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lunedì 30 maggio 2011

Gatland sbotta mentre calano i Barbari

Sabato il Galles di Warren Gatland comincia la fase di approccio ai Mondiali neozelandesi ospitando i Barbarians al Millennium Stadium in Cardiff. E la settimana che accompagna al match comincia con i migliori auspici per il dibattito di lassù. Ci ha pensato lo stesso manager, mettendo nel mirino gli Ospreys e svelando qualche frustrazione in un'intervista rilasciata al programma della BBC, Scrum V. E' il momento di smetterla di rifilarci colpi di testa che rendono la vita difficile, è un po' il sunto del discorso fatto da Gatland dopo aver passato in rassegna i rapporti tra la nazionale e le franchigie celtiche.
Perché se da una parte "i rapporti con i Blues, gli Scarlets e i Dragons sono sempre stati grandi", con quelli di Swansea a quanto pare le cose non girano nel modo migliore. E stiamo parlando di una realtà che per il Galles è preziosa, visto il numero di giocatori messi a disposizione per gli appuntamenti internazionali. Ergo, la vicenda scotta. Uno scontro tra le parti che come risultato indebolisce entrambe. Per la cronaca, saranno 8 gli atleti degli Ospreys in campo sabato.
"E' la situazione più deludente da quando sono in Galles. Sarebbe bello pensare che noi e gli Ospreys abbiamo un ottimo rapporto, molto stretto" ed invece non è così. Il nodo della faccenda sarebbero il modo di giocare, la preparazione atletica e gli stipendi per tenere le stelle in madrepatria: James Hook, ad esempio, dopo la World Cup traslocherà in Francia, con il Perpignan. E faranno i bagagli anche Lee Byrne e Mike Phillips: ad occhio e croce, la cabina di regia del Galles. 
Roger Blyth è il chief degli Ospreys e ha immediatamente risposto alle punzecchiatura di Gatland, dichiarandosi "piuttosto perplesso". "Abbiamo sempre avuto un forte rapporto con la federazione e non siamo mai stati secondi a nessuno per il contributo dato in questi anni. Abbiamo sempre incontri regolari con lo staff della nazionale, tanto con Robin McBryde che con Neil Jenkins". E per concludere, la stoccata: "Devo ammettere che Warren non ha trascorso molto tempo con noi, è capitato solo tre o quattro volte da quando Scott Johnson è diventato il nostro allenatore". E che sarà nello staff dei Baa-Baas.
Querelle da aggiornare nelle prossime settimane, quando sarà messa nero su bianco la lista di chi scenderà in Nuova Zelanda. Gatland ha lasciato intendere che saranno all'incirca 6 i convocati dalle file degli Ospreys, mentre "quando ho cominciato, nella prima partita erano tredici". Ma anche aggiunto che come selezionatore, è buona cosa poter pescare da bacini diversi. 

domenica 29 maggio 2011

Munster chiude al meglio la stagione perfetta. In campionato

Magners League - Limerick, 28 May 2011
Munster 19 - 9 Leinster


Due squadre, due stagioni in campo. Munster contro Leinster: la prima non aveva altro che questa finale, quella di Magners League, dopo aver detto addio alla Heineken Cup prima e alla Challenge dopo. Il Leinster arrivava al Thomond Park fresca di titolo di migliore d'Europa e quindi in corsa per un double. Il risultati finale dice 19-9 per le furie rosse che almeno salvano l'annata disgraziata: hanno guidato la regoular season (a conti fatti, 21 vittorie in 24 partite in totale - e una delle tre sconfitte arrivata per mano della Benetton Treviso), dettando ritmi e tempi e modi. La formazione di Dublino, al contrario, per la seconda volta di fila vede svanire il sogno celtico all'ultima partita: un anno fa uscì sconfitta dal Royal Dublin Society per mano degli Ospreys.
Tre mete a zero, di cui una tecnica arrivata ormai ad un soffio dall'80', tutte di marca Munster. E' il piede di Jonathan Sexton a fornire punti al Leinster, apparso stanco, appannato in certi frangenti. L'apertura potrebbe aprire i giochi già al sesto dalla distanza, ma non ha buona sorte, mentre dall'altra parte della barricata azionano subito la velocità di Doug Howlett. Una, due, tre volte, finché il Munster non prende definitivamente le misure dopo aver perso qualche possesso in fase offensiva. E' il centro Lifeimi Mafi ad assorbire all'11' la pressione portata da Eoin Reddan e a liberare sulla destra l'ala neozelandese che stavolta va fino in fondo per il 7-0 iniziale, propiziato anche dalla trasformazione di Ronan O'Gara che prende confidenza con il vento contro e non delude.


Si gioca, tra una imprecisione e l'altra dettata dalla voglia di tenere vivo il possesso. Marcus Horan rifila anche una spallata a Brian O'Driscoll che non viene ravvisata dall'arbitro gallese Nigles Owens. O'Gara tenta un drop dopo una sgambata del suo mediano Conor Murray, Sexton non sbaglia un penalty di fronte ai pali dopo un fallo in mischia per il 7-3 al 28'. E nel frattempo la terza linea del Munster David Wallace onora il 200° cap con la franchigia nel migliore dei modi nella battaglia nei punti d'incontro. Tanta voglia, ma si va negli spogliatoi senza altri punti nel tabellino.
Una volta rientrati in campo, il Leinster sa che si trova di fronte a dieci minuti fondamentali per cercare di cambiare le sorti dell'incontro a proprio favore. O'Driscoll guida la cavalcata della fanteria a ridosso della linea di meta, dove sono poi i mezzi pesanti a sfidarsi con gli ospiti che hanno maggiore forza abrasiva e costringono la seconda linea Donncha O'Callaghan a commettere infrazione una volta sotto i pali: non rotola via e si becca il giallo e il Munster si ritrova a +1 perché Sexton non può sbagliare.
Un uomo in meno per il Munster per dieci minuti, durante i quali il Leinster non porta a casa punti. Il tallonatore Richardt Strauss prima e il centro Fergus McFadden vengono spediti a casa dalla strepitosa terza linea di casa, guidata da Wallace coadiuvato da James Coughlan. Reds alle corde, ma reggono all'urto, è ciò che devono fare per smorzare le voglie del Leinster. Sono al 60' Sexton firma il sorpasso dalla piazzola, mentre cominciano i cambi e lascia il terreno di gioco anche Sean O'Brien, uno dei protagonisti della finale di Heineken di sabato scorso. Luke Fitzgerald deve fare gli straordinari per fermare nuovamente Howlett lanciato in meta ed è solo il primo segno che l'inerzia è destinata a cambiare definitivamente.
La firma la mette l'uomo sul quale fare affidamento in casi come questi, O'Gara, che serve di piede lo spedito Keith Earls: l'ala aziona le gambe, salta la prima difesa portata da Isa Nacewa e resiste al ritorno di Shane Horgan per schiacciare l'ovale a terra al 65'. Dal lato, la trasformazione di O'Gara non infila i pali, ma intanto il Munster è di nuovo avanti 12-9.
Il colpo del ko arriva in mischia. Due minuti allo scadere, il Leinster in prima linea si affida a forze fresche come Aaron Dundon, Cian Healy e Stanley Wright. La stessa mischia che ha dato il suo contributo a ribaltare l'ordine di forze contro i Northampton Saints a Cardiff, ma non è questo lo stesso pomeriggio. Dopo due confronti diretti lasciati andare, alla fine Owens fischia, si mette sotto i pali e alza il braccio per sancire la penalty try che chiude la pratica.


Wallace è il Man Of the Match, ma a colpire nell'insieme sono anche certi nuovi nomi che dovranno fare i conti con la nazionale irlandese. Felix Jones, Danny Barnes e il già citato Conor Murray hanno mostrato carattere e determinazione, oltre che a qualità individuali già messe in mostra in altre occasioni. Le parole del capitano Paul O'Connell sanciscono il futuro: "La gente parla molto dei talenti che l'Irlanda ha oggi, ma bisognerebbe guardare questi nuovi ragazzi ed essere fiduciosi per la prossima generazione". Quanto al Leinster, che ha visto durante l'annata la conferma di Sean O'Brien, può comunque guardare in bacheca l'Heineken Cup - e non è poco. E' arrivata forse scarica come tensione di fronte ad una  compagine alla quale davvero non rimaneva altro da giocarsi. E però sono due sconfitte in finale in due anni, potrebbe diventare anche un'ossessione. 

sabato 28 maggio 2011

Stavolta i Sarries tengono botta e sono i Premier

Aviva Premiership Final - Twickenham, 28 May 2011
Leicester Tigers 18 - 22 Saracens


Ottanta minuti e oltre. Perché gli ultimi istanti sono stati i più lunghi, con i Tigers arroccati nei pressi della linea di meta e la difesa dei Saracens chiamata a fare gli straordini nei raggruppamenti. Placcaggi e palloni contesi, un intero stadio diviso a metà: chi soffriva e chi pure pativa le pene dell’inferno temendo un replay della stagione 2009/10, con Leicester campione d’Inghilterra nel soffio finale. Non stavolta, i Sarries non si lasciano beffare dopo un primo tempo giocato molto bene, un secondo tempo in difficoltà e questi ultimi cinque minuti che fanno storia per conto loro, quelli vissuti sul filo del dentro o fuori. Finisce 22-18 a Twickenham per i London Saracens che finalmente si cuciono lo scudetto dell'Aviva Premiership al petto dopo una finale che ha regalato tutto quello che poteva mettere in mostra. Due nomi su tutti: Owen Farrell che non sbaglia un calcio (5/5 per le punizioni e la trasformazione dell’unica meta) e Schalk Brits, tallonatore poliedrico un po' flanker e anche molto  estremo - nel senso del ruolo - che trascina nel morale e nei metri guadagnati i suoi. Arbitra (bene stavolta, non come in semifinale) Wayne Barnes.

La cronaca -  I primi quaranta minuti scivolano via veloci, con un ritmo che dall’inizio lascia intendere che è match vero, che qui ci si gioca davvero tutta una stagione. E i Saracens, che sono quelli chiamati alla vendetta, lo mettono in chiaro, alzando immediatamente il baricentro della loro formazione e affidandosi ad una coralità che innesta i singoli bravi a fare la differenza. O quasi sempre.
C’è il taglio del centro Brad Barritt una volta nei 22 avversari, che poi assorbe la guardia e serve il mediano Neil de Kock, bravo a evitare due placcaggi abbassandosi nella corsa prima di essere atterrato ad un passo dalla meta e con la palla in ruck rallentata dal diretto rivale Ben Youngs che Barnes ravvisa subito e punisce con un cartellino giallo dopo cinque minuti. E' il classico fallo professionale calcolato quello del giovanissimo ma espertissimo mediano: non lo faceva, era meta. Owen Farrell non sbaglia dalla piazzola sotto gli occhi del papà allenatore in seconda, per la prima marcatura della finale, 3-0 Saracens. Di contro, però, ci sono le Tigri, gente abituata ad andare in scena in occasioni come queste. Basta aizzarle un po’ per dare loro l’occasione di sfoderare le fauci. Leicester ha un uomo in meno, in cabina di regia per di più. Il centro Anthony Allen prende così il ruolo, i suoi non si sentono a disagio e vanno a conquistare un piazzato che Toby Flood non sbaglia quattro minuti più tardi. Non sbaglia nemmeno al 18’ quando i Tigers sono tornati in quindici e i Sarries concedono un’altra occasione dalla piazzola. 


Due chiavi di lettura: i Saracens hanno il dominio territoriale con quel loro tipico percuotere duro, alal sudafricana ed allargare rapidamente il gioco; i Tigers detengono il controllo della mischia ordinata e il fautore è Martin Castrogiovanni che non impiega un secondo di troppo a prendere le misure a Matt Stevens. È Castro l’uomo attorno al quale aggrapparsi, anche quando Farrell al 20’ va a piazzare per il pareggio (6-6) dopo una carica del tallonatore Schalk Brits, con tanto di testa contro testa con George Chuter. Quanto all’apertura dei Sarries, Farrell assorbe colpi duri e muove bene palla di piede e di mano. Barritt è l’uomo più veloce mandato ad esplorare e a recuperare ovali nel bel mezzo del triangolo allargato avversario, poi tasta la massa fisica di Castro (e chi se non lui?) e fatica qualche istante per ripigliarsi. I Tigers hanno la solidità difensiva delle grandi, tanto che dopo l’ennesimo attacco dei Saracens l’estremo Alex Goode deve tentare la via del drop e ne esce un brutto calcio.
È semplice l’opzione dei campioni in carica, gente che bada al sodo ed evita i fronzoli, tipo il piede di Flood che aziona la velocità di Horacio Agulla per mettere sotto pressione Goode nei propri 22. Inizio di ultimo quarto, rimessa per mano di Chuter, inizialmente gli avanti del Leicester conquistano centimetri con la spinta abrasiva, poi i dirimpettai prendono le redini e riconquistano il possesso. Stavolta a mettersi in mostra è l’altro italiano di Twickenham, il 35enne Carlos Nieto all'altro numero 3 oltre a quello di Castro. 


Poi c’è sempre Brits: il sudafricano è roba sopraffina, muove le gambe come un trequarti. Da una rimessa giocata veloce, taglia tutto il campo, la prende larga fin che non punta Agulla che teme la sua penetrazione; non appena costui converge, serve l'ala James Short che viene liberato e marca alla bandierina. Farrell converte per il 13-6 al 30’. Tutto da un ovale perso da Alesana Tuilagi sull’azione offensiva riorganizzata nella propria metà campo dai Tigers. Farrell ha la pedata calda e al 36’ porta altro fieno in cascina.
Ma il Leicester non muore mai, punta su quella parte di gioco che sa essere superiore a quella avversaria. Per cui la supremazia della mischia dal lato di Castro vuol dire piazzato per Flood a due minuti dalla fine del primo tempo per andare sotto break (16-9) prima di andare negli spogliatoi.


Al rientro è subito mischia. Stevens ha il fiatone ma Nieto invece sfonda e arriva subito l’occasione per Farrell di spingere i Sarries al +10. Ed Ernst Joubert immediatamente dopo ruba la rimessa. Potrebbe essere il momento di svolta, quello per acquisire ancora più convinzione e stare nella gabbia della tigre senza timore. Invece i saraceni peccano in un paio di occasioni di superficialità e a pagare maggiore dazio è il giovane Farrell che sotto pressione vuole sfidare i marcatori cambiando di passo, ma scivola e commette tenuto in ruck, poco fuori dai propri 22, consentendo a Flood di ribadire con tre punti la presenza Tigers al 49’. L’apertura rossonera è definitivamente il target difensivo, mentre nell’ingaggio la situazione torna quella di prima: Stevens lascia il posto a Rhys Gill e Castrogiovanni gli fa assaggiare di che pasta è fatto, appena prima di cedere il posto a Dan Cole. Fallo nei pressi della linea dei dieci metri ma la traiettoria di Flood non è in mezzo ai pali. Al 57’ c’è un ingresso laterale di Kelly Brown in ruck fuori dai 22 dei Saracens, propiziata da una bella percussione di Tom Croft che sale in cattedra: Flood potrebbe rimediare, ma fallisce di nuovo. Un quarto di dominio di Leicester e zero punti portati a casa.


Tanti errori, da una parte e dall’altra. I londinesi ad esempio hanno una buona occasione da una rimessa sui 22 opposti, a coordinare la regia è il nuovo mediano Richard Wigglesworth: si muovo orizzontalmente e alla fine commettono irregolarità nel punto d’incontro. Al 60’ lascia anche Nieto per Petrus du Plessis. I Tigers si rifanno vivi, la difesa dei Sarries tiene botta e si rilancia con l’accoppiata Strettle – Brown. L’intensità della partita torna a salire. Jordan Crane tocca molti ovali, deve fare da piede di porco, Flood torna a marcare punti a tredici minuti dalla fine, per un altro ingresso irregolare in ruck. Quattro punti di differenza, tutto e niente.
Rimane sempre tanta la verve di Brits: parte da in mezzo al campo palla in mano e corre come un trequarti, quello che serve ai suoi colleghi per ritrovare serenità. Serve off load manco fosse un mediano. Gli ultimi dieci minuti cominciano così e proseguono con un penalty fondamentale per i piedi di Farrell: le tigri allungano le mani in ruck e lui le punisce non sprecando un colpo al 74’. La saga degli errori, comunque, non fa sconti: fuori gioco di Steve Borthwick e allora Flood ricuce (22-18).


Tuilagi sfonda il casello dell’autostrada,  Brits che gli rende almeno quindici centimetri e venti chili. lo piglia per le gambone e lo porta giù. La mischia invece va fino in fondo e asfalta quella avversaria, assicurandosi un calcio di punizione che viene giocata con rimessa nei 22 dei Sarries. È l’80’, Tigers mai stati così vicini alla meta per tutta la gara. Cinque metri, linea del Piave presa d’assalto con raggruppamenti ravvicinati. Battaglia di talpe e colpi di reni. Il tempo scade e l’abbrivio è tutto di Leicester. Millimetri di vita o morte sportiva. Roba da sfinire chiunque. I minuti passano e non ci si schioda finché non provano ad andare al largo per innescare Tuilagi, ma vengono braccati. Barnes ravvede un fallo in quell’ammasso di corpi. Si ricomincia. Di nuovo al largo, Farrell si butta su Flood e lo sbatte a terra. Altro fischio, ma stavolta è ai danni del Leicester. E i Sarries cominciano a festeggiare ancora prima di calciare l’ovale fuori dal campo.
La rivincita si suda fino all’ultimo. Poi l'apoteosi, il primo titolo "vero" della storia del club mezzo sudafricano del nord londinese. Per le Tigri finisce un anno speso come al solito a giocarsela quasi fino in fondo su tutti i fronti, rimanendo a bocca asciutta.

venerdì 27 maggio 2011

Magners League, formazioni finali

E così si giunse all'ultimo week end di campionato celtico. Una stagione particolare anche l'Italia con il debutto di Aironi e Benetton Treviso. A giocarsi la Magners League sono le due grandi irlandesi del gruppo, con il Munster che ospita al Thomond Park il Leinster fresco campione d'Europa (kick off alle 6.05, ora di casa nostra). Da una parte una squadra alla quale resta appunto solo la Celtic, dall'altra un gruppo che può firmare il double. Nel mezzo una rivalità sportiva vera e il gioco è fatto.
Le formazioni in campo. Per i padroni di casa nessun cambiamento nel XV titolare, torna solo, ma in panchina, il veterano ex Leicester  Johne Murphy al posto del giovane Simon Zebo nel reparto utility back. Per il resto, il triangolo allargato è quello composto da Jones estremo con Doug Howlett e Keith Earls alle ali. La coppia di centrali è Mafi - Barnes, mentre all'apertura non può mancare Ronan O'Gara, coadiuvato in mediana dal giovane Conor Murray preferito al veterano Stringer, in panchina.
Nel reparto degli avanti, nota particolare per la terza linea David Wallace che conquista il 200° cap con la maglia rossa: sarà l'open side flanker, con Donnacha Ryan sul lato chiuso e James Coughlan Numero 8. Horan - Varley - Hayes sono i tre a comporre la prima linea, mentre in seconda non si scinde il duo Donnacha O'Callaghan e Paul O'Connell, capitano della truppa.
In panchina spazio anche per Leamy oltre che per il sudafricano Du Preez come forza fresca per la battaglia in mischia e Warwick per quella di fanteria.
Munster: 15 F Jones; 14 D Howlett, 13 D Barnes, 12 L Mafi, 11 K Earls; 10 R O’Gara, 9 C Murray; 1 M Horan, 2 D Varley, 3 J Hayes; 4 D O’Callaghan, 5 P O’Connell capt; 6 D Ryan, 7 D Wallace, 8 J Coughlan. 
Replacements: 16 M Sherry, 17 W du Preez, 18 S Archer, 19 D Leamy, 20 N Ronan, 21 P Stringer, 22 P Warwick, 23 J Murphy.


Per quanto riguarda il Leinster, rispetto a sabato scorso, un paio di modifiche ci sono. A partire da Fergus McFadden, chiamato a rimpiazzare l'infortunato Gordon d'Arcy primo centro al fianco di Brian O'Driscoll, mentre Isa Nacewa mantiene il ruolo di estremo, come Shane Horgan e Luke Fiztgerald alle ali. Anche Jonathan Sexton (per lui 228 con la maglia del club di Dublino in 18 apparizioni in stagione) all'apertura ed Eoin Reddan sono confermatissimi in mediana.
Jamie Heaslip farà il vigile in terza linea, assistito da Sean O'Brien e Shane Jennings. Mentre Heinke van der Merwe e Mike Ross sono i due piloni, con Richardt Strauss a fare da tallonatore mobile. Leo Cullen indossa i gradi di capitano, oltre che di seconda linea assieme a Nathan HinesCian Healy parte dunque dalla panchina, dove troviamo tra gli altri anche Stan Wright e Ian Madigan.
Arbitra il gallese Nigel Owens.

LEINSTER: 15: Isa Nacewa; 14: Shane Horgan, 13: Brian O’Driscoll, 12: Fergus McFadden, 11: Luke Fitzgerald; 10: Jonathan Sexton, 9: Eoin Reddan; 1: Heinke van der Merwe, 2: Richardt Strauss, 3: Mike Ross; 4: Leo Cullen CAPTAIN, 5: Nathan Hines; 6: Sean O’Brien, 7: Shane Jennings, 8: Jamie Heaslip.
REPLACEMENTS: 16: Aaron Dundon, 17: Cian Healy, 18: Stan Wright, 19: Devin Toner, 20: Kevin McLaughlin, 21: Paul O’Donohoe, 22: Ian Madigan, 23: Eoin O’Malley.

martedì 24 maggio 2011

Leicester senza macchia, Henson senza squadra

Richard Cockerill e Matt O'Connor, rispettivamente rugby director e coach dei Leicester Tigers, sabato potranno seguire la loro squadra dai posti riservati allo staff nella finale di Aviva Premiership contro i London Saracens. I due erano finiti sotto la lente di ingrandimento della RFU con l'accusa che avessero "abusato" degli arbitri, "agendo in modo pregiudiziale per gli interessi del Game of Rugby union". Un anno fa, i protagonisti erano pressapoco gli stessi per una scena molto simile: l'allora head coach dei Sarries, Brendan Venter, fu costretto a starsene a casa per la finale proprio contro i Tigers per atteggiamento antisportivo e ingiurioso nei confronti di alcuni tifosi (tra cui una donna) del Leicester nel corso di un match giocato al Welford Road durante la stagione regolare.
Secondo le cronache delle scorse settimane che hanno raccontato la partita contro i Northampton Saints, già viziata dal pugno di Manu Tuilagi e Chris Ashton, sia Cockerill (nella foto) che O'Connor avrebbero preso di mira con commenti al vetriolo Brian Campsall, il manager della RFU per l'elite referee development, che sedeva poco lontano dalle loro postazioni. Ma non ci sarebbero prove sufficienti per incastrare il duo, secondo il giudice Jeff Black.
Nel frattempo, in Francia, è arrivato alla fine il rapporto tra Gavin Henson e il Tolone: il club non gli offrirà un rinnovamento del contratto e la cosa era ormai nell'aria da tempo, dopo le polemiche che hanno avuto per protagonista il gallese e alcuni compagni, tra cui Jonny Wilkinson. Henson in un primo momento era stato licenziato, a due settimane dalla fine della regoular season, per poi essere ripreso nel gruppo. Da oggi non è più definitivamente parte del progetto del presidente Mourad Boudjellal, che ha fissato come priorità per la prossima stagione lo spirito di squadra. 

venerdì 20 maggio 2011

Cronache albioniche

Mentre il rugby inglese si appresta a trascorrere gli ultimi due week end sugli scudi, con gli Harlequins che stasera si giocano la Challenge Cup, i Saints che domani scendono in campo per la Heinken e Leicester - Saracens che tenteranno a vicenda di allungare le mani sulla Premiership, Oltremanica si discute parecchio in queste ore. E le discussioni non riguardano la palla ovale sono in senso stretto, ma riportano a galla il tema salary cap passando per il mondo del calcio. 
Procedendo con ordine, per molti giornali la squalifica di 5 settimane inflitta dalla RFU nei confronti di Manu Tuilagi per il gancio rifilato a Chris Ashton è troppo dolce, quasi come mandare giù una pillola con l'accompagnamento di dolci. Chris Foy, Rugby Correspondent per il Daily Mail, ha titolato così il suo articolo che ha raccontato gli sviluppo disciplinari: A Brutal Blow for Rugby, dove il termine "blow" nel vocabolario inglese sta anche per colpo alla nuca oltre che per batosta. Per Foy, la federazione ha perso l'occasione di mettere subito ordine, lasciando qualche spazio grigio nella sezione precedenti, dalla quale trae ispirazione il modello legislativo della Common Law. E a proposito di precedenti, ha ripercorso i passi del capitano del Northampton, il tallonatore Dylan Hartley, che nel 2007 non partecipò alla Coppa del Mondo per una squalifica di sei mesi per gouging, sottolineando come da allora, dopo la lezione impartita, il ragazzo abbia messo la testa a posto e abbia imparato a non cedere (o quanto meno a trattenersi quel tanto che basta) alle provocazioni degli avversari, dato che rimane un obiettivo sensibile per far saltare tanto i piani dell'Inghilterra quanto dei Saints: mettere in difficoltà psicologica Hartley per infilare un bastone tra le ruote dei suoi compagni.
Nota non di poco conto se teniamo in considerazione l'idea di vendere il prodotto rugbistico, tema molto caro dalle parti di Londra, anche l'aspetto mediatico: il replay del cazzotto rifilato a Ashton è stato riproposto in continuazione e allora Foy si domanda se non fosse il caso di essere più severi nei confronti di Tuilagi agli occhi dei genitori che potrebbero avere riserve sulla decisione dei figli di dedicarsi al rugby. Sembra essere passato l'assunto che se sei grande e grosso - e giovane - puoi menare: il trequarti dei Tigers in totale ha mosso le mani tre volte durante la semifinale di Aviva Premiership, con il colpaccio grosso arrivato solo al terzo tentativo ai danni di Ashton. 
Dalla legge, ai soldi. Con il patron dei Wolverhampton, squadra di calcio in Premier League, Steve Morgan, che ha avanzato l'ipotesi di introdurre un salary cap. Il modo migliore per farsi dei nemici nel mondo del calcio. I suoi Wolves sono ad un passo dalla salvezza che tenteranno di conquistare in questo fine settimana, dopo essersi resi protagonisti di un gran recupero quando parevano ormai spacciati e destinati a scendere nella Championship. Intanto, Mr. Morgan se la prende con i club più grandi, i più potenti, che possono permettersi di spendere e spandere (salvo ritrovarsi poi con le tasche rotte e nessun spicciolo in banca), mentre i Wolves hanno chiuso lo scorso bilancio con un profitto di 9 milioni di sterline e contano di ripetere la performance positiva anche in questa stagione. 
Morgan mette in guardia i colleghi, soprattutto quelli medio-piccoli, che potrebbero finire come il Portsmouth: "Hanno speso un sacco di soldi, comprato un sacco di giocatori, vinto la FA Cup, ma ora sono nell'oblio". A Wolverhampton invece suggeriscono di avere piani a lungo termine e di investire sulle academy dal momento che "i tifosi amano più di tutto vedere emergere un giocatore di casa, cresciuto passando per la società". 
Ora, il paragone è quasi paradossale. Presente sempre i Tigers? Che hanno come loro punto di forza quello del senso di appartenenza, del lavoro svolto nei settori giovanili, nella capacità di puntare su talenti pronti a dare il meglio di sé in campo? Teoricamente, Tigri e Lupi dicono la stessa cosa, solo che i primi vogliono poter spendere di più di quanto consenta solo il tetto salariale imposto dalla federazione, minacciando la creazione di una Super Lega assieme ad altri club come i Saints e Bath. E' lecito attendersi ulteriori sviluppi.

martedì 10 maggio 2011

Bilancio celtico / 2

In attesa che il fine settimana ci porti i playoff, dalla Magners League arrivano i nomi dei giocatori dell'anno e, in particolare, del giocatore della stagione 2010/11. E' un sudafricano e gioca a Nord, Irlanda in questo caso. E' Ruan Pienaar, mediano di mischia dell'Ulster che è in ballo per il titolo di campione: lui e compagni saranno impegnati contro il Leinster. "Sono arrivato in un posto che non conoscevo, ma grazie alla squadra, mi sono ambientato molto presto e mi sono trovato bene", ha dichiarato il Player of The Year, che dalla sua ha avuto la fortuna di essere approdato ad una franchigia dove il tasso sudafricano non è basso, primo fra tutti il capitano, la seconda linea Pedrie Wannenburg.
Graduatorie tutte irlandesi, come del resto il tabellone della post season, eccezion fatta per gli Ospreys. Tony McGahan del Munster è stato eletto Coach of The Season, mentre Alan Quinlan ha ricevuto il Chairman's Award per i servigi ai rossi di Limerick negli ultimi 15 anni. Non manca il sempreverde Ronan O'Gara, che si è aggiudicato il Gilbert Golden Boot
La terza linea dei Newport Dragons, Toby Faletau, in odore di convocazione nella Nazionale di Gatland, è stato nominato Young Player of The Season, mentre la meta dell'anno appartiene al trequarti degli Ospreys Ashley Beck ed è quella realizzata contro i Warriors al Liberty Stadium. Infine al Leinster sono andate 10.000 sterline da investire nel settore giovanile per essersi aggiudicato lo Specsavers Fairplay Award



domenica 8 maggio 2011

Tigri contro Santi. E poi i Saraceni in cerca di vendetta

Ventidue giornate su ventidue giocate, l'Aviva Premiership chiude di sabato la sua stagione regolare e si prepara alle semifinali del prossimo week end. E il tabellone playoff propone, come già si sapeva da almeno una settimana,  Leicester Tigers v. Northampton Saints e London Saracens v. Gloucester. Prima contro quarta, seconda contro terza e la concreta possibilità - ma questa era ormai da mettere in conto da tempo - di assistere al replay della finale della scorsa stagione tra Tigers e Sarries. Due squadre, due andamenti: i Saracens che si sono imposti con un filotto di vittorie da gennaio in poi, mentre il Northampton che ha pagato dazio durante il periodo di Six Nations, ma che adesso si ritrova in corsa tanto per il campionato, anche se sull'ultimo strapuntino con una semifinale fuori casa, quanto per la Heineken Cup


Ieri è successo quanto segue. Northampton Saints 31 - 24 Leeds Carnegie. Scendono in Championship gli ospiti, che pur guadagnano il bonus e chiudono il primo tempo sul 24-15. Sognano il colpaccio finale, ma quello lo mettono a segno di padroni di casa al Franklin's Garden. Sei mete, tre cartellini gialli, match combattuto: in palio da una parte e dall'altra avevano molto da giocarsi. Primo quarto di marca Leeds che vola sul 24-3 con le marcature pesanti della terza linea Hendrie Fourie, del compagno di reparto Chris Oakley e dell'ala Pete Wackett, mentre Adrian Jarvis aggiunge punti dalla piazzola. Poi due gialli: al 26' all'altra ala Lee Backett, che viene però compensata dal sin bin per Paul Diggin, mentre al 36' è il turno del pilone Juan Gomez. I Saints si riportano in gara con il capitano Phil Dowson e la meta tecnica al 38' con il pack che mette sotto quello avversario dopo una serie di ingaggi sulla linea dei cinque metri. Nella ripresa, Northampton è decisa a ribaltare definitivamente le sorti dell'incontro per non rimetterci il posto ai playoff, al 47' vede anche Chris Ashton andare a marcare pesante su iniziativa dell'apertura Shane Geragthy, l'inerzia non cambia, ma un'altra meta - quella del bonus - non arriva, sono allora le pedate del neoentrato Steven Myler a portare i suoi a distanza di sicurezza: sette punti, una meta che il Leeds non riesce a portare a casa.
Retrocessione che potrebbe essere evitata all'ultimo sussulto, se i Cornish Pirates sconfiggessero i Worcester Warriors, l'unico con le credenziali e i criteri per saltare dalla Championship alla Premier. La miniserie (andata e ritorno) inizierà mercoledì.
A proposito di semi-pro, i Bedford Blues, sconfitti nella semifinale di Championship proprio dai Warriors, perdono anche la finale del British & Irish Cup: l'ha vinta Bristol, altra nobile decaduta, col punteggio di 17-14.

I Tigers si rendono protagonisti di rimonta e sorpasso con i London Irish, mentre Gloucester asfalta quel che rimane dei Sale Sharks. 32-23 il risultato dello scontro tra campioni in carica e Exiles, che chiudono la prima frazione in vantaggio per 13-8, con la meta di Topsy Ojo al 16' e il piede dell'estremo Tom Homer. L'ala Matt Smith apre invece il punteggio per i padroni di casa, che si trovano ad inseguire all'inizio della ripresa sull'allungo al 49' firmato ancora da Ojo. A quel punto solo Leicester con le marcature di Horacio Agulla, Anthony Allen, Tom Croft e Alesana Tuilagi allo scadere, con solito tuffo a metà altezza per celebrare al meglio la fine della stagione regolare con una vittoria. Un ultimo quarto (dal 69' all'80') con il coltello fra i denti per le tigri. 

Sono dieci le mete con con le quali i Cherry&Whites si presentano alla semifinale con i Saracens. Non c'è mai storia a Gloucester dove il risultato è di 68-10: a segno il mediano Rory Lawson (16'), il tallonatore Scott Lawson (25'), due volte il secondo centro Henry Trinder (34' e 54'), tripletta per l'ala Charlie Sharples (45', 49', 59'), poi l'apertura Nicky Robinson (62'), l'ala James Simpson Daniel (75') e il mediano di riserva Dave Lewis (80').


Undicesima vittoria consecutiva per i Saracens che a Twickenham Stoop superano gli Harlequins per 16-13, dopo aver allungato sul +10 nella ripresa (16-6 al 59'). Giornata realizzativa per l'apertura ospite Owen Farrell: meta (51'), trasformazione e calcio importante al 59'. Il capitano di casa, il flanker Chris Robshow, marca meta al 77', troppo tardi per strappare la vittoria o pareggiare, serve più che altro a raggranellare un punto di bonus. Ma ora per i Quins c'è la finale di Challenge Cup. Undicesima vittoria di fila per i Saracens.
Il Bath si impone 42-14 sui Newcastle Falcons che però rimangono in Premier, dopo aver chiuso a pari merito con il Leeds in fondo alla classifica con 23 punti. Sam Vesty, Ignacio Fernandez Lobbe, Matt Carraro, Matt Banahan e Jacques Boussouge mettono i loro nomi a referto, con i padroni di casa che alla fine si posizionano quinti, a tre punti dai playoff. Stagione irregolare, con alcuni stop di troppo che a conti fatti sono costati cari alla formazione del Recreation Ground.


Chiudono al meglio gli ormai ex neopromossi degli Exeter Chiefs, che sconfiggono 21-8 i London Wasps. Il flanker Tom Johnson al 55' e l'ala Matt Jess (65') firmano lo scatto sulle vespette nel corso della ripresa, per il 21-8 che da lì in poi non cambia. Dell'ala Christian Wade la meta al 7' degli ospiti che poi vengono raggiunti e superati dal piede dell'apertura Ignacio Mieres che per l'occasione sostituisce il solitamente titolare dei Chiefs, Garteh Steenson. Drop al 43' per l'altro numero 10, Dave Walder.


Classifica finale: Leicester Tigers 78, Saracens 76, Gloucester 67, Northampton Saints 65; Bath 62, London Irish 54, Harlequins 52, Exeter Chiefs 43, London Wasps 43, Sale Sharks 32, Newcastle Falcons 23; Leeds Carnegie 23

sabato 7 maggio 2011

Aironi: Phillips firma il contratto per la prossima stagione

Una firma, una stretta di mano e la prossima stagione degli Aironi è già cominciata, pochi minuti dopo la fine del match contro gli Ospreys. Il presidente Silvano Melegari e il coach Rowland Phillips hanno firmato il contratto al termine della conferenza stampa.
Per il tecnico gallese è già tempo di rimettersi al lavoro, dopo qualche giorno di vacanza a casa (foto Right Rugby).

venerdì 6 maggio 2011

Magners League Live! Aironi Viadana e Benetton Treviso Diretta Rugby

giovedì 5 maggio 2011

Si schierano le italiane per l'ultima di Celtic

Ultime formazioni della stagione sia per gli Aironi che per la Benetton Treviso. Domani sera, alle 20.05, mantovani e veneti scendono in campo per l'ultimo turno di Magners League: i primi allo Zaffanella contro gli Ospreys, i secondi a Monigo contro Edimburgo ed entrambi i match saranno seguiti live da Right Rugby a partire dalle 19.30 (foto dal sito ufficiale della Benetton Treviso)
Quelli di Swansea arrivano a Viadana per staccare il biglietto valido per i playoff: devono vincere racimolando tutti e cinque i punti possibili e sperando che i Cardiff Blues, al momento quarti in classifica, rimangano a secco nello scontro con gli Scarlets. E' una partita da ex per il coach degli Aironi, Rowland Phillips, che ha fatto parte dello staff degli Ospreys e che ha giocato nel Neath, uno dei club che rientrano nella franchigia gallese. Lo stesso Phillips ha avvertito gli avversari, ricordando che le vacanze per lui e i suoi giocatori non sono ancora cominciate: piuttosto quella di domani rappresenta un'opportunità per mettersi in mostra e creare qualche grattacapo come accaduto contro il Leinster due settimane fa. All'andata finì 38-6.
Per quanto riguarda il XV che verrà schierato in campo, ci sono modifiche in terza linea: Nick Williams è fermo per squalifica e così il sudafricano Gareth Krause (all'ultima con la maglia degli Aironi prima del ritorno-ritito in Sud Africa) si schiera a Numero 8, con Josh Sole open side flanker e Joshua Furno impiegato solitamente in seconda linea che va posizionarsi sul lato chiuso. In seconda linea ci sono Quintin Geldenhuys con i gradi di capitano e Marco Bortolami, mentre in prima linea Luigi Ferraro al tallonaggio, affiancato da Alberto De Marchi e Fabio Staibano.
In mediana, le chiavi sono affidate ancora a Tito Tebaldi e James Marshall. Horacio San Martin sarà di nuovo impiegato come estremo, con Danwel Demas e Matteo Pratichetti alle ali (la stagione di Kaine Robertson, segnata dagli infortuni, è finita dopo l'ennesimo guaio fisico). Chiude la coppia di centri Gabriel Pizzarro - Gilberto Pavan
"Quello che voglio dalla mia squadra è che dimostra ancora una volta come è cresciuta mentalmente durante la stagione, rimanendo concentrata per l'intera partita e utilizzando la nostra struttura per giocare un buon rugby. Sono prime parti di un processo che continuerà nella prossima stagione", ha affermato Phillips.

Aironi: 15 Horacio San Martin; 14 Matteo Pratichetti, 13 Gilberto Pavan, 12 Gabriel Pizarro, 11 Danwel Demas; 10 James Marshall, 9 Tito Tebaldi; 8 Gareth Krause, 7 Josh Sole, 6 Joshua Furno; 5 Quintin Geldenhuys (cap), 4 Marco Bortolami; 3 Fabio Staibano, 2 Luigi Ferraro, 1 Alberto De Marchi.
Replacements: 16 Fabio Ongaro, 17 Andrea De Marchi, 18 Luca Redolfini, 19 George Biagi, 20 Nicola Cattina, 21 Pablo Canavosio, 22 Giulio Toniolatti, 23 Riccardo Bocchino.



I gallesi rispondono con una formazione nella quale mancano alcuni nomi internazionali (nel senso che gravitano attorno alla nazionale gallese) come Shane Williams infortunato e Lee Byrne quest'ultimo in partenza per Clermont, ma i rincalzi rimangono comunque di alto livello: dopo tutto questa è la squadra campione in carica. Richard Fussell si piazza estremo, come accaduto diverse volte in stagione, con Tommy Bowe e Nikki Walker a completare il triangolo allargato. James Hook e Andrew Bishop sono la coppia di centri: per Hook potrebbe essere l'ultima apparizione con gli Ospreys prima di volare a Perpignan. Dan Biggar e Rhys Webb sono i due addetti alle regia in mediana: Biggar è a due punti da quota 500 in Magners. 
Paul James e Adam Jones sono i due piloni, con Richard Hibbard tallonatore. Ryan Jones e Alu Wyn Jones sono le due torri in seconda linea, mentre in terza Jonathan Thomas si schiera a Numero 8, Justin Tipuric sul lato chiuso, Marty Holah sul versante destro. In panchina, tra gli altri, ci sono Duncan Jones, Huw Bennett, Ian Gough e Sonny Parker.
Ospreys: 15 Richard Fussell; 14 Tommy Bowe, 13 Andrew Bishop, 12 James Hook, 11 Nikki Walker; 10 Dan Biggar, 9 Rhys Webb; 1 Paul James, 2 Richard Hibbard, 3 Adam Jones; 4 Ryan Jones, 5 Alun Wyn Jones (Capt); 6 Justin Tipuric, 
7 Marty Holah, 8 Jonathan Thomas.
Replacements: 16 Huw Bennett, 17 Ryan Bevington, 18 Duncan Jones, 19 Ian Gough, 20 Tom Smith, 21 Tom Isaacs, 22 Ashley Beck, 23 Sonny Parker.

A Treviso cercano la nona vittoria in campionato e il secondo scalpo di una scozzese, dopo aver battuto i Glagow Warriors nel precedente impegno casalingo. All'andata finì 21-9 per Edimburgo. Per l'occasione coach Franco Smith ha deciso di non apportare molti cambiamenti nel XV iniziale rispetto a quello sconfitto dai Blues a Cardiff due settimane fa. Luke McLean torna estremo, con Michele Sepe e Tommaso Benvenuti alle ali. In mezzo alla linea dei trequarti ci sono Gonzalo Garcia e Alberto Sgarbi, giusto per tenere alta la percentuali di azzurri in campo. Tobias Botes e Willem De Waal sono la coppia di mediani.
In prima linea, Ignacio Rouyet si sposta a pilone sinistro, con Lorenzo Cittadini che a destra, mentre il tallonaggio è compito di Leonardo Ghiraldini. I soliti Antonio Pavanello (capitano) e Corniel van Zyl sono i punti di riferimento in seconda linea, mentre Robert Barbieri - Alessandro Zanni - Paul Derbyshire sono i tre uomini in terza linea.
Fabio Semenzato è in panchina con Brendan Williams e gli avanti Franco Sbaraglini, Michele Rizzo, Matteo Muccignat, Benjamin Vermaak e Manoa Vosawai
Benetton Treviso: 15 Luke McLean; 14 Michele Sepe, 13 Alberto Sgarbi, 12 Gonzalo Garcia, 11 Tommaso Benvenuti; 10 Willem De Waal, 9 Tobias Botes; 8 Paul Derbyshire, 7 Alessandro Zanni, 6 Robert Barbieri; 5 Corniel Van Zyl, 4 Antonio Pavanello (capitano); 3 Lorenzo Cittadini, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Ignacio Fernandez Rouyet.
A disposizione: 16 Franco Sbaraglini, 17 Michele Rizzo, 18 Matteo Muccignat, 19 Benjamin Vermaak, 20 Manoa Vosawai, 21 Francesco Minto, 22 Fabio Semenzato, 23 Brendan Williams

E' l'ultima di Nick Scrivener sulla panchina di Edimburgo prima di tornare in Australia, traghettatore in attesa di Bradley, vice  da Connacht. Gli scozzesi nel loro precedente stagionale in Italia si erano imposti ad ottobre per 10-9 a Viadana. Gli unici accorgimenti fatti per la sfida di Monigo sono il ritorno di James King a primo centro, l'inserimento di Greig Laidlaw a mediano di mischia al posto dell'infortunato Mike Blair. La seconda linea argentina Esteban Lozada sconta un turno di squalifica, al suo posto c'è Steven Turnbull. Non manca Tim Visser, l'ala olandese top scorer, mentre il cecchino è Chris Paterson, schierato estremo. 
Edinburgh: 15 Chris Paterson; 14 Simon Webster, 13 Nick De Luca, 12 James King, 11 Tim Visser; 10 David Blair, 9 Greig Laidlaw; 8 David Denton, 7 Ross Rennie, 6 Stuart McInally; 5 Steven Turnbull, 4 Scott MacLeod; 3 Geoff Cross, 2 Andrew Kelly (capitano), 1 Kyle Traynor.
A disposizione: 16 Alun Walker, 17 Lewis Niven, 18 David Young, 19 Craig Hamilton, 20 Alan MacDonald, 21 Jim Thompson, 22 Lee Jones, 23 Tom Brown

mercoledì 4 maggio 2011

Jonny si tira in ballo nell'affair Henson

"Questo tipo di cose accadono, se per un attimo l'alchimia non è quella giusta o se c'è un fraintendimento o altro". Lo dice Jonny Wilkinson, in merito alla nota faccenda del faccia a faccia con Gavin Henson, compagno di squadra al Tolone. Il trequarti sembrava destinato al licenziamento, il club transalpino è tornato su suoi passi e così si vive un po' nel limbo. Nel frattempo, l'apertura inglese prova a mettere un po' d'ordine e la cosa non sorprende nemmeno, visto che comunque anche lui c'è di mezzo. "Tutti i ragazzi vogliono andare oltre", fa sapere, ricordando poi come non sia facile costruire uno spirito di squadra quando arriva gente nuova.
"Questa è una squadra fatta di diversi caratteri, personaggi e nazionalità. E' quello che la rende speciale. E lo spirito di gruppo è davvero importante per arrivare al successo. Non puoi semplicemente andare a prendere i migliori, radunarli in uno spogliatoio con qualche indicazione e una palla da rugby e poi attendere che tutto vada per il verso giusto".
Detto questo, si passa all'altro protagonista, Henson: "Ha detto che quello non era il vero Gavin", ha affermato Wilko tornando all'accaduto, il diverbio in un locale notturno che ha generato un'azzuffata tra il gallese e qualche altro membro della squadra per colpa di alcuni pensieri che avevano per oggetto il numero 10 e il capitano, Joe van Niekerk. "Ha chiesto scusa a tutti, in modo sincero. Era una serata difficile. Io non c'ero nemmeno. Dopo la partita con il Tolosa ho parlato con lui, nel pomeriggio, dicendogli che ammiravo il modo in cui si era impegnato per tornare così presto ad alti livelli". 
Sulla carta, dunque, nessun problema con il collega. E allora forse siamo giunti al vero ultimo capitolo della saga: Henson se ne andrà dal sud della Francia, ma probabilmente con più calma, una volta finita del tutto la stagione. Con la benedizione di Wilkinson. 

Friday Night Lights: doppia diretta su RR

Arriva venerdì 6 maggio e scatta Diretta Rugby su Right Rugby. In occasione dell'ultima giornata di stagione regolare di Magners League, live coverage di Aironi - Ospreys e Benetton Treviso - Edimburgo. Ringo da Viadana e Zamax da Treviso (con Abr in regia) seguiranno entrambi i match: collegamento a partire dalle 19.30, kick off alle 20. Stay tuned e passate parola.

lunedì 2 maggio 2011

Bilancio celtico / 1

Pareva l'altro ieri, quando Benetton Treviso e Aironi Viadana hanno inaugurato la loro prima stagione in Magners League. Ed invece, venerdì entrambe scenderanno in campo nelle rispettive case per l'ultimo impegno stagionale: a tal proposito, rimanete in contatto, perché RR sta lavorando per offrire il live coverage di entrambi i match. Per i Leoni è stato un successo, inutile stare a passare in rassegna tutte le partite dall'inizio alla fine: 8 vittorie fino ad ora, 13 sconfitte, 34 punti messi da parte. L'unico dato dal quale si può tratte ispirazione per una ulteriore analisi è quello che riguarda i bonus racimolati: solo 2 difensivi. Sono invece 7 quelli conquistati dagli Aironi che in trasferta, con l'andare del tempo, hanno assunto maggiore coscienza dei propri mezzi, a fronte della sola vittoria contro il Connacht e degli 11 punti che relegano la franchigia mantovana in ultima posizione. Da una parte, i veneti si sono presentati all'appuntamento con un gruppo consolidato, gente che si conosceva, un progetto che ha potuto contare su basi messe in piedi da tempo; dall'altra, i lombardi si sono trovati catapultati nella nuova realtà ex novo. E si sa, il rugby è uno sport dove non ci si inventa nulla. 
Ironia della sorte, faranno da ago della bilancia ospitando gli Ospreys allo Zaffanella: i detentori del titolo devono vincere con bonus e sperare soprattutto che i Cardiff Blues perdano in un derby sentito da quelle parti, contro gli Scarlets di Llanelli che, a dirla tutta, sono ancora in corso per un posto nei playoff: la classifica vede i Blues quarti con 60 punti, Ospreys quinti a 59, Llanelli sesta a 57
Per chiarire le idee su come siano andate le cose durante l'annata 2010/2011, si può dare un'occhiata a questo grafico che riassume l'andamento della protagoniste e dove risaltano il cammino praticamente costante del Munster, la determinazione dell'Ulster nel rimanere ai piani alti, il recupero del Leinster dopo un avvio stentato e gli alti e bassi degli Ospreys che dopo essere arrivati al secondo posto, sono finiti nelle condizioni di cui sopra. Quante alle italiane, la Benetton ha toccato quote medio alte (quarta e sesta posizione) con un inizio sprint e gareggiando con Glasgow, Edimburgo, Dragons, mentre gli Aironi sono rimasti sempre in fondo, pur mostrando miglioramenti sul campo sotto la cura di coach Rowland Phillips. A proposito, dopo il derby di ritorno di Capodanno, in conferenza stampa il sudafricano Franco Smith aveva detto chiaro e tondo che l'obiettivo del Treviso era quello di confermarsi: una conferma che è passata attraverso la vittoria sul Munster mentre il resto del rugby azzurro guardava all'Italia nel Six Nations e suscitando certa insoddisfazione nei piani alti della federazione. 
Italia, Fir, squadre celtiche: rapporto complicato - o meglio, reso tale. Già se n'è discusso, se ne discuterà ancora. Per ora vale la pena sottolineare come l'attenzione mediatica nei riguardi di Benetton e Aironi non sia stata delle migliori: non solo per il fallimento di Dahlia TV che ha oscurato i loro impegni, ma per la scarsa attenzione degli altri media nazionali, compresi quelli dedicati prettamente al settore sportivo. Forse perché non c'era di mezzo la nazionale, forse.
Intanto, è stato stilato il XV migliore della stagione. Non ci sono rappresentanti delle nostre due ambasciatrici e la cosa lascia un po' perplessi in particolare in alcuni reparti legati agli avanti (seconde e terze linee). Comunque - visto che ci sarà modo di passare in rassegna anche questa materia con la dovuta attenzione, ecco i nomi. Per la cronaca, rispetto al XV 2009/2010 resistono solo l'Olandese Volante Tim Visser e il Numero 8 irlandese Jamie Heaslip.



MAGNERS LEAGUE DREAM TEAM 2011
FULL BACK -  ISA NACEWA (LEINSTER)
RIGHT WING - FIONN CARR (CONNACHT)
OUTSIDE - CENTRE - CASEY LAULALA (CARDIFF BLUES)
INSIDE CENTRE - JONATHAN DAVIES (SCARLETS)
LEFT WING - TIM VISSER (EDINBURGH)

OUTSIDE HALF - RONAN O’GARA (MUNSTER)
SCRUM HALF - RUAN PIENAAR (ULSTER)

LOOSE HEAD PROP - IESTYN THOMAS (SCARLETS)
HOOKER - RICHARDT STRAUSS (LEINSTER)
TIGHT HEAD PROP - MIKE ROSS (LEINSTER)
LOCK - ALUN WYN JONES (OSPREYS)

LOCK - RICHIE GRAY (GLASGOW WARRIORS)
BLINDSIDE FLANKER - SEAN O’BRIEN (LEINSTER)
OPENSIDE FLANKER - SAM WARBURTON (CARDIFF BLUES)
N0 8 - JAMIE HEASLIP (LEINSTER)

Teams (9): Leinster 5, Blues 2, Scarlets 2, Ospreys 1, Connacht 1, Glasgow Warriors 1, Edinburgh 1, Munster 1, Ulster 1

venerdì 29 aprile 2011

Intanto i Dragons ci prendono gusto

Prima lo sgambetto agli Ospreys, adesso ai Cardiff Blues. I Dragons di Newport non hanno fatto sconti a nessuno in casa loro per tutto il campionato e non cedono nemmeno nel finale, superando per 28-15 l'altra formazione gallese nel recupero del match di Magners League che si sarebbe dovuto tenere nel Boxing Day.
Un risultato che tiene aperta la porta a quelli di Swansea per un posto nei playoff: i Blues rimangono quarti con 60 punti, gli Ospreys sono quinti a 59. Settimana prossima, per il gran finale, Cardiff va in visita a Llanelli sesta a quota 57, mentre gli Ospreys arrivano a Viadana. Con in testa di portare a casa il punto di bonus e poi sperare: insomma, anche gli Aironi con gli Scarlets potrebbero finire con l'essere l'ago della bilancia - e coach Rowland Phillips è un ex.

Tornando alla partita di oggi, si segnala la meta al debutto del giovane Steffan Jones (nella foto), classe '90 schierato estremo dai padroni di casa. Metaman nella Welsh Premiership, dopo sette minuti è andato a marcare pesante infilandosi nella difesa larga tra l'estremo avversario Dan Fish e la seconda linea Bradley Davies. E ha pure messo a segno un calcio di punizione da 50 metri che ha negato ai Blues il punto di bonus difensivo. Partenza a rilento per Cardiff che finisce presto sotto 15-3 nel primo quarto, perché al 14' arriva anche la meta dell'ala Aled Brew, mentre il resto dei punti li mette Jason Tovey al piede. Solo Dan Parks smuove il tabellino per i suoi dalla piazzola. Per Brew sono sedici mete in stagione, grazie anche al cross kick di Tovey che gli consente di azionare le veloci gambe. Gli ospiti tornano in gara con la meta al 37' della terza linea Sam Warburton che chiude con un raccogli e vai a pochi passi dall'area che conta, con il break del Numero 8 Xavier Rush dopo una mischia. Si va negli spogliatoi sul 15-10
E' lo stesso Rush a segnare di nuovo al 46', dopo una driving maul impostata sulla linea dei cinque metri da una rimessa. I Blues devono rimediare al cattivo inizio, arrivano così al 15-15, ma non hanno l'inerzia per continuare a premere sull'acceleratore. Dominano la mischia, ma i Dragons tengono botta e reagiscono, una volta entrati nell'ultimo quarto. Il sigillo lo mette le seconda linea Andrew Coombs, arrivato dalla panchina, che chiude al meglio il lavoro degli avanti dopo una rimessa nei 22 avversari. Allo scadere arriva anche il drop del mediano Wayne Evans, dopo che al 79' Jones aveva colpito dalla distanza per il 25-15 che già aveva rotto le uova nel paniere dei Blues.

martedì 26 aprile 2011

Henson lasciato a piedi

Dalla sospensione al licenziamento. Il Tolone ha lasciato a casa il trequarti gallese Gavin Henson, licenziandolo in tronco per aver infrante le regole del club dopo i noti fatti che lo hanno visto scontrarsi con alcuni compagni di squadra. Una vicenda che la società transalpina ha gestito prendendo di mira il solo Henson, prima lasciandolo per un turno in tribuna, poi procedendo oltre secondo le intenzione del presidente, Mourad Boudjellal
Secondo la stampa locale e non (l'Equipe per esempio), al centro dello scontro c'erano stati alcuni commenti fatti dal gallese sul comportamento di alcuni colleghi, tra i quali Jonny Wilkinson. A quel punto si sarebbe trovato contro il mediano di mischia, l'australiano Matt Henjak, oltre che il capitano Joe van Niekerk. Rumors fanno intuire che probabilmente la versione ufficiosa degli eventi sia diversa, ma in assenza di conferme e prove, avevamo detto che la vicenda calzava a pennello per un'indagine dell'ispettore Maigret
Per Henson il colpo è duro, sempre ammesso che ci credesse ancora all'eventualità di essere convocato con la sua nazionale in vista della Coppa del Mondo. L'ultimo capo con i red dragons risale al Six Nations 2009, poi l'atleta si prese 18 mesi di pausa per sbrigare alcune vicende personali, compreso un amore prossimo alla fine con la cantante Charlotte Church, dalla quale ha avuto due figli e con la quale aveva intenzione di convolare a nozze. Poi la partecipazione al talent-show "Strictly come dancing". Evidentemente la danza aiuta più del rugby... 

Una giornata all'alba oltre la Manica

E dunque ci siamo: manca una giornata perché tanto la Premiership quanto la Celtic League chiudano i battenti della stagione regolare, per lasciare spazio alle rispettive migliori quattro per dividersi la torta in ballo. Nel mezzo, un fine settimana che sarà interamente dedicato alle coppe europee. 
E' il caso di partire direttamente dalle classifiche, per mettere ordine. In Inghilterra, i giochi sono fatti, rimane solo da stabilire chi chiuderà in testa. I Leicester Tigers hanno 73 punti dalla loro, i London Saracens che ormai non si fermano più ne hanno 72. A fare la differenza sono gli undici punti di bonus racimolati dai campioni in carica che nel computo hanno 15 vittorie, un pareggio e cinque sconfitte, contro il ruolini di marcia dei Sarries che conta 17 vittorie e quattro sconfitte
Venerdì Leicester, come già raccontato, ha vinto a fatica sui Falcons (24-13), mentre domenica i Saracens hanno battuto Gloucester per 35-12. Gloucester che è terza in classifica, con 62 punti, tallonata da Northampton a quota 61. Se dunque è ancora da decidere del tutto la vetta, stessa cosa per gli ultimi due biglietti validi per i playoff. Chi andrà contro i Tigers? Chi contro i Saracens? Vincendo 26-20 in trasferta sul campo dei London Irish, i semifinalisti di Heineken Cup hanno di fatto chiuso la porta agli Exiles della post season. 
L'ultima giornata prevede Leicester - Irish, Harlequins - Saracens, Gloucester - Sale e Northampton - Leeds Carnegie, la formazione che sembra destinata a retrocede in Championship. Il club è all'ultimo posto con 22 punti, alla pari con Newcastle che però ha una partita in meno, quella che verrà giocata sabato contro Bath. Nell'ultimo turno i Falcons affronteranno... di nuovo Bath, questa volta in trasferta. 
Il club che ha base al Recreation Ground è sesto con 53 punti, precedendo i London Harlequins che sono a quota 51. Entrambi hanno vinto nel week end pasquale: Bath si è imposta 43-10 in trasferta sui Wasps, mentre i Quins hanno spezzato le speranze del Leeds (38-3). Le vespette sono ottave, con 43 punti, seguite dagli Exeter Chiefs con 41: la matricola fino ad ora ha accumulato nove vittorie, l'ultima contro gli Sharks venerdì (34-20 fuori casa). Per Sale stagione da dimenticare as soon as possible, con soli 32 punti all'attivo dopo 21 partite. 


Thrilling finale in Magners League. Dove Munster ha consolidato il primo posto da un pezzo, forte di 79 punti frutto di 18 vittorie e tre sconfitte, una tra l'altro arrivata per mano della Benetton Treviso a Monigo. Sabato poi le furie rosse hanno battuto in quel di Swansea gli Ospreys per 22-20, grazie soprattutto al piede di Ronan O'Gara, autore di cinque calci di punizione e della trasformazione dell'unica meta segnata dai suoi, con la terza linea David Wallace al 33', mentre i gallesi nella ripresa sono andati a marcare pesante due volte (Alu Wyn Jones al 52' e meta tecnica al 59'). Ma hanno perso e così rimangono al momento fuori dalla zona playoff, in questa posizione con 59 punti. I Cardiff Blues, al momento quarti, sono a quota 60, ma è anche vero che hanno un match da recuperare contro i Dragons questo venerdì. Che il destino dei detentori del titolo passi da Newport è alquanto ironico, dato che lo scorso 15 aprile al Rodney Parade vennero sconfitti 32-28. Uno stop che potrebbe costare molto caro - anzi, lo è già.
Comunque, gli Ospreys venerdì 6 maggio saranno allo Zaffanella contro gli Aironi (ultimi con 11 punti), a giocarsi il tutto per tutto - sempre che i Blues lo concedano. Tornando alla classifica, Leinster è al secondo posto, con 65 punti, con Ulster al terzo posto (63). 
Cosa prevede l'ultimo round? Detto della partita sulle rive del Po, Treviso ospiterà Edimburgo: i veneti sono al 10° posto con 34 punti e otto vittorie fino ad ora al loro primo anno celtico, mentre gli scozzesi sono ottavi con 43 punti. I Dragons, al momento settimi con 44 punti, ospitano Ulster. Leinster chiude in casa con i Glasgow Warriors, che sono un punto sotto la Benetton (33). Munster accoglie Connacht (39 punti e nono posto in classifica), mentre i Blues dovranno chiedere il permesso di proseguire nella tana degli storici rivali, gli Scarlets di Llanelli (che sono sesti con 57 punti). 

lunedì 25 aprile 2011

Celtiche tra presente e futuro: il Melegari pensiero

Sala stampa dello stadio Zaffanella dopo la partita con il Leinster. Coach Rowland Phillips ha tirato le somme sui suoi Aironi, lodando l’impegno nel secondo tempo che ha bloccato il meccanismo di gioco avversario. È il momento del presidente della franchigia mantovana, Silvano Melegari (nella foto), che si dice “molto sorpreso” dal calo fisico degli irlandesi e che sicuro non si può essere felici per una sconfitta, ma il risultato finale (8-20) dice che i padroni di casa si sono ben comportati “contro una squadra superiore a noi”. Ma il vero tema dello scambio di battute con i giornalisti verte, inevitabilmente, sulle ultime polemiche per il numero di stranieri in campo. D’altronde, in tribuna c’era anche il presidente della Fir, Giancarlo Dondi, che qualche ora prima, in quel di Parma – suo quartier generale – aveva sancito la fine dell’era Nick Mallet sulla panchina della nazionale.
Ci deve essere una mediazione, in particolare sulla famose concomitanze con il Six Nations piuttosto che con la Coppa del Mondo. Ricordo che son ben sei le partita (di campionato, ndr) che si accavallano con i Mondiali. Quindi è un problema molto grosso per una ragione semplice: noi stiamo facendo un progetto molto interessante sullo sviluppo dei giovani, che devono essere costruiti. Ci vuole del tempo e a mio avviso ci vuole ancora tutta la stagione 2011/12”, afferma Melegari riferendosi ai possibili sostituti di quelli che saranno convocati con l’Italia per gli impegno internazionali, ricordando poi come la dirigenza della franchigia abbia fatto pressione perché il numero di stranieri da schierare fosse almeno di cinque atleti, perché si sa che la federazione voleva fissare la quota a tre”. 


Ora ci vuole una mediazione sui ruoli perché a mio avviso non ci sono top player italiani che possano essere utilizzati, quindi bisogna ricorrere ancora una volta agli stranieri. In particolare la regola più bruciante è quel 9/10/15 e questo, devo dire la verità, è la peggiore, sulla quale tenteremo ancora di mediare con la Fir o di avere una deroga”.
C’è quindi del margine di trattativa? “Da quello che io so, no. Però io sono caparbio”.
E ancora: qual è a questo punto il rapporto tra le due celtiche italiane e la Fir? “Su questo punto c’è molta confusione”, sintetizza Melegari. “La scelta delle due franchigie è stata fatta in un momento importante per il rugby italiano, ma in un momento difficile probabilmente per la nazionale. Nel senso che l’obiettivo della federazione era quello di fare rientrare il maggior numero possibile di giocatori dall’estero: purtroppo sono rientrati e stanno rientrando giocatori a fine carriera. Alludo a Perugini e Ongaro, per fare due esempi classici. L’obiettivo è quello di arrivare a fare crescere i giovani e su questo credo che stiamo propedeutici: abbiamo giocatore che arrivano dalle accademie, come Furno. Un giocatore in forte crescita che non è ancora stato chiamato in azzurro: oggi ho avuto con piacere di avere dietro di me Dondi in tribuna che ha detto che finalmente è uno da nazionale”.


Il punto chiave, per Melegari, passa dunque dalla crescita dei giovani nelle loro società, ma nel frattempo bisogna fare i conti anche “con giocatori che sono tornati dall’estero, a fine carriera e che non sono sempre lucidi: è inutile fare finta, lo sanno, io gliel’ho detto. Usano la loro esperienza, ma non sempre, in modo altalenante E tutto questo crea confusione”.
L’obiettivo finale, a questo punto – e Melegari non fa che tornare su un argomento già espresso in altre occasioni – è che “noi Aironi e Treviso assieme dobbiamo creare una squadra forte per la Coppa del Mondo del 2015. Il vero problema attuale, credetemi, è generazionale. Finché non svecchiamo e finché non abbiamo il tempo di far crescere i giovani, c’è difficoltà e ci vuole del tempo”. Anche perché bisogna fare i conti con atleti che arrivano in ambienti professionistici come quello di Viadana da una realtà dove “non erano stati adeguatamente preparati dai club di provenienza: non c’era preparazione professionistica per il post trauma, piuttosto che per l’alimentazione o la preparazione fisica”: da qui la serie di infortuni che ha colpito i più giovani come Giulio Rubini e Riccardo Bocchino.
Per assestare tutto questo ci vuole tempo, “credo non prima dei due anni”. “Ecco perché – conclude Melegari - parlo dei Mondiali del 2015”.

sabato 23 aprile 2011

Magners League: Aironi Viadana 8 - 20 Leinster

Friday Night Lights

Venerdì sera piuttosto trafficato Oltremanica, tra Aviva Premiership e Magners League. Con una partita in particolare da tenere d'occhio nella Premier, quella giocata a Nord, dove i Leicester Tigers hanno avuto la meglio - a fatica - dei Newcastle Falcons, vincendo 24-13 e assicurandosi così la semifinale di campionato in casa (tra l'altro giocava il pilone scozzese Euan Murray tra i padroni di casa, nel giorno dei Venerdì santo...). Tre mete per i detentori del titolo che non riescono a scrollarsi di dosso una squadra iper motivata a non retrocedere. Il solito Alesana Tuilagi (15'), l'ala Matt Smith (46') e il mediano James Grindal (72') vanno a marcare pesante per le tigri molto rimaneggiate da turnover pre-finale di stagione: tra gli altri non compaiono Ben Youngs né Toby Flood ma non manca Martin Castrogiovanni. Primo tempo che si chiude sul 10-6 per gli ospiti: il piede di Jimmy Gopperth consente di rimanere sotto il break ai Falcons, che pure vanno vicini alla meta facendo svanire il tutto per un off load di troppo quando sono nei 22 avversari. Gopperth si rende protagonista anche di un bel placcaggio quando i fratelli Tuilagi (Alesana e Manu) decidono di mettere su una ditta 50/50. Leicester prova ad allungare ad inizio ripresa, con la meta di Smith, ma non è esente da una serata carica e di errori e così la risposta del centro di casa Tane Tu'ipulotu al 56' riapre i giochi (13-17). Alla lunga, la più forte ha la meglio con la meta negli ultimi dieci minuti di partita. Grave per Newcastle la mancata presa del bonus, ora sta a Leeds cogliere l'opportunità, in casa coi Quins.

Ben sei mete tra Sale Sharks e Exeter Chiefs: i primi perdono ancora, i secondi si confermano anche fuori casa, sorpresa - scontata a questo punto - della stagione. Finisce 30-24 per gli ospiti. Match equilibrato dall'inizio, il primo tempo si chiude sul 10-10 e i Chiefs che allungano sul 10-0 con la meta dell'ala franca Nick Sestaret al 23', a cui risponde Chris Bell dieci minuti più tardi. Altri dieci punti di Exeter nei primi dieci minuti della ripresa (stavolta la meta è dell'ala Matt Jess con l'apertura Ignacio Mieres che fa tutto il resto), poi il ritorno di fiamma di Sale con la seconda linea Wame Lewarau al 67' e la conversione di Charlie Hodgson (17-20). Tra i Chiefs entra Gareth Steenson che infila i pali con un penalty e poi trasforma al 78' del lock Tom Hayes per la parole fine sul match: non serve a molto la marcatura pesante all'80' di Will Addison per gli squali sdentati.
Disappunto per l'addio casalingo a Charlie Hodgson rovinato dalla sconfitta; eppure il Director di Sale aveva dichiarato che la squadra era motivata più del solito: non solo per guadagnarsi i punti della salvezza matematica ma per le dichiarazioni del director avversario, che in settimana aveva usato proprio l'Edgeley Park di Stockport come esempio di stadio vetusto, privo di interventi e volontà di investire da tempo, in cui "bisogna tapparsi il naso quando si va alla toilette". Non solo Flaminio insomma, ma non è mal comune mezzo gaudio.



In Celtica non più Magners tra poco, gli Scarlets segnano cinque mete cinque in trasferta a Glasgow, dove la spuntano  per 37-29. Doppiette di Morgan Stoddart per Llanelli, di DTH van der Merwe per i Warriors. Pesano le tre conversioni e i due calci di punizione messi a segno da Stephen Jones. Gli scozzesi non mollano mai, il primo tempo si chiude sull'11-12 e al 42' la seconda meta di van der Merwe ribalta i giochi (18-12). Il piede di Ruaridh Jackson serve per rispondere alla meta della terza linea avversaria Ben Morgan al 56' (24-23 al 61'). Ma non basta quando gli Scarlets vanno a segno di nuovo con la seconda linea Lou Reed al 63' e il mediano Travis Knoyle al 70'. Gallesi che mantengono acceso il lumicino della speranza playoff e fanno un gran favore a Treviso negando anche il bonus ai padroni di casa.

Vince invece l'altra scozzese, Edimburgo, contro un'altra gallese, Newport Dragons che ultimamente aveva prodotto delle belle prove, ma evidentemente la lontananza da casa sminuisce le capacità. Al Murrayfield è 27-15. Il piede di Chris Paterson e le mete di Greig Laidlaw (32'), Tim Visser (47') e dello stesso estremo al 55' consentono ai padroni di casa di tenere a debita distanza gli ospiti che pure al 30' si trovano in vantaggio (7-3) grazie alla meta dell'ala Aled Brew. Edimburgo vola però sul 27-7 e nell'ultimo quarto i Dragons trovano tre punti dal piede di Jason Tovey e cinque nella meta dell'estremo Adam Hughes: troppo poco. Il team della capitale scozzese schizza all'ottavo posto a ridosso dei Dragons, lontana oimè da Treviso.

Ulster rimane corto per il punto di bonus offensivo contro Connacht: i nordirlandesi salgono al secondo posto in classifica in attesa che Leinster giochi contro gli Aironi, ma nella vittoria per 27-16 arrivano solo tre mete. Sono quelle del tallonatore Rory Best al 6', dell'estremo Adam D'Arcy al 31' e del centro Darren Cave al 75'. Al resto ci pensa dalla piazzola Ian Humphreys. A proposito di tallonatori, marca visita anche quello ospite Sean Cronin al 50', mentre Ian Keatley va a segno anche di drop dopo nove minuti.

In attesa che si completi il quadro, alle semifinale al momento ci va sicuramente Munster (75 punti), poi per adesso Ulster (63), Leinster (61) e Cardiff Blues. Match clou quella tra i rossi di Limerick/Cork e gli Ospreys si Swansea, al momento quinti con 58 punti. Gli Scarlets stanno a guardare, sesti con 57: ormai per loro la stagione durerà solo un'altra partita, l'ultima  nel calendario regolare. 

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