giovedì 16 giugno 2011

Uomo da prima linea

La stagione che da poco si è chiusa è stata ricca di soddisfazione per gli Exeter Chiefs, la matricola di Aviva Premiership che è riuscita a piazzarsi all'ottavo posto in classifica. Nella storia recente della massima serie inglese, solo altre due formazioni arrivate dalla Championship erano riuscite a fare meglio: il Bristol nel '99/2000 arrivò sesto, gli Harlequins nel 2006/07 settimi. I Chiefs si sono dati da fare, mettendo a dura prova anche le più forti del gruppo. E nella loro prima linea hanno schierato Chris James Budgen, pilone classe '73, ex Northampton Saints. Un omone fedele alla vecchia scuola per cui è "fat but fit", grasso ma in forma. Tipo sorridente, non parrebbe nemmeno uno che se l'è vista brutta in qualche occasione. Perché Budgen serve nell'esercito britannico e presto tornerà ad indossare la divisa.
E' stato in Afghanistan, nella provincia dell'Helmand, zona di guerra, a sud della zona controllata dagli italiani. Le truppe di Londra sono in costante allerta, la resistenza dei talebani da quelle parti è quanto mai forte e radicata. Anche Budgen ha dovuto fare i conti con i uomini del suo reparto finiti a terra, morti. "Preferirei un colpo alla testa piuttosto che saltare in aria per colpa di una bomba", ha fatto sapere, ammettendo che serve un oscuro senso dell'umorismo per riuscire ad andare avanti. 
Gli capita di raccontare come di fatto, tanto sul campo di rugby quanto su quello di battaglia, certe cose si assomiglino: la fiducia nel tuo compagno, nella tua spalla, per tenere la linea di difesa e assicurarsi di avere le spalle coperte. Per poi sottolineare come nel rugby non ci siano di mezzo le vite delle persone. Origini neozelandesi, è sposato con Tina, gallese: i due hanno un figlio di 12 anni, Dylan. E ha rivelato che in un paio di occasioni ha sentito la morte davvero vicina: "Sono stato fortunato".
"La prima volta che ero nell'Helmand è andato tutto bene, non è morto nessuno, nonostante alcuni feriti. La seconda volta abbiamo perso due ragazzi del mio battaglione. Non li conoscevo bene, ma sapevo chi fossero". Per quanto riguarda l'Afghanistan, "sono sorpreso da quel paese. A volte ti svegli e vedi un'alba bellissima e tutto è quieto. E pensi: Dio, che terra bellissima. E' in quel momento che ti domandi se non sarebbe tutto più facile se potessimo sederci e parlare". 
Quando è in missione, si porta dietro una palla da rugby, per giocarci con i commilitoni o con i ragazzini, che però preferiscono il calcio. A maggio invece era a Twickenham, per la partita tra Army v Navy, Esercito contro Marina. In 63.000 si sono accomodati sugli spalti e Budgie per l'occasione si era assicurato il 28° cap con l'Esercito: "Non posso farne a meno. Ma la cosa davvero speciale di questo giorno è che vedi un sacco di colleghi di nuovo assieme, sani e salvi. Vivi. Mentre si divertono".

2 commenti:

Carletto ha detto...

Quest'uomo ispira simpatia!

ringo ha detto...

Anche perché se lo fai arrabbiare, non dev'essere piacevole ;)

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