare alcuni Wallabies dal ritiro, in modo da allestire dei Waratahs - prossima sfidante dei Lions - quasi al 100%. Difatti a coach Cheika mancheranno solo Adam Ashley-Cooper e Israel Folau. Lions che saranno anche poco impegnati, ma che continuano a perdere pezzi (nel rugby gli acciacchi contano e van messi in preventivo, in qualche modo): i problemi grossi son soprattutto in dietro, è stato richiamato anche Billy Twelvetrees dal tour con la nazionale inglese in Argentina.

Conference Neozelandese
Le franchigie Kiwis sono già ferme da una settimana per la Serie con la Francia. Nell'ultimo turno del weekend precedente, i Crusaders avevano superato i Waratahs al lumicino con un 23-22 strappato nel finale. Rimasti sotto tutta la partita con tre mete subite e due fatte, recuperavano grazie al piede di Dan Carter autore di tre piazzati nell'ultimo quarto; quello del sorpasso è al 73'.  Occasione sfumata per gli australiani in quello che era uno scontro diretto in chiave accesso ai playoff.
Nell'altra gara della giornata, gli Highlanders riuscivano a raggranellare la seconda vittoria stagionale, alle spese dei Blues oramai da considerare in caduta libera. 38-28 il finale, cinque mete contro quattro con doppietta dell'estremo Ben Smith rivisto con gli All Blacks; in meta anche Rene Ranger per i Blues, anche lui poi in campo contro la Francia. Per fortuna di Kirwan che arriva la pausa!

Nei conti della Conference, i Chiefs sono leader irraggiungibili con 10 punti di vantaggio. I Crusaders tengono stretto per adesso la wildcard ma dovranno superare gli Highlanders a Dunedin per tenerla, minacciati dal recupero ancora possibile dei Waratahs. Anche i Blues a 43 punti potrebbero ancora farcela, a spese dei 'Saders o dei Cheetahs, sempre che tornino quelli di inizio torneo e riescano a vincere in trasferta a Durban nell'ultima giornata.   Deludenti le stagioni degli Hurricanes anche se con sei vittorie al pari dei Blues, e degli Highlanders fanalino di coda del torneo con 2 sole vittorie, chiamati al riscatto alla ripresa, quando saranno l'unica squadra a giocare due partite.

Conference Sudafricana

Operazioni anche qui ferme da una settimana per via del Castle Lager Tournament che vede impegnati anche gli Azzurri, la settimana precednete gli Stormers avevano superato i Southern Kings per 19-11, una meta per parte e solito piede di Joe Pietersen. La partita chiave della Conference era Cheethas- Bulls: alla fine i pur rampantissimi del Free State non ce l'hanno fatta a superare i Pretoriani, che stanno mostrando una solidità nella semplicità del loro approccio, degna dei loro tempi migliori - merito anche di un Morné Steyn alle sue ultime in terra sudafricana, essenziale pulito e minimalista come l'opera di un maestro calligrafo giapponese. Il finale della partita è 25-30, tre mete per parte.

I Bulls sono padroni della Conference con otto punti di vantaggio sulla seconda, i Cheetahs appunto, per ora con la wildcard e 46 punti, ma attesi dalla trasferta a Città del Capo nell'ultima giornata. Le altre corazzate del passato sono state tutte deludenti: Stormers e Sharks con sei sole vittorie stagionali sono tagliate fuori. Solo tre vittorie e un pareggio ma tutto sommato non pessima la prima dei Southern Kings, che hanno sfiorato la vittoria in alcune occasioni clamorose. Non scamperanno comunque la spada di Damocle dello spareggio con i Lions (quelli di Johannesburg) per l'accesso al SuperRugby l'anno prossimo. 

A Durban la pessima stagione degli Sharks costa la fine della lunga carriera del neozelandese John Plumtree sulla panchina: sarà sostituito da Brendan Venter l'ex manager dei Saracens , dopo un ballottaggio con Nick Mallett (che dice abbia rifiutato, dice). 

lunedì 27 maggio 2013

Campionati part time australi

Mentre nell'Emisfero Boreale ai chiudono i conti stagionali tra sorprese e un po' di noia - tra le prestazioni noiose ci mettiamo anche la sconfitta thrashing subìta da dei Barbarians più sparring partner che mai, dall'Inghilterra giovane in allestimento - nell'altro Emisfero procede l'andazzo SuperRugby. Eh si, diciamolo noi che non lo dice nessuno, a proposito di noia, trattasi di torneo orrendamente mutilato dalla pausa incombente lunga circa un mese, per accomodare i Test Match estivi. Di che sa fermare un campionato per un mese, a   tre giornate "regolari" da disputare? Non potrebbero iniziare una settimana prima, con un paio di turni infrasettimanali in più o anche eliminandone? Se non c'è spazio, allora facciano diventare il SuperXV come la Heineken Cup: spezzettato per definizione che così aggiungi attesa,  con Conference eliminatorie e poi fasi finali. Potrebbero far decisamente di meglio i soloni della Sanzar, dal punto di vista della organizzazione di un calendario un minimo più veritiero e appassionante. Invece puntano alla quantità da dare in pasto alle televisioni e sugli spalti si vedono i vuoti. Tant'è.

- Cominciamo dalle australiane, sotto i riflettori per via dell'incombente B&I Lions Tour: nel turno, il 15', le maggiori contribuenti ai Wallabies Waratahs e Reds non se la passano bene, molto meglio invece i Brumbies e le minnows Rebels e Western Force.
- I 'Tahs dove coach Cheika pensava di aver identificato la chiave per scatenare le potenzialità s'attacco, cioè Berrick Barnes schierato primo centro, perdono a Melbourne 24-22, confermando l'andamento altalenante.  Il dual code Israel Folau continua a marcar meta ma stavolta deve cedere alla doppietta della giovane ala dei Rebels Tom English alle prime marcature nel SuperRugby.
- Situazione peggiore quella dei Reds, alla seconda sconfitta consecutiva in terra sudafricana: stavolta le prendono dagli Stormers, 20 -15 il finale. Capetonians trascinati da Jean de Villiers (in meta), mentre i punti prodotti dai piedi di Joe Pietersen e Quade Cooper si equivalgono. Notevole lo 0-0 d'altre epoche nel primo tempo, rotto solo al 40' da un piazzato.
- Meglio in trasferta si comportano i Brumbies: vanno a vincere ad Auckland per 13-20. I Blues di Kirwan sembrano attualmente una di quelle squadre da medio-bassa classifica, che partono a razzo per accumular punti-salvezza ma poi calano vistosamente. I padroni di casa provano nel secondo tempo a recuperare lo 0-14 preso nel primo con la meta del mediano Nicholas White e i piazzati dell'apertura Christian Leali'ifano. Di fatto marcano meta col centro René Ranger (atteso in agosto a Montpellier forse si forse no), ma due ulteriori piazzati di Leali'ifano sono sufficienti per tener a distanza la squadra di casa.
- Western Force vince la battaglia di fondo classifica, superando in casa i derelitti e sfortunati Highlanders per 19-18. Partita segnata dalla meta iniziale di Sias Ebersohn, apertura sudafricana che rende meglio da quando in quel di Perth la responsabilità dei piazzati  è passata all'estremo neozelandese ex Taranaki Jayden Hayward. Lo squadrone dell'estremo sud (lo ricordiamo, schiera gente come i titolari storici All Blacks Tony Woodcock, Brad Thorn, Aaron Smith, Hosea Gear, Ma'a Nonu) prova  a recuperare coi piazzati dell'apertura di Otago Hayden Parker, poi del subentrato Colin Slade. Quasi aggancio (un punto sotto) al 50' e poi ancora al 70', sorpasso di due punti al 76' ....  ma Hayward piazza l'ultima punizione a due minuti dalla fine.

- Tra le neozelandesi continuano a spiccare solo i campioni in carica Chiefs: nel turno liquidano i Crusaders col netto 28-19, tre mete a una e 18 punti con una meta per Aaron Cruden, che piazza in assenza di Anscombe, rimpiazzato a estremo dallo specialista Robbie Robinson. Bye che, ricordiamolo, vale quattro punti per gli Hurricanes, ultimamente poco efficaci.

- In Sudafrica continua la favola Cheetahs: battono 22-34 i nuovi arrivati Southern Kings a Port Elizabeh raggiungendo il bonus offensivo, così da agguantare nuovamente la wild card per i playoff. Doppietta per il centro ex Bulls Johan Sadie, mete per il mediano Petrus Van Zyl che tiene Sarel Pretorius in panca e per l'ala Griquas Willem LeRoux alla 5' meta. All'apertura chi se ne importa se manca Goosen, Elgar Watts dei Kavaliers copre il ruolo con precisione. Per i Kings, con capitan Luke Watson partente per la quarta volta in stagione, marca l'uni a meta il mediano argentino di rincalzo a Shaun Venter Nicolas Vergallo., gli altri punti al piede da Dimitri Catrakilis.
- Contunano metodicamente a far punti coi piedi di Morné Steyn come ai vecchi tempi i Bulls, che passano sul campo degli Sharks vincendo per 16-18. Non basta la meta del mediano Chris McLeod, la precisione di Steyn e il lavoro di provocar punizioni del pack, supera quel che può fare Patrick Lambie e gli Sharks si trovano abbastanza tagliati fuori in classifica.

Già la classifica: balzo dei Cheetahs che rimpiazzano i Blues, e Crusaders che restano in zona playoff solo perché i Waratahs non sanno approfittarne.
  
Round 15

Pts
1. ChiefsNew Zealand Conference Leader52
2. BullsSouth African Conference Leader50
3. BrumbiesAustralian Conference Leader50
4. CheetahsWildcard45
5. RedsWildcard45
6. CrusadersWildcard42
7. Blues42
8. Waratahs39
9. Hurricanes38
10. Sharks34
11. Stormers34
12. Rebels32
13. Kings24
14. Force23
15. Highlanders17

Rimanendo in Sudafrica, c'era rimasto da registrare l'epilogo della Vodacom Cup: in semifinale i Pumas han superato in casa Eastern Province per 39-13, mentre i Golden Lions si liberavano dei campioni in carica Western Province per 44 - 25 con una partitona da sei mete a due con doppietta dell'estremo di origine namibiana Chrysander Botha.
Non paga, lo scorso 17 maggio la squadra di Johannesburg andava a vincere anche la finale a Nelspruit, battendo i Pumas con l'altrettanto netto - e molto sudafricano - 28-42: tre (sole) mete per parte ma 27 punti guadagnati dal piede del 24enne cresciuto nei Bulls Marnitz Boshoff, in cerniera con Michael Bondesio.
Si tratta di un primo modo molto fattuale, in attesa della Currie Cup, per segnalare che a Johannesburg son tutti belli carichi per riprendersi il posto nel SuperRugby. La Vodacom Cup non va sottovalutata: non è un torneo per vecchie glorie e balde speranze, è un campionato di team molto organizzati, preparati e combattivi. Lo fa vedere bene la fatica che fanno i PampasXV, finta franchigia preparata e seguita come fosse (e di fatto è) una nazionale A,  o la fine dei Limpopo Blu Bulle, inseriti all'ultimo momento per "fare numero" a seguito del forfait dei Welwitchias namibiani: annichiliti, portano a casa zero punti, zero bonus, 32 punti segnati e 789 subiti in sette gare, una umiliante media di oltre 100 punti subiti a partita. No, non parrebbe terreno adatto alle improvvisate. Ma alla fine tutto (ciò che non ammazza) serve per crescere.

mercoledì 22 maggio 2013

Gioie e dolori australi del SuperRugby

Un rapido sguardo sintetico e poco analitico al SuperXV, giunto alla 14' giornata e tre rimaste da giocare, prima del lungo stop per i Test Match di giugno: dal 7 si fermeranno, il campionato riprenderà a fine giugno con le ultime tre giornate, poi i playoff in luglio.
L'attenzione inizia già a spostarsi sui prossimi arrivi delle compagini Boreali in Tour e alle conseguenti nominations nelle nazionali: domenica Robbie Deans ha annunciato i primi 25 Wallabies, che diventeranno 31 ai primi di giugno; anche in Nuova Zelanda cresce l'attesa per la triplice sfida coi Bleus nemici storici, mentre il Sudafrica pare viaggiare per adesso coi fari bassi e senza molto rumore. In fondo gli Springboks ci ricordano che i Test di giugno laggiù servono per preparare il vero impegno strategico estivo, che resta il The Championship.

Tornando al SuperRugby, la giornata  si caratterizza per una nuova alternanza in testa, dove i sempre consistenti Chiefs approfittano della sconfitta dei Brumbies  a Sidney nel derby Clasico Australiano. Nell'area playoff i Crusaders puniscono i Blues con due mete a zero - partita che ha fatto dire in conferenza stampa a Graham Henry, consulente nello staff di Kirwan, che certi arbitraggi sono bullshit, tanto per ricordare ai "politicamente corretti di provincia" come si comportino al riguardo i mostri sacri del rugby.
Le promuovibili restano comunque invariate; solo, tutte si avvicinano in classifica, incluse quelle squadre per adesso appena fuori dalla porta, come i sempre più sorprendenti Cheetahs - han battuto anche i Reds - e i Waratahs trionfatori nel Clasico grazie a un grande secondo tempo firmato dal prossimo giapponese Berrick Barnes. Più staccati gli Hurricanes sconfitti in casa dai Chiefs privi di Anscombe - Cruden torna a piazzare -  e gli Sharks, che incassano punti importanti a Perth e nel prossimo turno tenteranno il rilancio in extremis, sfidando la capolista di Conference Bulls. Gli Stormers invece vengono ulteriormente inguaiati dalla sconfitta in casa dei Rebels; in fondo, i Kings proveranno a fare i guastafeste anche ai Cheetahs, mentre per gli Highlanders  prima finisce l'incubo e meglio stanno.
A proposito della franchigia più meridionale (nel senso geografico) del Mondo, si segnala che nella sconfitta a Pretoria per quattro mete a due,  la loro prima meta l'ha marcata il mediano Fumiaki Tanaka, 142 minuti giocati in stagione - fa il rimpiazzo di un certo Aaron Smith, mediano titolare All Blacks -  e prima meta ever di un giapponese nel massimo torneo australe per franchigie.

Friday, May 17Venue
Hurricanes 12 CHIEFS 17Westpac Stadium
REBELS 30 Stormers 21AAMI Park
Force 13 SHARKS 23nib Stadium
Saturday, May 18
CRUSADERS 23 Blues 3AMI Stadium
WARATAHS 28 Brumbies 22ANZ Stadium
BULLS 35 Highlanders 18Loftus Versfeld
CHEETAHS 27 Reds 13Free State Stadium
BYE: Kings
La partita più interessante del turno è decisamente Waratahs-Brumbies, con gli ospiti capi classifica di Conference e assoluti, dominatori del primo tempo marcando due mete a zero; all'intervallo coach Cheika ferma il primo centro Rob Horne e inserisce Berrick Barnes a fianco dell'apertura Bernard Foley. La partita gira immediatamente, nel secondo tempo i 'Tahs marcano tre mete, variando meglio i fronti l'attacco grazie ai due playmaker in campo.
L'altra partita interessante e dall'esito decisamente più sorprendente, è la sconfitta dei Reds in casa Cheetahs, sempre più rivelazione del torneo. E' doppietta del mediano 23enne Piet Van Zyl, preferito a Sarel Pretorius. Al numero 10, seconda titolarizzazione per Graeme Watts dei Kavaliers. Più squadra operaia di così: davanti il pack col leader Adriaan Strauss con Heirich Broussow a tempo pieno (oramai manca solo più Juan Smith ...); dietro i giovani ghepardi Ruhe e LeRoux, con Sadie e Thomas Ebersohn in mezzo e l'esperto Daniller in fondo. Probabile che gli Azzurri se ne ritrovino più di qualcuno contro.


SUPER RUGBY - SUPER RUGBY 2013

PosTeamPWDLFAPDBPts
1.Chiefs1290335526491848
2.Bulls1180331922297646
3.Brumbies12723326221105646
4.Reds1382325924415444
5.Crusaders1170429621383642
6.Blues1160525722433941
7.Cheetahs1280428626521440
8.Waratahs1270532729730238
9.Hurricanes12606280319-39634
10.Sharks1260626923435533
11.Stormers11407225238-13630
12.Melbourne Rebels12309283384-101828
13.Southern Kings11317222281-59324
14.Western Force12219201282-81519
15.Highlanders111010220327-107416


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