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martedì 25 marzo 2014

80.000 di qua, 80.000 di là

Notizie che si rincorrono e si sovrappongono perché a distanza di nemmeno due settimane dalle celebrazioni irlandesi per la vittoria nel 6 Nations, accompagnate dai saluti per Brian O'Driscoll che nel suo one more year è riuscito ad aggiungere un ultimo titolo con la propria nazionale in bacheca, ecco che dal sud della Francia giunge voce che Jonny Wilkinson lascerà il campo a fine stagione. Potrebbe finire in tribuna come dirigente del Tolone, staremo a vedere. Due icone di un rugby recente eppure ormai passato, basta soltanto dare un'occhiata ai match della World Cup del 2003 per farsene un'idea chiara: la velocità del gioco, le regole del gioco, le tattiche di quel gioco - ai mediani di mischia l'arbitro non ordinava di giocare l'ovale dopo cinque secondi che era fuori dalla ruck, per esempio, mentre il 9 ordinava alle guardie di piazzarsi come si comanda per garantire all'apertura di droppare verso i pali. La mischia è stata vista e rivista, con due cambiamenti repentini nelle modalità di ingaggio iniziati con le Expertimental Law Variations testati nell'Emisfero Sud, qualcuna in seguito adottata, qualcun'altra scartata. 

Il saluto di BOD è avvenuto sotto i riflettori del Championship con un finale perfetto, quello di Wilko è ancora tutto da scrivere, non ha i contorni internazionali, ma di club nel campionato più arduo dell'Emisfero Nord. Nel frattempo nella nazionale di Stuart Lancaster (che ha vinto la battaglia, ma non la guerra, gli hanno ricordato a caldo i commentatori britannici) ha debuttato George Ford, l'ex riserva di Toby Flood (a suo tempo riserva di Wilko) nei Tigers quindi migrata a Bath dove ha il suo posto da titolare. Nella rubrica quindicinale che tratta di sport sul settimanale The Spectator, Roger Alton - executive director del Times - si è posto alcune domande nello scorso numero sul Cheltenham Festival, appuntamento immancabile per l'alta classe britannica con i cavalli, e ne ha aggiunta un'ultima, un sospiro: l'Inghilterra di Lancaster può vincere il Mondiale 2015? 

Una disanima veloce: è nel girone infernale con Galles e Australia, vincendo la pool si assicurerebbe un quarto relativamente semplice, certamente più semplice di quello che si presenterebbe se si piazzasse seconda, a quel punta sarebbe attesa al varco dai sudafricani o dai neozelandesi. I gallesi portano i segni della passata stagione: dominavano nel XV dei Lions per i Test Match contro i Wallabies, oggi la loro rappresentanza si ridurrebbe di molto - Mike Brown è preferito a Leigh Halfpenny per esempio, non solo perché ha conquistato il titolo di MVP del 6N, ma già da prima che il torneo giungesse a conclusione questa idea tecnico-tattica si era fatta strada. L'estremo gallese tira il fiato, quello inglese è una mina vagante. Ancora, il Galles con le formazioni australi ha un saldo negativissimo, il trend non pare destinato a cambiare in modo radicale da qui alla RWC 2015, anche soltanto per una mera questione di numeri incapaci di invertire nel caso il filotto negativo. Ciò detto, lo rimarca Alton, il Mondiale - così come qualsiasi partita - non si vince in quindici: gli All Blacks in finale nel 2007 hanno schierato la quarta scelta, Stephen Donald, a numero 10 causa infortuni. 

L'Inghilterra alle riserve lavora. L'Irlanda, smaltita la sbornia, dovrà preoccuparsi di trovare armonia con la prossima coppia di centri. BOD se ne va, Gordon D'Arcy resta: la barba lo faceva più stagionato, ma effettivamente l'inside centre così giovane non è. Per coach Schmidt c'è una pratica da affrontare con decisione sulla scrivania dell'ufficio. Ora, da noi è tornato a levarsi qualche sassolino dalla scarpa Andrea Lo Cicero, che alla vigilia del 6N aveva accennato al presunto clan argentino tra gli Azzurri, sollevando indignazioni e malumori tra gli addetti ai lavori della propaganda fidei dell'Italia. Proprio non c'è la voglia di mettere mano all'analisi della prestazione della squadra allenata da Jacques Brunel: la coperta è corta, si dice, e prima o poi i piedi restano così tanto allo scoperto da beccarsi una broncopolmonite fastidiosa. Si sono notati alcuni singoli (Leonardo Sarto, Michele Campagnaro, Angelo Esposito oltre al ritorno di Joshua Furno) che già si erano messi in mostra nelle apparizioni in Pro12. 

Già scritto durante i live tweeting alla voce #RRNations, ma per il resto si è trattato di gioco d'azzardo senza copertura. A proposito: un giorno troveremo un'apertura che abbia la confidenza richiesta con la porta, ne siamo certi. Non sappiamo indicare il giorno sul calendario, è un altro paio di maniche. La coperta è corta per la nazionale dal momento che lo è dietro alla nazionale: già si ipotizzava di Dogi che andassero a sostituire la Benetton Treviso in Celtic, ora riprendono quota le azioni dei biancoverdi (c'è l'insider trading del nostro Zamax che non sopporterebbe l'idea di abbandonare il Pro12 dalla sua postazione in tribuna stampa?) e nel contempo i soliti beninformati ipotizzano la partenza di Vittorio Munari da Treviso. I risultati di coppe europee sono un salasso, l'Eccellenza resta l'Eccellenza e tra il maggior campionato autoctono e l'Alto livello non c'è legame alcuno. Il rugby è sport di scontro e di usura, alcuni rimpiazzi ci sono, ma anche sulla panchina la coperta si è ristretta. A proposito, pensiero cattivo da Brown Ribbon: ma la capigliatura di Ugo Gori? E' studiata apposta per mettersi in mostra sul terreno? Ci sono gli ottanta e passa mila dell'Olimpico a fare da meri sparring partner. 

Ci sono gli ottanta e passa mila di Wembley per un incontro di cartello in Premiership, Sarries v Quins. Idee stese così, confuse. Come il rugby italiano.

venerdì 13 dicembre 2013

Clausole

Che si dice in Galles? Poco o niente, ma quanto basta. Le franchigie regionali hanno comunicato in queste settimane di trattativa con la Welsh Rugby Union che preferirebbero affrontare i club di Premiership piuttosto che competere in Heineken Cup, ribadendo una posizione già espressa in precedenza. Vedersela con le squadre del massimo campionato inglese porterebbe vantaggi sul campo e fuori, secondo le singole dirigenze, perché ritrovandosi in una competizione come il Premiership alcuni dei pezzi pregiati potrebbero valutare seriamente l'ipotesi di restare in patria. 
Non si altro, soprattutto perché tra le franchigie e la WRU sussiste una clausola per cui le prime non possono esprimere commenti negativi nei confronti della federazione: le trattative di mercato sono in stallo, i rinnovi dei contratti fermi nel cassetto, Leigh Halfpenny e Sam Warburton vengono dati in partenza per la Francia per unirsi al folto gruppo di expat che hanno messo le tende in Top 14. Tra le società gallesi e transalpine non c'è competizione che tenga in termini di disponibilità economiche, eppure i continui incontri tra le parti (squadre e WRU) non hanno partorito alcunché, forse perché si resta in attesa di comprendere l'evolversi del braccio di ferro tra ERC e inglesi. 

Ma intanto le regions confabulano con la British Telecom, l'azienda di comunicazioni britannica che con l'investimento dello scorso anno in Premiership ha contribuito a terremotare il rugby europeo per come lo abbiamo conosciuto. BT sarebbe intenzionata a sponsorizzare Cardiff, Ospreys, Scarlets e Dragons a partire dalla prossima stagione, quando il Pro12 verrà trasmesso da Sky, il rivale maggiore dell'azienda il cui logo appare già negli stadi di Edimburgo e Glasgow: nell'ipotesi che l'accordo andasse in porto, il logo dovrebbe essere nascosto agli occhi delle telecamere di Sky. 

"Lo dico da tempo che una lega britannica sarebbe fantastica", ha dichiarato Ryan Jones, la terza linea ex capitano della nazionale (foto). "Dobbiamo creare un ambiente interno, a partire delle squadre nazionali, che i giocatori non vogliono lasciare. Dobbiamo risultare finanziariamente competitivi, le stelle di domani devono crescere vedendo le stelle di oggi". 

lunedì 9 dicembre 2013

Botti di quasi fine anno


Round-up veloce, ma significativo del terzo turno di Heineken Cup. Perché ciò che sottolineavamo alla vigilia a proposito di commitment si è avverato: il Connacht in trasferta che batte il Tolosa per 16-14, come ai tempi in cui rovinava i piani degli Harlequis. Succede con il piede di Dan Parks e l'estro del collega di reparto Kieran Marmion che chiude con la meta al 47' l'azione offensiva orchestrata dai suoi e poco importa che i padroni di casa ne marchino due di touchdown, dopo il momentaneo e stringato vantaggio alla fine del primo tempo (7-6), si ritrovano ad inseguire nuovamente nella ripresa: Lionel Beauxis va a segno ad un quarto d'ora dalla fine, Parks prova a infilare drop dalla lunga distanza, la drammaticità sportiva di palesa nel sud della Francia ed ora nella Pool 3 è corsa a tre - apparentemente, con Tolosa e Saracens a 10 e Connacht a 9. I Sarries svolgono il compito a Parma, 39-10, concedendo ben poco alle Zebre e mostrando tanta determinazione a placcare sul nascere le iniziative degli avversari. Match senza storia: il resoconto della franchigia titola "strappano vittoria e bonus" e l'espressione potrebbe lasciar intendere che alla fine ce l'hanno fatta, la quarta meta arriva a venti minuti dalla fine con i bianconeri fermi a 3 punti dal piede di Luciano Orquera, mentre la meta di Samulea Vunisa è segnata quando non resta che tirare giù la saracinesca. 

Il 48-0 con cui invece l'Ulster regola la Benetton Treviso è da annali per i nordirlandesi e per i veneti. Non c'è storia, a parte la parentesi biancoverde all'inizio della ripresa, ma è fuoco di paglia, Ulster può fare ciò che vuole e avventurarsi in ricicli che si spengono a bordo campo prima di puntare dritto e d'abrasione disfarsi della difesa di Treviso. E' un momentaccio nella Marca, è privo d'emozioni il fine settimana italiano in HCup. Gli irlandesi invece se la godono eccome, con Munster che batte Perpignan 38-8 e il Leinster che al Franklin's Garden piazza il 40-7 sui Northampton Saints, scatenando i commenti ironici dei tifosi inglesi che a questo punto si domandano se non il caso che l'ERC presenti il conto ai club di Premiership, dicendo loro di abbandonare pure la competizione che tanto, se è per queste figuracce, mettendo in ombra il 32-8 degli Harlequins a Parigi sul Racing Metro e la prestazione degli Exeter Chiefs che al Sandy Park rendono la vita più difficile al Tolone che passa 14-9 (ma nel conteggio dei punti si notano gli errori dalla piazzola di Jonny Wilkinson, 1/5, salvo mettere al sicuro il risultato con un drop a sei dalla fine). 

Intanto, radio mercato avvisa che Leigh Halfpenny sarebbe sulla strada per Clermont o Tolone e anche Sam Warburton si sarebbe rassegnato a lasciare Cardiff. Se ciò corrisponda al vero o meno, lo si apprenderà dopo l'ennesimo faccia a faccia tra franchigie e Welsh Rugby Union. 500.000 le sterline - dicunt - offerte all'estremo. Si attendono altri botti rumorosi, fuori e su campo.

Breaking News: oggi pomeriggio Gary Gold ha annunciato l'addio al ruolo di director of rugby di Bath, cogliendo tutti di sorpresa, in primis i giocatori. L'head coach Mike Ford ha assunto il compito, nell'ambito di una ristrutturazione dello staff tecnico della squadra che al momento è terza in campionato e prima nei gironi di Challenge Cup e LV=Cup.

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venerdì 25 ottobre 2013

I Galli battono i Britanni

Per raccontare questo weekend di coppe per le inglesi, da dove si può iniziare, se non dalla vittoria di Tolosa coi Saracens? Una vittoria corsara, arrivata dopo che lo scontro tra le formazioni schierate titolari si era concluso nel primo tempo sul 13 a 7 per Saracens, con meta di Chris Wyles e i punti al piede di Farrell. Poi nel secondo tempo entrano le seconde linee di qua e di là, e dire seconde linee è una bestemmia, da che entrano da una parte Kelly Brown, James Johnston e Neil De Kock (ma escono Wigglesworth, Vunipola, Brits e Stevens), dall'altra sponda Chiliboy Ralepelle, Gurthro Steenkamp, Romain Millo-Clusky, Jano Vermaak e Louis Picamoles (esperti che tengono ancora tutti bene). Proprio quest'ultimo infila la via giusta per la meta che segna il sorpasso, 16 a 17, proprio dalla rinforzata mischia francese. Prima sconfitta stagionale per gli inglesi, ma fa rumore. Per le polemiche arbitrali vi rinviamo al contributo di Giorgio XT, mentre per l'impatto delle sostituzioni, specie in mischia, al pezzo di ringo “XV o 23?”

Proseguiamo con gli scontri Anglo-French per raccontarvi della vittoria di Clermont sui Quins, che così proseguono con il loro trend negativo. Clermont che cala tutti gli assi, così come Harlequins, per cui è un'impresa quasi impossibile portare a casa vittorie. Almeno riescono a guadagnare un bonus difensivo – per il capitolo arbitraggio, idem come sopra. Leggiamo i marcatori tanto per rinfrescarci la memoria, in vista dei test match ormai prossimi ma anche per le figurine? Per Clermont Fofana, Lee Byrne, il meno noto mediano Thierry Lacrampe, il solito Brock James; per i Quins l'ala Tom Williams e i piedi di Ben Botica (schierato primo centro) e Nick Evans. Ma è una parata di stelle, con Rougerie, Sivivatu, Kotze, Bonnaire, Brown, Sackey, Care, Marler, Easter (stavolta lock), Robshaw... 

Sempre in Heineken, Munster batte agilmente 26 a 10 Gloucester un po' rimaneggiata (manca ad esempio l'eroe di Perpignan Twelvetrees). Una delle mete irlandesi è del sosia di Belushi, cioè Johne Murphy (foto), di là ottima prestazione di Morgan, ma non basta. Un passo indietro per Gloucester, che si inserisce perfettamente però nell'andamento a sinusoide della stagione. 

Exeter paga, tra le altre cose, i tanti placcaggi sbagliati in una partita che Glasgow vince in maniera risicata, 20 a 16, per la meta al 75' di Ewers, che garantisce un punto di bonus agli inglesi. 

Arriviamo alla partita dei Tigers con Benetton, ma non la trattiamo visto che l'hanno già fatto qui persone ben più qualificate del sottoscritto, con annessi e connessi di arbitraggio franzoso. Treviso non gioca malissimo, eh, ma 3 gialli e gente dall'altra parte di quel calibro (Scully, Waldrom e Youngs, per citare dei marcatori), che ci vuoi fare? 

I Saints, infine, vincono 27 a 16 con gli Ospreys di Dan Biggar, qualche bel Jones, Tipuric (e poco altro). Bella prestazione del triangolo allargato North, Foden e Elliott, di Manoa, Wood, Dowson e Lawes

In Amlin il discorso non è poi tanto diverso. La Francia con Brive batte Newcastle nonostante due volte in inferiorità numerica. Nello scontro fratricida gli Sharks di Cipriani raddoppiano in trasferta Worcester 15 a 29. Partita già chiusa nel primo tempo, finito 24 a 3. Meta tra gli altri di Dwayne Peel e bella prestazione di Danny Cipriani: che si stia maturando pian piano? 

Bath vince una partita delicata con i Dragons, schierando Heathcote all'apertura, Abendanon estremo e Gavin Henson e Matt Banahan centri. Buona partita dei trequarti inglesi, di là è un leone Toby Faletau

Gli Wasps battono Bayonne 26 a 10 – ma non salvano la reputazione inglese di giornata - in uno scontro “europeo” già più indicativo rispetto al match con Viadana. Buona la prestazione di Andy Goode (16 pt. per lui), e mete di Bassett e Jackson. Bayonne che sarà anche rimaneggiata, ma che schiera Brett all'apertura. 

Chiudiamo in velocità con gli Irish, che si riposano anche questo turno, dopo i Cavalieri, andando a stravincere in Portogallo con i Lusitanos XV, mete tra gli altri di Cowan, Tagicakibau, Yarde (2), tanti punti al piede ancora per il 10 Dorrian (22). 

Da stasera tornano i campionati nazionali (o pseudo tali), si parte con il derby Bath-Gloucester (per Bath serve vincere per rimanere in alto, ma non sarà facile), domani Exeter-Warriors, Harlequins-Sharks (sfida curiosa), Saints-Saracens (vedremo come risponderanno i Sarries alla sconfitta in casa...), Wasps-Tigers e Falcons-Irish

@talinotalepe

mercoledì 16 ottobre 2013

Tra Walking Dead e corazzate

Torniamo a parlare di rugby inglese: gli arretrati sono davvero tanti, due turni di Premiership e uno di Heineken Cup. Il materiale ci permetterebbe di fare anche delle comparazioni tra squadre di diversi paesi, quindi i presupposti sarebbero buoni, se non fosse che ne uscirebbe un tema... Per semplificare le cose, cercherò di fare un breve quadro riassuntivo per squadra, poi la settimana ventura riprenderò con analisi un pochino più compiute. 

Bath: prosegue con le sue solite prestazioni altalenanti. Vince con i London Irish 33 a 18, perde con gli Sharks 19 a 13, in Heineken vince in trasferta con i Bordeaux Begles 15 a 6. L'impressione è quella che potrebbe davvero fare cose importanti (e infatti ora si trova abbastanza in alto), ma con gli Sharks bisognava vincere per ambire ad essere l'outsider della prima parte di stagione. Nelle tre partite da segnalare il solito Ford nel bene (suoi tutti i 15 pt. contro i Begles e 13 contro gli Irish) e nel male (contro Sale – 8 pt. comunque - ha fallito 3 calci importantissimi alla luce del risultato) 

Exeter Chiefs: come prevedibile subiscono una sconfitta dai Tigers (9 a 21 in casa), ma poi vanno a vincere sia a casa di Gloucester (29 a 12) che con i Cardiff Blues in HCup, 44 a 29. Bella partenza di stagione per questa squadra. Steenson fa cose importanti al piede e Mumm – e in seconda battuta White – garantisce dalla mischia un numero impressionante di mete, già 4 finora. 

Gloucester: anche qui, va a capire... il solito casino. Vincono in casa dei Falcons 22 a 16 (decisivo il piede di Burns in una partita molto equilibrata), perdono malamente, come detto, coi Chiefs 29 a 12 e poi vincono 27 a 22 con Perpignan in Heineken! In campionato la partenza non è stata buona: la vittoria di misura con i Falcons non può considerarsi altro che una ottima prova di carattere, ma la sconfitta con Exeter è stata netta. La bella vittoria con Perpignan – con mete di Jimmy Cowan e Jonny May e 17 punti al piede di Twelvetrees - potrebbe però dare fiducia al gruppo, che sarebbe di buona qualità. 

Harlequins: abbiamo trovato chi se la passa davvero male. 3 su 3 sconfitte negli ultimi tempi, dopo le due vittorie iniziali. 12 a 22 con i Saracens (e ci può anche stare), 13 a 18 con gli Irish (già meno, e si può recriminare solo fino ad un certo punto per i 3 calci falliti da Evans, che rimane l'unico a tenere vicini i Quins nei risultati), 26 a 33 con gli Scarlets in Heineken (foto), dove le due mete di Brown e i 16 punti di Evans non sono stati sufficienti. Daje! 

Leicester Tigers: non brillantissimi nemmeno quelli della corrazzata Leicester, che sì, vincono con i Chiefs 21 a 9, ma pareggiano il big match con Northampton 19 a 19 e in Heineken le prendono dai cugini nordirlandesi di Ulster 22 a 16. Sono d'accordo, erano entrambe squadre di alto livello e si può recriminare per i 3 calci falliti da Flood contro i Saints, ma una su due si doveva e poteva vincere. 

London Irish: alti e bassi anche per gli Irish, che avranno anche massacrato i Cavalieri 60 a 11 in Challenge (con a riposo Yarde e Geragthy sono 18 i punti dell'apertura di riserva Dorrian), avranno vinto contro Harlequins walking dead, ma perdono (nettamente?) con Bath, dove marca tutti i 18 punti l'apertura Geragthy. 

London Wasps: orfani di Masi, ottengono una buona vittoria contro i Warriors 32 a 16 (embe? Direte voi...), subiscono una sconfitta dai Saracens 19 a 12 e a lucidano l'Arix Viadana 90 a 17 in Challenge... Da segnalare alcune prestazioni di Wade, Bell e – contro Viadana – di Helu e Moates

Newcastle Falcons: la grintosa squadra del Nord perde contro Gloucester 16 a 22, ma porta a casa il bottino in casa di Worcester 22 a 16 e anche in terra lontana, a Bucarest, in una sofferta vittoria (12 a 13) in Challenge. Segnalazione per l'ala/estremo Catterick e per Mike Blair (autore di una meta contro i Warriors) e Rory Clegg

Northampton Saints: dopo aver schiantato Sale 33 a 14, e aver pareggiato con la corazzata Tigers 19 a 19 in casa loro, vanno a perdere contro la sofferente Castres in Francia in Heineken: 19 a 13, ma meglio ritrovare in fretta la strada. Myler sempre presente al piede. 

Sale Sharks: sconfitti dai Saints, si rifanno con Bath 19 a 13 e poi vincono con la disastrata Biarritz in Challenge per 33 a 10. Buone le prestazioni ancora di Mark Cueto e delle aperture Danny Cipriani (14 punti contro Bath) e Joe Ford, giovane ex Saints, schierato titolare in Francia e autore di 16 punti. 

Saracens: sono gli unici ad aver sempre vinto, e centrano anche stavolta l'ein plein positivo. Battono Harlequins (22 a 12), Wasps (19 a 12, dopo un primo tempo tremendo entrano Farrell e Brits a sistemare le cose) e, in Irlanda, Connacht in Heineken (23 a 17), con prestazioni magari non altisonanti, ma dannatamente concrete. Ashton colleziona due mete e anche un giallo, Farrell 41 punti nei tre match. 

Worcester Warriors: Worcester, la terra desolata... Sempre più fanalino di coda, esce sconfitta con i Wasps 32 a 16, sconfitta con i Falcons 16 a 11 e pareggia in Challenge con Oyonnax 9 a 9. In quest'ultimo match giocava apertura Paul Warwick, che ha firmato tutti i 9 punti: vedremo se il suo impatto nella squadra (magari a estremo con Mieres apertura?) cambierà qualcosa... 

@talinotalepe

mercoledì 25 settembre 2013

I Bagnini fanno uno scherzetto e si riposano

Posticipo della terza giornata di Premier è il big match Saracens-Bath. La squadra ospite si presenta con un ampio turnover inziale, con gli eroi delle prime giornate George Ford, Jonathan Joseph, Dave Atwood, Paul James ecc. in panca: al loro posto il promettentissimo Heatcote, Gavin Henson e Matt Banahan spostato al centro e Dom Day al posto di Attwood. Anche un cretino avrebbe previsto che la cerniera di Bath non avrebbe tenuto la carica degli esperti atleti di Saracens. Anche un cretino, dicevo, per cui mi sono arrabbiato molto quando ho visto tardivamente le formazioni e ho capito che altri due euro settimanali di scommesse sul campionato inglese stavano per andare in malora (stavolta rimango in attivo, però). Sì perché fare un turnover così contro una corrazzata come i Sarries era poco sensato; cosa speravano, di limitare i danni nel primo tempo e mettere quelli buoni nel secondo tempo a rimediare la partita? O le prime due partite erano costate fisicamente così tanto ai Bagnini? La conseguenza è l’ecatombe del primo tempo. Si susseguono le mete saracene di Strettle (altre 2), Alex Goode e Stevens; completa il piede di Farrell. Di là il timido piede di Heatcote mette tre punti tanto per presenza. 31 a 3, partita finita. Nel secondo tempo entrano quelli buoni, quelli per cui avevo detto: dai, che i bookmakers la mettono a 4,50, stavolta si può fare il colpaccio, e mettono un parziale che conta poco, 14 a 0. Risultato finale 31 a 17, fine della “sorpresa” Bath (come intitolano i siti nostrani)?. Par mi no. Se tengono fisicamente – l’ho scritto prima dell’inizio del campionato e qui lo ribadisco – possono sorprendere ancora. Dai, diciamo che si sono riposati in vista della prossima. Da segnalare le prestazioni saracene del centro Taylor e del giovane seconda linea Kruis. Sui bagnini guardo e passo. 

Andiamo a ritroso, ormai. Nella sfida tra Gloucester e Saints i biancorossi riescono a vincere di carattere e riscattarsi contro un avversario ostico. Sfida equilibrata che viene decisa dall’indisciplina di Northampton. 3 mete per parte: per i padroni di casa l’ala Sharples, il centro Twelvetrees (foto) e la seconda linea Stooke; per i Saints Ben Foden, Sanu Mamoa e Jamie Elliott, che segna una meta che sembrava decisiva, poi trasformata, al 78'. Punti al piede di Burns e dello stesso Twelvetrees – ottima la sua partita - da una parte, di Myler dall’altra. Partita decisa da un calcio contestato che Twelvetrees trasforma allo scadere. I Saints, va detto, l’hanno presa sportivamente. Non come Balotelli. 

I Tigers hanno vita facile contro i Falcons, come previsto. 31 a 6 frutto delle mete di Jordan Crane, Graham Kitchener, Blaine Scully (esordio con meta per il neoacquisto americano), Dan Bowden e Thomas Waldrome. Rientro – tra gli altri - di Toby Flood nei Tigers, per lui non molto bene nelle conversioni, ma ci sta. Si fa male Manu Tuilagi dopo una grandissima partita, per lui in dubbio addirittura i test match novembrini. 

Gli Irish nonostante la solita meta del virgulto Yarde (video) vengono battuti in casa dai Chiefs, grazie alla segnatura di White al 72'. 23 a 29 il punteggio finale: mete di Yarde e Rouse per gli Exiles (13 punti al piede di Humpreys), dall’altra il grande Mumm e, appunto, White, con ben 19 punti di Steenson al piede. Da segnalare le prestazioni di Welch e ancora di Scaysbrook per quanto riguarda Exeter. 



14 i punti al piede di Evans per gli Harlequins in una partita dominata su Worcester. Trascinati da Robshaw e complice una difficoltà evidente nei placcaggi di tutta la linea arretrata dei Warriors, gli Harlequins mettono a segno 37 punti, dalle mete di Danny Care, Marler, Buchanan e Brown. Siamo al 50', circa, poi si sono riposati e Worcester ha trovato una meta tecnica. Tra le due formazioni c’era una differenza evidente, c’è da dire, specie dietro. 

Finiamo coi dolori di giornata, vale a dire la terza sconfitta consecutiva con bonus degli Wasps, stavolta contro gli Sharks. Cipriani sembra voler dare un segnale e mette 21 punti – con una meta - quando subentra a Macleod; l’altra meta di Sale è di Mark Cueto, che vive una seconda giovinezza e si è caricato la squadra sulle spalle insieme a Paterson. Agli Wasps non riesce la rimonta: a pochi minuti dal termine la meta di Josh Bassett poteva portare in vantaggio le vespe, ma Andy Goode falliva la trasformazione e poi, qualche minuto dopo, Danny la metteva dentro su punizione. Tre le mete per le vespe, una tecnica e l’altra, ancora, di Ashley Johnson, oltre a quella già citata di Bassett. Masi esce presto, speriamo bene. 

La classifica non l’abbiamo ancora data, nemmeno nei precedenti post, vero? E’ una scelta (o il rimbambimento di chi scrive?). Mah. In ogni caso di solito non serve, le prime partite sono un po’ di assestamento no? Ecco, quindi siccome siamo alla terza ve la metto, ma non prendetela subito sul serio. Qualcosa - non tutto per carità – succederà di qui a poco, in Inghilterra. 
Saracens comanda a punteggio pienissimo (15 pt.), seguono i Tigers (due vittorie e bonus di sconfitta con Bath), a 10 pt. Saints e Harlequins, a 9 gli Sharks, a 8 Bath ed Exeter, a 5 Irish e Gloucester, a 4 i Falcons, a 3 gli Wasps (3 bonus sconfitta) e a 1 chiude Worcester. 

Il prossimo turno vede Saints contro Sale, con i primi favoriti e i secondi con un avvio sorprendente e il fattore-Cipriani da verificare; Bath contro gli Irish, con i bagnini chiamati a un pronto riscatto, magari con una linea di partenza perlomeno decente; Wasps – Worcester è sulla carta una sfida salvezza, con Andy Goode contro la sua vecchia squadra. Match di punta è Harlequins-Saracens: se i saraceni vincono possono fare la voce grossa, davvero. I Tigers vanno in casa di Exeter, chiaramente per saccheggiare. Infine Falcons-Gloucester, con gli ospiti rinfrancati dalla vittoria con i Saints: una squadra “operaia” che vuole mordere le caviglie.

@talinotalepe

giovedì 19 settembre 2013

Scommesse vinte e perse

Eheh, vi avevamo avvertiti che sarebbero stati pronostici difficili… Ad uno primo sguardo è evidente l’equilibrio di tutti i match di Premiership. Personalmente avevo pronosticato vittorie di Wasps e Sharks, ma avevo preso Bath e gli altri di Irish, Saracens e Saints (4 € persi in scommesse comunque, devo ancora imparare quali giocare…). 

Cominciamo dunque: negli anticipi, in trasferta Northampton batte gli Harlequins 13 a 6. In mezzo alla bufera decide la meta di James Wilson e il piede di Myler, mentre per gli Harlequins i punti sono di Evans. Partita molto equilibrata, molti errori di Evans nei piazzati (solo 2 su 7 dalla piazzola per lui). Buona prestazione ancora di Hartley e di Tom Wood, esordio dal primo minuto di Kahn Fotuali’i a mediano di mischia, galoppata impressionante di North. La meta di Wilson parte da un erroraccio di Danny Care. Ahiahiahi!

I Falcons, come anticipato, battono 15 a 14 gli Sharks nella prima sfida-salvezza. Un successo di misura che vale molto, non solo per i punti guadagnati ma anche per il morale: i Falcons avevano lottato ma perso – rimanendo a zero – la settimana scorsa con Bath e in settimana avevano annunciato il ritiro del centro Tu’ipulotu per un infortunio al ginocchio; al contrario gli Sharks avevano sorpreso tutti vincendo con Gloucester. Ancora assente Cipriani tra gli Sharks, che perdono proprio per la maggior imprecisione nei calci del proprio n°10 Macleod, che ha realizzato solo la metà dei calci tentati (la meta, l’unica della gara, è di Dan Braid). Nei Falcons i punti sono distribuiti tra Godman (12) e Clegg (3). 

Nella giornata di sabato le vespe londinesi subiscono un’altra sconfitta di misura, in uno scontro tra due compagini verosimilmente destinate al centro classifica (sempre che prima o poi i vesponi riescano a vincere, anche di poco). E si che gli Wasps non soffrono né in mischia né in touche, la differenza la fa il gioco di Exeter, molto appoggiato sul far giocare gli avanti da raggruppamento e i trequarti di rimessa. Goode preciso dalla piazzola, ma non basta. Chiefs in meta con l’ala Tom James (2… si, ma i placcaggi???) e il flanker Scaysbrook, oltre al piede di Steenson (15 pt.). Il ritorno tardivo dei Wasps è affidato all’ala Chris Wade e al flanker Ashley Johnson in precedenza ammonito (Goode fa 16 punti). Punteggio finale di 30 a 26. 76 minuti in campo Andrea Masi. 

Gli Irish con le due mete di Yarde (sta giocando da fenomeno) superano in slancio i Warriors. Warriors in meta grazie agli “australi” Ignacio Mieres (suoi anche i punti al piede) e David Lemi, mentre gli Exiles completano la vittoria di misura, 20 a 18, con il piede di Ian Humpreys (10 pt.). Match equilibratissimo, deciso dalla maggior precisione al piede dell’irlandese Humpreys. 

Ma è Bath a fare l’impresa di giornata (e tutti cominciano a chiedersi finalmente dove potranno arrivare). Due mete (Jonathan Joseph d’intercetto su un passaggio di Mele e con galoppata di 70 metri, e Matt Banahan che galoppa pure lui, e si trascina pure gente dietro) contro tre dei Tigers (Mafi, Slater e Goneva), ma a fare la differenza è il giovincello George Ford – sempre più convinto di aver fatto la cosa giusta nell’andarsene da lì - sul pari ruolo David Mele, e l’indisciplina di Leicester. Partitone di Guy Mercer, flanker da Bristol al servizio di Bath. 

Saracens-Gloucester 44 a 12, con gli ospiti che non solo ottengono una grande batosta (i segnali di quest’inizio stagione non sono proprio promettentissimi…), ma si vedono recapitare 8 settimane di squalifica per il pilone Nick Wood per una scorrettezza ai danni del nostro amico Jacques Burger (foto). Proprio l’inferiorità numerica - il “numero” del pilone che gli è costato l’espulsione avviene al 1° minuto di gioco - non aiuta certo Gloucester, in una partita già prima difficile. Jamie George, eroe della prima giornata, si vede sostituito in corso da Brits, che marca anche una meta. Sarà una sfida emozionante tra i due, durante la stagione. L’ala Strettle marca due belle mete, il centro Tomkins una come Mako Vunipola. Al piede 17 punti di Farrell e due di Spencer. Per Gloucester 4 punizioni dal bel piedino di Freddie Burns. Ottima, naturalmente, la partita di Jacques Burger. 

Nel prossimo turno ci aspettiamo che la fortuna inizi a girare per gli Wasps, anche se Sale è capace di sorprese nel bene e nel male, l’abbiamo visto nei due turni precedenti, e in più Cipriani pare pronto all’esordio. I Quins teoricamente vanno a Worcester per vincere, mentre i Tigers dovrebbero aver vita facile con i Falcons, ma questi son buoni in difesa.. Cherry & Whites che devono riscattarsi contro i Saints – non facile -, mentre sono molto interessanti le altre due sfide, Irish-Chiefs per la zona mediana, e Saracens-Bath per la zona alta. 

Ah, un O.T. per finire e per pensare alle cose poco serie.

@talinotalepe

mercoledì 11 settembre 2013

Non è un paese (solo) per vecchi

Beh insomma, già delle emozioni in questo primo weekend di Premiership. Iniziamo dalle brutte notizie: l’infortunio di Tom Croft, flanker di Leicester, Inghilterra e B&I Lions, che starà fuori tutta la stagione per un infortunio al ginocchio. Passiamo alle partite. 

Nell’anticipo, com’era prevedibile, Bath sconfigge e lascia a zero i Falcons. 21 a 0 il risultato finale, al termine di una gara che – a dire il vero – Bath ha faticato a portare a casa. 6 a 0 il risultato al termine della prima metà, e le mete arrivano tutte verso la fine. C’è da dire che il tempo da lupi di venerdì sera non ha aiutato a rendere la gara spettacolare. Nel primo tempo i Falcons sbagliano un drop e una punizione. Si avverte la mancanza del Gopperth, che fuggito da Newcastle ha dato acqua, vivande e punti al Leinster di Dublino. Le statistiche del match dicono che i Falcons hanno avuto possesso, metri corsi con la palla, buone ruck e tackle, mentre hanno sofferto nelle mischie e nelle maul (infatti le mete sono arrivate con carrettini e alcune punizioni da mischia). E’ mancata la fase di realizzazione – se il disastro fosse tra i trequarti mi sembrerebbe di parlare dell’Italia di Mallett… Buona, nel Bath, la prestazione del giovine Ford (11 pt. e che piedino!), mentre la meta è stata realizzata da Perenise (l’altra è tecnica). Impressiona il numero dei placcaggi, più del doppio quelli realizzati da Bath rispetto a quelli dei Falcons, con in “doppia cifra” praticamente tutta la mischia (Attwood, Garvey e Gilbert su tutti). Eastmond si è fatto male, ma sembra nulla di grave: al suo posto è entrato Gavin Henson (questa è la nota di colore). 

I Saracens battono gli Irish 42 a 20. Curiosamente la partita ha avuto lo stesso parziale in entrambi i tempi. Per i Sarries due le mete del tallonatore ventitreenne Jamie George (foto), seguono Vunipola e Ashton allo scadere. L’altro bimbo terribile, Owen Farrell, fa 22 punti al piede. Gli Irish vanno in meta con Low e il giovanissimo Yarde (l’attendevamo al varco..) - che da novello Lazzaro si alza mentre viene curato dai medici e va a concludere l’azione in meta -, mentre i punti di Ian Humpreys sono 10. Anche qui le statistiche mostrano degli Irish combattivi, ma poco disciplinati, specie in mischia. Ottime le prestazioni, comprese le belle mete, di bambinone Jamie George (Brits è avvisato…), dei devastanti Vunipola e di quel Jacques Burger namibiano già segnalato la scorsa settimana. Yarde, dal lato Irish, viene già consacrato come ala dal grande futuro, e non possiamo che accodarci.


La vera sorpresa di settimana è la vittoria di Sale su Gloucester per 22 a 16. Avevo pronosticato che i biancorossi avrebbero fatto casino con tutti? E infatti qui si fanno fregare da una squadra pure temporaneamente orfana del giocatore di maggior talento, Danny Cipriani; perdipiù in casa. Negli Sharks quel vecchio marpione di Cueto piazza una meta e un assist per quella del giovane Forsyth. Al piede punti di Arscott, MacLeod (e che passaggio sulla meta di Cueto!) e drop di Joe Ford. Gloucester va in meta con Trinder, abile a trovare spazio tra la linea avversaria, punti al piede (11) di Freddie Burns. Sale Sharks fa il possesso e – per usare termini calcistici – Gloucester va di contropiede. Stupisce che con 470 metri corsi con la palla (contro i 189 di Sale) e i 28 giocatori battuti contro 9, non siano riusciti a fare di più. In fase difensiva tra gli Sharks si sono distinti il neozelandese Paterson ex Cardiff Blues, Braid e Seymour

I Saints abbattono Exeter, come da pronostico. 38 a 11, mete di Hartley, i due Pisi, Tom Wood e Samu Manoa per Northampton, del gigantone australiano Mumm per i Chiefs. Al piede 13 punti per Myler, 6 per Steenson. Partita già chiusa all’intervallo, dominata letteralmente dai Saints – esticazzi! mi verrebbe da dire, vista la differenza qualitativa negli schieramenti.. Osservato speciale North e le sue galoppate (oltre 100m percorsi con la palla in mano), grande partita di Dylan Hartley, voglioso di riscatto dopo il finale di stagione che gli è costato l’esclusione dai British&Irish Lions. Dai Saints giungono queste parole: “He has worked very hard during the summer, he has had no pre-season games, so to come in and play like that shows what sort of player he is. He is our leader because he plays and leads by example”. 

Giungiamo alla sfida persa dai Wasps contro gli Harelquins 15 a 16. Qui il nostro beniamino Andy Goode ha preso il palo nella trasformazione che a tempo scaduto poteva dare ai Wasps una vittoria quasi clamorosa. Avranno tempo di rifarsi. Complici le mete della premiata seconda linea Palmer-Launchbury, gli Harlequins riescono ad avere ragione solo grazie alla maggior precisione al piede di Nick Evans e alla meta giunta al 70' dell’esperto Karl Dickson, subentrato al mediano di mischia Danny Care. Partita molto equilibrata, il nostro Andrea Masi ha giocato estremo. Da segnalare la prestazione di George Lowe : 12 placcaggi ben portati, di cui uno decisivo su Varndell

Nel posticipo i Tigers hanno sconfitto i Warriors 32 a 15, anche qui secondo pronostico. Ospiti che vanno in meta con Chris Jones e il figiano Matavesi (punti al piede di Ignacio Mieres, apertura argentina), Tigers che colpiscono con Thompstone, Mele (esordio felice in Inghilterra del minuto mediano di mischia – come da tradizione francese, Parra, Elissalde, Mele, della serie “nella botte piccola…”), Crane e Goneva, punti al piede di Ryan Lamb e Williams. Ottima partita di Julien Salvi (14 placcaggi), durante l’inferiorità numerica Worchester prende la meta di Crane che chiude definitivamente il match. 

Una cosa che ha impressionato è il numero di giocatori che hanno giocato e si sono distinti nati dal 1989/1990 in qua. Incredibile. Prendere appunti. 

Ultima roba e dopo non vi rompo più: il prossimo turno è molto interessante e ci dirà – o comincerà a darci delle risposte – sulle gerarchie di questa Aviva Premiership. Molte le gare equilibrate sulla carta, dove è difficile fare pronostici. 

@talinotalepe

martedì 10 settembre 2013

Grandi manovre sul fronte boreale

La bomba è stata sganciata ed è un gran chiacchierare: a questi lidi le opinioni per lo più si possono riassumere in due filoni, "speriamo di no" e "i soliti francesi ed inglesi" (nella foto, due Mosquito, leggendari bombardieri leggeri della RAF impiegati durante la II Guerra mondiale). Si parla chiaramente del comunicato con il quale la Ligue National de Rugby si è espressa sul futuro delle coppe europee, partendo dall'accordo con l'ERC "concluso nel 2007 e rescisso nel 2012". Occhio alle date, ci suggeriscono dalla regia, perché stando così le cose (rescissione avvenuta nel 2012, conclusione con la stagione in corso) vorrebbe dire che l'ERC ha venduto a Sky Sport qualcosa che in realtà non possedeva. 

Nel testo si legge che nonostante i molteplici incontri e le riunioni che si susseguono da un anno, la LNR e i club del Top14 "non possono che constatare il fallimento delle negoziazioni sulla elaborazione di un nuovo accordo". Si aggiunge che non sono pensabili tornei che escludano le squadre inglesi e quindi si delega alla LNR il compito di "prendere le misure per porre in essere una competizione per il 2014/15" che comprenda "necessariamente" inglesi e francesi e che sarà aperta alle altre nazioni. 

Ricapitolando i capitoli precedenti, Inghilterra e Francia chiedevano una riduzione dei team in Heineken Cup, da 24 a 20, modificando i criteri d'accesso specie per ciò che riguarda il Pro12, con i club italiani e scozzesi ammessi alla competizione indipendentemente dal piazzamento finale in classifica. E mentre venivano avanzate le richieste, i club di Premiership accoglievano l'accordo con British Telecom che ha varato il canale televisivo sportivo: un contratto da 152 milioni di sterline che comprende la trasmissione dei match europei - quando il board della European Rugby Cup aveva assicurato i diritti televisivi a lungo termine a Sky, recentemente prorogati. Nello scacchiere pesano le consistenze economiche dei club inglesi e francesi e chi si abbandona al motivetto "soldi, soldi, soldi, che delusione!" deve mettere in conto che nell'epoca del professionismo non sono elemento di secondo piano, ma merce di contrattazione.  

Soffia un'aria di rivoluzione e occorre calma per evitare facili sbandamenti nei giudizi (eh, la Primavera araba insegna, o no?). Storicamente Albione e Gallia, nei secoli trascorsi a darsi battaglia, hanno avuto in comune moti rivoluzionari, con esiti profondamente diversi a soli 100 anni di distanza: quella Gloriosa a Londra (1689), consumata senza spargimenti di sangue e istituendo le basi della monarchia costituzionale moderna, e quella a colpi di ghigliottina a Parigi (1789), conclusasi di fatto con l'ascesa di Napoleone. Chiusa la parentesi, il dato di fatto è che ciò che andrà a sostituire la HCup dovrà per forza di cose comprendere tanto i club di Premiership quanto quelli di Top14, che poi accolga altre società viene per secondo come punto di partenza. 

Nei mesi scorsi i vertici della LNR avevano adottato un atteggiamento diplomatico di fronte ai primi contrasti tra inglesi ed ERC, scegliendo una linea più morbida che - sempre dalla regia - a giochi quasi fatti può essere vista come il tentativo di offrire un assist agli altri rappresentanti (di Pro12 si parla ovviamente), non raccolto. Un tentativo di smussare gli angoli, calmare gli spiriti bollenti e trovare la quadra. Da oggi, al contrario, non si può che constatare "il fallimento delle negoziazioni". 

Restiamo in attesa di sviluppi, mentre da Oltremanica i commentatori recapitano messaggi per niente affatto in codice: "The pressure is on the likes of Italy, Wales, Ireland and Scotland to decide whether they will follow suit and abandon the ERC to join the new Anglo-French competition or push for compromise", scrive Tom Hamilton nell'editoriale di Scrum.com, gruppo ESPN. 

Crouch-bind-set!

giovedì 5 settembre 2013

Premiership Preview: le belle squadre d'Inghilterra


Comincia il campionato anche in Inghilterra: le magnifiche 12 del torneo più prestigioso, ma non il più ricco. Quali sono le squadre ai nastri di partenza? In ordine alfabetico passiamo a dare una rapida occhiata.

Il glorioso Bath, con un bel mix di giocatori d’esperienza e astri nascenti in ogni reparto: tra i giovani, l’apertura George Ford, proveniente dai Tigers come il mediano di mischia Micky Young, ma anche gli altri backs Kyle Eastmond, Watson, Jonathan Joseph (dagli Irish), il fijiano Rokoduguni, l’apertura scozzese Heathcote e i validissimi prodotti dell’Accademia, da Chris Cook in giù; tra i più “vecchi”, i mediani di mischia Peter Stringer (“mister passaggio perfetto” ex Munster) e il gallese Martin Roberts, gli utilitybacks Abendanon e Banahan, Horacio Agulla dai Tigers, l'apertura Shaun Berne e l’estroso Gavin Henson. Fin qui i backs. Tra gli avanti spiccano i nomi del sudafricano Francois Louw, del samoano ex Hurricanes Perenise, del gallese Paul James (foto), degli inglesi David Wilson e Rob Webber (che se la vedrà per il posto a n°2 con il Pumas Guinazu e con Ross Batty), delle seconde linee Dave Atwood e Ryan Caldwell, dal terza linea gallese Matt Gilbert (soffre di gravi problemi d'udito che compensa con altre qualità) ma anche una nostra vecchia conoscenza, Juan Pablo Orlandi, oltre a uno stuolo di interessanti prodotti dell’Accademia. Non so se si è capito, ma sta squadra mi piace. Forse un po’ con la coperta corta nelle terze linee, ma se gli avanti reggono può essere la mina vagante. Daje Bath! 

Gli Exeter Chiefs sono squadra che può rivelare sorprese. Forse perché è gente ai comuni mortali (italiani) perlopiù sconosciuta, a parte il capitano, l'australiano Dean Mumm, la vecchia apertura gallese Ceri Sweeney, le ali Vainikolo (proveniente da Connacht) e Tom James ex Cardiff, e l’estremo Luke Arscott, che l’anno scorso ha dato prova di grandi qualità. Di sicuro affidamento anche l’apertura Gareth Steenson (occhio anche al giovane Slade) e il pilone ex Calvisano Hoani Tui, mentre ci si aspetta una rapida crescita dal mediano di mischia Townsend (in un ruolo che in ogni caso può contare su tipi ganzi come Haydn Thomas e Dave Lewis), dall'estremo Jack Nowell e dal pilone talentuoso Cowan-Dickie. Oltremanica si scommette pure sul centro Sam Hill. 

Il Gloucester ha un reparto di trequarti molto valido, con il neozelandese Jimmy Cowan e il gallese Knoyle a scrumhalf, il mai domo Simpson-Daniel, l’ala Charlie Sharples, il centro Trinder, l'estremo Balshaw, l’apertura Freddie Burns, l’estremo Rob Cook, i centri Jonny May e Billy Twelvetrees e si aspetta di vedere come rientreranno Olly Morgan e Tim Taylor. Senza dimenticare un giocatore “a cottimo” come Tindall. Dietro Ben Morgan, Andy Hazell, Sione Kalamafoni, Matt Kvesic, Akapusi Qera (bella back row!), in prima linea l’ottimo Nick Wood con Rupert Harden, in seconda Tom Savage (giovane capitano in seconda linea, come il pari ruolo Bortolami ormai molti anni fa) con il nuovo arrivato – dai Falcons – James Hudson. Faranno casino, con tutti. 

Torna l’ala Paul Sackey dalla Francia e sceglie gli Harlequins. Confermato all'apertura Nick Evans (in alternativa c'è Ben Botica - per la serie: averghine!), ci sono gli orsetti Nick Easter e Joe Marler (foto), Ugo Monye, Tom Williams, Chris Robshaw, Danny Care, Mike Brown,George Lowe, Jordan Turner-Hall, oltre al neoacquisto (da Tolone) Nick Kennedy. Occhio al lock Charlie Matthews e al capitano dell'Under 20 Jack Clifford. Solita corazzata, insomma. Con il vantaggio di essere davvero collaudata. 

Tom Youngs, è notizia di questi giorni, è un tallonatore preoccupato per la nuova mischia. E ci mancherebbe. In ogni caso, anche spaventato, rimane uno dei più forti nella Premiership. A fargli compagnia nella prima linea dei Leicester Tigers rimangono i piloni Ayerza, Mulipola, Cole e arriva un Jerome Schuster qualunque a sostituire Castrogiovanni (e Corbisiero) partito per la Francia. Senza nominare tutti i big della squadra (beh un po' di nomi li facciamo, Flood, Ben Youngs, Waldrom, Tuilagi, Tait, Croft, Crane), ci accontentiamo di dire che rimane la squadra da battere e che sono arrivati anche Ryan Lamb, David Melè e Gonzalo Camacho, mentre si aspetta il ritorno dall'infortunio di Benjamin. Così, tanto per dire. Occhi puntati sul giovane terza linea Gibson. 

London Irish: molti la danno già per spacciata. E sì che non mancano delle qualità. Thomas O'Leary è (stato?) un bravissimo mediano di mischia, uno in grado di scalzare in maglia rossa e in maglia verde un certo Stringer. Topsy Ojo è una buona ala, Shane Geraghty è una buona apertura – nel loro roster preferisco Ian Humpreys, ex Ulster -, Jebb Sinclair è un canadesone che se in forma sa farsi valere, il samoano Tagikabau è un'ala che tutti vorrebbero avere – anche se l'anno scorso ha deluso-, Guy Armitage (il terzo dei fratelli) è un talento su cui si può scommettere, così come Marlan Yarde. Troppo poco? Forse... 

I London Wasps hanno comprato Andy Goode (foto) e questo per me basterebbe. E' l'apertura che mi ricorda le radici amatoriali dello sport, una sorta di Dario Hubner del rugby. Uno che, a dispetto di fisico, aspetto, alimentazione approssimativa ecc. la butta sempre dentro. Mettiamoci anche James Haskell, Hugo Southwell, Joe Simpson, Tom Varndell, Tom Palmer, i nostri Andrea Masi e Festuccia, i giovani Christian Wade e Joe Launchbury (con Palmer fa una seconda linea di tutto rispetto), può navigare tranquilla, senza grosse pretese. Parlano davvero bene dei giovani Sam Jones in back row e del mediano di mischia Moates. Trattatemi bene il Masi. 

La squadra che fu di Sir Jonny Wilkinson è tornata in Premiership. I Newcastle Falcons hanno un che di scozzese con i vari verymuchcapped Mike Blair, Phil Godman, Ally Hogg, Scott Lawson e Scott Macleod. Hanno perso Jimmy Gopperth, uno che ha messo una media di oltre 10 punti a partita nelle scorse stagioni, ma hanno un paio di giovani interessanti, a partire dal Pumas Lobo e dal seconda linea Barrow, che se la vedrà con Carlo Del Fava per il posto. Ma anche il flanker e capitano Will Welch non è da buttare, e neppure l'ala Noah Cato. Squadra da bassa classifica. 

Di sicuro non di bassa classifica sarà la squadra dei Northampton Saints, che si sono rinforzati con Corbisiero dai Tigers, Kahn Fotuali'i dagli Ospreys, George North dai Scarlets. Aggiungiamoci l'astro nascente Jamie Elliott (ala), che se la vedrà con una concorrenza spietata, e i vari Dylan Hartley, Lee Dickson, Phil Dowson, Ben Foden, Courtney Lawes, Salesi Ma'afu, Stephen Myler, i Pisi, Tom Wood... e vediamo se finalmente esplode Alex Waller. Seconda testa di serie. 

Siamo ai Sale Sharks di Danny Cipriani e dei vecchi Mark Cueto e Tony Buckley. Uno dei giocatori di punta è Phil MacKenzie, canadese giunto dai Welsh, e per quanto bravo abbiamo detto tutto... Club a vocazione multinazionale, spiccano tra gli altri i due russi e l'esperto Dwayne Peel, 76 caps col Galles, chiamato a dare palloni alla vena creativa perlopiù scostante di Danny Cipriani, vero talento nel rovinarsi una carriera che sembrava destinata a grandi soddisfazioni. Anche qui pare un'utopia sperare di viaggiare nei piani alti. 

Saracens con il solito gruppone di bravi giocatori, da Chris Ashton a Brad Barritt, passando per il “vecchiotto” Bortwich, quello che è esploso tardi (Mauritz Botha), Schalk Brits, l'adorabile Kelly Brown (foto), il Jacques Burger che aveva impressionato agli ultimi mondiali con la Namibia, Owen Farrell, Alex Goode, Charlie Hodgson, Rhys Gill, Matt Stevens, David Strettle, i Vunipola, Richard Wigglesworth, Marcelo Bosch e per finire lo statunitense Chris Wyles. Bella squadretta, frizzante dietro e solida davanti. 

Per finire i Worchester Warriors di Paul Warwick, altro giocatore transitato dall'Irlanda e dalla Francia e che avrebbe meritato più gloria in carriera. Va a sostituire un certo Andy Goode - e tanti auguri! In squadra anche Jonathan Thomas, qualche caps coi gallesi (67), Euan Murray – buon pilone scozzese famoso per non voler giocare di domenica per motivi religiosi – gli argentini Senatore e Creevy, qualche isolano non male. Anche qui si parla di 7-12 come posizione. 

In prima fascia insomma ci stanno i Tigers, Northampton Saints, Saracens e Harlequins, con l'obiettivo di rompere le uova Gloucester e Bath. Seguono le altre.

Carletto

venerdì 30 agosto 2013

Mani avanti in mischia

La morale della dichiaraziona di Richard Cockerill è semplice: potevano alzare la cornetta e farci uno squillo, avremmo risposto volentieri. Il manager dei campioni in carica Leicester Tigers prende la misure ai nuovi tempi che regolano la mischia ad una settimana dall'inizio del Premiership, che vedrà contrapporsi nell'anticipo del venerdì i Newcastle Falcons e Bath. "Quando modificano queste regole, nessuno si rivolge agli allenatori del Premiership per quelle della mischia", ha affermato Cockerill. 

"Dicono siano per la sicurezza. Ma nell'emisfero sud sembra piuttosto che vogliano depotenziare la mischia, con la palla che entra ed esce. Ti viene da pensare che la gente che opera questi cambiamenti consulti gli allenatori invece di farli e basta", ha proseguito il manager che prova a fare il punto della situazione sulla base anche dell'esperienza della sua squadra con i nuovi tempi di ingaggio: "E' stato un casino. Ora stiamo ricevendo diverse indicazioni, ma la mischia è ancora un caos quindi dovremo capire come si sistemerà. In una delle partire del Rugby Championship abbiamo visto due dei migliori mediani di mischia prendersi in giro a vicenda perché erano preoccupati sull'introduzione e sul ritrovarsi ammoniti".  

Ha commentato anche Dean Richards, l'head coach dei Falcons che ha ricordato come già in altre occasioni l'emisfero sud nella propria agenda si fosse mosso per venire a patti con le regole. "Ti piace pensare che ciò che dicono, che i tempi siano stati cambiati per la sicurezza, sia vero, che sia l'unico motivo per cui abbiano agito in questa direzione. Se non lo fosse, ti sentiresti piuttosto rammaricato". 

Intanto è giunta conferma che grazie agli investimenti del Premiership Rugby Board, gli arbitri saranno affiancati dal TMO in tutte le partite della stagione, anche quelle che non saranno trasmesse in televisione. "Le nostre analisi hanno dimostrato che molti arbitri potevano essere aiutati in parecchie partite non andate in onda, se le telecamere aggiuntive fossero state posizionate", ha detto Phil Winstanley, Rugby Director del board, considerando quanto possano pesare le scelte dei giudici in campo in una competizione dove il margine di vittoria è il più basso tra tutti gli altri campionati (una media di 11.1 punti a partita). Sempre nella scorsa stagione furono trasmessi 69 incontri su un totale di 135. 

Con l'annata 2013/14, in fase sperimentale gli arbitri potranno rivolgersi al TMO per chiedere che si proceda fino all'analisi di due fasi precedenti alla marcatura della meta. 

martedì 27 agosto 2013

La versione di North e del Pro12

"Il mio trasferimento in Premiership potrebbe essere il primo di tanti", parola di George North, l'ala gallese che aprile firmò il contratto che lo portava dagli Scarlets ai Northampton Saints. Una mossa che riportò a galla le tensioni tra le franchigie regionali che partecipano al Pro12 e la Welsh Rugby Union: motivo del contendere la disponibilità economica che non c'è per tenere testa agli appetiti inglesi e francesi. Tra un patto di collaborazione e l'altro, la realtà è che tanto gli Scarlets, quanto i Dragons, i Blues e gli Ospreys non possono essere competitivi sul mercato - piuttosto, circolò voce nella scorsa stagione che a Swansea avrebbero smantellato la società. 

Il giovane trequarti che è stato tra i protagonisti nel 6 Nations 2013 e con i British & Irish Lions nel tour australiano è stato intervistato da The Rugby Blog quando mancano meno di due settimane all'inizio dei campionati Oltremanica. North rilancia il timore che serpeggia in Galles di fronte all'esodo di alcuni atleti chiave: quest'anno, per esempio, sia Dan Lydiate che Jamie Roberts si sono aggregati al folto gruppo che presta servizio in Top 14, ma prova anche a rasserenare gli animi: "E' un'arma a doppio taglio il fatto che i tuoi giocatori migliori vadano a giocare altrove, non certamente al migliore immagine per il rugby gallese. Ma è anche una grande opportunità per i più giovani di mettersi in mostra nel Pro12". E nella conversazione ammette di non sentirsi pronto per la Francia, da qui la scelta per i Saints, facendo intendere che erano giunte offerte anche dal Top 14 ("Ho guardate alle diverse opzioni, ma credo che non fossi pronto per il grande passo in Francia"). 

Gli Scarlets hanno mantenuto in rosa Jonathan Davies e si sono aggiudicati la terza linea scozzese John Barclay per la stagione alle porte, giunto dai Glasgow Warriors, mentre il veterano tallonatore Matthew Rees è andato a Cardiff (dove è tornato da Tolone il pilone Gethin Jenkins: ci sono una Coppa del mondo all'orizzonte e biglietti da accaparrarsi per il campo), ma alle latitudini celtiche non è tempo di particolari investimenti, perché il futuro è incerto. Dall'anno prossimo Rabo Direct non sarà più sponsor del torneo e nemmeno se ne conosce la struttura, dato che c'è da intuire cosa accadrà con l'Italia: verrà rinnovato il rapporto tra il board celtico e la Fir? Le Zebre, la franchigia federale con base a Parma, si sono mosse sul mercato, con due inserimenti importanti in mediana come l'ex All Black Brendon Leonard e Tommaso Iannone, arrivato dalla Benetton Treviso che al contrario è rimasta più guardinga e non avrà più sulla propria panchina il sudafricano Franco Smith dopo il 2013/2014 - una mossa che in una situazione di dubbio totale su ciò che riserverà il prossimo futuro spinge a supporre che dal prossimo anno qualcosa cambierà e non sarà avvenimento di poco conto. 

Scrum.com ha provato a tracciare i profili degli acquisti migliori nel Pro12 - c'è anche Kris Burton, che ha lasciato la Marca per Newport. Tra tutti cita la seconda linea neozelandese, classe '83, Craig Clarke che dopo aver vinto il Super Rugby con i Chiefs è atterrato nel Connacht. La squadra di Galway è sempre un interessante laboratorio per testare giovani leve irlandesi affiancate dalla presenza di giocatori stranieri, ma a scorrere la lista si ha un'altra impressione: Zane Kirchner, Jimmy Gopperth e il promettente 24enne sudafricano Gerhard van der Heever. Gente che ci sa fare, specie i primi due chiamati al Leinster per rimpiazzare Isa Nacewa e Jonathan Sexton, ma pare passato un secolo da quando a Dublino giungevano, ad esempio, Rocky Elsom o Brad Thorn ed invece è storia recentissima. Ma storia, per l'appunto. 

lunedì 19 agosto 2013

Rifiniture in campo di Premiership

Un occhio Oltremanica, dove se a differenza del Top 14 francese il campionato non è ancora cominciato (si parte il 6 settembre), i club di Premiership sono all'opera con le ultime rifiniture sul campo come ci informa anche Planet Rugby. Data una lettura dei tabellini, vale la pena di soffermarsi su alcuni nomi da segnare nel blocco degli appunti per la stagione alle porte.

Cominciando con il Bath - che ha avuto vita facile nel derby con il Bristol, imponendosi al REC per 69-5 -, ritroviamo Kyle Eastmond, utility back classe 1984 che è arrivato dalla Rugby League (ha indossato la maglia dell'Inghilterra a 13 in quattro occasioni). E' tra gli autori delle undici mete con le quali il Bath è andato a segno: lo scorso maggio ha intrapreso la carriera internazionale anche nella Rugby Union, venendo impiegato da Stuart Lancaster contro i Barbarians (e marcando meta a pochi istanti dall'ingresso) e nel tour estivo in Argentina, dove ha poi sostituito Billy Twelvetrees, convocato strada facendo nei Lions. 
Occhi puntati anche sul flanker gallese Matt Gilbert (un trascorso italiano con il Mogliano, foto): è sordo, si aiuta con un apparecchio acustico, ma ciò non gli ha impedito di costruirsi una carriera che lo ha portato in Premier. In mostra pure George Ford, la giovane apertura che ha lasciato i Leicester Tigers per giocare con continuità al Recreation Ground e convincere Lancaster: ventenne, nel 2013 ha esordito con i Saxons. Per la cronaca, il padre Mike (ex Rugby League) è nello staff tecnico del Bath (ricorda molto da vicino la famiglia Farrell...). 

Debutto con i Northampton Saints del mediano di mischia Kahn Fotuali'i, il neozelandese di nascita, samoano di adozione, che abbiamo avuto modo di conoscere bene con gli Ospreys in Pro12. Ha firmato con gli Saints lo scorso gennaio, rifiutando un prolungamento di contratto avanzato dalla franchigia gallese. Vittoria per Northampton sui Bedford Blues, formazione del Championship che è ormai protagonista del torneo sino alle ultime battute (pur mettendo in chiaro dall'inizio che non ambisce alla promozione in Premiership a causa dei piani economici sostenibili) per 45-21 e tra i Blues spicca Mark Atkinson che ha strappato l'hat trick in quaranta minuti: classe '90, opera tra i trequarti e arriva dal pianeta Wasps. E' stato selezionato anche per il RFU Championship XV

Nella vittoria degli Harlequins sui London Scottish per 40-15 compare il nome di Paul Sackey, tornato in patria dopo i tre anni trascorsi in Francia, prima con il Tolone poi con lo Stade Francais. In Provenza rimase solo per la stagione 2010/11, senza suscitare particolari entusiasmi, quindi brevi comparse parigine. Ora, a 33 anni, cerca di rilanciarsi al The Stoop. Nel 2007 era nel gruppo inglese per la RWC con le sue lunghe trecce. 

Doppio incrocio anglo-celtico: se gli Wasps hanno superato il Connacht per 31-7 (poker del mediano Joe Simpson), i Worcester Warriors hanno perso con i Cardiff Blues (21-17): Warriors senza l'apertura ex nazionale Andy Goode, ora una vespetta dopo 69 apparizioni con Worcester, dov'era giunto nel 2010 dai Natal Sharks con il club retrocesso in Championship e rendendosi protagonista della immediata promozione e permanenza ai piani alti. 

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