sabato 14 gennaio 2012

Benetton e Edimburgh, modi opposti di approcciare una trasferta

Trasferta di coppa da dimenticare quella della Benetton a Swansea in casa Ospreys: finisce 44-17, sei mete a due, con doppietta per il centro 21enne Ashley Beck e ben due mete assegnate per punizione da un arbitro perfettamente allineato con le squadre in campo: distratto, erratico e inconsistente. Le due mete di Treviso, una per tempo arrivano da Gori e Padrò.
Premesso che la nostra cifra è sempre l'analisi razionale e non siamo di quelli così fanatici che le italiane dovrebbero sempre vincere; stavolta, nell'ottica del costante progresso della Benetton, non ci pare basti cavarsela con un: dopotutto venti punti di scarto presi nel campo di una squadra di vertice non sono una batosta.
Il punto è che gli Ospreys non han fatto vedere nulla di trascendentale: si sono confermati squadra un po' approssimativa e sfasata - sia pur di alto livello - come s'è vista ultimamente in campionato. Con avversari in fase involuta bisognerebbe provarci. Invece alcuni Benettoniani hanno offerto una prestazione addirittura inguardabile rispetto agli standard cui ci hanno abituato. Ci spiace far nomi in negativo, lo facciamo con spirito costruttivo: Chris Burton, un esempio per tutti, era meglio se stava a casa.  E' stato se non autore, compartecipe di ben tre mete avversarie, tutte quelle del primo tempo: la prima mediante un passaggio scontato, leggibile sin dall'Islanda e divenuto meta omaggio per Tommy Bowe; le altre due, nate da placcaggi mancati e difesa in souplesse stile wii-fit. Un peccato, perché altri invece si sono impegnati a fondo - da Gori che pure non è esente da critiche - crescerà -  per scelte estemporanee e rallentamenti "tebaldiani" a Nitoglia (più lo vedo e più mi piace: ali italiane così consistenti non ce n'è), a Zanni e Williams. Vedi a riprova dell'impegno le due mete Ospreys salvate con interventi in extremis dentro l'area di meta. Quanto alla prima linea massacrata dall'arbitro, fingiamo di pensare che Adam Jones sia un fenomeno extraterrestre ancor più forte di quanto non sia e va bene così, alla prossima (però con un altro arbitro).

La partita in generale è un un equilibrio d'errori: alla meta di rapina di Bowe rispondeva quella simile di Gori, un contropiede sorto da un rapace recupero palla difensivo di Iannone su uno dei tanti attacchi "sprecisi" dei gallesi (Dan Biggar, regista degli Ospreys: si capisce perché Gatland l'abbia lasciato a casa, dà l'impressione di giocare 20kmh di più veloce di quanto riesca a gestire). L'equilibrio sul 10 pari si rompeva presto a causa di buchi difensivi sui non irresistibili attacchi Ospreys, già alla mezz'ora i padroni di casa guidavano 25-10 grazie a due mete regalate al 21enne centro Ashley Beck.
Nel secondo tempo ci pensava l'arbitro a chiudere ogni spazio ai tentativi di recupero infarciti di palle perse dei trevigiani. Palle perse problema anche degli avversari, uguale marea di mischie, regolarmente troncate da falli regalati ai gallesi, senza che l'arbitro inglese s'accorgesse mai che il giovane ma furbo mediano Rhys Webb introduceva l'ovale in ritardo, mentre i suoi già spingevano: così son buoni tutti. Il lavoro era compiuto assegnando un paio di frettolose mete di punizione. A fine gara, in pieno garbage time,  era il subentrato mediano Kahn Fotuali'i  a marcare la sesta meta. Nel mezzo arrivava la seconda per la Benetton, con Padrò a finalizzare lo sforzo offensivo collettivo, in altre occasioni sabotato dalla propensione a perder palla.

[Inciso: siamo in periodo di playoff Nfl, vien buona l'analogia col football americano, dove per via della leggerezza dell'attrezzo e della velocità del gioco, l'offload non è previsto: si chiama fumble, palla persa. Benetton ha infarcito la sua gara di fumble offensivi. Anche nel rugby, quando ci si trovi nel mezzo della linea difensiva avversaria,  sarebbe il caso di smetter di pensare sempre al proseguo dell'azione e concentrarsi invece sul mantenimento del possesso, evitando il fumble a mo' di fullback Nfl: braccia attorno alla palla tenuta sul petto, gomiti in fuori stando bassi, pronti a rifugiarsi a terra in attesa del sostegno.  In attacco, prima di tutto conta proteggere il possesso: cfr. foto].

Treviso poteva tranquillamente marcare un altro paio di mete se avesse saputo tener palla in attacco. Per non parlare delle mete Ospreys che si potevano tranquillamente evitare TUTTE.  La concentrazione collettiva fuori casa è senz'altro un'area di miglioramento della Benetton. L'aggettivo che dà noia è quel "preventivabile" a fianco di sconfitta nei comunicati: sa di mancata preparazione mentale.
Ribadisco, non perchè si sia fanatici, di quelli che si debban vincerle tutte, ma questi Falchi Pescatori non sono parsi granché; regalargli il bonus è stato un po' troppo per i loro meriti. Fatto sta che ora i Gweilch sono rilanciati dai 5 punti e salgono a 13 in classifica, in mezzo alle sfidanti Saracens e Biarritz.

Le altre partite del venerdì di Heineken Cup:
- storica, assoluta batosta rimediata dai Leicester Tigers a Belfast da un Ulster in stato di grazia: 41- 7, quattro mete a una con doppietta di Andrew Trimble. I Tigers sono stati letteralmente outplayed su ogni punto di incontro dai padroni di casa, guidati dal quartetto sudafricano Pienaar-Muller-Wannemburg-Terblanche. Ah, e senza dimenticare lo sfondatore Ferris, oltretutto re delle rimesse laterali, decisamente uno dei migliori blindside europei. Ulster dominatore anche nelle fasi statiche con John Afoa forse il migliore in campo, ben coadiuvato da Tom Court. Tigers basiti o meglio assiderati dalla mancanza di rifornimenti e asfissiati nelle occasioni d'attacco, han fato la figura di quel che non sono, cioè una squadra priva di personalità: Twelvetrees mai visto, Youngs nervoso, solo Geordan Murphy a provarci e Tuilagi senior 50 e 50 tra fallacci e percussioni.
- Grande vittoria esterna 24-27 strappata all'ottantesimo minuto e due secondi da un indomito Edimburgh a spese di un Racing aggressivo, manovriero e bello da vedere ma sprecone. A dimostrare, cara Benetton, che a crederci e ad esser ben motivati nulla è impossibile, nemmeno a squadre "normodotate" com'è appunto la squadra scozzese.
Tre mete per parte, con gli scozzesi ogni volta avanti e poi raggiunti, Franciliens a prevalere cinicamente nel punteggio per la prima volta al 70', su calcio di punizione di Wisniewski appena subentrato a Hernandez. Mentre Frans Steyn provava un paio di bombe da oltre metà campo, fallendole di poco, gli scozzesi più cinici ancora, prima pareggiavano con Greg Laidlaw (autore di 11 punti) su palla persa da Chabal, poi marcavano il drop dell'Avemaria col subentrato Phil Godman non nuovo a imprese del genere. E la sorte arride agli ardimentosi: di certo se non ci provi fino in fondo tutti e 15 anzi tutti 23 più staff, non succede. Gran partita del nr.8 in blu Netani Talei, meta e migliore in campo.
E' una vittoria che potrebbe risultare decisiva per gli scozzesi, alle soglie dell'impresa storica di vincere un girone Heineken.

- Nella giornata di ieri, da registrare anche la gara di Euro Challenge tutta francese: Brive supera in scioltezza la disinteressata Agen con un netto 50-13, sette mete a una. Vittoria che le consente di predisporsi al meglio per lo scontro finale per la promozione ai quarti di finale della prossima settimana, in casa degli Sharks. 

10 commenti:

ivanot ha detto...

Lettura della partita impeccabile, quello che lascia di stucco è l'asfaltata che ha preso la mischia, neanche se giocavamo in 16 si riusciva a vincere e dell'arbitro che dire: non si spara sulla croce rossa.....

ivanot ha detto...

L'arbitro non ha di certo deciso la partita, ma si potrebbe tranquillamente cambiare la divisa con una di un bel verde intenso e con la scritta WELCOME!!! Zerbini si, ma con dignità:)

ivanot ha detto...

Gli arbitri sono importantissimi, dipende da loro la riuscita di questo grande sport, si devono dare una regolata, il pugno preso da Padrò con l'arbitro a un metro l'ha visto anche jean luc picard dall'Enterprise!!! Comunque non cambiava niente non si vinceva neanche in 16.

Abr ha detto...

Grazie ivanot. Non si vinceva nemmeno in 16, con quella mentalità. Qul che irrita è che questi Ospreys sarebbero impegnabili da una Benetton appena appena in forma o meglio, con 15/15 concentrata e che non abbia "messo in preventivo" la sconfitta. Vabbè, non chiediamo troppo alla buona Benetton, si tratta dell'area di miglioramento per il prossimo anno.

Sull'arbitraggio: concordiamo, la prestazione che abbiamo definito in linea con una partita infarcita di errori, non ha cambiato il risultato. Però alcuni devono crescere, più della Benetton. Non è questione di averne due o tre in campo o cambiar le regole: alcuni "in quei giorni" sono impresentabili.

Zamax ha detto...

A me sembra che i benettoniani siano scesi in campo con consegne precise: giocare alla mano sempre e comunque partendo da tutte le zone del campo. Proposito abbastanza suicida ma anche obbligatoriamente ambizioso. Se si vuole migliorare a volte bisogna essere anche poco umili. I molti "fumble" probabilmente si spiegano con questo tentativo di "step up". Certo, i molti errori e le tante occasioni buttate via questa volta hanno fatto imprecare anche me. Volendo alzare il livello della velocità, della tecnica, della creatività hanno perso in attenzione, lucidità e pragmatismo. Come si è visto in quei palloni buttati via (e l'avanzamento territoriale conseguito) nei tentativi sconsiderati di offload a tutti i costi non lontano dalla linea di meta. E' per questo che non giudico del tutto negativamente la partita di ieri.

Abr ha detto...

A conferma, il reparto migliore è stato il triangolo largo. Però le mete sono arrivate da un rovesciamento di fronte e da una percussione di avanti ... Come dice Brunel, ci vuole equilibrio.

Abr ha detto...

Per quanto riguarda i fumble, la palla persa sistematica in attacco non è inevitabile, a maggior ragione se sei poco abituato. Càpita se pensi prioritariamente al riciclo invece di più umilmente fissare il punto e ripartire, magari in velocità. Càpita di guadagnar anche falli così. Se invece era un piano, attaccare gli Ospreys in velocità, lo troverei un po' presuntuoso.

ivanot ha detto...

In questi ultimi anni molto positivi con Smith alla guida della squadra, abbiamo dimostrato di mantenere la rotta prefissata studiata a tavolini anche in situazioni in cui bisognava cambiare al volo l'impostazione del match, in tante occasioni ci siamo "concentrati" in azioni e non ne abbiamo trovato il bandolo della matassa anche se era li a pochi centimetri. Come dire una mentalità anglosassone che in alcune occasioni ci ha portato dritti alla sconfitta. Ci manca la capacità di cambiare al volo tattica ci manca un pò di estro e fantasia ma questo per il momento sarebbe chiedere troppo!!!

Abr ha detto...

Più che anglosassone sembrerebbe nippo-tedesca come mentalità poco flessibile ...
Ribadisco il mio punto di vista: più che tattiche giuste o sbagliate "insistite", c'è (ancora) un problema mentale: la confidenza e quindi la concentrazione massima fuori casa.

In ogni caso, battute a parte concordo: un passo alla volta.

elpigna ha detto...

@ivanot: cioe', per dirla con una battuta che tanto piace sia a chi offre gentilmente e con competenza questo spazio che a molti suoi lettori, manca il genio. e che cos'e' il genio? :-)

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