sabato 12 febbraio 2011

La Scozia mangia il gambero e il Galles ne approfitta

Six Nations - Murrayfield
Scotland 6 - 24 Wales


La notizia è che il Galles è tornato a vincere: il 24-6 sulla Scozia al Murrayfield vuol dire aver svoltato almeno per una partita dopo le sette perse in precedenza e quella pareggiata contro le Fiji nel disastroso mese di novembre. Ed era un sacco di tempo che non espugnava Edimburgo. Non è l’unica notizia di giornata: c’è anche la Scozia che non ha brillato come a Parigi una settimana fa. Ha piuttosto sprecato e molto, soprattutto quando gli avversari sono rimasti in tredici per due gialli nella seconda parte del primo tempo, non racimolando nemmeno un piazzato. Le idee c’erano e c’era parecchia confusione. Non è stato qualitativamente una delle partite che passeranno alla storia del Six Nations.

Vincono i dragoni rossi, grazie ad un buon avvio e alla stitichezza – passateci il termine – offensiva dei padroni di casa. Errori da una parte e dall’altra, game plan così e così, la differenza l’hanno fatta le intuizioni dei singoli: James Hook per la prima meta gallese, Jonathan Davies per la seconda, Shane Williams per aver in entrambi i casi chiuso al meglio l’azione. Alla retroguardia di Warren Gatland va concesso il merito di aver imbragato gli uomini più pericolosi di Andy Robinson, come Joe Ansbro.
L'altro Scots distintosi contro la Francia, il biondo lock Richie Gray, era stato eliminato da un mal di pancia notturno: al suo posto Nathan Hines tornato al suo ruolo vicino al capitano Al Kellock; Kelly Brown tornava blindside in coppia classica con l'openside John Barclay e Richie Vernon (anonimo) al nr.8 nella perdurante assenza della terza "killer Bee" Beattie.
Saranno le assenze, sarà la difesa attenta, tosta e a tratti fallosa in modo pericoloso dei Dragoni (due cartellini, la mascella di Hugo Southwell aperta da un calcio, quasi a rinverdire l'abbattimento di Thom Evans un anno fa), fatto sta che gli uomini di Robinson perdono un sacco di ovali e mancano regolarmente passaggi, trasmissioni, giochi al piede, tempi di inserimento e opzioni valide: dove sono finiti i tambureggianti offload così impressive contro la Francia? Non basta involcare la giornata negativa di Ansbro, l'assenza inspiegabile dle pack, la progressiva scomparsa dal campo di Max Evans, le scelte poco felici di Nikki Walker, Southwell, la prevedibilità di Rory Lawson e Sean Lamont o la lentezza e le scelte spesso opinabili di Dan Parks. Eppure, se è vero che agli scozzesi è sempre mancato l’ultimo passaggio buono, è altrettanto vero che quando muovono palla, bene o male, qualcosa si inventano e tengono vivo il possesso, nonostante la linea difensiva alta degli avversari.

La cronaca di per sé è spicciola. La apre come detto il Galles, che attacca con consistenza, senza eccedere nelle frivolezze che ne hanno determinato tante sconfitte; la differenza la fa subito la posizione di Hook, regista molto motivato a far bene individualmente, a mettersi in luce come Deus In Machina Gallese. C'è poco da fare, il Galles ha bisogmo delle sue individualità, possibilmente esaltate, mentre Stephen Jones (oggi in panca) al servizio degli altri è quasi come se la snaturasse.
Gli ospiti imbeccano molto presto la porta giusta: al 7’ Hook esplora il canale dove a fare da guardia c’è un concorrente più lento, il pilone Allan Jacobsen che se lo vede scappar via prima di servire il folletto Shane Williams inseritosi con timing perfetto, che schiaccia a terra. Hook converte, poi piazza tra i pali al 13’ e al 18’ per il 13-0 degli ospiti in questo derby celtico. La Scozia accusa i colpi, è in panne, come detto ipotizza che dopo diverse fasi di gioco il modo migliore per destarsi sia quello di servire attraverso il piede di Parks l’ala Nikki Walker, fisicamente più alto del diretto marcatore Williams (non ci vuole molto, dato che Shane sfiora l'uno e settanta) , ma l’idea ripetuta spesso non va mai a buon fine. Esce l’estremo Hugo Southwell al 20’, colpito da un calcio al volto, entra il motivato ball carrier Sean Lamont. La sensazione è che gli scozzesi annaspino senza trovare il bandolo della matassa e che gallesi possano fare male di nuovo, da un momento all’altro. Invece si limitano al controllo delle iniziative avversarie. È in partita anche il centro Jamie Roberts, uno degli uomini più attesi al varco e che conquista il penalty del +16. Ma arrivano anche dei regali inaspettati.
Mike Phillips perde un brutto pallone in avanti su una pedata alta di Walker e si scatena l’avanzata degli Highlanders che arrivano ad un ciuffo d'erba dalla meta che riaprirebbe i giochi con Sean Lamont, il più attivo dei suoi coi dritto-per-dritto. A quel punto, con l’accampamento nemico troppo vicino al forte, Bradley Davies commette fallo professionale calciando via la lpalla nel breakdown e si fa ammonire dall’arbitro George Clancy quando siamo solo al 23’. La Scozia non riesce ad aprofittarne nonostante la pressione, per colpa di cattive trasmissioni di ovali e scelte non felici, venendo rispedita indietro. Ma quanto meno tiene il pallone e si rende pericolosa sulla corsia percorsa dall’altra ala Max Evans che viene presa al collo dall’estremo opposto Lee Byrne. E arriva al 27’ il secondo giallo: gallesi in tredici contro quindici. Alla fine, al 31’, visto che in meta non si va, Parks fissa la porta e smuove il risultato: 3-16.


La ripresa è concitata, nervosa, incasinata. Di fatto il Galles è di nuovo in parità numerica e si dedica alla difesa del risultato. Bella la prestazione della terza linea Danny Lydiate a tal proposito, assieme all'attento Walbusrton. Il pilone del Signore, lo scozzese Euan Murray, cede il posto al compagno Moray Low dopo un'altra giornata da dimenticare, pur senza le tragedie della scorsa settimana; il nuovo entrato garantisce costanza in mischia ordinata, conquistando anche un piazzato ai danni del rivale Paul James che al 58’ Parks trasforma per il -10, dopo tanti minuti spesi come al solito ad attaccare inutilmente. La Scozia procede per fasi, si affida a ball carrier come Alastair Kellock e a John Barclay; e alle partenze da lontano di Lamont, autore di un workload pazzeso; rischiano però di prendere meta di intercetto quando parte a razzo Roberts che viene agguantato ai pantaloncini di Lamont per un soffio, dopo essersi bevuto mezzo campo. Prima rischia, poi la piglia sul serio la meta in ripartenza, chiaro obbiettivo unico gallese del secondo tempo, dopo che Hook al 65’ era tornato a farsi vivo con un altro penalty mandato a buon fine per il +13, prima di cedere il testimone a Stephen Jones.
Scontro in mezzo al campo al 69’, Walker prova a riciclare al volo per Jacobsen che non controlla, Sam Warburton e Matthew Rees, due dei difensori più positivi di giornata, se ne impossessano, poi passano a J. Davies che calcia in avanti; arriva lesto - indovinate chi - Shane Williams che corre a timbrare la doppietta che ammazza definitivamente la partita, con gli avversari con estremo alto sulla linea e tutto il campo arretrato scoperto. Gli ultimi dieci minuti non regalano granché, se non ancora fasi confuse e tentativi inconsistenti scozzesi.


La faccia più che contrariata di Robinson nel gabbiotto dello staff scozzese valgono molto più di mille parole: i suoi han giocato a tirarsi sui timpani le saponette ovali e non sono mai riusciti a scavalcare la trincea. Interessante situazione quella scozzese, paragonabile per certi versi a quella italiana: provenienti da una sconfitta più che onorevole, grandi erano le attese e quindi comparabilmente ancor più potente è la delusione che li abbatte. "Siamo tornati indietro di due o tre passi", commento dell'onesto coach applicabile anche all'Italia, perchè anche in questo caso stiamo parlando di una squadra outplayed sull'uno-contro-uno, contrariamente all'Italia stavolta difensivo, dagli avversari.
Peccati di frivolezze, eccesso di confidenza? Mah; giusto perché dall’altra parte c’era un Galles che ha saputo fare di peggio a volte? Agli scozzesi che hanno abbandonato sull'onda dell'entusiasmo da Sudafrica e Francia il "primo falli giocar male", si addicono le cose semplici e oggi han dimostrato che se va male il nuovo comandamento sull'onda della moda "tutti alla carica", magari per via di qualche pedina appannata o per via degli eventi iniziali, non hanno un Piano B.
Quanto al Galles, ora pausa di riflessione poi viene a farci visita a Roma, il 26 febbraio, con una vittoria ricostituente in cassaforte. Già sentiamo i nostri: “Coraggio Italia, è ora di ripartire!” o “Italia, vendicati!”. Speriamo che qualcuno veda questa partita in cui han mostrato alte capacità difensive e di sacrificio, unite all'attesa delle occasioni quasi alla francese; prima di lasciare che i Rossi vengano a schiantarci con le ripartenze. mentre noi tentiamo di allargare il gioco.

3 commenti:

Abr ha detto...

Galles che come al solito conta sulle individualità - stavolta Hook riesce a mettere in risalto anche Shane - ma solo per 20 minuti, più la fuga singola della seconda meta di Williams e quel break terrificante di jamie roberts.
Il resto è stato attesa (collaborativa) dell'errore scozzese.

Che passo indietro incredibile che ha fatto la Scozia: distratti, Parks ridicolo, spreconi, max Evans socmparso dopo i primi 10 minuti, Nikki Walker tuto muscoli e niente cervello, solo Sean Lamont a bussare alle porte in modo efficace ma monotono ....

La domanda sorge allora spontanea: e se non fosse così? Se invece la prestazione da tutti - anche da noi - esaltata degli scozzesi fosse dovuta alla pochezza difensiva dei francesi? Lo scopriremmo domani ...

Fabian ha detto...

quindi mi vorresti dire che gli Irish vinceranno?mi sembra impossibile!

Abr ha detto...

Nessuno vuol far credere nulla: attendiamo la prova del nove, siccome tutto è relativo. Della serie, fu vera gloria o erano gli scozzesi molto scarsi?

Tra l'altro se l'Irlanda vincesse, sai lo shakeout anche italiano? Risulterebbe che, giocando con gli avanti e con attenzione, abbiamo sfiorato la vittoria contro una squadra forte, perdendola solo a causa imprecisione al piede .... Altro che "allargare il gioco ai trequarti" allora! Chiamatemi subito Burton!
Meglio fare il tifo per la Francia, vah .... :)

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